Forza Horizon 4: sfrecciamo per le campagne inglesi nel nuovo racing Microsoft

Siamo volati a Woking per provare Forza Horizon 4, il nuovo gioco di corse targato Playground Games: un ultimo giro di pista prima della recensione...

Forza Horizon 4
Anteprima: Xbox One X
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Sveglia alle cinque, anzi alle quattro, poi di corsa in aeroporto per prendere il volo: British Airways, ovviamente. Poi Londra, stranamente mite e piacevole per gentile concessione del sole settembrino, ma non è quella la nostra destinazione, non stavolta. E infatti di nuovo in macchina, verso sud, sud-ovest, fino la piccola città di Woking, nel bel mezzo dell'idilliaca campagna del Surrey. Qualche casetta folkloristica, pratini all'inglese da guinness dei primati, e infine ci troviamo davanti a quel concentrato di alta tecnologia che è il centro produttivo McLaren.
    E quando diciamo "alta tecnologia", non stiamo certo utilizzando un eufemismo: un cilindrico ascensore di vetro nascosto da una foresta di betulle, e poi giù due piani sottoterra, dove ti si apre davanti un dedalo di corridoi bianchi tempestati di led e acciaio. Potevamo farci mancare un giro turistico? Certo che no, e allora dopo un veloce briefing di benvenuto (e qualche caffè) ci facciamo strada fra i reparti, dalla carrozzeria al segretissimo ricerca e sviluppo, e infine alla gigantesca navata-museo, vis-à-vis con un placido laghetto, dove riscopriamo tutta la storia della leggenda Mc Laren; da Bruce a Niki, da Ayrton fino a Lewis.
    Ma non siamo qui soltanto per crogiolarci sul mito britannico, o almeno non solo (anche perché tiferemo sempre Ferrari), ma piuttosto per raccontarvi del nostro lungo, lunghissimo hands on con Forza Horizon 4, perché è proprio in questa magnifica location che Microsoft e Playground Studios hanno deciso di consegnarci le chiavi della loro ultima opera. Più di due ore di test drive euforico, scalmanato, sperimentando il turn-over delle stagioni, rimbalzando -senza sosta- da un'attività all'altra del festival, cercando di scoprire il più possibile sulla Gran Bretagna virtuale messa in piedi dagli sviluppatori. Il nuovo Horizon è semplicemente meraviglioso, gigantesco, totale, ma questo si era già capito da un pezzo. Ora bisogna soltanto trovare il modo di descriverlo, perché vi assicuriamo la solita formula del "bigger & better" questa volta non basta...

    Over The Hills and Far Away

    Non sapete quante volte ho desiderato che accadesse, e nel frattempo mi dicevo: "la vera sfida di un open world non sta nella grandezza della sua mappa, bensì nell'evoluzione temporale della stessa.". Poi finalmente arriva Playground Games e centra in pieno l'obiettivo, anzi, lo frantuma a bordo di una Mc Laren Senna a 280KM/h. Forza Horizon 4 non ha soltanto inserito il concetto di stagioni dinamiche, di fatto moltiplicando per quattro l'estensione del suo mondo di gioco, ha introdotto la percezione del tempo che passa, rendendo potenzialmente infinito il ciclo vitale di questo nuovo capitolo.
    Sono bastati i primi minuti di giocato per rendercene conto: siamo partiti in pieno autunno, facendo esplodere cumuli di foglie secche ad ogni sterzata, un istante dopo stavamo rotolando giù per un pendio innevato, a bordo di un rombante 4x4 corazzato, poi con uno stacco degno di Baby Driver eravamo nel bel mezzo di un Rally di primavera, e infine sotto un cielo estivo, stracolmo di mongolfiere variopinte.

