Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia Provato

Abbiamo provato le prime ore del remake di Fire Emblem Gaiden, sino ad ora mai uscito dal Giappone. Ecco com'è andata.

provato Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia
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  • 3DS
  • Console handheld di Nintendo alla mano e una punta di malinconia canaglia: così è iniziata la nostra prova di Fire Emblem Echoes: Shadow of Valentia. Probabilmente, la causa scatenante di questo strano stato d'animo sono state le esternazioni di Hitoshi Yamagami, producer del gioco, il quale qualche giorno fa aveva dichiarato che, dopo Shadow of Valentia, non vedremo altri episodi regolari di Fire Emblem su Nintendo 3DS. Intendiamoci: il franchise, per fortuna, è più vivo che mai e gode di ottima salute. Questo grazie, anzitutto, all'apertura verso il mercato mobile perseguita con successo sin dal lancio con Fire Emblem Heroes; poi spin off (Fire Emblem Warriors) e un episodio principale previsto per un generico 2018 sulla nuova ammiraglia della grande N. Nonostante queste rassicurazioni sul futuro della serie, mettere mano a Shadow of Valentia ha comunque un sapore al contempo dolce e amaro. Se, da un lato, fa sempre molto piacere poter tornare a parlare della più famosa proprietà intellettuale di Intelligent System, dall'altro in un certo senso Fire Emblem Echoes: Shadow of Valentia annuncia la fine di un'epoca che ha saputo regalarci tante soddisfazioni. Probabilmente il 3DS avrà un successore; oppure il supporto alla console continuerà ancora a lungo. Ciononostante non possiamo scacciare il pensiero che stiamo per giungere alla fine di un ciclo. Forse ci stiamo preoccupando troppo e, infatti, tutti i timori riguardanti un futuro - forse remoto - vengono immediatamente scacciati dal meraviglioso trailer introduttivo e dal suo maestoso accompagnamento musicale.

    Quasi trent'anni e non sentirli

    Shadow of Valentia - lo diciamo per chi si fosse distratto durante il reveal fatto al Nintendo Direct del 18 gennaio - non è un capitolo inedito bensì il remake del secondo episodio canonico (Fire Emblem Gaiden), giunto la bellezza di venticinque anni fa e mai uscito dalle coste nipponiche. Inoltre, dato che in tema di ricorrenze il popolo del Sol Levante non è secondo a nessuno, questo remake è giunto sugli scaffali dei negozi patrii proprio il venti aprile scorso, esattamente a ventisette anni di distanza dall'episodio di debutto (Shadow Dragon and the Blade of Light) che diede inizio alla lunga storia del franchise.

    Per la verità non è la prima volta che un capitolo della serie si rifà il trucco: sul precedente "due schermi" targato Nintendo, infatti, esistono già i remake proprio del primo e del terzo episodio (quest'ultimo, però, non ha mai ricevuto una localizzazione occidentale). Comunque, dato che si tratta di restauri operati ormai la decade scorsa, con tutta probabilità per il trentesimo anniversario torneremo a sentirne parlare. Rappresentando uno dei pilastri fondativi della serie non ci stupisce, dunque, ritrovare in Shadow of Valentia molti elementi comuni alla maggioranza degli capitoli successivi che anche noi europei abbiamo avuto modo (e piacere) di giocare recentemente. E questo grazie anche al deciso incremento di popolarità goduto dal franchise in questi anni fuori dai confini nipponici. In Shadow of Valentia fa capolino la classica rivalità millenaria tra due regni, Zofia e Rigel, la quale affonda le proprie radici alla notte dei tempi allorquando due dèi, in perenne conflitto fra loro, stipularono una tregua dividendosi, così, l'influenza sugli esseri mortali. I due regni, devoti alle rispettive divinità protettrici Mila e Duma non potrebbero essere più diversi tra loro: da un lato Rigel, basa la sua filosofia sul credo della potenza militare e della conquista a tutti i costi; mentre dall'altro, Zofia si fonda su pace, armonia e prosperità. Ed è forse per questo che l'imperatore di Rigel, attratto dalle fertili terre oltre la barriera, ha tutte le intenzioni di unificare i due troni. Come potete immaginare, l'intera impalcatura narrativa sarà sostenuta da due giovani protagonisti, Alm e Celica, e dal forte legame che - nel bene e nel male - guiderà le loro azioni. Diversi per spirito, idee, e obbiettivi i destini dei predestinati influenzeranno le sorti non solo del nutrito gruppo di seguaci che abbracceranno la loro lotta, ma anche dell'intero continente di Valentia. Le prime ore in compagnia del titolo ci hanno permesso di conoscere il background narrativo e alcuni dei comprimari che ci accompagneranno lungo un'avventura che si presenta non priva di insidie.

