GeForce Now: il gioco in streaming secondo NVIDIA

Nei giorni del lancio di Google Stadia, abbiamo provato anche GeForce Now, la soluzione di NVIDIA per il Cloud Gaming.

provato GeForce Now: il gioco in streaming secondo NVIDIA
Articolo a cura di

Il servizio di streaming NVIDIA si chiama GeForce NOW e, se ancora non ne avete sentito parlare in maniera approfondita, è perché l'azienda di Santa Clara lo sta tenendo come "sospeso", fermo in una beta che dura da troppo tempo. Nonostante abbia continuato a lavorare su GRID, ossia la famiglia di schede grafiche pensate esplicitamente per il Cloud Gaming, NVIDIA ha deciso di adottare una strategia attendista, aspettando che a fare il primo passo in questo settore fossero altre altre aziende. Così, mentre Stadia si affaccia ufficialmente sul mercato con un modello di business ben delineato (ma non troppo a fuoco) e un'identità molto forte, GeForce NOW potrebbe sembrare agli occhi del pubblico troppo indietro per fare il suo debutto. Niente di più sbagliato. Basta esplorare per qualche giorno tutte le funzionalità dell'applicazione associata per capire che NVIDIA ha per le mani una tecnologia già matura, potenzialmente pronta per trasformarsi in un servizio fatto e finito, e con protocolli di streaming estremamente efficaci.
Vediamo insieme come se la cava GeForce NOW, e quali sono i motivi per cui potrebbe lasciare spiazzata la concorrenza.

Le caratteristiche del servizio

Per accedere a GeForce Now è necessario scaricare ed installare l'omonimo programma sul proprio PC, oppure dotarsi dell'App al momento disponibile su Android (e soltanto in alcuni Paesi selezionati). A livello di accessibilità, insomma, la soluzione di NVIDIA resta un gradino sotto a quella adottata da Google con il suo Stadia, che risulta raggiungibile semplicemente attraverso il browser e propone un'interfaccia estremamente minimale e immediatamente digeribile anche per gli utenti meno abituati a frequentare il mondo del gaming.

Che GeForce NOW sia dedicato in primis ai videogiocatori, piuttosto che ai curiosi occasionali, lo dimostra anche lo stile generale delle schermate del programma, e il fatto che per far girare i giochi sui server cloud di NVIDIA dovete comunque acquistarli in uno degli store digitali supportati, come Steam, Uplay o Epic Game Store. Se pensavate che GeForce NOW fosse un servizio in abbonamento sul modello di Netflix, dovrete insomma rivedere le vostre convinzioni. Idealmente NVIDIA adotta un modello ibrido, proprio come quello di Stadia: in generale i prodotti vanno acquistati, ma c'è anche una piccola libreria di giochi gratuiti accessibili soltanto tramite Shield. Non sappiamo come questa situazione evolverà quando GeForce NOW dovrà concretizzare la sua offerta commerciale.

Il fatto che i titoli possano essere acquistati sui vari store garantisce certi vantaggi: in primis l'utente resterà sempre in possesso dei propri prodotti anche se il servizio dovesse essere interrotto; inoltre i prezzi sono quelli del mercato digitale PC, con tutti gli sconti, le offerte e i saldi del caso.

La contropartita è che GeForce NOW non è - e probabilmente non sarà mai - un servizio autonomo: difficile quindi parlare di allargamento del pubblico potenziale, o di capacità di parlare ad altre fasce di pubblico. NVIDIA sembra quasi puntare ai giocatori hardcore, e a loro si rivolge con il linguaggio che gli è più congeniale: quello dell'impatto grafico e della potenza bruta.
Di fatto, una delle funzioni principali di GeForce NOW è proprio quella di dare agli utenti la possibilità di far girare i loro giochi su un computer remoto molto più potente di quello che hanno a disposizione fisicamente nel proprio appartamento. L'esperienza di utilizzo è esattamente quella appena descritta: non si entra in un ecosistema indipendente, ma ci si connette a un desktop remoto, su cui viene lanciato Steam, che a sua volta fa partire uno dei giochi in libreria.
L'accesso ai propri titoli ci è parso sicuramente meno immediato, anche perché a volte è necessario attendere per una ventina di secondi le operazioni di installazione.

Una volta avviato il prodotto, tuttavia, ci si trova davanti alla versione PC del titolo in questione, senza nessuna limitazione o "castrazione" delle opzioni grafiche. Certo, la risoluzione massima è per il momento bloccata a 1080p, ma è possibile modificare qualsiasi altro parametro: si può scegliere l'algoritmo di Anti-Aliasing, il livello di dettaglio delle texture, la qualità delle ombre e dell'illuminazione, persino il Field of View. E ovviamente, vista la potenza dei server su cui si appoggia GeForce NOW, si può settare tranquillamente tutto al massimo (così è nel caso di Metro Exodus e Destiny 2, ad esempio).
Il fatto che di default le opzioni siano impostate sul livello "medio" dipende forse dalla volontà di NVIDIA di tenere basso il carico computazionale dei server, facendo in modo che ogni macchina possa gestire più sessioni di gioco; eppure non sembra esserci per il momento nessuna limitazione per l'utente finale.

A tal proposito è inutile girarci intorno: veder girare lo sparatutto di Bungie a dettagli massimi su un Laptop vecchio di qualche anno è un piacere indescrivibile, e sul fronte del dettaglio visivo GeForce NOW divora Stadia senza la minima fatica. Se il servizio di Google propone una resa grafica non dissimile a quella delle console Next-Gen (con il plusvalore di una fluidità inchiodata a 60fps), la proposta di NVIDIA lascia esplodere tutta la meraviglia tecnica delle configurazioni hi-end, in un tripudio di effetti e stabilità.