    Un irresistibile "showoff", come direbbero gli inglesi, che rende perfettamente l'idea delle potenzialità del titolo; la dimensione della mappa è identica alle precedenti, ma ogni volta il paesaggio cambia completamente, così come il terreno, gli agenti atmosferici e le luci, il tutto perfettamente infiocchettato secondo la tipica verve spensierata e festaiola che ha reso grande la serie Horizon.
    E in quanto a stile e ispirazione sembra che i Playground ne abbiano da vendere, perché anche questa volta sono riusciti a creare un setting strepitoso, sempre variegato e ovviamente realizzato con una cura per il dettaglio unica nel suo genere. Non è un mistero che quando una squadra gioca in casa dà il suo meglio, e infatti l'intero team di sviluppo (composto al 90% di anglosassoni) ha contribuito in maniera corale alla modellazione di ogni scorcio campestre, di ogni sobborgo, arredandolo con lo stesso amore con cui si arreda la propria casa.

    Per tutta la durata della nostra prova abbiamo cercato di esplorare il più possibile, passando dal sole estivo ai primi venti d'autunno, e possiamo affermare che coloro che pensavano alla Gran Bretagna come un passo indietro rispetto ai deserti esotici australiani dovranno ricredersi; il cocktail di panorami inglesi è riuscitissimo. Forse un po' meno selvaggio, certo, ma comunque indimenticabile. Ci sono le lunghe spiagge di Brighton, castelli dappertutto e fortezze come quella di Dover, le Highlands Scozzesi, le dolci colline dello Yorkshire, e poi l'enormità della campagna interna, vestita di campi di girasoli, fitte foreste e costellata di ville sfarzose e piccoli paesini di interamente costruiti con il tipico mattoncino rosso.

    Su a nord-est c'è anche un accenno ad una piccola città, un misto fra il gusto antico di Oxford e le zone residenziali di nuova Birmingham. Non è troppo grande in quanto a superficie (forse alla città dello scorso capitolo), ma è comunque capace di dare un taglio diverso all'ambiente, e grazie anche alla urbanistica cittadina in stile europeo, garantisce momenti di guida completamente diversi dalla campagna. In quanto a complessità morfologica, la mappa ci è sembrata eccellente, caratterizzata da un'infinità di dislivelli, route alternative e percorsi segreti sterrati, se possibile, ancor più articolati di quanto visto in passato.
    Ovviamente, L'Albione dei Playground Games è stata realizzata con un comparto tecnico da Oscar, ma anche questo era abbastanza chiaro, giusto? Siamo davvero dinnanzi ad un'eccellenza videoludica; modellazione, luci dinamiche, effetti particellari, fenomeni metereologici che rimbalzano dalla pista alla lente della telecamera, tutto è al top per la categoria d'appartenenza, e lasciateci dire che girava anche in maniera piuttosto sicura sull'hardware Microsoft. Ecco: avete più o meno un quadro dello scenario, e adesso pensate che tutto questo cambierà ciclicamente, ogni settimana. In una parola "Lovely".

    Sotto il cofano

    Forza Horizon 4 non è soltanto questo, è molto di più, e di sicuro cambierà il concetto dei racing game a mondo aperto da oggi in avanti. Abbiamo anche fatto quattro chiacchiere con il team di sviluppo, chiedendogli tutte le novità e i dettagli della loro produzione, ovviamente partendo dal concept e dal modello di guida. La manovrabilità e il feeling su strada sono ovviamente rimasti fedeli alla (oramai collaudatissima) formula originale: funzione rewind, danni estetici e accessibilità pronunciata, sì, ma anche concretezza del veicolo e una piacevole sensazione di pesantezza che contraddistinguono ogni curva, come sempre condite con la giusta dose di agilità e velocità, per un mix che sa essere appagante come pochi altri.

    È inoltre stata riposta ancora più enfasi nella realizzazione dei fenomeni metereologici come pioggia e neve, ma anche l'introduzione inedita della temperatura specifica del terreno (non soltanto del pneumatico), che costringerà il veicolo a comportamenti e tempi di reazione ogni volta diversi, a seconda della composizione e ovviamente della stagione di riferimento. Di conseguenza anche la fisica è stata ampliata per adattarsi alla nuova casistica, garantendo al guidatore un'esperienza ancora più complessa e stratificata.

