Gears 5: la campagna provata in esclusiva italiana

Siamo volati in Canada per provare la campagna di Gears 5: abbiamo giocato per più di quattro ore, ecco le prime impressioni!

provato Gears 5: la campagna provata in esclusiva italiana
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  • "Con lo scorso episodio dovevamo dimostrare al pubblico di saper gestire il materiale ludico e narrativo ereditato dai creatori della saga. L'obiettivo era quello di conquistare i fan con un capitolo tradizionale nelle meccaniche e nell'impostazione". Rod Fergusson ci spiega così l'approccio con cui i ragazzi di The Coalition hanno avviato il nuovo corso di Gears of War, pubblicando nel 2016 quello che si è dimostrato un titolo solido ma forse un po' troppo conservativo.
    "Con Gears 5 abbiamo finalmente superato quella fase: è arrivato il momento di cambiare, di calcare nuove strade e dimostrare che possiamo lasciare la nostra impronta su un brand tanto amato. Senza snaturarlo, ma anzi con l'intenzione di renderlo più attuale, moderno e ambizioso". Insomma, un gioco di tutt'altro respiro, che possa sconvolgere le convinzioni degli appassionati e delineare il futuro del brand e del genere di appartenenza.

    Dopo averlo provato per oltre quattro ore in esclusiva italiana, possiamo dirlo con sincera convinzione: con Gears 5, The Coalition sembra aver fatto centro. Siamo di fronte non soltanto al capitolo più ricco della saga (grazie alla nuova Orda, all'inedita modalità Escape e ad un PvP che ha fatto faville durante il Tech Test), ma anche a quello che riscriverà le regole della Campagna. Proprio questa modalità, rimasta fino ad oggi misteriosa, è quella che più colpisce in quanto a innovazioni strutturali. Focalizzata su una protagonista molto più sfaccettata di quanto non siano mai stati i personaggi al centro della scena, la storia ci presenta aree aperte da esplorare a bordo di un peculiare veicolo, missioni secondarie ben orchestrate e persino una serie di abilità da sviluppare nel corso dell'avventura, che permettono di modificare l'approccio agli scontri.

    Tutte queste novità vi lasciano perplessi? Niente paura: oltre a rendere la progressione molto più varia e stimolante, le trovate del team non intaccano il nucleo portante di Gears: quello cioè di uno sparatutto intenso, tattico e spettacolare, con un ritmo di gioco unico e distintivo. Esattamente quello di cui la serie aveva bisogno.

    Kait alla riscossa

    Messo da parte il pallido JD, che non è mai riuscito a sostituire il padre nel cuore dei fan, Gears 5 sceglie di concentrarsi su una nuova protagonista, recuperando uno dei personaggi più interessanti dello scorso capitolo. Stiamo ovviamente parlando di Kait, che finalmente reclama le luci della ribalta e conquista gli spazi che merita. La scelta, dopo qualche ora di gioco, sembra più che azzeccata: Kait è un personaggio tormentato, ancora dolente per la perdita della madre e afflitta da indistinti sensi di colpa.

    Le visioni che in qualche maniera la connettono alle Locuste ed alla loro Regina si manifestano sempre più frequentemente, spingendola a cercare risposte sul suo passato e sulla sua famiglia. Gears 5 parte proprio da queste premesse, con Kait che, seguendo i consigli di Marcus e ignorando gli ordini di JD, si dirige verso il centro di ricerca segreto di New Hope.

    Fin dai primi momenti di gioco si capisce che Gears 5 è maturato molto, dal punto di vista narrativo. Se è vero che la sceneggiatura non ha del tutto abbandonato il machismo tipico della saga, adesso il racconto si fa più intimo e personale, pronto a raccontare, sullo sfondo di una guerra logorante, il conflitto interiore della protagonista.

    Il team decide inoltre di prendersi molto più spazio per ampliare la mitologia della saga, focalizzandosi su luoghi, personaggi ed eventi di Sera.

