Grid Legends: Codemasters tra certezze e voglia di rischiare

La rinomata serie Codemasters torna in pista dopo il reboot, con diverse nuove idee e l'indole di chi non ha paura di prendersi dei rischi.

Grid Legends: Codemasters tra certezze e voglia di rischiare
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  • Qualche giorno fa siamo entrati in contatto per la prima volta con GRID Legends il nuovo capitolo della storica serie targata Codemasters nata dalle ceneri di uno dei corsistici più amati e riusciti della storia del videogioco: TOCA. Dopo il discreto reboot del 2019 (per saperne di più recuperate la nostra recensione di GRID) , la saga prova ad espandersi e migliorarsi sotto ogni aspetto, sia dal punto di vista del gameplay che da quello meramente contenutistico.

    Per spiegarci i dettagli del nuovo progetto siamo stati accolti virtualmente dal Creative Director Chris Smith, il quale durante l'intera durata della presentazione ha voluto ribadire più volte quale fosse, secondo la sua visione, il vero fulcro della produzione: l'inclusività, la voglia di far sì che ogni tipologia di giocatore, indipendentemente dalla piattaforma o da quale siano le proprie modalità preferite, possa sentirsi rappresentata dal loro nuovo racing game.

    Gareggiare in compagnia

    Questo approccio basato sul'inclusività ha dato origine ad alcune delle caratteristiche più interessanti del gioco: la prima riguarda la natura completamente cross-platform del gioco, che metterà l'uno contro l'altro giocatori PC e console di vecchia e attuale generazione; la seconda, invece, è persino più interessante, e riguarda la possibilità di imbastire in qualunque momento una sorta di co-op non regolamentata; un concetto nato con lo scopo di abbattere le barriere tra giocare in solitaria e in multiplayer. Non si parla mai di una vera co-op, ma piuttosto di una funzionalità proprietaria messa a punto dal team, denominata "hop-in multiplayer".

    I giocatori potranno entrare in tempo reale dentro a qualunque nostra gara, in qualunque momento. E non stiamo parlando soltanto di multiplayer, ma anche della campagna. Basta che ci sia almeno una macchina controllata dall'IA, e il gioco è fatto. Mettendosi d'accordo, teoricamente, sarebbe possibile giocare tutte le gare insieme a 21 amici (il numero massimo di macchine in pista è stato opportunamente aumentato rispetto al predecessore, passando da 16 a 22). Lo stesso approccio, ci teniamo a precisarlo, pare estendersi lungo tutta la componente multigiocatore: grazie al quick play, ad esempio, sarà possibile entrare immediatamente all'interno di una partita, senza sprecare troppo tempo all'interno di una lobby e senza nessun tipo di discriminazione di piattaforma.

    Non abbiamo purtroppo ulteriori informazioni sulle modalità con cui l'ingresso in pista dei giocatori viene gestito dietro le quinte: non sappiamo, ad esempio, come viene scelta la posizione in gara nella quale i nuovi arrivati verranno

    catapultati. Un argomento su cui lo stesso Chris Smith, anche quando è stato incalzato da precise domande a riguardo, ha sempre preferito glissare, limitandosi a tranquillizarci e facendo intendere che niente è lasciato al caso. Anche in questo caso, ovviamente, resta da capire se e quanto questo tipo di approccio possa risultare efficace sul lungo periodo, perché in tutta onestà, la possibilità che resti solo un mero esercizio di stile fine a se stesso è abbastanza concreta. Però è bello vedere una produzione che prova a percorrere una strada nuova, che si avventura in territorio ancora poco esplorato. Speriamo comunque che sia una caratteristica opzionale e, magari, anche opportunamente disattivabile. Ma immaginiamo di sì: se così non fosse, la decisione cozzerebbe non poco con i buoni propositi legati all'inclusività su cui pare essere basata l'intera produzione.

    Storie dal paddock

    Uno dei pilastri su cui si fonda l'intera struttura di GRID Legends resta comunque la sua forte componente single player. Non lasciatevi scoraggiare dagli esperiementi legati al multigiocatore, il nuovo titolo targato Codemasters sembra credere moltissimo sia nella modalità storia - chiaramente uno degli aspetti più interessanti e, immagino, anche uno di quelli più divisivi, viste le scelte non convenzionali da cui quest'ultima è scaturita - sia nella modalità carriera, quella più conservativa del pacchetto. Partiamo proprio da quest'ultima, dato che non c'è molto da dire per il momento. Sulla carta dovrebbe essere una carriera piuttosto standard, nella quale il giocatore si ritroverà nella posizione di gestire il proprio team e al tempo stesso competere per la vittoria dell'attuale stagione del torneo GRID.