    L'altra grande rivoluzione è invece relativa al multiplayer: da questo capitolo, infatti, Forza Horizon diventa a tutti gli effetti un mondo condiviso, compreso il ciclo giorno/notte, che prevede fino a 72 giocatori in contemporanea sullo stesso server. I drivatar a cui eravamo stati abituati continueranno ad esistere, ma soltanto qualora decideremo di giocare la campagna in modalità offline. Per ovvi motivi non abbiamo potuto sperimentare con mano questa importantissima feature, ma il team di sviluppo ci ha assicurato che si trattava di un passo fondamentale per la serie, assolutamente necessario, e che così facendo il gioco diventa ancora più vivo e reale, grazie ad una miriade di situazioni imprevedibili create dai giocatori, e alle specifiche iniziative destinate alla community.

    Parliamo di eventi sempre nuovi, tornei, gare speciali, e per la prima volta anche una vera e propria forma di PvP competitivo a squadre di sei chiamato Team Adventure, perfettamente integrato con le funzioni club e social della piattaforma Xbox. Ah, ovviamente arriveranno anche le leghe, ventuno per la precisione, inclusa una prestigiosa Grand Master, perciò ora siamo curiosi di capire come funzionerà lo Skill-based Ranking.
    Insomma, per Playground l'Inghilterra è davvero un ritorno a casa in grande stile, e lo è in tutti i sensi, perché da questo capitolo sono state inserite anche le abitazioni. Nella nostra prova ne abbiamo scoperta una, la prima, chiamata The Gables: una "piccola villetta" di tre piani in aperta campagna, con tanto di piazzale in ghiaia bianca, perfetto per far parcheggiare gli amici durante le feste. Non sappiamo ancora quante e quali saranno all'interno del gioco, però ci è stato detto che potremo comprarle ed utilizzarle come base operativa, nonché come punto di spostamento per i viaggi rapidi. Al loro interno è presente un garage, dove customizzare livree e componenti dell'auto, ma anche un editor per il personaggio, che da ora diventa più centrale e in vista che mai. Ci sono dei modelli prestabiliti, diciamo quattordici per il momento, ma poi curiosando per i menu abbiamo scoperto un'infinità di costumi e accessori cosmetici per la personalizzazione del nostro avatar; cappelli, occhiali, giubbetti, t-shirt, parka e chi più ne ha più ne metta. Un vero guardaroba in costante espansione, dove ogni oggetto è dotato di un grado di rarità e dove troviamo anche una sezione dedicata alle emote per l'esultanza in caso di vittoria.

    Forza Horizon 4 Più di 450 veicoli da più di 100 produttori diversi, tutti su licenza, compresi prototipi e le immancabili auto d’epoca: il Forza Horizon più grande di sempre, che però non si accontenta soltanto di alzare la posta, e con questa quarta incarnazione riesce addirittura a rivoluzionare non solo il genere dei racing game, ma anche quello degli open world stessi. L’introduzione del ciclo stagionale (adottato su base settimanale) è una trovata più che mai azzeccata, che di fatto quadruplica la grandezza della mappa di gioco, e insieme alla svolta online del mondo condiviso apre ad una serie di prospettive potenzialmente infinite. Giocatori reali, immersi in un mondo reale e in continua evoluzione. E ovviamente tutto è stato confezionato nel migliore dei modi, grazie ad una veste grafica sensazionale e ad una colonna sonora composta con cura. Sfrecciare per le luminose campagne inglesi, a bordo di un prototipo Mc Laren, sparando a tutto volume Kendrick Lamar o il Jack White di turno, senza pensare a nient’altro che alla velocità e alle gocce d’acqua sul parabrezza, è un’esperienza di quelle che non ti scordi, ed è esattamente il modo migliore per descrivervi il nuovo Forza Horizon 4. A questo punto non c’è più bisogno di aggiungere altro, sennonché non vediamo l’ora di tornare a giocarci al più presto. Per fortuna manca poco all’apertura del festival, previsto per il prossimo 2 ottobre, e intanto ripensiamo alla frase con cui ci hanno lasciato gli sviluppatori: “stavolta il lancio è solo l’inizio...”.

    Quanto attendi: Forza Horizon 4

    Hype
    Hype totali: 90
    85%
    nd