    Oltre a mettere in mostra una varietà di ambienti senza precedenti (aspetto su cui torneremo fra breve), in Gears 5 compaiono momenti più rilassati in cui esplorare gli insediamenti dei sopravvissuti, ed una mole importante di testi e documenti che permettono di scoprire interessanti retroscena su vari aspetti dell'ambientazione. Fra misteriosi esperimenti con l'Imulsion, dolorose cronache di guerra e racconti di vita quotidiana, Gears 5 ci presenta finalmente una mitologia allargata, che permette di entrare ancora di più in sintonia con il contesto ideato originariamente da Epic e adesso ampliato magistralmente da The Coalition.
    Resta ovviamente da capire la qualità complessiva della trama, l'efficacia delle sue rivelazioni e la potenza delle fasi finali della sceneggiatura. Il giudizio su questi aspetti arriverà fra qualche giorno, ma le doti narrative di Gears 5 appaiono decisamente promettenti.

    Linearità, un lontano ricordo

    Se dovessimo definire una caratteristica particolarmente evidente del game design contemporaneo punteremmo il dito sul rifiuto della linearità. Dall'ultimo God of War a Super Mario Odyssey, passando per The Evil Within 2 e Wolfenstein 2, sembra impossibile non riconoscere un rifiuto categorico dell'avanzamento inquadrato e "costretto" all'interno di specifici confini.

    Gears 5 si aggiunge al lungo elenco di produzioni che fanno un passo in quella direzione, senza però abbracciare del tutto la logica dell'open-world. Anche la soluzione adottata da The Coalition prevede la presenza di macro-aree da esplorare liberamente, pronte ad ospitare attività secondarie e zone completamente opzionali, ospitando al contempo le missioni principali della trama.

    Ci sono alcune specificazioni importanti da fare: in primis, non tutta la campagna avrà questa impostazione. Le zone aperte saranno presenti solamente nei due atti centrali dell'avventura, mentre l'incipit e la conclusione abbracceranno una struttura più classica e lineare.
    Di seguito, è bene ribadire che Gears 5 non dimentica le sue radici: nonostante l'esplorazione libera permetta, in determinati frangenti, di proseguire con un passo più moderato, quando si affrontano le missioni principali è bene aspettarsi scontri a fuoco incalzanti e duraturi. Anzi, proprio per merito di un level design molto più attento all'interazione ambientale, alla complessità delle aree di gioco ed alla varietà di situazioni, le battaglie che abbiamo vissuto sulla nostra pelle si possono annoverare tra le più intense della saga.

    Anche quando decide di ritornare alla formula classica (e -ripetiamo- lo fa spesso e volentieri) Gears 5 si impegna per lasciarsi alle spalle la staticità che nello scorso episodio era a tratti evidente. Sarà un uso più intelligente delle varie unità nemiche (che si alternano ottimamente di scontro in scontro), oppure la capacità di coniugare il tatticismo del sistema di coperture con la spettacolarizzazione della scena, fatto sta che le l'incedere è sempre potente e intenso.

    Per quel che riguarda l'impostazione delle aree aperte, potete in ogni caso immaginare un approccio simile a quello del recente Metro: Exodus. Gears 5 ci propone delle zone vaste ma non dispersive, da esplorare grazie all'insolito Skiff: si tratta di una slitta capace di scivolare sulle distese di neve o di sabbia, trainata da una vela che sfrutta la spinta del vento. Molto originale nel design, questo mezzo permette di trasportare anche una coppia di armi, così da avere sempre a disposizione un loadout alternativo.
    In giro per le due macro ambientazioni che ci vedranno a bordo dello Skiff troveremo dei punti di interesse segnalati in maniera piuttosto esplicita. Non dovete aspettarvi un ambiente denso come quello di un open-world, traboccante di collectible e insipide side-quest: ci saranno invece poche zone legate ad attività fortunatamente più articolate. Un tunnel ferroviario in cui si nasconde una boss fight, un insediamento nemico da ripulire, oppure un'installazione da difendere strenuamente, resistendo all'assedio delle locuste: anche in questi frangenti Gears 5 decide di puntare su quello che gli riesce meglio, mettendo al centro della scena il suo gameplay fatto di coperture e ricariche attive.

