Godfall provato: una sorpresa al lancio di PS5?

Abbiamo passato tre ore con il pubblicato da Gearbox Software ci hanno fatto andare al di là dei pregiudizi. Le nostre impressioni prima della recensione!

Godfall PS5
Anteprima: PlayStation 5
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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Le prime tre ore passate in compagnia di Godfall sono state all'insegna dell'imprevisto e della sorpresa. Il gioco, pubblicato da Gearbox Software e sviluppato da Counterplay Games - un nuovo team composto da ex sviluppatori di God of War, Ratchet & Clank, Horizon Zero Dawn e Gears 5 - si era presentato sulle scene la scorsa primavera come il primo progetto concretamente associato a PlayStation 5.

    Da quel momento, Godfall è apparso a più riprese legandosi alla console Sony, salvo poi essere lanciato sin da subito su PC e verosimilmente anche su Xbox Series X dalla metà del 2021. Paradossalmente, ogni volta che il gioco si è mostrato mi è parso sempre meno interessante: mai davvero a fuoco, incredibilmente pacchiano a vedersi, blando e nient'affatto next-gen nelle dinamiche. Insomma, ero pronto al classico titolo che approfitta del salto generazionale per ottenere un po' di visibilità, coprendo con una mole senza senso di effetti sparati a mille la poca ispirazione di fondo.

    Così così da vedere...

    Quello che mi sono invece trovato davanti è stato, almeno sulle prime, un prodotto decisamente migliore del previsto. Intendiamoci, alcune delle criticità associate al progetto continuano a essere presenti. L'estetica era e rimane sgraziatamente barocca, eccessiva, inelegante. Tutto in Godfall eccede, senza particolare gusto o senso della misura.

    Le armature dei protagonisti sono stracolme di orpelli, di luci, di elementi qua e là: un trionfo da manuale del concetto di overdesign. La stessa cosa vale per le riflessioni o per gli effetti di luce: siccome l'hardware della console può gestirli senza fatica, l'idea degli sviluppatori è stata semplicemente quella di spingere tutto al massimo. Così, a prescindere. E lo stesso vale per una trama che si prende dannatamente sul serio, senza però il minimo mordente.

    Il risultato, più che suscitare sincera meraviglia, finisce per essere quello del proverbiale troppo che stroppia. Perché Godfall non è necessariamente un gioco brutto, anzi si dimostra capace di regalare scorci niente male e momenti comunque coreografici, in primis per merito delle convincenti animazioni che enfatizzano la pesantezza dei combattimenti. Semmai Godfall è appunto un prodotto un po' cafone, che ostenta sempre oltre il limite, anche laddove non ce ne sarebbe bisogno. Una specie di estemporaneo parvenu in salsa next-gen, tanto per capirci.

    ...ma interessante da giocare

    C'è tuttavia un grosso "ma" da tenere bene in considerazione, che è poi la ragione per cui l'opera di debutto di Counterplay Games mi ha effettivamente detto qualcosa.

    DualSense alla mano, Godfall si lascia giocare che è un piacere. L'azione risulta coinvolgente, gustosa, col piglio del guilty pleasure a cui è giusto non dire di no. Il sistema di combattimento è assai meno banale del previsto, e anzi riserva più di qualche sorpresa. In termini di controlli, l'impostazione è esattamente quella dei Souls (a proposito, non perdetevi la nostra video anteprima del remake di Demon's Souls): R1 ed R2 associati agli attacchi leggero e pesante, L1 per alzare lo scudo, L2 per deflettere i colpi avversari, Quadrato per curarsi. La Croce serve per schivare al posto del tradizionale Cerchio, ma l'ispirazione dalla formula di From Software è chiara. Il tutto a dispetto però di una reattività più prettamente action, con una velocità nei duelli ben più spinta dello strategico gioco d'attese dei Souls - a maggior ragione in virtù dell'assenza della barra della stamina.

    Non manca pure una meccanica di danno mutuata da Bloodborne: se nel capolavoro di Miyazaki parte dell'energia persa poteva essere ripristinata attaccando, qui colpendo i nemici con l'attacco base si va a togliere "virtualmente" una porzione di vita che poi viene effettivamente tolta una volta mandato a segno un colpo pesante. L'effetto è quello di un sistema di combattimento sfaccettato e per nulla banale, che diverte anche alla luce delle cinque tipologie di armi diverse (sempre e comunque armi bianche, con però le doppie lame che si comportano in maniera molto diversa dai martelli o dalle lance).

    Da notare una sfumatura che credo non si fosse affatto colta dai vari trailer o dagli spezzoni di gameplay mostrati negli scorsi mesi: Godfall non è il classico action in terza persona, bensì un titolo che recupera delle sfumature dagli sparatutto. L'ispirazione è innegabilmente quella dell'ultima apparizione di Kratos, che io stesso avevo all'epoca definito in uno speciale sul combat system di God of War come il primo degli "aim'n'slash".

    Il puntino sempre presente al centro dello schermo è più che mai indicativo di questa deriva: un vero e proprio mirino che serve per indicare il bersaglio dei vostri assalti, rendendo importante l'impiego del lock on e dando un carattere piuttosto originale agli scontri.

    Effetto DualSense (e non solo)

    Se a tutto ciò aggiungiamo un'enfasi sul loot che potrebbe innescare un certo gusto per la rigiocabilità - Counterplay Games ha del resto descritto la sua creatura come un inedito "looter slasher" - e un convincente supporto alle feature esclusive del DualSense e un sistema di crescita del personaggio in stile RPG, si capisce perché Godfall abbia colto di sorpresa me e altri della redazione di Everyeye.

    Certo, resta da scoprire quanto intrigante sia l'offerta sul medio-lungo periodo, quanto possa essere vario e profondo l'impianto di gioco e quanto appassionante risulti l'endgame. Soprattutto considerando il prezzo di 80€, ostacolo da tenere ben presente.

    Sarebbe tuttavia intellettualmente disonesto non rendervi partecipi delle inattese buone sensazioni che il primo contatto con Godfall ha portato con sé: massacrare schiere di mostri (dal character design ovviamente pasticciato e trascurabile) mi ha divertito assai più di quel che mi aspettassi, con un'azione resa ancor più evocativa dal controller di PS5.

    Il DualSense è infatti stato utilizzato dagli sviluppatori con intelligenza e grande efficacia: il feedback aptico permette di sentire la direzione dei vostri colpi, mentre i grilletti adattivi sottolineano lo sprigionarsi di poderose scariche di energia alla fine di combo devastanti. E, almeno per queste prime ore, non è stato semplice lasciare il joypad. È ancora presto per saggiare la qualità del titolo pubblicato da Gearbox Software: ci prenderemo ancora qualche giorno per testarlo a fondo e recensirlo come merita. Sappiate che però Godfall non sembrerebbe essere quel mezzo disastro annunciato che in tanti avevano previsto, e nella migliore della ipotesi PlayStation 5 potrebbe aver trovato un'inattesa sorpresa nella sua line-up di lancio.

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