Ghost of Tsushima Legends: provato il multiplayer del gioco Sucker Punch

Ghost of Tsushima si aggiorna con una modalità multiplayer totalmente gratis e che mette i samurai contro orde di demoni.

Ghost of Tsushima Legends
Anteprima: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Nelle ultime settimane i ragazzi di Sucker Punch hanno svelato molti dettagli sul supporto post-lancio di Ghost of Tsushima, che hanno fatto la felicità dei fan di Jin Sakai. Tanto per cominciare coloro che compreranno PS5 potranno goderselo a 60 fps, mentre al momento è già possibile scaricarne la cosiddetta "Versione 1.1" su PS4, che porta con sé le novità più succulente. Non parliamo soltanto dell'introduzione del New Game Plus ma soprattutto dell'arrivo di una componente online nuova di zecca, che per l'appunto si chiama Ghost of Tsushima: Legends. A differenza della campagna di liberazione dell'isola portata avanti da Jin (recuperate la nostra recensione di Ghost of Tsushima), Legends è una modalità co-op interamente fondata sulla mitologia giapponese e contiene sia una storia pensata per 2 giocatori, sia una serie di missioni survival per 4 guerrieri. Dal canto nostro, pur non potendo ancora provare le Incursioni, non avremmo potuto evitare di tuffarci in battaglia con dei combattenti leggendari, le cui gesta ci hanno colpito positivamente.

    Alla scoperta delle leggende

    Sin dal menù principale di Ghost of Tsushima è possibile avvertire il "cambio di direzione" di Legends, poiché basta selezionare questa modalità per vedere la schermata tingersi di un rosso ben poco rassicurante. Invece di concentrarsi sulla precarietà del Giappone Antico invaso dai Mongoli, la componente multiplayer è incentrata sui miti e le storie che venivano raccontate dai bardi del tempo ma con una piccola differenza.

    Nel mondo di Legends i demoni-strega (le Onibaba), le varie tipologie di Oni e gli spiriti rancorosi dei guerrieri caduti hanno preso vita, trasformando la splendida isola di Tsushima in un incubo a occhi aperti. Introdotti dalle parole del saggio Gyozen, un cantastorie desideroso di far luce sulle loro imprese, gli Spettri si presentano con fierezza al giocatore, che per l'appunto ha il compito di "vivere" ciò che su di loro non è stato ancora scritto. Questi valorosi difensori del popolo sono divisi in quattro classi, le cui particolarità sono state riassunte con efficacia in altrettanti tutorial ad hoc. Ad esempio anche da morto il Samurai non ha dimenticato i valori come l'onore, la famiglia e il paese, e combatte i suoi avversari a viso aperto.

    Sebbene condivida la maestria nell'uso dell'arco e della katana con gli altri tipi di guerrieri, si pensi alle quattro "Forme", il samurai-spettro è in grado di assorbire l'energia vitale dei nemici e di sgominarne fino a cinque con la potente Furia di Hachiman, che lo vede sferrare una serie di attacchi fulminei a prova di boss. Questa mossa finale fa parte del suo personale ramo dei potenziamenti, che cambia a seconda del tipo di Spettro selezionato.

    Arrivare a un determinato grado d'esperienza con un combattente significherà sbloccare talenti sempre nuovi, che a loro volta andranno acquisiti spendendo la valuta in-game (Essenza). Questa è ottenibile sia in ricompensa alla fine delle missioni Storia o Sopravvivenza, sia liberandosi di quelle spade e strumenti con un "Ki" ormai basso. E già perché le bombe, i kunai e le stesse katane presentano differenti gradi di rarità e Ki (spirito), che contribuiscono ad accrescere il potere del loro utilizzatore. Lanciarsi in una missione di grado superiore al bronzo senza avere una forza adeguata è sconsigliabile, ecco perché prima di tentare il compimento delle imprese più ardue è necessario fornire al personaggio i "numeri" per farlo. Tornando a noi, nel tempo sarà possibile sbloccare le restanti tre classi, in modo da massimizzare la varietà di un'offerta ludica ben confezionata ma non certo imponente.

    Se l'Assassino punta tutto sulla furtività - nonostante la sua mossa finale sia molto simile a quella del Samurai - il Cacciatore è in grado di stordire i nemici con le sue frecce speciali, mentre il Ronin è assimilabile a uno stregone/guaritore. Oltre a evocare un potente spirito animale tutto da coccolare e capace di dare del filo da torcere agli opponenti più coriacei, il guerriero senza padrone può rianimare i compagni caduti con il Soffio di Izanami, che lo rende un elemento imprescindibile nel corso delle lunghe e difficoltose missioni Sopravvivenza.

    Detto questo, mentre sembra aver perso l'occasione di integrare nuovi tipi di armi bianche nel sistema di combattimento, Legends ha mantenuto alta l'attenzione sulla personalizzazione estetica degli Spettri, che in aggiunta ai cosiddetti "oggetti di classe" possono indossare numerosi tipi di maschere e armature, sbloccabili tramite il completamento di missioni, Sfide Giornaliere e simili (per altri dettagli, consultate la nostra guida di Ghost of Tsushima Legends).

    Tsushima chiede aiuto, gli Spettri rispondono

    La Tsushima raccontata dal saggio Gyozen - le cui parole accompagnano gli Spettri in ogni singolo incarico - è un luogo sospeso tra la vita e la morte, pervaso da un'atmosfera onirica e orrorifica al tempo stesso. Le notti di luna piena illuminano le vittime della ferocia degli Oni, i grossi blocchi di pietra a mezz'aria indicano i traumi subiti da una terra sconvolta, dove l'ordine naturale delle cose è stato stravolto.