    Le missioni secondarie vengono tutte introdotte da qualche (breve) intervento narrativo, il che le rende fortunatamente più interessanti e significative. L'incentivo a completarle, inoltre, non è rappresentato soltanto dalla curiosità di scoprire qualche dettaglio in più sull'ambientazione, bensì dalla possibilità di recuperare materiali per potenziare JACK, compagno di viaggio fondamentale in questa nuova avventura.

    Il piccolo robot svolazzante che abbiamo ormai imparato a conoscere non sarà soltanto uno dei personaggi della modalità Orda, ma giocherà un ruolo fondamentale persino all'interno della campagna. Sarà infatti possibile utilizzarlo attivamente durante gli scontri, sfruttando alcune skill di attacco e difesa da attivare nei momenti critici.Box: Un Tris di EroiLa presenza di JACK influirà anche sulla modalità cooperativa, che non supporterà più quattro giocatori ma si fermerà a tre. Uno dei partecipanti controllerà in prima persona il piccolo robot, offrendo supporto "non tradizionale" ai due compagni di squadra. Nell'ottica del team di sviluppo questo permetterà anche ai neofiti di divertirsi senza sparare un colpo, iniziando poco a poco a familiarizzare con le situazioni del gioco. La volontà di rendere il prodotto più accessibile si è manifestata considerando l'introduzione del gioco nel Game Pass, servizio che metterà il titolo a disposizione di una platea molto ampia, non necessariamente composta da veterani del franchise.
    Per quanto nobile sia questo intento, dispiace perdere la possibilità di affrontare la campagna in quattro giocatori, elemento distintivo dei più recenti capitoli della serie.

    Si tratta, anche in questo caso, di una novità estremamente importante nell'economia del gameplay, implementata in maniera intelligente e fondamentale per movimentare un po' gli scontri a fuoco. Le abilità di JACK non sono moltissime, ed il suo "skill tree" è molto essenziale. Fra le capacità difensive citiamo la possibilità di attivare un occultamento mimetico, oppure uno scudo energetico che per qualche secondo assorbe i proiettili. Sul fronte offensivo troviamo trappole elettriche che danneggiano e rallentano gli avversari, ma anche un impulso neurale che permette di trasformare temporaneamente un nemico in un alleato.
    L'utilizzo delle abilità è limitato da un tempo di recupero, e la loro efficacia sul campo di battaglia è subito evidente. L'idea del team di sviluppo è quella di concedere al giocatore una maggiore varietà di approcci, a seconda delle sue disposizioni.

    Chi vuole dedicarsi ad una strategia attendista e focalizzata sul mantenimento della posizione, ad esempio, può utilizzare le trappole per frenare l'avanzata nemica mentre fa fuoco da dietro una copertura. Chi invece preferisce accorciare le distanze e squartare gli avversari con Gnasher e Overkill, sarà in grado di utilizzare lo scudo per uscire allo scoperto senza preoccuparsi, correndo a perdifiato contro la propria preda. Chi ancora predilige una guerriglia più tattica potrà iniziare a ripulire le aree grazie alle abilità mimetiche, prima di tornare a far cantare il proprio Lancer.

    Gears 5, insomma, cerca di spingersi oltre i confini dei vecchi capitoli, concedendo al giocatore la possibilità di sperimentare qualche approccio meno tradizionale. JACK, fra le altre cose, potrà essere utilizzato anche per interagire con vari elementi dello scenario (ad esempio attivando dei sifoni di vapore che potranno danneggiare i nemici), e sarà in grado di recuperare armi pesanti altrimenti irraggiungibili, per recapitarle direttamente ai piedi di Kait.

    Come dicevamo poco sopra, le componenti necessarie a potenziare le abilità di JACK (rendendole più efficaci o riducendo il tempo di cooldown) si troveranno in giro per gli scenari e all'interno delle aree opzionali. Il completamento delle missioni più elaborate permetterà inoltre di sbloccare potenziamenti unici per ciascuna skill: un incentivo importante per convincere i giocatori a deviare dal percorso principale.
    Il team di sviluppo conferma che per affrontare tutte le missioni secondarie, oltre alla main quest, saranno necessarie venti ore di gioco: se questo riscontro dovesse essere confermato, la campagna di Gears 5 potrebbe essere la più lunga e articolata dell'intera serie.