    Ben più particolare invece la modalità storia, Driven to Glory, fortemente ispirata da "Drive to Survive", amatissima docu-serie Netflix sul mondo della Formula 1. La storia verrà raccontata attraverso un sistema di cut-scene che fondono in maniera magistrale elementi tridimensionali e attori in carne ed ossa. La principale fonte di ispirazione è stata, per stessa ammissione del creative director, The Mandalorian. Ci sono stati altri esperimenti in tal senso in passato, come quello messo in piedi dalla serie Need For Speed (a proposito, per saperne di più potete leggere la nostra recensione di Need For Speed: The Run), ma non erano mai arrivati ad un simile livello di dettaglio.

    Resta da vedere come queste scene d'intermezzo si fonderanno al gameplay vero e proprio, e se davvero riusciranno nel loro intento di trasferire il pathos e la tensione che si respirano nel paddock. Quello di cui siamo certi, però, è che la modalità storia avrà una progressione lineare, e si snoderà attraverso una

    serie di highlights della stagione precedente del torneo, all'interno della quale il giocatore si troverà a gareggiare nel team Seneca nel tentativo di raggiungere il titolo superando numerose difficoltà. Il tutto verrà raccontato attraverso gli occhi del protagonista stesso, privo di nome (sarà semplicemente il "pilota 22"), aspetto e voce. Una scelta che favorisce l'immersività e, secondo il team, dovrebbe anche garantire il massimo dell'inclusività senza impazzire dietro a pronomi, complessità legate alle definizioni di genere e quant'altro. La storia dovrebbe avere una durata media di circa 8-10 ore (variabili a seconda del grado di difficoltà e dell'esperienza del pilota) e può vantare un cast di figure di spicco del cinema e dell'industria del videogioco. Fra i protagonisti troviamo infatti personalità del calibro di Ncuti Gatwa della serie Netflix Sex Education, mentre la scrittura gioverà della penna di Brad Kane, reduce dall'esperienza all'interno di Ghost of Tsushima.

    Tutte queste modalità "solitarie" sono legate a doppia mandata da un obiettivo comune: quello di far sì che anche in pista possano generarsi in maniera naturale, al di là di eventuali cut-scene e del copione principale, delle piccole "storie". Per farlo, il gioco impiegherà una serie di sistemi e algoritmi dedicati, dirette evoluzioni di quelli già visti nel GRID del 2019, che potrebbero effettivamente contribuire in maniera sostanziale a rendere ogni gara unica, diversa dal solito e per questo più appagante.

    Il "coreographer system 2.0" punterà ad orchestrare in maniera ancor più realistica e verosimile eventuali rotture, forature e incidenti dell'intelligenza artificiale, mentre il "nemesis system" andrà a modificare l'approccio degli avversari qualora ci dimostrassimo troppo aggressivi nei loro confronti. I nostri rivali, insomma, saranno più decisi nel chiuderci la porta per non farci passare. I piloti, tra l'altro, avranno personalità ben definite: alcuni saranno più aggressivi di altri, e ciascuno di essi eccellerà in un ambito specifico. Anche l'effetto elastico dovrebbe essere ridotto rispetto alla media dei congeneri, stando alle parole di Smith. GRID Legends impiegherà un sistema diverso, molto meno invasivo ed evidente del solito, per far sì che le gare continuino ad essere appaganti e divertenti, senza però calcare troppo la mano.

    Una doverosa iniezione contenutistica

    Una delle caratteristiche salienti di GRID Legends è rappresentato dal notevole incremento di modalità e vetture a nostra disposizione rispetto all'iterazione precedente. In effetti, se ci pensate bene, la mancanza di contenuti era una delle problematiche più grandi del gioco uscito nel 2019, che pur mostrando

    numerosi passi avanti rispetto al passato della serie, si era rivelato abbastanza scarno e ripetitivo. Legends prova a fare l'esatto opposto, concentrandosi moltissimo sulla varietà e sulla quantità. Al lancio il gioco comprenderà qualcosa come 130 veicoli, tra cui spicca sicuramente la Aston Martin Valkyrie, e ben 9 diverse categorie. Alle classiche Touring, GT e ruote scoperte del predecessore si aggiungono i camion, le auto elettriche, e quelle da drift, un graditissimo ritorno. Il numero di classi diverse è salito da 21 a 48, ed anche il numero di tracciati è aumentato sensibilmente, con l'introduzione dei circui di Mosca e Londra, ma anche e soprattutto con un tracciato di finzione denominato "Strada Alpina".

