E3 2017

FIFA 18 Provato: tutte le novità del gioco di calcio EA Sports

Primo contatto con FIFA 18, nuova edizione del simulatore calcistico di EA Sports, in uscita il 29 settembre: tutte le novità.

FIFA 18
Anteprima: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Xbox 360
  • PS3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • E3 2017. Il servizio prime di Everyeye.it è già bello che attivo: nemmeno il tempo di digerire le novità di EA Play, ed eccoci qui a riempirci la bocca di Fifa 18. Italia chiama Los Angeles: caldazza abbondante, tempo di passione mistica per i videogiocatori, e di notti insonni prima degli esami. Nottatacce cui non si può sottrarre la nuova edizione del calcistico di casa EA, chiamato alla cattedra quest'anno per una complessa riconferma, l'ennesima di una storia pluriventennale: dimostrare quanto, come e se il passaggio a Frostbite sia stato metabolizzato, e quali vantaggi può fattivamente comportare tanto nell'immediato quanto in termini di evoluzione prospettica. Un tema non di poco conto per una saga ormai abituata all'autoreferenzialità e a cercare nel proprio team e nei feedback della community le risposte ai massimi sistemi delle charts mondiali. Vediamo però di chiarirci: Fifa 18 non è un capitolo interlocutorio. Non è un capitolo di transizione e, guarda un po', non si accontenta di essere "quello dopo Fifa 17". Che volete farci, cari i nostri miscredenti.
    Siamo spiazzati anche noi, mannaggia. E dire che a ‘sto giro, eravamo moderatamente pronti a sfoderare la carta del pregiudizio.
    Anche perché negare che in passato EA abbia indugiato su quest'andazzo, affiancando ad ogni edizione di rottura un capitolo sì significativo ma meno roboante, costituirebbe una mistificazione che non ci volevamo, e non ci vogliamo, permettere. Le cose, però, cambiano, e a velocità warp: pronti via e il concetto di mid-gen allunga il ciclo di obsolescenza naturale degli hardware, aprendo nuovi scenari soprattutto ai franchise annuali. Tipo gli sportivi. Tipo Fifa. Pronti via e dopo un decennio passato a modellare i polpastrelli sui pad Xbox, ecco che ci cade un altro assunto. Pad di PS4 Pro alla mano, dunque, Fifa 18 è il capitolo che non ti aspetti. E che ti fa riflettere: quando potremo sfoderare un po' di sana demagogia?

    Tutte le novità di FIFA 18

    Fifa 18 è lento. E' pesante. E' difficile da leggere. E' un male? Tutt'altro. Nonostante le conquiste di Fifa 17 siano al loro posto e in bella mostra, per la prima volta dopo anni, l'approccio al gioco è sostanzialmente diverso dall'iterazione precedente. E' il feeling coi giocatori a cambiare, e restituisce la percezione di un principio d'inerzia alterato. L'impatto è sicuramente spiazzante, proprio perché più umano, naturale. Realistico, aggiungeremmo, sebbene Fifa, e quest'ultimo capitolo non fa eccezione, punti da sempre più a inscenare lo spettacolo del calcio, quanto a volerne rappresentare una simulazione. In passato si è sempre discusso sulle animazioni introdotte, quantificate in diverse migliaia anno dopo anno: con Fifa 18 si passa all'adozione di un intero nuovo sistema, basato su una metodologia di motion capture che strizza l'occhio al futuro.

    Il Viaggio Continua

    The Journey è stato baciato da un successo a tratti inatteso. 13 milioni di giocatori hanno indossato i panni Alex Hunter, che tornerà anche in Fifa 18 per proseguire una carriera ormai lanciatissima. Se la traccia resterà quella, apprezzatissima, della scorsa edizione, EA Sports non ha lesinato sugli accorgimenti per ampliarne le finalità. Saranno presenti molti più ambienti di gioco, una dimensione internazionale che fa il paio con il successo del giovane calciatore; nuovi spazi alla customizzazione, tramite abbigliamento e acconciature; una dimensione decisamente più televisiva, con trasmissioni sportive a fare da contorno, nuovi personaggi e celebrità del mondo del calco, in primis, naturalmente, Cristiano Ronaldo.
    Sul fronte ludico, i capitoli vedranno l'inserimento di un cospicuo numero di obbiettivi a medio termine, e una storia caratterizzata da diversi bivi, su cui incidere con più criterio tramite le nostre decisioni. Infine, è confermata l'introduzione del multiplayer locale.

