Enlisted: un furioso sparatutto gratis in Open Beta

Abbiamo trascorso qualche ora in compagnia dell'Open Beta di Enlisted su PlayStation 5 per provare tutte le novità dell'FPS di Gaijin Entertainment.

Enlisted
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • PS5
  • Xbox Series X
  • In un mercato che predilige battle royale e prodotti di stampo più arcade come Call of Duty Warzone e Fortnite Capitolo 2, il team russo di Gaijin Entertainment, noto al pubblico per aver dato vita a War Thunder (a tal proposito, ecco la nostra recensione di War Thunder), propone un'altra esperienza di stampo bellico che abbraccia anche questa volta il modello free to play: Enlisted è in Open Beta su tutte le piattaforme, e abbiamo trascorso qualche ora sui campi di battaglia della versione PlayStation 5 per approfondire la nostra conoscenza del gioco e delle complesse meccaniche che consentono al giocatore di personalizzare una gran quantità di dettagli del proprio plotone.

    Crea il tuo esercito

    A differenza di produzioni che puntano tutto sulla simulazione, il team di sviluppo di Enlisted ha voluto creare un prodotto ibrido le cui caratteristiche potessero essere apprezzate da un pubblico più ampio.

    Se da una parte tutto ciò che riguarda le armi, le uniformi, le mappe e i veicoli è fedelmente riprodotto e propone elementi identici a quelli seconda guerra mondiale, dall'altra vi è un gameplay che di simulativo ha ben poco ad eccezione dello scarso quantitativo di salute che impedisce, nella quasi totalità dei casi, di sopravvivere anche a un solo proiettile andato a segno. Nella migliore della situazioni, una volta colpiti finiamo a terra feriti e costretti a ritornare in salute tramite l'ausilio di un kit o delle cure di un medico. Lo stesso feeling delle armi non restituisce la pesantezza tipica di giochi simulativi e qualsiasi tipo di bocca da fuoco risulta essere "leggera" tra le mani del nostro alter ego digitale. Se da questo punto di vista questo free to play non brilla certo per qualità e carattere, bisogna dare atto agli sviluppatori di aver ideato una struttura di gioco interessante e in grado di rendere il titolo piuttosto longevo per chi adora il setting e il genere di riferimento. A differenza di altri sparatutto in prima persona, in Enlisted ogni giocatore ha la possibilità di crearsi la propria squadra formata da cecchini, artiglieri e piloti, i quali ottengono esperienza e possono migliorare nel tempo in maniera simile ad un gioco di ruolo.

    A prescindere dalla campagna selezionata tra le quattro disponibili e alla fazione che si decide di utilizzare (Alleati o Asse), è data agli utenti l'opportunità di modificare nel tempo ogni piccolo particolare del team, come i gadget da equipaggiare, i fucili da impugnare e le abilità passive da attivare (ad esempio l'aumento della velocità da accovacciati o l'incremento del danno degli attacchi ravvicinati).

    Come se non bastasse, ogni gruppo di soldati ha il proprio albero dei talenti i cui rami possono essere sbloccati nel tempo per rendere i combattenti sempre più efficienti e in grado di trasportare più armi contemporaneamente, dal momento che i loadout non prevedono di default uno strumento secondario come la pistola, e tutti gli slot extra si "acquistano" con i punti abilità.

    Avere una squadra ben costruita non serve solo al giocatore, che può utilizzare i vari personaggi sul campo e quindi sfruttare le armi e gli accessori in dotazione a ciascuno di essi, ma è di fondamentale importanza anche perché chiunque si trova sul terreno di scontro viene controllato dall'intelligenza artificiale quando non è l'utente ad averne il comando. La modalità principale di Enlisted vede infatti la partecipazione di due diversi team composti dai giocatori e dalle relative squadre: ciò significa che tutto l'impegno dedicato alla composizione del proprio piccolo esercito può avere dei risvolti concreti in game.

