Gran Turismo Sport: Provata la Closed Beta

Pochi giorni fa ha preso il via un'interessante beta a numero chiuso di GT Sport fortemente votata alle competizioni online. Ecco le nostre impressioni.

provato Gran Turismo Sport: Provata la Closed Beta
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  • PS4
  • Un tempo poteva vantarsi dell'altisonante sottotitolo "The Real Driving Simulator", ma i tempi sono cambiati. Da allora sono usciti svariati capitoli di Forza Motorsport, un brand creato in origine con il palese intento di offuscare sua maestà Gran Turismo e in seguito divenuto uno dei migliori "simularcade" mai usciti su console. Come se non bastasse, poi, con l'aumentare della potenza dell'hardware, la posta in gioco si è alzata ulteriormente. I "sim racer" si sono via via fatti sempre più attenti al dettaglio, e il mercato è stato inondato da numerosi contendenti di tutto rispetto. Uno dei quali è per altro uno dei migliori prodotti mai creati da un team interamente italiano.
    L'arrivo di Assetto Corsa anche su console, inutile negarlo, è stata una vera doccia fredda per chiunque abbia provato almeno una volta a riprodurre le simulazioni motoristiche nei salotti dei videogiocatori.
    Poliphony e Sony sembrano però ancora fermamente convinte di poter competere con i migliori esponenti del genere, provando una bella virata verso il competitivo e, di conseguenza, verso uno stile di guida leggermente più autentico, ponderato. Di fatto, una delle prime caratteristiche emerse dalla nostra prova riguarda proprio il sistema di controllo, il feeling delle auto. Questo spin-off della serie sembra aver imboccato una strada diversa da quelle scelte dai predecessori, dando più importanza ai veri appassionati, a coloro amano gareggiare armati di volante e postazioni di tutto rispetto.
    Ma ogni capitolo di Gran Turismo che si rispetti non può e non deve essere soltanto questo, e il team di Yamauchi-san dimostra di averlo capito benissimo. GT Sport è nato e cresciuto per essere alla portata di tutti: si gioca benissimo col pad, ed egregiamente con il volante; cerca di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, rischiando di trovarsi però imbottigliato in una poco convincente via di mezzo, stretto nella morsa dell'indecisione.

    Un quarto di miglia alla volta

    Prendete una pista complessa, lunga e tortuosa come il "Nürburgring Nordschleife". Il tracciato in questione, un sorta di anello (il nome significa proprio "anello nord")lungo più di 22km per una media di circa 7 minuti a giro, è caratterizzata da un asfalto sconnesso, ricolmo di avvallamenti pronti a tradire il guidatore in ogni momento.

    Questa è probabilmente la pista in cui si vede maggiormente il lavoro svolto dal team giapponese, sebbene il risultato non sia ancora incredibile come quello raggiunto da altri congeneri. Di fatto, al di là di questo singolo esempio, le piste presentano un asfalto completamente liscio, che fa inevitabilmente venir meno un po' di quel coinvolgimento tipico di titoli come Project CARS e Assetto Corsa. Anche il modello di guida è una cauta via di mezzo, verosimile ma non strettamente realistico. E questo non è necessariamente un difetto, dipende molto dai gusti del giocatore e dalle sue aspettative. Quel che pare evidente fin da subito, è che i fan sfegatati del fine-tuning e della simulazione dura e pura, probabilmente, non saranno completamente soddisfatti. La fisica di gioco è nel complesso piuttosto valida, sufficientemente elaborata da rendere il gioco divertente per chiunque. L'unica riserva riguarda il peso delle auto: a nostro avviso continuano a risultare leggermente troppo leggere e maneggevoli, anche disattivando i vari "aiuti". Le differenze tra un'auto e l'altra sono però innegabili, e lo stile di guida richiesto da ciascuna di esse è sicuramente molto diverso. La differenza, però, si percepisce principalmente tra bolididi classi diverse, mentre si affievolisce notevolmente se confrontiamo due vetture della stessa categoria. Può sembrare una cosa normale, ma non sempre lo è. Purtroppo la scarsa quantità di auto disponibili in questa fase di beta (in pratica è possibile sbloccarne una casuale per ogni giorno di attività dei server, a patto di correre per una quarantina di chilometri) non ci permette di elaborare maggiormente su questo aspetto, che risulterà sicuramente fondamentale in sede di recensione.

    L'anima della competizione

    Una delle caratteristiche principali della nuova iterazione di Gran Turismo è indubbiamente la sua forte componente online, regina incontrastata anche di questa beta a numero chiuso. La struttura del test era molto particolare, e non ha mancato di generare qualche piccolissimo inconveniente tecnico iniziale. Di fatto, il primo giorno correre era praticamente impossibile, come riconosciuto anche dagli sviluppatori stessi, i quali hanno persino optato per un incremento del numero di competizioni previste per la seconda giornata.