    Il risultato è a portata di pad: basta muovere un giocatore, paventare cambi di passo o di direzione, per farci stampare sul faccione un bel sorriso di approvazione. Il cappello concettuale è quello di una vera, autentica, personalizzazione: il primo passo, quindi, del Fifa che verrà. Di fatto, è l'unico modo per innovare genuinamente, plasmando team e giocatori sulla scorta di algoritmi dinamici e biomeccanici precisi, che dei calciatori non emulino semplicemente gestualità, espressioni, esultante o pose durante i calci piazzati, ma interferiscano, rispondano, cambino le cose, in accordo con i parametri classici, una volta piazzati sul terreno di gioco. Non si tratta solamente di responsività, e capacità di reazione, quanto di una diversa, e migliore, comunicazione visiva, che trova responso immediato nel gameplay. Usando CR7, l'uomo immagine di Fifa 18, i risultati in termini di esplosività e di transizione fra un'animazione e l'altra sono semplicemente imparagonabili al già ottimo Fifa 17. Da una modalità di implementazione di tipo prettamente estetico, si passa dunque ad un rigore quantitativo che modifica il flusso di gioco. Va in pensione dunque lo "step by step" delle animazioni, che spesso produceva errori di calcolo o introduceva pause, stacchi o animazioni inutili o non necessarie ai fini di un'azione, sia in attacco (magari durante un tiro di prima dopo un rimpallo o durante un dribbling), che in difesa (durante un contrasto o l'intercettazione di un pallone). Il nuovo sistema lavora dunque "frame by frame", ampliando velocità e fluidità di passaggio tra un'animazione e l'altra e eliminando con più frequenza il superfluo. Ma perché il concetto di "personality" dovrebbe intaccare anche il gameplay? E' presto detto: facciamo sprintare Benzema e CR7, osservandoli lateralmente.

    Nel recente passato, al netto di parametri diversi sulla corsa, entrambi avrebbero però sfoggiato le stesse animazioni. Ora, il posizionamento delle braccia, delle mani, l'angolo creato dal movimento delle gambe non solo restituisce una versione più reale dei due atleti, ma anche il modo in cui occupano lo spazio è diverso, così com'è più accurata la modalità con cui raggiungono l'apice dello sprint e la velocità massima, fattori unificati sia visivamente che concettualmente fino a Fifa 17.
    Principi come lo spostamento dei carichi del corpo, della frizione col terreno, concorrono a creare un nuovo precedente per il franchise, pur nella consapevolezza di essere solo all'inizio: naturalmente l'idea stessa di "personality" non è applicabile in questi termini a tutti i giocatori di un roster sterminato: se Sterling corre come Sterling, Messi gioca spostando in maniera mai così efficace corpo e pallone, e Iniesta riesce a dribblare nascondendo il pallone, i gregari si devono accontentare di una processo che prevede un numero di archetipi poligonali di gran lunga superiore rispetto al precedente capitolo, con misurazioni parametrali più rigorose. La risultanza coincide con una linea di demarcazione netta fra Fifa 17 e Fifa 18.
    Altro giro: l'intelligenza artificiale. Ogni anno si può fare di più. Le migliorie sono costanti ma timide: i compagni proattivi ma non quanto avremmo voluto, capaci di leggere e predire le azioni bene ma non benissimo, e con una leggera tendenza a gestire più puntualmente le diagonali difensive che non i tagli offensivi. Fifa 18 palesa invece anche qui una forma invidiabile, soprattutto in fase di posizionamento.

