FIFA 19: lo abbiamo provato, tutte le novità del gioco di calcio EA Sports

Electronic Arts ci ha invitato all'Hotel Sheraton Majestice di Milano per farci provare con mano FIFA 19: ecco cosa abbiamo scoperto.

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  • Qualche giorno fa, in un pomeriggio di afosa siccità milanese, si è tenuto il press tour dedicato a FIFA 19. All'interno dello storico Hotel Sheraton Majestice, simbolo della perfetta sintonia tra una Milano che non c'è più e quella dell'Expo e della moda, abbiamo potuto finalmente mette le mani sulla nuova creatura della software house traghettatrice del mercato videoludico sportivo mondiale. Nelle righe che seguiranno, potrete trovare le nostre impressioni maturate a seguito di circa un'ora di prova, relative al gameplay di FIFA 19. Per quanto riguarda le modalità presenti in questa nuova incarnazione, FIFA Ultimate Team compresa, dovrete invece aspettare ancora qualche settimana, quando saremo pronti a rivelarvi tutte le sorprese che vi attendono nell'ultimo calcistico targato EA.

    Feeling classico, dettagli innovativi

    Il gameplay creato da EA Vancouver, nel corso degli anni non è mai stato perfetto o esente da critiche, tuttavia rappresenta sicuramente uno degli aspetti più distintivi della produzione. In questo nuovo capitolo Electronic Arts ha cercato di smussare tutte le asperità e le criticità di FIFA 18, a cominciare dal feeling palla al piede. L'introduzione del cosiddetto Active Touch System infatti incarna a tutti gli effetti una riscrittura integrale delle meccaniche con cui ogni atleta si approccia al pallone. Il motore, prima di gestire la corsa del giocatore, analizza il contesto di gioco e lo spazio intorno a lui. Dopodiché, calcola la via più veloce per arrivare alla sfera, nonché quella ottimale per calciare verso la porta o eventualmente compiere un passaggio.

    In questo modo, a detta degli sviluppatori, il calciatore selezionato giungerà sulla palla nel modo più realistico possibile, eliminando quell'effetto "corsa su binario" che risultava davvero poco simulativo.
    Questa nuova analisi degli spazi e dei contesti durante le azioni, inoltre, ha finalmente permesso l'implementazione di animazioni tutte nuove legate agli stop ed al possesso del pallone, rendendo finalmente possibile gestire la sfera anche nella fase a mezzaria. A questo ovviamente segue l'inserimento di movenze uniche: dal controllo in corsa di Neymar, allo stop di ginocchio a seguire di Lionel Messi, senza dimenticare l'aggancio al volo diventato ormai iconico di Paul Pogba. Insomma, la possibilità di compiere giocate ad alto coefficiente di spettacolarità rende possibili anche veri capolavori balistici e tecnici tutti da provare.

    Occhio ai cartellini!

    E proprio mentre eravamo intenti a testare il nuovo sistema di controllo palla che ci siamo imbattuti nella seconda aggiunta di questo capitolo, il cosiddetto 50/50 Battles. Spesso nei precedenti episodi i contrasti venivano lasciati un po' in secondo piano, con i giocatori selezionati che, spesso e volentieri, al momento dell'intervento rinunciavano ad affondare il colpo, o peggio ancora scartavano verso destra o verso sinistra piuttosto che rischiare di arrivare in ritardo sul pallone.

    Questa problematica è stata analizzata dal team di sviluppo, che ha così realizzato un sistema di contrasti completamente rivisitato. Il risultato sono interventi nettamente migliorati, con scontri decisamente più fisici e dinamici, in cui non sarà inusuale vedere entrambi gli atleti cadere rovinosamente a terra dopo un contrasto frontale ad alte velocità. Il giocatore selezionato per il tackle non rinuncerà mai ad intervenire di sua volontà ed andrà quindi fino in fondo, restituendo alla sfera traiettorie imprevedibili a seconda della carambola che subirà tra i piedi dei due contendenti.

    Allenatori di tutto il mondo, esultate!

