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Ghost Giant: il Grande Gigante Gentile su PlayStation VR

Gli autori di Fe tornano sulle scene con Ghost Giant, una fiaba interattiva pensata per la realtà virtuale di casa Sony.

Ghost Giant: il Grande Gigante Gentile su PlayStation VR
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Ai margini di una foresta ombrosa il piccolo Luis si abbandona ad un pianto disperato. La vita alla fattoria è più dura di quanto pensasse, i debiti della madre cominciano a pesare e la solitudine è diventata un fardello difficile da sopportare.
    Ad un tratto, dal buio del bosco, si manifesta una strana presenza, titanica e impalpabile: un enorme spirito evocato quasi per magia dalle lacrime del giovane. A prendere le sembianze di questo ciclopico fantasma è proprio il giocatore, che osserva la scena attraverso gli schermi di PlayStation VR. Spostando i due Move che l'utente stringe nei palmi cominciano a muoversi le braccia trasparenti della creatura invisibile, pronte ad interagire con il buffo protagonista del racconto. L'unico, per altro, in grado di vedere il "Ghost Giant" che dà il titolo alla nuova produzione di Zoink!.

    Un Gigante per amico

    Non è passato molto tempo dall'uscita di Fe, il videogioco che ha portato il team svedese sotto i riflettori, e Ghost Giant recupera alcune suggestioni dell'avventura pubblicata da Electronic Arts. I ritmi rilassati, le atmosfere evocative e la chiara volontà di mettere in scena un racconto intimo e toccante rimangono gli elementi chiave della produzione. Stavolta però i toni sono meno sospesi: la narrazione abbandona il simbolismo di Fe per farsi più concreta e, a suo modo, variopinta.

    Strutturalmente parlando Ghost Giant si presenta come un'avventura tridimensionale, in cui si procede risolvendo una serie puzzle ambientali. Il gioco si compone di diverse "scene" indipendenti, ciascuna delle quali ci chiede di usare i motion controller per interagire con oggetti e personaggi, aiutando Luis nelle sue faccende quotidiane. Le prime sequenze rappresentano un tutorial per imparare le regole della nostra attività spettrale. Luis, inizialmente impaurito dalla nostra presenza, scappa a gambe levate, si infila tra i cespugli del bosco e dietro le rocce. A noi sta il compito di scovarlo nei suoi improvvisati nascondigli, afferrando e spostando gli elementi dello scenario per poi rassicurarlo sulle nostre intenzioni: basta sfiorarlo con il ditone della grande mano fantasma per fargli sentire un confortante solletico.

    Fin da subito, con una scrittura semplice e fiabesca, Ghost Giant riesce ad instaurare un forte rapporto empatico fra il giocatore ed il piccolo protagonista, una connessione emotiva che scalda il cuore. L'avventura (la cui durata, secondo il team, sarà di circa sei ore) prosegue chiedendoci di svolgere compiti piuttosto semplici.

    Strappare girasoli appassiti, rimuovere un ostacolo che blocca la strada, o ancora guardarsi attorno per trovare una chiave perduta. In questa fase l'attenzione dell'utente viene catturata soprattutto dal carattere delle scenografie, costruite con una meticolosa attenzione ai dettagli. Ogni scena rappresenta di fatto un intricato diorama, in cui trovano posto oggetti di ogni tipo, personaggi stravaganti e casette completamente arredate.

    È un piacere anche solo osservare questi spazi tridimensionali, nei panni di un fantasma incorporeo che li sorveglia dall'alto della sua statura, per scoprire con quanto ingegno il team li abbia assemblati. Possiamo ad esempio infilare la testa dentro la fattoria di Luis, guardarlo mentre si muove tra il mobilio della stanza, struggendosi di fronte ad una foto della mamma poggiata sulla credenza.

    Sondare con lo sguardo tutti gli angoli della scena, muovendo la testa per sporgersi oltre gli elementi poligonali, è importante anche per scovare i collezionabili nascosti nelle zone più impensabili delle diverse aree.

    Nelle fasi avanzate di questa prima demo, in ogni caso, Ghost Giant tira fuori il carattere anche per quel che riguarda la componente ludica.

    I puzzle ambientali si fanno finalmente più elaborati, ancora non troppo impegnativi ma decisamente piacevoli. Per risolverli c'è bisogno di un pizzico di curiosità, un briciolo di pensiero laterale e tanto spirito d'osservazione. Raggiunto il ridente di Sancrout, ad esempio, ci verrà chiesto di imbrattare una tela con diversi colori, per improvvisarsi artisti e attirare le attenzioni di un esigente gruppo di critici. Le vernici andranno prodotte interagendo con vari oggetti dell'ambientazione, siano essi il tubo di scappamento di una vecchia motocicletta, capace di sporcare il pennello di una nera fuliggine, oppure una cassa di pomodori da schiacciare per ottenere una tintura rossa sgargiante. Fra leve da tirare per ruotare le architetture della città, rivelando così nuovi spazi osservabili, e tetti da rimuovere per spiare dentro le abitazioni, l'avventura di Ghost Giant assume gradevoli sfumature enigmistiche e "investigative". Al centro della scena rimane sempre e comunque Luis, che ogni tanto si ferma a scambiare quattro chiacchiere coi comprimari, oppure si rivolge direttamente all'entità che interpretiamo, portando avanti un racconto che assomiglia ad una delicata fiaba interattiva.

    Ghost Giant Ghost Giant, durante questo primo contatto, ci è parso insomma un gioco amabile e leggero, capace di sfruttare in maniera intelligente il linguaggio della Realtà Virtuale. Un'avventura interamente basata sull'interazione con lo scenario e con i personaggi che lo popolano, scandita da enigmi semplici ma non banali. Toccante quando deve, spiritoso in altri momenti, il titolo di Zoink! potrebbe quindi rivelarsi un'altra delle tante perle nascoste della line-up di PSVR. L'uscita, prevista per il 16 aprile, è sostanzialmente imminente: presto saremo quindi in grado di dirvi se questa favola digitale avrà un lieto fine.

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