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Floodland: una città da ricostruire in un gestionale survival apocalittico

Tra città da costruire, comunità da espandere e decisioni politiche da prendere, alla Gamescom 2022 abbiamo messo le mani sul peculiare Floodland.

Floodland: una città da ricostruire in un gestionale survival apocalittico
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  • Pc
  • Un mondo fatto di sopravvissuti si erge sulle ceneri di una civiltà distrutta dall'inquinamento e dallo spreco di risorse. Ricostruire e rialzarsi dal disastro è l'obiettivo di Floodland, un intrigante gestionale survival su cui abbiamo messo gli occhi e le mani tra le mura della Gamescom 2022. Un titolo che, a nostro parere, potrebbe soffiare una piacevole ventata d'aria fresca nel panorama di riferimento, tra isole devastate, ammassi di rifiuti e foreste sterminate che hanno ripreso il controllo dei territori, prevaricando su città e insediamenti umani.

    Una città sommersa

    A colpirci di questo Floodland è stata soprattutto la direzione artistica, con scenari modellati in stile pastello e un'interessante varietà nei cromatismi paesaggistici. Parliamo dunque di un gestionale in tempo reale estremamente bello a vedersi, ma - come abbiamo avuto modo di scoprire durante la presentazione - anche molto complesso e stratificato.

    I pilastri alla base dell'approccio produttivo e ludico di Floodland sono fondamentalmente tre: plasmare una nuova società attraverso una gestione che non è soltanto urbana, ma anche politica; sopravvivere in un mondo in cui le materie prime non sono più alla portata dell'uomo e mettersi alla ricerca di esse; esplorare il mondo devastato dal cataclisma, con l'obiettivo di scoprire e colonizzare aree inesplorate, reperire risorse utili e incontrare nuovi sopravvissuti da integrare nella propria società. Nello specifico, gli sviluppatori hanno definito Floodland un "survival city builders" ambientato sulle rovine di una città decaduta. I crismi di partenza sono dunque quelli di un canonico gestionale. Abbiamo provato il tutorial del gioco, che ci ha introdotto alle regole di base della produzione, iniziando a gestire il nostro piccolo accampamento di partenza, ma solo dopo aver scelto il nostro clan di appartenenza. A tal proposito, abbiamo saputo che nel corso del gioco si incontreranno molte altre fazioni, ma per quanto riguarda la scelta iniziale abbiamo dovuto rifarci a una delle seguenti: Good Neighbours (Old Worl Liberty), Oakhill Survivors (Old World Autocracy), Fire Brigade (New World Liberty), Berlut (New World Autocracy). Ciascuno di questi clan possiede un proprio background originale e, come potete intuire dalle rispettive nomenclature, anche un assetto politico e governativo differente.

    Tornando al nostro insediamento iniziale, le prime fasi dell'avventura vi porteranno per mano nella definizione della vostra società di partenza. Un'ottima introduzione, a nostro parere, per far avvicinare anche i giocatori estranei al panorama dei gestionali, magari attirati dal contesto narrativo piuttosto marcato e particolare e dalle tematiche di stampo ecologista.

    Quindi abbiamo iniziato con delle brevi spedizioni nei terreni attorno al nostro campo, inviando i primi membri della comunità in avanscoperta per raccogliere cibo, strumenti e oggetti, dagli scarti del vecchio mondo. Terminate le prime fasi, abbiamo potuto dare inizio alla costruzione dei primi edifici predisposti alla gestione delle principali attività di produzione.

    In ogni caso gli sviluppatori ci hanno svelato che la parte survival non è che un singolo frammento di un'esperienza di gioco ben più ricca. Una componente centrale di Floodland sarà infatti dedicata alla gestione politica e sociale del nostro agglomerato di clan.

    Per quanto concerne il sistema di progressione della (o delle) città, anche il numero di opzioni disponibili per dar vita ai tanti edifici della nostra società si è rivelato davvero impressionante. L'accesso ai contenuti predisposti al city builder avviene tramite un apposito menù dedicato diviso in macro-sezioni, ciascuna dedicata a un singolo aspetto del processo industriale della comunità. Abbiamo poi appreso che mettere d'accordo le varie fazioni non sarà affatto facile, e che prendere delle specifiche scelte - molto spesso anche morali - rischierà di compromettere la stabilità di tutto il governo. Il team ci ha mostrato anche una sorta di albero relativo alle decisioni politiche. Il numero di possibilità a nostra disposizione sembra davvero imponente, e non vediamo l'ora di approfondire meglio tutto l'afflato gestionale della produzione.

    Floodland In conclusione, riteniamo che Floodland possa rivelarsi un'esperienza davvero stratificata, sia per quanto concerne la profondità delle meccaniche survival e gestionali sia per il background narrativo e tematico della produzione, ma comunque accessibile a coloro che non hanno familiarità coi crismi del genere di appartenenza. Non ci resta che attendere di mettere le mani sul prodotto finale per capire se le nostre impressioni preliminari potranno essere confermate.

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