Fifa 22 provato su PS5: le ultime partite prima della recensione

Abbiamo messo le mani sulla versione finale del gioco di calcio di EA e possiamo darvi le nostre prime impressioni in attesa del verdetto definitivo.

FIFA 22
Anteprima: PlayStation 5
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • L'annuale gioco di calcio targato Electronic Arts si appresta a fare il suo debutto. Prima del fischio di inizio ufficiale, gli abbonati ad EA Play e i possessori di Xbox Game Pass Ultimate possono già cimentarsi in qualche partita, testando il nuovo capitolo per ben 10 ore. Dopo la prova della demo di FIFA 22 di cui vi abbiamo già parlato a luglio, siamo tornati quindi in campo su PlayStation 5 per saggiare la versione definitiva del calcistico EA, ricoprendo un titolo che nella sua edizione next gen cerca di compiere qualche tangibile passo in avanti rispetto al passato. C'è moltissimo da raccontare, ma non lo faremo in questa sede: ci limiteremo infatti ad analizzare le primissime impressioni pad alla mano del rinnovato gameplay, lasciando alla recensione finale - che arriverà tra qualche giorno - il compito di tirare le somme e proporre un "pagellino" completo di FIFA 22.

    La next gen si vede e si sente

    Partiamo dall'impatto visivo: muovendosi sulla scia di FIFA 21 next gen (a questo link potete trovare la nostra recensione di FIFA 21 next gen su PS5), questo nuovo episodio propone un colpo d'occhio che non si distanzia eccessivamente dagli standard settati con la scorsa incarnazione. I volti degli atleti più celebri sono riprodotti con accuratezza, specialmente nella capigliatura, e la rinnovata gestione dell'atmosfera da stadio rende l'ingresso in campo e la cornice pre e post match abbastanza più immersivi.

    Non si tratta - beninteso - di un avanzamento epocale, ma il taglio maggiormente televisivo e la resa visiva hanno subito un incremento notevole. Lo stesso può dirsi per le esultanze, per le fasi di transizione durante i calci d'angolo, le punizioni o le rimesse laterali, caratterizzate da una regia più attenta e dinamica. Nelle sequenze in-game, la nuova telecamera EA Sports Gamecam è stata mutuata direttamente da FIFA 21: com'è ovvio, può essere modificata in qualsiasi momento, e a nostro avviso - proprio come lo scorso anno - si tratta di un'inquadratura che segue l'azione con accortezza e precisione, dando al campo il giusto respiro quando necessario e restringendo i confini della visuale al momento opportuno. Se a uno sguardo ravvicinato, nel corso dell'ingresso sul terreno o nelle esultanze, il distacco tra i modelli poligonali dell'edizione passata e di quella attuale non ci è parso particolarmente marcato, lo stesso non può dirsi per la qualità generale della messa in scena nei replay e durante le partite. L'Hypermotion Technology, feature esclusiva delle edizioni next gen e tanto sbandierata da EA, non solo si avverte sul piano del gameplay (come vedremo nel prossimo paragrafo) ma si percepisce in modo palese nelle inedite animazioni che concorrono a trasmettere un feeling visivo più verosimile ed elegante, senza eccessive storture connesse a movenze poco naturali.

    Gli atleti, specie quelli più blasonati, si muovono con più realismo, e il divario rispetto al passato è tangibile soprattutto negli uno contro uno e nelle ripartenze dell'intero team. Se si esclude il lavoro svolto sul reparto animazioni, piuttosto considerevole, crediamo che lo studio avrebbe potuto rifinire un po' più nel dettaglio la modellazione dei volti dei calciatori, che è sì lievemente più dettagliata, ma comunque abbastanza simile a quella della riedizione next gen di FIFA 21.

    Ridotta in modo parziale è l'implementazione del DualSense: mentre nel precedente capitolo il controller di Sony trasmetteva una vibrazione più accentuata anche durante la corsa e i passaggi, ora il pad si limita a fornire un feedback negli scambi più prepotenti, nei contrasti più forti e nel momento in cui la palla entra in rete, con conseguente esultanza. Chiude momentaneamente il quadro della componente audiovisiva la nuova telecronaca a cura di Pierluigi Pardo, con il commento tecnico di Daniele Adani, che ha sostituito Stefano Nava: il nuovo duo funziona, ma già dopo poche partite ci si accorge di come la libreria di frasi utilizzate non sia particolarmente ampia.

    Il Gameplay: qualche passaggio in avanti

    C'è bisogno di più tempo per sviscerare a fondo il gameplay di un gioco come FIFA 22, soprattutto alla luce delle tante aggiunte apportate dal team di sviluppo. Già in questa fase preliminare, tuttavia, bisogna ammettere che le migliorie percepite durante la beta continuano a essere presenti, non senza prevedibili compromessi.