    Vi starete sicuramente chiedendo come si comportano i soldati sotto il controllo dell'IA, la cui qualità è al momento altalenante: abbiamo assistito a bot in grado di colpire con una precisione chirurgica giocatori dall'altro lato della mappa per poi imbatterci qualche secondo dopo in soldati "impazziti" che continuavano a correre contro una parete. Tutto questo si traduce in partite durante le quali si muore con una frequenza elevatissima e al contempo si riescono anche ad effettuare parecchie eliminazioni. A non eccellere sono anche le mappe, visto che non tutte ci sono sembrate ben riuscite. Se alcuni dei setting proposti sono azzeccati (uno su tutti quello dello sbarco in Normandia), altri rendono difficile la vita dei giocatori, i quali potrebbero trovare frustrante orientarsi e persino comprendere dove si sta svolgendo l'azione.

    Guerra a colpi di microtransazioni

    Trattandosi di un free to play con una grande attenzione alla personalizzazione dell'equipaggiamento della propria squadra e sullo sblocco di ulteriori soldati, è lecito chiedersi se Enlisted rientri o meno nella tanto temuta categoria dei pay to win.

    Fortunatamente, non sembra che il titolo faccia parte di questa schiera di prodotti ma si tratta senza alcuna ombra di dubbio di un pay to progress, dal momento che chi dà libero sfogo alla propria carta di credito può ottenere tutto e subito, a differenza di chi decide di non sborsare un solo centesimo, rendendo la scalata dei livelli del pass e l'ampliamento di squadra ed arsenale molto più lunghi. Con il denaro si possono infatti scalare i livelli del pass stagionale, acquistare intere squadre di soldati e potenziarne le skill aggirando la richiesta di punti abilità, procurarsi nuove armi e veicoli, come aeroplani e carri armati.

    Anche gli utenti meno inclini a comprare i pacchetti possono però espandere il proprio esercito e il relativo arsenale tramite l'accumulo di carte di bronzo, argento e oro che consentono di acquistare nel negozio sia oggetti specifici che loot box contenenti risorse casuali. Che si tratti di acquisti fatti con denaro reale o meno, qualsiasi oggetto è sempre relativo al livello della campagna raggiunto dal giocatore e, almeno in tal senso, non è possibile scavalcare gli altri ricorrendo alla carta di credito. In ogni caso non ci preoccuperemmo molto di eventuali derive P2W, poiché il time to kill quasi nullo rende le armi pressoché identiche tra loro.

    In linea con gli altri elementi del gioco, anche il comparto tecnico presenta un livello qualitativo ricco di alti e bassi: il colpo d'occhio delle varie ambientazioni è tutto sommato soddisfacente, così come il dettaglio delle armi, ma a deludere sono le espressioni facciali a tratti comiche dei soldati (i loro volti nei menu non possono che strappare un sorriso) e le relative animazioni, le quali sono troppo lontane dagli standard qualitativi moderni e stridono con la volontà di proporre un prodotto almeno esteticamente fedele al periodo storico in cui è ambientato.

    Purtroppo la versione PlayStation 5, ovvero quella che abbiamo testato per l'anteprima, non gode del pieno supporto al DualSense e non è quindi possibile in alcun modo fare uso dei grilletti adattivi per rendere più immersivo il sistema di sparo. Va comunque specificato che il gioco non è ancora disponibile nella sua versione finale e non possiamo escludere che da qui al debutto della build definitiva gli sviluppatori non apportino modifiche sostanziali al comparto tecnico o non implementino nuove funzionalità. Al di là di eventuali modifiche, siamo convinti che Enlisted sia un prodotto che difficilmente incontrerà i gusti del grande pubblico, sebbene riuscirà sicuramente a ritagliarsi una nicchia di appassionati grazie alla sua natura free to play e alla componente di crescita e potenziamento della squadra, che ha tutte le potenzialità di tenere incollati i giocatori per ore ed ore. Se siete curiosi di provare il gioco, infine, sappiate che è possibile farlo gratuitamente grazie all'Open Beta disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC (tramite il client proprietario).

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