    Fondamentalmente, la cosa funziona così: ogni giorno ci sono un certo numero di gare previste, tutte ad un orario ben definito. Durante il fine settimana la prima inizia sempre alle 17, e si ripete per tre volte ad intervalli regolari di venti minuti. Sono tutte molto stringenti in quanto a regole e tipologia di auto ammesse. Nei giorni infrasettimanali, invece, tutto è posticipato di un paio d'ore, in modo tale da garantire l'accesso al maggior numero di persone possibile. In buona sostanza, sono pochissime le impostazioni modificabili. Non siamo in grado di cambiare la mescola dei pneumatici, non possiamo interagire direttamente su alcuni parametri fondamentali della nostra vettura; e - cosa ancor più importante - tutte le auto hanno una sorta di moltiplicatore (negativo o positivo a seconda della potenza del veicolo) che serve soltanto a rendere le prestazioni dei concorrenti il più uniformi possibile.

    Insomma, se avete un amico che si lamenta di arrivare sempre secondo perché "quello aveva l'auto più veloce", è molto probabile che in realtà necessiti semplicemente di un minimo di pratica in più. Ma questo non significa che tutte le auto siano uguali. Lo abbiamo già detto poco fa: ogni auto si guida in modo leggermente diverso, ed è lecito aspettarsi differenze in termini di tempo sul giro e passo di gara tra l'una e l'altra. Non è un fatto di potenza, dunque, ma proprio di stile di guida e attitudine del giocatore. Se dal punto di vista del modello di guida i passi avanti rispetto a GT6 - pur non essendo ancora strabilianti - si vedono, il netcode appare ancora in altissimo mare. Le auto fluttuano da una parte all'altra dello schermo, e in un frangente ci è anche capitato di essere sbalzati - per altro in modo abbastanza comico - da un urto con una macchina che, in teoria, ci aveva superati almeno dieci secondi prima. E tutto questo è accaduto nell'intervallo tra due gare online su Assetto Corsa e una su Project CARS, tutte e tre pressoché perfette, svolte proprio con lo scopo di escludere eventuali problemi di connessione non dipendenti dal gioco stesso.

    Tecnologia giapponese

    Uno dei tratti distintivi di GT è, da sempre, la componente tecnica all'avanguardia. Anche Sport in tal senso non fa eccezione, e si configura come uno dei racing game più belli mai approdati su console. Non c'è Project CARS che tenga: soprattutto se giocato su PS4 Pro, la nuova creatura di Poliphony sotto quel punto di vista non ha rivali. I dettagli e le rifiniture delle carrozzerie sono impressionanti, così come incredibilmente dettagliati sono anche gli interni delle poche macchine che abbiamo avuto modo di provare.

    Ovviamente non tutte le vetture avranno lo stesso livello di cura maniacale, ma con ben 137 modelli "super premium" disponibili al lancio, possiamo sicuramente dormire sogni tranquilli. Il framerate, poi, ci è parso estremamente solido, ancorato senza il benché minimo calo ai tanto agognati sessanta frame al secondo: a nostro avviso una vera e propria necessità per un titolo di corse ambizioso come GT Sport.
    Un'ultima nota, purtroppo non eccessivamente positiva, dobbiamo però necessariamente dedicarla a un'altra caratteristica fondamentale di ogni corsistico che si rispetti: la componente audio, e più specificatamente al rombo delle vetture. Uno dei talloni d'Achille della serie: un problema che, purtroppo, anche in questo spin-off non sembra essere risolto. Ci sono comunque miglioramenti avvertibili anche in tal senso, e speriamo che il tutto possa migliorare ulteriormente prima dell'arrivo del gioco sugli scaffali dei negozi.

    Gran Turismo Sport Gran Turismo Sport è uno spin-off corposo, forte di una componente online di primo piano; un titolo che punta agli eSports e non solo, cercando di riconciliare i fan delle simulazioni con un brand, fino ad oggi, mai troppo votato alla rappresentazione realistica dei comportamenti delle vetture. Nella transizione verso un hardware più performante come quello di PS4, però, finalmente qualcosa sembra essere cambiato. Ci sono evidenti passi in avanti sul fronte del modello di guida, che riesce finalmente a scrollarsi di dosso alcuni difetti atavici della serie. D’ora in poi, ad esempio, non sarà più possibile finire le gare utilizzando goffi rimbalzi contro i muri e facendo sponda sull’ignaro avversario di turno per guadagnare posizioni. GT Sport spinge il giocatore a giocare pulito, introducendo per la prima volta un sistema di penalità coerente con le sue ambizioni e mettendo al centro dell’esperienza una simulazione della fisica forse ancora troppo permissiva, ma indubbiamente più interessante e consistente rispetto a quella vista nei vecchi capitoli. La realizzazione dei tracciati, poi, è ovviamente ineccepibile. Ma dal punto di vista della fedeltà visiva, sapevamo di poterci aspettare soltanto il meglio dalla serie di Poliphony. Detto questo, non vediamo l’ora di poter metter mano finalmente sul gioco completo, che ancora manca di una data di uscita ufficiale. Lo stato attuale della build - al netto di alcuni problemi con il netcode - ci è parso comunque piuttosto rassicurante. Il gioco c’è, funziona ed è persino più divertente di quanto ci saremmo aspettati. Un unico avviso: se siete tra coloro che hanno sempre giocato alla serie con un tradizionale pad, senza sentire il bisogno di una periferica dedicata ai giochi di guida (e in effetti, fino alla precedente iterazione non ce n’era proprio bisogno), a questo giro la situazione potrebbe cambiare drasticamente. Giocando con il pad, infatti, si perde inevitabilmente qualcosa.

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