    Partiamo dal presupposto che l'Hypermotion Technology è una feature che fa la differenza: il passo in avanti non è di quelli clamorosi, che stravolgono l'intero feeling di un gioco votato alla spettacolarità, come il brand di FIFA propone da qualche anno a questa parte. Ciononostante le novità sono concrete e - letteralmente - tangibili. Le migliaia di animazioni inedite contribuiscono a donare più carattere all'azione, e concatenano meglio le movenze degli atleti, specialmente durante la protezione della sfera negli uno contro uno, gli scatti, le falcate e gli stop. Ne consegue che cambia il tempo del possesso e del controllo palla: micro-animazioni in grado di modificare un dribbling, la reattività di una ripartenza (merito anche dell'inserimento dell'inedito Sprint Esplosivo) e persino la gestione di un tiro. Possono sulle prime apparire rifiniture poco evidenti a occhio nudo, ma pad alla mano mutano in parte il ritmo dell'azione. Si badi, in ogni caso, che FIFA 22 resta un titolo orientato verso la spettacolarizzazione, e pertanto la velocità della gara - per quanto in parte ridotta in confronto a quella di FIFA 21 - resta ancora settata su livelli alquanto (a nostro avviso un po' troppo) elevati. Gli scambi sono rapidi, le accelerazioni fulminee, e nel complesso siamo dell'idea che EA dovrebbe abbassare di qualche tacca il ritmo della gara per ambire a traguardi più simulativi possibili.

    Fedele alla sua filosofia, in ogni caso, FIFA 22 propone un andamento galoppante e acrobatico, valorizzato dalle già citate nuove animazioni, che rendono più fluida ogni azione. Ne hanno beneficiato anche i contrasti, nei quali si percepisce una fisicità superiore in rapporto al passato; di pari passo si muove la fisica della palla, che segue finalmente parabole e rimbalzi più credibili, anche se alla prova dei fatti non sono mancate occasioni in cui le traiettorie sono risultate abbastanza inverosimili.

    Parliamo comunque di un sensibile perfezionamento, ancora lontano dall'eccellenza, eppure indubbiamente avvertibile, capace di risentire in maniera evidente anche delle diverse condizioni meteo (provate a giocare in un campo bagnato dalla pioggia). Le storture, come di consueto, non mancano: le animazioni a tratti, durante le transizioni con la palla a bordo campo, non sono sempre ben connesse, portando gli atleti a muoversi in maniera forsennata prima di trovare la loro posizione, e alcuni contatti appaiono un po' grossolani.

    Ma anche dinanzi a questi inciampi, è difficile negare che EA sia sulla strada giusta per rifinire il gameplay del suo calcistico. Ci riserviamo la possibilità di realizzare un maggior numero di partite con squadre di diverso livello prima di pronunciarci sulle capacità difensive dei vari team e dell'intelligenza artificiale, ma al momento l'impressione è che la formazione agisca sul campo con più consapevolezza, evitando (soprattutto ai gradi di sfida più avanzati) grosse voragini durante i filtranti e assumendo un'indole più aggressiva quando è in svantaggio nei minuti conclusivi. Insomma, un'IA più attenta, anche se non impeccabile, che si riflette pure nella gestione degli estremi difensori: a parte qualche "papera" grossolana (ma fa parte del gioco...), i portieri - in particolare nei tiri dalla lunga distanza - sanno essere molto difficili da abbattere. Rispetto alla beta ci sono stati meno strafalcioni, e nel complesso abbiamo riscontrato un maggior equilibrio tra infallibilità, miracoli sotto rete e momenti di défaillance. In sostanza, in FIFA 22 c'è più controllo, più varietà, più simulazione: la versione preliminare di luglio ha gettato le basi che si sono evolute nell'edizione completa, benché resti ancora molto da testare sul lungo termine, sia sul versante del gameplay sia sul piano dei contenuti. Lasciamo alla recensione il giudizio definitivo su quello che ci sembra al momento un capitolo capace di mettere a segno un buon filtrante, per permettere così alla serie di smarcarsi da alcune incertezze del passato e fiondarsi dritto in rete.

    Infine, prima di scoprire cosa potete aspettarvi dalle varie opzioni di gioco sia in singolo che in multiplayer, vi suggeriamo di recuperare il nostro speciale sul Pro Club, la nostra anteprima di VOLTA, lo speciale sulla Carriera e - ultimo ma non per importanza - lo speciale alla scoperta di FUT 22, la modalità regina, come da molti anni a questa parte, di FIFA 22.

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