    Uno degli aspetti più problematici del capitolo precedente era però la poca varietà di modalità a nostra disposizione, appena tre. Il team di Legends ha deciso quindi di triplicarle, grazie all'introduzione di corse multi-classe, gare elettriche (che ricordano molto da vicino la Formula E), corse con i camion, time

    trial, drift ed eliminazione. Quest'ultima in particolare è molto divertente, sebbene non completamente inedita: ogni tot secondi le vetture nelle ultime due posizioni vengono eliminate istantaneamente, e così via fino a quando non si resta in due. Come se non bastasse, per altro, i giocatori avranno a disposizione un pratico editor di corse per creare sfide personalizzate utilizzando tutti i tracciati e le auto disponibili all'interno del gioco. Potremo insomma creare una pazza gara tra auto elettriche su un tracciato innevato (anche le contizioni metereologiche disponibili sono aumentate) e disseminato di rampe e boost di velocità.

    Si scende in pista

    Fortunatamente, subito dopo l'evento abbiamo anche avuto modo di provare con mano una build provvisoria su PC, la quale puntava principalmente a presentarci l'editor di corse e un piccolo gruppetto di sfide della modalità carriera. Si trattava però solo di una lista di eventi preimpostati, quindi non abbiamo avuto modo di testare né la reale struttura della progressione, né tantomeno l'impatto che le nostre scelte potranno avere sull'andamento della vettura e del team.

    Dal punto di vista grafico i cambiamenti riguardano principalmente il nuovo sistema d'illuminazione, forse l'unico elemento che davvero distanzia in maniera evidente Legends dal suo predecessore. Questo non significa che il team non abbia lavorato di fino anche su altri aspetti della produzione, che adesso sembra mettere in campo una pulizia dell'immagine superiore. Ricordiamo però che questa build è ancora work in progress, e mancano ancora poco più di tre mesi all'uscita, prevista per il prossimo 25 Febbraio.

    GRID è un corsistico fieramente arcade, uno di quelli che non ha mai puntato troppo sul realismo del suo modello di guida. Legends non fa eccezione, e sembra anzi cedere con maggior frequenza alla voglia di lasciarsi andare in derapate capaci di spingersi ben oltre i limiti della fisica. Non solo nella modalità drifting, dove saremo per forza di cose alle prese con auto più inclini a far rumare le ruote, ma un po' in tutte le discipline. Il tutto risulta però ben bilanciato e, soprattutto, dannatamente divertente. Pur senza prendersi troppo sul serio e scendere in tecnicismi eccessivi, GRID Legends riesce a rendere unica e differenziare in maniera sostanziale ogni singola vettura di ciascuna categoria. Un compito tutt'altro che banale, data la maggiore varietà con cui il team ha dovuto fare i conti in sede di sviluppo.

    Se le auto con ruote scoperte, libera reinterpretazione della classiche "Formula", ci mettono a confronto con le vetture più stabili e attaccate al terreno dell'intero pacchetto, a sorprenderci moltissimo sono stati i bolidi della disciplina che prende il nome di "Stadium Super Trucks", grazie ai quali abbiamo avuto modo

    di toccare con mano alcune novità in termini di gestione degli spostamenti e della reazione meccanica delle sospensioni. Guidandone alcuni e provando ad entrare in curva con un pizzico di velocità in più ci siamo più volte ritrovati ad un soffio dal cappottamento, ed anche prestando maggiore attenzione in fase di frenata sono state veramente poche le curve in cui siamo riusciti a mantenere tutte e quattro le ruote saldamente a terra. Ma, ci teniamo a ribadirlo: tale comportamento varia da veicolo a veicolo, e ci siamo persino ritrovati in pista con camioncini stabilissimi e molto più facili da gestire. Sebbene alcuni comportamenti in pista si siano rivelati un po' eccessivi, ci siamo goduti dal primo all'ultimo secondo trascorso sui tracciati.

    GRID Legends GRID Legends si preannuncia come una versione contenutisticamente ampliata, riveduta e corretta del reboot della serie arrivato sugli scaffali nel 2019. Sebbene le difficoltà legate alla pandemia globale abbiano reso il tutto particolarmente complesso da gestire e portare avanti, il gioco potrà vantare una modalità storia infarcita di cut-scene con attori veri, che uniscono elementi reali a fondali ed elementi completamente realizzati in 3D. Una scelta azzardata che, in tutta onestà, continua a preoccuparci un po', ma che nonostante tutto non vediamo l'ora di sviscerare in compagnia del gioco completo. Sul versante del multiplayer invece i maggiori sforzi sembrano esser stati profusi nel tentativo di abbattere la barriere tra giocatori, abbracciando una struttura completamente cross-platform e numerosi accorgimenti che dovrebbero, in teoria, ridurre al minimo ogni tipologia di attrito iniziale e rendere l'accesso alle modalità online più agevole e immediato per chiunque. Se siete fan dei racing game arcade e dei motori in generale, il prossimo 25 Febbraio potrebbe essere una data da segnare sul calendario.

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