Heroes of the Storm: Orphea, la nuova eroina del Nexus

Alla Blizzcon 2018 abbiamo avuto l'occasione di provare Orphea, il nuovo personaggio del Nexus di Heroes of the Storm.

provato Heroes of the Storm: Orphea, la nuova eroina del Nexus
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  • Heroes of The Storm è stato l'altro grande protagonista di questo Blizzcon 2018, a partire dal successo delle finali dell'HGC che hanno visto il trionfo indiscusso dei Sud-Koreani, di ritorno in patria con un montepremi di ben 500.000 $. Il momento clou della presentazione, in ogni caso, è stato il reveal del nuovo eroe del roster, Orphea.
    La giovane erede della corte dei Corvi non è soltanto un letale DPS (che sarà giocabile entro la fine dell'anno), ma rappresenta anche un segnale importate per l'universo Blizzard, dal momento che si tratta del primo personaggio non originato dagli altri franchise, ma interamente creato nel Nexus. La famiglia si allarga, dunque, e per l'occasione i ragazzi di Irvine ci hanno presentato anche un nuovo corto, dallo stile grafico piuttosto inedito; tratti cartooneschi a metà fra il gusto americano e quello giapponese, colori brillanti e un set di inchiostri che sembra in qualche modo ricordare la tecnica del cel-shading.
    Si potrebbe definire un look fresco e moderno, molto diverso dalle pennellate originali di Warcraft, eppure perfettamente in sintonia con il paradigma estetico generato da HotS. Orphea è una ragazzina di piccola statura e dallo sguardo determinato, adombrato da un caschetto di capelli di un bianco candido. Porta sempre con sé una specie di grande bara intarsiata d'oro, forse l'origine dei suoi poteri, e nonostante l'età e la stazza ridotte è già una temibile maga. Dentro di lei alberga un'entità oscura, che si manifesta sotto le sembianze di tentacoli ed escrescenze distorte piene di artigli e denti aguzzi. Non sono ancora chiare le sue motivazioni, ma di certo sappiamo che un giorno decide di ribellarsi al signore dei Corvi, liberandosi dal suo giogo una volta per tutte e divenendo finalmente una paladina del Nexus.

    Magia oscura explained!

    Abbiamo tutti visto il filmato di presentazione e anche quello destinato all'approfondimento, ma come ben sapete un rapido colpo d'occhio non è sufficiente a svelare la profondità di un nuovo eroe. Per fortuna, trovandoci qui dalle parti del Blizzcon, abbiamo deciso di giocarci qualche match con l'erede della corte dei corvi, e dobbiamo dire che le cose sono andate decisamente bene.

    Orphea è un assassino ranged, inevitabilmente fragile in termini di salute, ma sicuramente capace di un danno devastante. Il posizionamento ideale è in seconda linea, ben riparata dal guerriero di turno e supportata da un buon healer, ma anche se non dispone di vere e proprie abilità di fuga è in grado di curarsi leggermente, e nelle fasi avanzate del match potrà utilizzare anche alcune forme di corazza. Per l'appunto, il suo tratto distintivo si chiama Overflowing Chaos, ed è un'abilità ad accumulo di energia basata su tre stack. Grazie alla suddetta, il chaos permette di aumentare il danno del 50% per ognuno degli stack, e garantisce anche il 100% della stessa cifra trasformandola in cura. Buono quando ci si trova al sicuro, assolutamente inutile contro gli attacchi burst.

    Il tasto Q è destinato all'abilità Shadow Waltz, in pratica una specie di artiglio che si estende in linea retta per qualche metro causando 150 dmg e permette a Orphea di effettuare un piccolo scatto ideale per l'inseguimento. Qualora il colpo andasse a segno contro un eroe nemico, il cooldown viene ridotto da 25 a 2 secondi, e vengono inoltre restituiti 25 punti mana. Chomp è invece l'abilità assegnata al tasto W, ed è un semplice attacco ad area (una mezza-sfera proiettata frontalmente) che infligge ben 285 dmg, ed è ideale per innestare un combo nel mezzo agli scontri ravvicinati. Dread (tasto E) è probabilmente lo skill-shot più semplice da utilizzare: il principio è lo stesso già visto con Waltz, ma l'area d'azione è praticamente raddoppiata in lungo e in largo, e nella terminazione finale genera un'esplosione di artigli. Chi si trova nella scia subisce 85 dmg, mentre chi viene colpito dalla deflagrazione finale ne incasserà 175, più l'aggiunta di un rallentato del 25%. La prima abilità del tasto R risponde al nome di Eternal Feast ed è ancora una volta simile a quanto visto in passato, stavolta però il danno aumenta a 210 in un'area più grande, e si ripete ogni volta che colpisce un eroe avversario, con intervalli di un secondo. Tempo di cooldown: 50 secondi. L'ultima scelta, quella che per ora ci piace di più, si chiama Crushing Jaws, e vede spuntare un enorme paio di fauci dal terreno (stile Tremors). Questa volta il danno è unico (275 dmg), ma l'area di attivazione è più piccola e più gestibile, e addirittura regala anche l'effetto stun. Per contro sale a 75 secondi anche il tempo di ripresa.

    In quanto alle build e allo stile di gioco, per quello che abbiamo potuto sperimentare, Orphea va utilizzata esattamente come un mago dalla gittata medio-lunga e dai cooldown "importanti". Mai pushare in solitaria e portatevi anche un buon healer, altrimenti si rischia di diventare un'esca troppo ghiotta. AI primi step, "en pointe" risulta sicuramente eccellente, dal momento che aumenta il danno del 50% sulla Q. Per mantenerci sulla stessa via aggressiva, al livello 4 abbiamo scelto "allegretto", che riduce ulteriormente il cooldown di Waltz a 1 solo secondo, permettendoci di spammare realmente l'abilità. Al livello successivo, escludendo "Ravenous Hunger" e "Mind Devourer" poiché collegate alle quest, resta "Insatiable", che questa volta riduce il tempo di recupero di Chomp a soli due secondi.

    Al livello dieci, come vi abbiamo anticipato prima, abbiamo preferito Crushing Jaws, poiché nonostante rinunci a un bel po' di danno potenziale permette di raggiungere un crowd control molto più elevato. Al tredici torniamo sulla difensiva scegliendo l'upgrade "Determination" per la Q, che in poche parole aggiunge anche qualche secondo di armatura al giocatore. Al contrario, alla scelta successiva abbiamo optato per "Dead Magic", che potenzia l'attacco base con gli stack, permettendogli di ignorare le armature avversarie. E qui finisce la nostra partita, senza poter sperimentare l'ultima tappa della build.

    Curiosando un po' giro, molto probabilmente avremmo optato per "Engulfing Oblivion", che permette di ridurre il cooldown della finale ad un tempo irrisorio, così da poter bombardare letteralmente i nemici. A conti fatti, quindi, Orphea sembra essere un buon DPS, estremamente aggressivo e di conseguenza molto esposto; l'unica nostra paura, per ora, è che trattandosi di un eroe completamente basato sugli skill-shot rischia di essere poco utilizzato dall'utente medio, proprio perché meno accessibile. Non manca molto alla prossima prova, dunque staremo a vedere, del resto, come succede di rito all'indomani delle finali HGC, il meta viene completamente stravolto, perciò chissà che non cambi qualcosa. E comunque diciamolo: il vero vincitore del Blizzcon 2018 e senz'altro Janitor Leoric, la skin proposta dall'utenza oramai qualche tempo fa tramite fan contest, ora finalmente in arrivo con il prossimo update: must buy istantaneo.

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