    Ammirare questi scenari tremendi ma arricchiti da un'eccellente direzione artistica riesce a suscitare sensazioni non facilmente descrivibili a parole, che in parte assottigliano le colpe di un intreccio narrativo abbozzato ma non privo di idee interessanti. Abbiamo apprezzato non poco la possibilità di combattere al fianco Uchitsune o di fronteggiare il temibile Kojiro, due protagonisti delle leggende narrate nella storia principale, così come la trovata delle "sintonie", che impongono di ammantare la katana di un determinato potere per fronteggiare nemici o distruggere totem.

    Sorvolando sugli Oni gemelli, il cui legame può essere reciso solo con l'eliminazione di entrambi, ci siamo imbattuti in alcuni tipi di demone realmente convincenti dal punto di vista estetico, sebbene la maggior parte di loro sia stata ricavata dai nemici umani che abbiamo incontrato nel viaggio di Jin. Tra la meccanica delle sintonie, l'uso dell'arco spettrale di Uchitsune e la caccia prioritaria ai servi dell'Onibaba - che se non eliminati curano le ferite dei demoni in un battito di ciglia - gli sviluppatori hanno provato a render più variegate le missioni, che in ogni caso ripropongono anche gli obiettivi un po' "scolastici" della campagna.

    A tal proposito, trovare un compagno grazie al rapido matchmaking è assolutamente possibile ma per divertirsi di più e cooperare al meglio è necessario giocare con un amico. Quando ad esempio bisogna salvare gli ostaggi, che verrebbero uccisi nel caso in cui i carcerieri venissero allertati, potersi coordinare col proprio compare di fiducia non ha prezzo, anche perché al grado di difficoltà più alto (Oro) bastano pochi errori per veder sopraggiungere il game over.

    Questo discorso assume ancor più valore in Sopravvivenza, che richiede un affinatissimo gioco di squadra anche su fronti apparentemente banali. Scendere in campo assieme a un team di soli Samurai e Assassini ad esempio aumenta le probabilità di sconfitta, perché nell'affrontare ben quindici orde di nemici in battaglie estenuanti il rischio di venire abbattuti è alto e gli interventi di un guaritore sono imprescindibili.

    Tra gli utilizzi precoci dei tamburi curativi - che ricaricano l'energia di chi si trova nella loro area d'effetto - e gli assalti disordinati, la durata degli scontri in Sopravvivenza potrebbe non superare la decina di minuti ed è per questo che quando si arriva fino in fondo tale modalità raggiunge il pieno potenziale. L'intenzione di Sucker Punch era quella di far provare ai giocatori la tensione dei veri samurai, spesso costretti a combattere fianco a fianco nel fango e in netta inferiorità numerica.

    Arrivare sino all'ultima ondata dopo quasi un'ora di lotta ininterrotta, tra la difesa delle tre postazioni dell'arena e quella dei compagni in difficoltà, non ha prezzo e testimonia la bontà di una ricetta ludica semplice ma ben congegnata.
    Superata la quinta masnada di demoni, e cioè l'unità guidata dal primo boss, la guerra diventa veramente impegnativa e gli Oni si fanno sempre più corazzati e agguerriti. Di vitale importanza quindi è l'acquisto di alcuni aiuti aggiuntivi tramite una valuta ottenibile in partita, che consente di procurarsi una potente bomba incendiaria, una magia per ripristinare la salute degli Spettri e perfino l'evocazione di un orso spiritico. Per evitare di perdere le postazioni, inoltre, è necessario conoscere la mappa di gioco, in modo da sfruttare gli appigli e raggiungere velocemente i nemici col rampino. Fallire nell'impresa infatti causa il repentino abbassamento della barra dell'energia dei quattro guerrieri, che in questo caso devono sconfiggere il boss successivo per vederla ritornare alla lunghezza originale. Per quanto concerne l'assegnazione delle ricompense, più gruppi di avversari si mandano sottoterra e più il bottino finale sarà cospicuo ma, per quanto ci riguarda, la soddisfazione derivante dall'aver prevalso contro una minaccia implacabile è di gran lunga il premio più grande.

    Ghost of Tsushima Anche senza le Incursioni, che verranno introdotte prossimamente, Ghost of Tsushima Legends è un’indovinata aggiunta alla già ampia offerta contenutistica dell’opera di Sucker Punch, che adesso è stata dotata anche del New Game Plus. La Storia non è certo rivoluzionaria, giacché l’intreccio narrativo è in fondo una scusa per saggiare il sangue dei nemici, ma nonostante questo possiamo dirci soddisfatti del lavoro svolto dagli sviluppatori. Le inedite trovate di gameplay e le nuove tipologie di nemici ad esempio aumentano la varietà di missioni che altrimenti sarebbero risultate fin troppo ripetitive, anche a fronte di un’ottima reinterpretazione in chiave demoniaca di Tsushima. Dalla grande attenzione rivolta alla componente estetica e l’occasione di sbloccare e potenziare tutti e quattro gli Spettri, quest’esperienza multiplayer ha le spalle per offrire ore di divertimento, soprattutto se in compagnia di amici. A questo proposito, combattere in Sopravvivenza al fianco dei propri compagni di fiducia sa regalare intense sensazioni e a essere del tutto onesti non ce l’aspettavamo.

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