    Old school, new skin

    Dopo una rapida introduzione, creata ex novo per questo remake e dedicata a farci comprendere il contesto storico in cui vengono calate le vicente e il profondo legame che unisce Alm e Celica sin da bambini, il titolo ci presenta gradualmente alcune caratteristiche su cui si reggerà l'intero impianto ludico successivo. Le "novità" non mancano e non si limitano unicamente al restyling grafico. Quest'ultimo - non poteva essere altrimenti - abbraccia ovviamente la filosofia tipica degli episodi più recenti, ma la mesce con diverse feature interessanti riguardanti il gameplay, che "spezzano" in modo riuscito la sequela di scontri che avverranno come di consueto sulle canoniche griglie isometriche bidimensionali.

    Anzitutto, le fasi relative all'esplorazione cambiano a seconda del luogo in cui ci troviamo. La dinamica relativa a città, avamposti e villaggi si rifà alle visual novel consentendoci di esplorarli spostandoci per "punti": ognuno di questi viene rappresentato da un fondale statico con cui è possibile interagire attraverso alcuni semplici comandi per parlare con gli eventuali astanti e scovare equipaggiamento, nonché utili consumabili nascosti (un po' come accade per le monete del Professor Layton, per intenderci). Per ciò che concerne i dungeon che punteggiano la world map, invece, questi possono essere esplorati liberamente muovendo il nostro alter ego all'interno di ambienti interamente tridimensionali che traslano verso le canoniche due dimensioni quando decidiamo di affrontare i nemici. La fase dedicata allo scontro, come abbiamo anticipato, non riserva grandi sorprese per i fan di lungo corso. L'impostazione è, sostanzialmente, la stessa che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni, condita da alcune particolarità. Anzitutto, durante una delle prime battaglie verremo in possesso della "Ruota di Mila", un potente artefatto in grado di riavvolgere il tempo sul campo di battaglia. I combattenti, poi, salendo di livello possono esser promossi a una classe diversa e superiore ma questo può avvenire solamente presso gli altari della dea, posti in punti precisi della mappa. Da quanto abbiamo potuto vedere, torna anche la possibilità di dialogare con i compagni durante lo scontro, per rafforzare il loro legame e aumentare le chance di mettere a segno un colpo critico. Insomma, abbiamo la netta sensazione di aver solamente scalfito la superficie di un titolo che si preannuncia essere degno dei migliori episodi della serie. Il 19 maggio si avvicina a grandi falcate e, nonostante la malinconica consapevolezza che probabilmente questo sarà l'ultimo episodio a vedere la luce su 3DS, non vediamo l'ora di divorarlo sino ai titoli di coda.

    Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia Annunciato a sorpresa durante il Nintendo Direct dello scorso 18 gennaio, Fire Emblem Echoes: Shadow of Valentia è ormai pronto a sbarcare in Occidente per farci vivere, prima volta in assoluto per noi, le eroiche peripezie di Alm e Celica. Con le ore di gioco iniziali in compagnia di Shadow of Valentia abbiamo potuto solamente scalfito una piccola parte di quanto attenderà i giocatori il prossimo 19 maggio. Stando alle parole di Hitoshi Yamagami questo sarà l'ultimo episodio canonico della serie a giungere su 3DS. Non ci resta che prepararci a rendergli il dovuto omaggio giocandolo tutto d'un fiato.

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