Hell Let Loose: il simulatore di guerra alla prova su PS5

Abbiamo provato la Open Beta dello sparatutto simulativo sulla console Sony, dove oscilla tra una buona resa scenica e un comparto tecnico squilibrato.

Hell Let Loose
Anteprima: PlayStation 5
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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Dopo essere approdato su PC al termine di una travagliata campagna di crowdfunding, Hell Let Loose - lo shooter in soggettiva di Black Matter - si appresta a fare la sua comparsa anche su PlayStation 5 con una data di lancio fissata per il 5 ottobre. Abbiamo partecipato alla open beta messa a disposizione in questi giorni dallo studio indipendente australiano per testare la qualità del prodotto sulla console next-gen di casa Sony, e siamo pronti a parlarvi di un'esperienza che - al netto della pregevole impostazione scenografica - si è purtroppo rivelata molto meno entusiasmante del previsto.

    Realistico, fino a un certo punto

    Nella nostra recensione della versione PC di Hell Let Loose vi abbiamo già parlato di come e quanto il team di Black Matter si sia prodigato per realizzare uno sparatutto che simulasse gli scenari e le dinamiche del secondo conflitto mondiale, proponendo un'esperienza particolare e fieramente hardcore.

    Inutile dire che, sotto il profilo prettamente ludico, così come del design, nulla cambia su console, dove le meccaniche rimangono fondamentalmente le stesse: dalla natura strategica che rende essenziale il gioco di squadra al time to kill praticamente nullo per un approccio votato al realismo, passando per l'incredibile vastità delle mappe, quest'ultime riproduzioni 1:1 di luoghi reali, rivisitati secondo il canone di grandi pellicole quali Il Nemico alle Porte e La Sottile Linea Rossa. Tutto, insomma, funziona come nella versione PC, ma purtroppo l'esperienza complessiva risulta penalizzata da innumerevoli ingenuità tecniche e oscillazioni qualitative di non poco conto. Il primo, enorme scoglio tecnico su cui si infrangono le ambizioni del titolo è la mancanza di una buona ottimizzazione, specialmente per quanto riguarda i comandi di gioco. Certo, che gli shooter - simulativi e non - siano fatti per raggiungere il massimo del potenziale su PC con mouse e tastiera è risaputo, ma è pur vero che il titolo di Black Matter arranca al di là di ogni ragionevole compromesso nella sua controparte console.

    Complice anche una zona morta decisamente sproporzionata che non è possibile ridurre dalle opzioni, il comportamento dell'inquadratura nelle fasi di shooting mostra tutte le incertezze di un adattamento più che approssimativo, rendendo di fatto un'impresa storica quella di riuscire a puntare un bersaglio - anche statico - e colpirlo con una raffica ben assestata.

    Non di meno, anche le collisioni risultano tutt'altro che precise e la fluidità dei movimenti viene spesso intaccata dai frequenti dislivelli della mappa: un inciampo decisamente fastidioso, specialmente considerando la grandezza delle aree di gioco e la necessità di percorrerle per notevoli quantità di tempo. Se è vero che il ritmo compassato delle carneficine è uno dei tratti vincenti della produzione, capace di offrire al gameplay un'identità chiaramente riconoscibile, non si rimane certo indifferenti di fronte al modo in cui tale impostazione si traduce in un abbassamento della "quality of life" su PlayStation 5.

    Il più delle volte, infatti, ci è capitato di dover attraversare considerevoli porzioni di mappa per venire poi eliminati da un colpo vagante sparato da chissà dove, vanificando così minuti e minuti di corsa snervante con il fucile in mano. L'impossibilità di dare il proprio contributo al fronte a causa di una morte prematura è da considerarsi comunque parte integrante della filosofia ludica di Hell Let Loose, sebbene il farraginoso sistema di movimento tenda a rendere questi "incidenti" molto più frustranti.

    Le prestazioni

    Graficamente parlando il titolo si difende con un colpo d'occhio capace di rendere giustizia all'iconografia bellica da cui trae ispirazione, sfruttando l'ampiezza delle aree di gioco per imbastire scenari di immense foreste bruciate dove serpeggiano precarie linee di trincea. A patto di disporre di un TV 4K (il downsampling a 1080p è tutt'altro che efficace), il risultato è appagante nel suo insieme, anche se la differenza con la resa su PC appare comunque evidente.

    A ridimensionare la bontà del comparto grafico è tuttavia la presenza di un costante effetto pop-in delle texture del terreno e delle fronde degli alberi, che mina inevitabilmente il senso di realismo offerto dalla profondità di campo. I movimenti dei soldati risultano comunque piuttosto credibili e fluidi, e - al netto di sfarfallii vari e altri glitch grafici - la proposta di Black Matter si attesta su un livello medio, tenendo conto dei limiti di una produzione indipendente. Per quanto riguarda il frame rate, purtroppo, abbiamo registrato diverse criticità. Benché il titolo possa raggiungere tranquillamente i 60fps, i frequenti cali di fps e i fenomeni di stuttering rendono l'esperienza molto meno fluida, abbassando inesorabilmente il ritmo degli scontri a fuoco. Il tenore del gameplay oscilla così tra una più che apprezzabile frenesia battagliera - forte della componente scenografica ricamata da un buon uso dell'Unreal Engine - ed un comparto tecnico che ne inficia troppo di frequente la qualità complessiva.