Stabilità e controllo

Resta da valutare, in ultimo, la qualità della trasmissione in streaming: la stabilità e la pulizia del flusso video, e ovviamente la sensazione di controllo che GeForce NOW garantisce. Partiamo dalla latenza: proprio come nel caso di Google Stadia, il lavoro svolto da NVIDIA per ridurre l'input lag è semplicemente incredibile. Che si utilizzi un pad compatibile oppure la fedele accoppiata mouse e tastiera, il feedback è sempre perfetto e non ci sono ritardi percepibili nell'interpretazione dei comandi. Rispetto ad un hardware locale qualche decina di millisecondi di latenza in più deve essere messa in conto, ma non si tratta di un incremento davvero percepibile durante l'esperienza di gioco.

Per quanto riguarda il flusso video, invece, il servizio di Google sembra riuscire a spuntarla. È vero che GeForce NOW non opera quella avvertibile riduzione della gamma cromatica che invece Stadia pare imporre a tutti i prodotti, però di tanto in tanto l'occhio più attento noterà alcuni artefatti grafici legati alle operazioni di compressione e decompressione del video. In pratica, ci sono alcuni pixel più in vista, qualche macchia di colore quando si passa dai frame più chiari a quelli più scuri, e un lievissimo effetto blur che si verifica in determinate situazioni.

Per fortuna tutti questi problemi non si manifestano con costanza, e anzi complessivamente il risultato può dirsi ottimo, ma qualche imperfezione va messa in conto. Nel caso in cui decidiate di giocare in Wi-Fi, inoltre, assicuratevi di avere a disposizione una linea che sfrutti i protocolli a 5GHz, perché le connessioni a 2.4GHz tendono ad amplificare i difetti di cui sopra. Ovviamente, se giocate connessi via cavo Ethernet, le occorrenze in cui si verificano i piccoli problemi di compressione si riduco al minimo.

Vale la pena citare anche le prove eseguite su smartphone, utilizzando l'App disponibile su Play Store (in verità bisogna smanettare un po' e cercare l'APK, dal momento che ad oggi NOW è stata pubblicata soltanto in alcuni paesi). La soluzione scelta da NVIDIA per lo streaming su mobile è quantomeno peculiare: di fatto, quello che succede è che il giocatore si connette al suo profilo Steam e trasmette su cellulare tramite Steamlink. In primo luogo questo approccio influisce negativamente sull'esperienza utente, dal momento che ci si trova costretti a sfruttare un'interfaccia diversa rispetto a quella di GeForce NOW e non ottimizzata per l'utilizzo su mobile. Possono inoltre verificarsi delle situazioni strane, come nel caso in cui sia richiesto il codice Steam Guard generato dall'applicazione ufficiale della piattaforma di Valve: nel tempo che impiegherete recuperare il codice, memorizzarlo e tornare nell'interfaccia di GeForce Now con l'idea di inserirlo, questo sarà già cambiato.

Infine, sebbene il flusso video sia impeccabile, e le ridotte dimensioni dello schermo giochino a favore della nitidezza e della pulizia dell'immagine, su mobile si avverte un input lag che può dare fastidio durante le sessioni di gioco, forse legato all'astruso meccanismo con cui NVIDIA ha deciso di gestire questa eventualità. Capiamo che il servizio è ancora in beta, ma mentre l'esperienza su PC è sostanzialmente pronta per il grande pubblico, sul fronte mobile c'è ancora tanto da lavorare.

Le opzioni dello streaming

Un altro punto di forza di NVIDIA Shield è la presenza di una schermata di opzioni dedicate integralmente allo streaming. È possibile anzitutto scegliere vari preset per ottimizzare la propria esperienza, attivando ad esempio l'opzione "Risparmio Dati" oppure quella "Competitiva" (che riduce al minimo la latenza). Scegliendo la voce "Personalizzata" avremo invece l'opportunità di attivare e disattivare il Vsync, limitare la fluidità a 30fps, e soprattutto scegliere la velocità di trasmissione dei dati. Si può andare da 5Mbit/s (sufficiente al massimo per gestire un 720p instabile) a 50 Mbit/s.

Ad onor del vero già settando la velocità a 35Mbit/s la qualità dello streaming è ottima (e questo dato risulta in linea con quello misurato su Stadia), ma nel caso in cui vogliate andare sul sicuro, sappiate che a 50Mbit/s si riducono leggermente le aberrazioni di compressione video.

Un altro elemento importantissimo nella schermata delle opzioni è la facoltà di selezionare il server a cui connettersi. Ce ne sono 7 in America e 3 in Europa, e prima di scegliere quello che preferiamo è possibile testare la connessione per valutare in tempo reale il ping e la perdita di pacchetti.

Insomma, all'utente è dato un maggior grado di controllo rispetto a quello garantito da Stadia, e questo è importante anche a livello di sicurezza percepita: nel caso in cui una parte dell'infrastruttura server non sia funzionante o abbia problemi di sovraffollamento, è sempre possibile scegliere qualche altra farm (fermo restando che i server collocati negli Stati Uniti sono sconsigliati). Durante il gioco, infine, potremo richiamare un'interfaccia simile a quella di GeForce Experience per acquisire video e screenshot della propria partita.