    Uno sguardo al comparto tecnico

    Se dovessimo identificare l'aspetto che più ci ha colpiti, a livello visivo, diremmo che si tratta senza ombra di dubbio della varietà d'ambienti e atmosfere. Dimenticate i cromatismi cupi che hanno caratterizzato al saga fino ad oggi, l'aria funerea che sembrava attraversare ogni ambientazione. In quattro ore di gioco abbiamo visto candide distese di neve e deserti di sabbia rossa neppure fossimo sulla superficie di Crait.

    Abbiamo esplorato le rovine luride di laboratori abbandonati, all'interno delle quali ci siamo sentiti braccati e impotenti, sovrastati da un orrore celato nel buio. Antichi cosmodromi ormai arrugginiti, villaggi di pescatori, stazioni di posta dismesse a causa della guerra. La varietà di ambienti che il team di sviluppo ha digitalizzato è semplicemente impressionante, e la caratterizzazione di ogni scorcio ci è sembrata davvero brillante.

    Resta vero che, ad un'analisi squisitamente tecnica, la mole di dettagli poligonali ha delle evidenti oscillazioni, aumentando notevolmente nelle aree ristrette, ma risultando invece estremamente ridotta quando ci si avvicina alle aree più aperte. In questi frangenti abbiamo notato anche qualche piccolo problema di loading delle texture, e rari ma avvertibili fenomeni di pop-up. Per fortuna i modelli dei protagonisti sono invece estremamente dettagliati, caratterizzati da quell'attenzione per i materiali delle armature e l'esuberanza dell'equipaggiamento che da sempre hanno contraddistinto la dotazione dei COG.

    Le texture delle aree aperte sono leggermente piatte, mentre quando ci si infila nelle stanze dei laboratori tutto diventa più curato, anche grazie al rifiorire di shader e ad un utilizzo virtuoso dell'illuminazione. Fermo restando che si tratta di impressioni preliminari, di tanto in tanto abbiamo notato alcuni cali di framerate quasi impercettibili e per fortuna tutt'altro che problematici: complessivamente, considerando la risoluzione nativa di 4K (su Xbox One X) ed una fluidità che punta ai 60fps, ci sembra un risultato decisamente lodevole.

    Gears 5 Gears 5 ha tutte le carte in regola per dimostrarsi la definitiva consacrazione di The Coalition. Il capitolo uscito tre anni fa può essere quasi considerato un “riscaldamento” per il team di Vancouver: l'occasione per prendere confidenza con la saga e i suoi fondamenti. Almeno a livello narrativo, quella di Gears 4 era di fatto un'ouverture: una lunga e articolata ripartenza per raccontare il mondo di Sera dopo la guerra con le Locuste, e introdurre una nuova generazione di giovani eroi. Adesso è arrivato il momento di fare sul serio, di lavorare per espandere questa mitologia e allargare i confini ludici della produzione. Se il nucleo portante di Gears of War è sempre lo stesso, quello cioè di un cover shooter brutale, diretto, tattico e viscerale, i nuovi innesti alla formula di gioco rendono il tutto molto più moderno e stratificato. Ci sono zone aperte da esplorare liberamente, alla ricerca di missioni secondarie ben scritte e mai banali. C'è un sistema di abilità che modifica leggermente l'approccio agli scontri, lasciando all'utente la libertà di scegliere la sua strategia: più aggressiva, più imprevedibile, più difensiva. E c'è - finalmente - una varietà di ambienti che non ha paragoni in tutta la saga, capace di farci dimenticare la monotonia dell'ultimo capitolo. Dovremo ovviamente valutare la tenuta della trama, così come la qualità delle fasi finali dell'avventura, ma la campagna di Gears 5, la cui durata dovrebbe oscillare tra le sedici e le venti ore, si preannuncia ricchissima e ben tenuta. E se non dovesse bastarvi, ecco che ad accompagnarla ci sono ottime modalità cooperative e competitive, tra vecchi ritorni, proposte inedite e persino un occhio di riguardo per l'eSport. Per tanti appassionati di vecchia data questo episodio potrebbe insomma rappresentare insomma quello che lo scorso capitolo non è riuscito ad essere: il roboante rilancio di una saga storica, capace di dare grande lustro al brand Xbox.

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