    DualSense e Audio 3D

    L'implementazione delle peculiari feature del DualSense è tutto sommato discreta, anche se ben lungi dal poter assicurare quel pizzico di valore produttivo in più. Ci sono infatti buone intuizioni che però non lasciano certo gridare al miracolo, trattandosi di meri orpelli che - il più delle volte - non innalzano poi molto il senso di coinvolgimento durante le ore trascorse al fronte. Le funzionalità di feedback aptico del DualSense, comunque, restituiscono in maniera più che esemplare la sensazione di impugnare alcune armi, come ad esempio il Mauser Karabiner 98k.

    Imbracciando l'iconico fucile della fanteria tedesca, infatti, sarà letteralmente possibile avvertire il movimento dell'otturatore necessario per aprire la culatta ed incamerare ogni nuovo colpo. Anche il potere distruttivo di una mitragliatrice leggera come il Browning M1919 viene tramesso in tutta la sua roboante imponenza tramite il DualSense, che ci fa sentire come un mitragliere preposto al fuoco di soppressione durante un conflitto esasperato. È tuttavia difficile ravvisare una tale perizia in tutte le bocche da fuoco presenti in Hell Let Loose, tanto che sparare con un MP40 piuttosto che con un Thompson non pare poi così diverso a livello tattile, nonostante si tratti di armi ben distinte per calibro e cadenza di tiro.

    Un'altra occasione sprecata, visto lo standard di immersività a cui aspira il titolo, è la mancanza di un qualche feedback che indichi di aver esaurito le munizioni. Poiché non è possibile ricaricare l'arma senza premere il relativo tasto (quadrato), a differenza degli altri shooter dove viene inserito un nuovo caricatore direttamente con la pressione del grilletto, si incappa spesso nell'errore - ascrivibile ad una palese scelta di design - di provare a sparare senza avere alcun colpo in canna.

    In circostanze simili ci saremmo aspettati che il DualSense potesse avvertirci dell'intoppo simulando il movimento del percussore dell'arma che sbatte a vuoto (anziché sulla capsula del proiettile), generando solamente quel tipico suono metallico, secco e violento.

    Cosa che, per l'appunto, non avviene, dato che il pad resta "muto" all'esaurimento dei colpi nel caricatore. Per quanto concerne i grilletti adattivi possiamo dire che le resistenze sono sì presenti, ma non troppo diversificate tra le varie bocche da fuoco dell'arsenale, che comprende fucili bolt-action, fucili automatici, pistole e mitragliatori. Molto più concrete sono, ad esempio, le sensazioni trasmesse dai veicoli, con controller di PlayStation 5 che riesce a simulare piuttosto bene l'inerzia dei pedali. Implementazioni, queste, che avremmo voluto vedere anche nell'utilizzo dell'artiglieria pesante, ma - ahinoi - sparare con un mortaio o col cannone di un Panzer non genera nulla più di una semplice quanto anonima vibrazione.

    Quanto all'audio 3D, l'operato di Black Matter può dirsi soddisfacente. Grazie a una buona spazializzazione degli effetti sonori è possibile avvertire lo scoppio di un colpo di mortaio in lontananza, o le raffiche improvvise di un nemico che tenta disperatamente di colpirci da grandi distanze. Questo consente un'immersione più vivida e palpabile nello scenario di guerra, dandoci feedback utili per rintracciare la posizione del nemico e orientarci sul campo di battaglia senza fare affidamento alla mappa, di per sé abbastanza difficile da interpretare.

    Certo è che sulla pervasività di alcune sensazioni uditive si poteva fare di più. Di fatto, sembra non siano stati presi in considerazione tutti gli effetti derivanti dall'esplosione di una granata o dalla sovraesposizione al martellante rigurgito di piombo delle mitragliatrici: cose che dovrebbero comportare un senso di alienazione dovuto alla percezione di suoni ovattati e fastidiosi riverberi.

    Hell Let Loose Sparatutto atipico e ben rifinito dal punto di vista del realismo, Hell Let Loose non ha dato purtroppo i risultati che ci saremmo aspettati sulla console next-gen di Sony, dove l'esperienza è risultata sminuita e funestata da innumerevoli problemi di ottimizzazione. Benché a livello ludico e scenografico la proposta di Black Matter abbia tutte le carte in regola per distinguersi nel panorama dei first person shooter, offrendo concretamente qualcosa dal sapore di inedito, il comparto tecnico squilibrato ne abbassa di molto l'asticella e rimanda a tutta una serie di problematiche sulle quali viene difficile soprassedere anche in fase di beta. La timida implementazione delle feature di PlayStation 5, d'altro canto, non riesce certo a compensare le storture dell'opera, e l'unico indirizzo a cui poter destinare le speranze di un considerevole miglioramento - visto l'imminente arrivo su console - resta a questo punto la fatidica patch del day one.

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