Final Fantasy XIV Stormblood: primi passi nell'Early Access

Abbiamo mosso i primi passi nel mondo di Stormblood, nuova attesissima espansione di Final Fantasy 14 A Realm Reborn.

provato Final Fantasy XIV Stormblood: primi passi nell'Early Access
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Se c'è una cosa che ho imparato a fare dopo quindici anni di MMORPG, quasi tutti perlopiù su Final Fantasy XI e XIV, è stabilire delle priorità. Quando esce un'espansione poi questa diventa una necessità: nuovi job, nuove aree, nuovi equipaggiamenti, dungeon, missioni... Nuovo tutto insomma. Stormblood, seconda espansione di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn in uscita proprio oggi, non fa ovviamente eccezione e propone una pletora di nuovi contenuti, tutti tra l'altro incredibilmente avidi di tempo. È qui che entra in campo la mia riconosciuta esperienza e invincibile capacità di organizzazione: per cercare infatti di procedere il più speditamente possibile, in modo da non buttare il tempo in task inutili, mi sono preparato una timeline performante e rigorosa che mi permettesse di arrivare al settanta, il nuovo limite, con precisione chirurgica in tempi record.
    La situazione di partenza il primo giorno di early access: giorno di riposo previsto da mesi, sedia comoda, PC da poco formattato, client aggiornato, Bardo al sessanta e Warrior al cinquantanove. Il piano è semplice: grazie alle nuove quest e all'abbondanza di gente in Free Company si può superare l'atavica lentezza dei DPS nel trovare spazio nei Duty, quindi il piano si fa praticamente da solo: prendo il Bardo, mi sistemo l'HUD con la nuova job gauge e parto in tromba a fare la quest principale, così da fare esperienza velocemente e iniziare a scoprire le nuove aree.
    Il piano è insomma semplice e prova di bomba, e infatti dopo quattro giorni di early access e una trentina di ore di gioco posso confermarvi che è fallito miseramente dopo forse quaranta secondi.

    Il mio Bardo infatti è esattamente dove era prima che uscisse l'espansione, in compenso il Red Mage è al cinquantuno, il Samurai al cinquantasette, il Warrior al sessantadue, le beast tribe quest in pari (sono finalmente BFF dei Vanu e dei Vath) e sopratutto ho una quantità infinita di quest che mi si sono aperte pronte solo da essere portate a termine. Esattamente come in Heavensward, Square Enix e Yoshida hanno deciso per un approccio conservativo all'espansione, lasciando fuori i contenuti prettamente end-game, che saranno inseriti con la prima patch post lancio. Anche così l'effetto collo di bottiglia al contrario, come anche dimostrato dal mio piano miseramente fallito, è evidente: ci sono tante cose da fare che richiedono parecchio tempo, e se non ci si focalizza su una in particolare si ha un po' l'impressione di non procedere nella maniera corretta. Il punto però è che non esiste un giusto approccio a Stormblood: potete correre a Ul'dah e sbloccare i due job nuovi, potete andare in Auction House e fare incetta di materiale per iniziare a craftare le nuove ricette, potete correre a Gyr Abania e iniziare il lungo (e probabilmente evitabile, a essere sincero) processo che vi porterà a poter volare anche nelle aree nuove e comunque fareste la cosa giusta.
    I livelli che vanno dal sessanta al settanta sembrano scorrere con abbastanza agio: in Free Company abbiamo già un paio di sessantanove che ci sono arrivati senza particolare grinding, ma tenete conto che il primo job che ci arriva, pure non avendo il bonus all'exp degli altri, ha una tonnellata di quest (che danno 120k di media) a far salire velocemente il livello, senza contare i dungeon e le roulette (ora anche quella Frontline dà esperienza). Probabilmente per aiutare chi ha diversi job al sessanta da portare al settanta, anche i FATE delle nuove aree sono stati potenziati, e se fatti in party garantiscono insieme al PvP (The Feast, nello specifico) il miglior modo per alzare velocemente il proprio livello.
    Al netto dell'abnorme quantità di Red Mage e Samurai presenti nei duty e in generale in giro per Eorzea, l'atmosfera che si respira è quella delle grandi occasioni, con così tante persone collegate che le file per riuscire a loggare, al momento in cui questa prima parte della recensione viene scritta, sono al limite della sopportazione.

    Il lancio infatti non è esattamente stato dei migliori: i server dei duty, indispensabili sia per i dungeon che per proseguire con la storia, sono stati inservibili per la prima mezza giornata di gioco, mentre i data center sembrano aver raggiunto la capacità massima disponibile, il che causa code di ore (ieri sera io sono rimasto in coda un'ora e venticinque minuti) che non tutti sono disposti ad affrontare.
    Oggi il gioco esce dall'early access per diventare disponibile a tutti, e se la situazione rimane questa ci sarà da monitorare con attenzione la situazione.Una volta che si è dentro però le cose funzionano, anche se il restie del combat system tiene tutti un po' sul chi va là, visto che ancora bisogna prendere le misure al nuovo modo di giocare e alle nuove abilità. I due nuovi job sono ovviamente avvantaggiati, perché partendo da zero non hanno meccanismi pregressi da cambiare, ma possono essere scoperti e padroneggiati con relativa facilità. In una primissima analisi, almeno per quanto riguarda il Samurai, la differenza di prestazioni con gli altri melee è evidente: solido, pronto a tutto, con diverse rotazioni sia single che multi target, versatile e sopratutto capace di bucare i muri tanto si entra facilmente in ritmo.

    Anche il Warrior mi ha fatto una buona impressione (peccato per Bloodbath che saluta, e una tendenza a scendere di HP più marcatamente rispetto al passato), mentre i feedback da parte di Dark Knight e Scholar non sono esattamente incoraggianti. Va però detto, ed è parecchio importante, che l'effetti la portata dei cambiamenti può essere chiara solo al livello settanta in un evento endgame, che dovrebbe essere aggiunto, versione extreme di Susano a parte, nel giro di qualche settimana.
    Stormblood insomma parte in maniera tutto sommato solida sul fronte contenutistico, al momento rivolto alla fascia pre-endgame. Le cose da fare ci sono e sono tante, e la ventata orientale data da Kugane e Doma è un toccasana per un mondo che Heavensward, il gelo e i draghi avevano reso molto serioso e forse freddo. Così di primissimo acchito mi pare che questa sia un'espansione di sostanza più che di forma, e che le più grosse novità sono di nell'ossatura del gioco e non nel suo aspetto esteriore. Tutto insomma se lo gioca con i nuovi raid (Omega e Return to Ivalice) e tutti quei contenuti accessori che di fatto determinano la varietà dell'endgame di un MMORPG, come Palace of the Dead, il nuovo Acquapolis o Diadem. Sono passati solo quattro giorni dall'apertura dei server, quindi è oggettivamente per qualsiasi considerazione che non sia più che superficiale. Stormblood è un Behemot, e come tale va affrontato con pazienza e metodo quindi non abbiate fretta per il voto, arriverà quando sarà pronto.

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