Graven: uno sparatutto vecchia scuola con un pizzico di BioShock

Graven è uno dei giochi protagonisti dello Steam Game Festival, Action FPS ispirato ai classici del genere degli anni '90 e 2000.

Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il nome di Slipgate Studios è associato a una serie di progetti molto interessanti: il team danese ha lavorato a Ion Fury, Wrath Aeon of Ruin e anche al recente Ghostrunner. Graven, la loro ultima opera, sembra essere il risultato di competenze acquisite col tempo e una manifesta passione per gli sparatutto "com'erano una volta". Il gioco non nasconde infatti le sue evidenti ispirazioni a Hexen, piccolo titolo di culto realizzato nel 1995 da Raven Software, ma le somiglianze non si fermano qui. Se dovessimo fare un elenco dei giochi che Graven ci ha riportato alla mente citeremmo senza dubbio Arx Fatalis, Dark Messiah of Might & Magic, Blood e persino BioShock. A prescindere dalle somiglianze a giochi di peso, il titolo di Slipgate, di cui è disponibile una demo proprio in occasione dello Steam Game Festival, ha dimostrato fin da subito delle qualità molto interessanti.

    Uno sparatutto vecchia scuola

    Il protagonista di Graven è un sacerdote dell'ordine Ortogonale, esiliato dopo aver commesso un crimine. All'inizio della demo si trova su un traghetto che procede spedito per una palude debordante di cadaveri: il traghettatore parla di mostri, di un'epidemia e gli consegna un bastone e un libro degli incantesimi.

    La demo si svolge in un piccolo villaggio a ridosso della palude che è inizialmente possibile visitare con discreta libertà. La zona non è ampia, ma esplorando la mappa si possono scoprire dei piccoli segreti, mentre rompendo gli oggetti col bastone è possibile ottenere soldi e pozioni di cura. Il sistema di movimento è quello di un arena shooter: l'avatar è infatti implacabile, saetta da una parte all'altra con estrema velocità ed è molto responsivo ai controlli impartiti. Agli esordi la rapidità è utile per colpire i nemici in toccata e fuga, visto che l'unica arma a disposizione è un bastone e i primi avversari sono solo dei goffi morti viventi. Per concederci il passaggio nella piazza centrale, le guardie chiedono che sia completata una missione: i cadaveri lasciati a marcire nelle fogne stanno appestando le acque e alimentando la diffusione del morbo. Pertanto, bisogna sbarazzarsene in fretta. Il primo incarico permette di entrare in contatto con il primo dei poteri magici disponibili nella demo: una vampata di fuoco, utile per incenerire i nemici e per liberare passaggi bloccati da tavole di legno. Lo stile ludico inizia insomma a delinearsi poco alla volta: si lancia una fiammata contro un gruppetto di morti viventi e poi li si colpisce a bastonate, facendo attenzione che i morsi e le artigliate non vadano a segno.

    Un gioco di tasti molto ritmato e gradevole che però va messo a segno tenendo in considerazione il consumo di mana, dal momento che usare la magia non è affatto gratuito. In giro per la mappa ci sono pertanto dei cristalli rossi (il mana consumato dal fuoco è del medesimo cromatismo), delle fiale per ripristinare la vita e delle pozioni: tutto è insomma in linea con la grammatica degli sparatutto "vecchia scuola".

    Il gioco si fa più complesso

    La missione può essere completata solo recuperando dei barili esplosivi da far detonare nei pressi dei mucchi di corpi marcescenti. Simili oggetti sono però chiusi dietro una porta a cui manca una leva per aprirsi. In maniera molto tradizionale, anche in questo caso, va trovato uno strumento d'accesso per sbloccare la prossima area, un'impostazione che si ritrova in tutta la demo.

    Superato l'incarico di tutorial, il gioco comincia però a divenire più complesso. Un fabbro ci vende una spada, uno strumento di certo più efficace del bastone, e poco più avanti si mettono le mani su un balestrino da polso, rapido e letale, soprattutto contro i pochi nemici volanti che di volta in volta fanno capolino. Si ottiene dunque il secondo potere magico, caratterizzato dal colore blu: una saetta che paralizza i nemici e può essere sfruttata sugli specchi d'acqua per friggerne di più contemporaneamente.

    Il colpo di fulmine seguito dall'affondo con la spada ci ha ricordato le tecniche con plasmide folgorante e chiave inglese che si usavano nel primo BioShock. I poteri magici hanno tuttavia anche altri utilizzi e, oltre a essere efficaci in presenza di caratteristiche ambientali come pozze d'acqua, sono utili per allestire trappole, per esempio con i barili esplosivi.

    Se ne possono ammucchiare alcuni (il personaggio può prendere e spostare oggetti), attirare qualche nemico e poi godersi l'esplosione. Oppure si può agguantare un barile in fiamme e, con la dovuta dose di sangue freddo, lanciarlo direttamente contro una belva alla carica. Il gameplay di Graven è interessante e dinamico, anche se siamo riusciti a provarlo solo per un lasso di tempo molto ristretto. Inoltre c'è spazio per semplici sequenze jumping puzzle, che nella maggioranza dei casi conducono a documenti e scorte segrete, e qualche enigma basato sulla fisica, che si riduce perlopiù nella necessità di trovare un oggetto da posizionare su un interruttore.

    Ciò che meno ci convince di Graven è il suo stile: per quanto il colpo d'occhio sia molto piacevole e in cui alcuni dettagli risultino volutamente lasciati in bassa risoluzione per riecheggiare la grafica di una volta, abbiamo trovato un po' anonima la direzione artistica, laddove invece giochi come Blood o lo stesso Hexen ci paiono ancora oggi ben più carismatici.

    C'è da dire che quella che abbiamo visto è solo una delle tante ambientazioni disponibili e i nemici rappresentano la classica "carne da cannone" di inizio gioco. Ci sarà dunque modo di compiere valutazioni più circostanziate quando avremo per le mani la versione completa, nel frattempo potete scaricare la demo di Graven da Steam.

    Graven La demo di Graven ci ha mostrato un interessante sparatutto a base di magie, balestre e armi corpo a corpo. Malgrado uno stile visivo che non ci ha convinto fino in fondo, il feeling che ci ha lasciato mouse e tastiera alla mano è molto positivo. L’uscita di Graven è prevista entro la fine di quest’anno, vi consigliamo di prenderlo in considerazione, soprattutto se siete in cerca di uno shooter vecchia scuola con un’ambientazione diversa dal solito.

    Quanto attendi: Graven

    Hype
    Hype totali: 8
    80%
    nd