    Dopo un anno di interrogativi su quanto effettivamente le tattiche personalizzare influissero sul comportamento della nostra squadra, EA ha ascoltato i feedback della community, rivoluzionandone le "dinamiche". Ecco dunque scendere in campo le cosiddette Dynamic Tactics: creato con la promessa di valorizzare i giocatori più hardcore, questo nuovo sistema cambia completamente il paradigma tattico del calcistico EA. Da adesso in poi ogni modifica effettuata non sarà più solamente intuibile sul campo, bensì sarà visibile in tempo reale nella lavagna interattiva posizionata al di sopra delle statistiche strategiche. Questa semplice aggiunta permetterà così di valutare se le modifiche proposte sono proprio quelle che fanno per noi.

    Anche le voci sono del tutto cambiate, inserite in due grandi categorie: difesa e attacco. Nel paragrafo dedicato alla fase offensiva, sarà possibile decidere lo stile generale: possesso palla, bilanciato, palla lunga, costruzione di gioco rapida. Una volta selezionata la nostra "identità" ludica, essa sarà interamente personalizzabile, scegliendo tramite un cursore - con valori da 1 a 10 - il numero di giocatori da coinvolgere durante la manovra, quelli da portare in area di rigore su azione, durante i corner e i calci di punizione.
    Per quanto riguarda la fase difensiva le libertà sono le medesime: dopo aver deciso l'atteggiamento a noi più congeniale (pressione costante, bilanciata, pressione pesante sul portatore di palla e attesa), sarà possibile modificare - con un range da 1 a 10 - i giocatori che vogliamo partecipino alla fase difensiva. Al fine di evitare facili entusiasmi però, vi ricordiamo che la nostra prova non è stata sufficiente per valutare la bontà della nuova feature portata da EA. Dunque, prima di lanciarsi in prematuri giudizi, sarà necessario attendere la release ufficiale. Detto questo, accogliamo comunque con entusiasmo questa svolta tattica che, potenzialmente, potrebbe cambiare radicalmente i match competitivi.

    Driven shot: sei tu?

    Il Driven Shot, o Double Tap Shot, ha segnato il capitolo 18 della serie. Gli sviluppatori, nonostante l'apparente silenzio su questa particolare modalità di tiro, non sono rimasti a guardare. In questo nuovo episodio, dalle ceneri del driven shot, nasce il timed finishing. Il nuovo sistema pensato da EA rappresenta di fatto lo stesso tiro utilizzato nel capitolo precedente, solamente rifinito e smussato. I ragazzi di EA hanno ridotto la finestra della corretta esecuzione, così da premiare i giocatori più bravi e capaci.

    Anche a livello grafico ci sono dei cambiamenti, con l'introduzione di un'interfaccia composta da una piccola barra situata al di sopra della freccia di selezione del calciatore. Dovremo schiacciare una seconda volta il tasto di tiro nel momento in cui l'indicatore sarà riempito fino al livello ottimale, così da garantire un colpo più preciso. Qualora agissimo col giusto tempismo, la freccia sul giocatore darà un feedback positivo colorandosi di verde, mentre in caso contrario si tingerà di rosso: una trovata che sinceramente non ci ha convinto fino in fondo. Il driven shot è stato l'incubo di ogni player di FIFA 18, e l'ombra di un suo ritorno potrebbe far tremare anche i cuori più temerari. Dalle prime prove svolte, dopo aver appreso l'esecuzione ottimale, il tiro si è rivelato un po' troppo efficace: tuttavia, così come per le tattiche, ogni valutazione è rimandata alla data di lancio.

    FIFA 19 Dopo un anno di duro lavoro e di critiche più o meno giustificate, FIFA 19 comincia a far breccia nei pensieri e nei desideri dei propri appassionati. Gelosa, a ragion veduta, del proprio stile e del proprio gameplay, la nuova creazione di EA rimane fedele alla sua identità, fornendo all'utenza l'inconfondibile feeling distintivo di sempre, sapientemente mescolato con alcune innovazioni tecniche molto interessanti, che faranno sicuramente felici sia i giocatori più hardcore sia quelli più casual. Ovviamente aspetti fondamentali come la gestione dell'IA e tutte le nuove feature inserite necessitano di prove più approfondite. Di certo, però, le premesse sono più che buone: i ragazzi di EA hanno dimostrato di saper ascoltare i consigli della community, ed accettare le pesanti lamentele ricevute nel corso dell'anno. E questa, forse, è la notizia più bella che potessimo ricevere. E sì: Cristiano Ronaldo indossava, purtroppo, ancora la "camiseta blanca".

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