    Per ora non vogliamo spingere troppo l'acceleratore sulla capacità di dettare il passaggio, ancora altalenante: stiamo però parlando di una build pronta al 50%. Di certo c'è che, anche questo versante, è interessato dal leitmotiv che muove Fifa 18: la personalizzazione, la capacità di far coincidere identità individuali e identità di gioco con le controparti reali. Ne consegue una differenziazione verificabile degli stili di gioco di alcune squadre, come il Barcellona, e degli schemi utilizzabili finalmente più incisivi. Inoltre, la tendenza al grumo in mezzo al campo, spesso causato anche dall'efficacia dello shielding, a tutto discapito del gioco sulle fasce, è qui decisamente mitigata. E sulle fasce, perdio, si corre a perdifiato solo per una ragione: arrivare sul fondo e buttarla nel mezzo. E se eravate fra quelli che agognavano l'arrivo di un sistema di crossing, in Fifa 18 siete stati accontentati: nuove traiettorie, possibilità di pennellarla a giro in maniera efficace, nuovi spunti utilizzando i grilletti per determinare l'altezza del cross.
    All'appello non mancano nuovi tiri al volo, diverse possibilità di dribbling, alcuni accorgimenti alla fisica del pallone, alle voci interazioni col terreno e frizione del manto erboso, e diverse migliori riguardanti i portieri, più concentrati in uscita, sia alta che bassa, e meno propensi a scaricare le ribattute in area piccola sui piedi delle punte. Inoltre, il nuovo sistema di animazioni corregge alcuni bug di posizionamento delle braccia durante le parate in allungo.
    Graficamente, Fifa 18 la piazza precisa nel sette. C'è anche da dire che EA se l'è giocata bene, mettendo a disposizione unicamente la versione Playstation 4 Pro. Il colpo d'occhio ne esce estremamente compiaciuto, soprattutto per via di un nuovo sistema di illuminazione, che fotografa l'azione con cura maniacale, spegnendo gli accesi estremismi della serie, per donarle un feeling incline al concetto di fotorealismo. Le diverse versioni degli stessi stadi, modulate in orari differenti, riempiono la scena come mai occorso prima d'ora. Riflessioni, rifrazioni, utilizzo attento dell'ambient occlusion, fanno il paio con la costruzione poligonale, più generosa e soprattutto diversificata, degli atleti, baciati dal salto di qualità anche nella ricostruzione dei volti, con shader generosi su porosità della pelle e imperfezioni varie.
    Si sa, se si anela all'immersione, servono i dettagli: da qui un'atmosfera più ricercata, che soprattutto fa sue le differenze di presentazione dei vari Paesi. Colori e ricchezza folcloristica degli stadi sudamericani staccano le linee cromatiche, ad esempio, dell'Emirates Stadium. Inoltre, il pubblico: laddove in Fifa 17 l'uniformità delle animazioni sugli spalti era abbastanza evidente, in Fifa 18 sono stati inseriti moltissimi movimenti individuali, oltre a gonfiare quelli di gruppo. Laddove è consentito, alcune esultanze possono anche prevedere la corsa verso i fan e l'abbraccio-fiume di quelli a ridosso del campo. In buona sostanza, una cornice di assoluto rispetto.

    FIFA 18 FIFA 18 è la conferma di un franchise ben saldo nelle mani di EA Sports. L’anno secondo del motore Frostbite si traduce in pacchetti di novità consistenti che incidono sulla qualità del gameplay, e sul feeling generale dell’esperienza di gioco. Il risultato è un Fifa decisamente splendente sotto il profilo formale, ma che è anche sostanzialmente più appagante, e molto meno derivativo di quanto ci si potesse aspettare. La costruzione di gioco più ragionata, il modello fisico che corre parallelo al nuovo sistema di animazioni e di personalizzazione, regalano un episodio che alla prima prova non si è presentato impreparato.

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