Hitman 2: provata la nuova modalità multiplayer Ghost Mode

Durante la nostra trasferta in Danimarca in compagnia dell'Agente 47 abbiamo potuto testare con mano anche la modalità multigiocatore di Hitman 2.

Hitman 2: Ghost Mode
Anteprima: Playstation 4 Pro
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Diana deve aver fatto qualche casino con i dossier allo scorso briefing, perché qualcosa è rimasto fuori dall'ultimo rapporto. Strano, di solito la Burnwood è una tipa precisa, ma oramai non importa: siamo di nuovo qui, e a distanza di pochissimo torniamo a parlarvi di Hitman 2, questa volta di una modalità di gioco completamente nuova, ovvero la Ghost Mode. All'atto pratico si tratta di una sfida multiplayer parallela alla campagna, un PvP 1vs1 dal concept molto particolare che, lo diciamo fin da subito, non rivoluzionerà certo l'esperienza di gioco, eppure potrebbe aggiungere una prospettiva interessante all'offerta di IO interactive, aumentandone la longevità.
    Andiamo per ordine: avete presente il gameplay tradizionale di Hitman e il suo trittico "intrufolati, uccidi, scappa"? Ecco, la Ghost Mode riprende in toto quella formula e ci aggiunge la componente della sfida online contro un altro giocatore. In pratica, dall'apposito menu si avvia il matchmaking, e una volta trovato lo sfidante veniamo catapultati all'interno di una mappa identica a quella dell'avventura principale (nel nostro caso si trattava di Miami), dove ci toccherà cimentarci in una gara a chi riesce ad eliminare più obiettivi. Sembra semplicissimo sulla carta, e in parte lo è, ma vi assicuriamo che dal vivo è tutta un'altra faccenda, anche perché non mancano certo le complicazioni. Curiosi di sapere come funziona? State già affilando le forbici? Allora non vi resta che continuare a leggere...

    Tête-à-tête col fantasma

    Quando giochi la campagna di Hitman 2 la cosa più bella è che puoi prenderti il tuo tempo, andare a zonzo per la location, esplorare ogni anfratto, leggere documenti o fare i cruciverba, e infine, con tutta la calma del mondo, metti a segno l'assassinio perfetto. Qui no, scordatevelo. Ghost Mode è l'esatto opposto, perché se nell'equazione inseriamo il PvP cambia tutto; bisogna essere svelti, capire quello che va sacrificato e cosa no, saper leggere istantaneamente ogni ambiente e trarne il massimo, perché altrimenti l'avversario si porterà in vantaggio.

    Ogni giocatore vive in un mondo a se stante scollegato dall'altro, ed è impossibile intervenire nell'altra partita, ma l'obiettivo è identico per entrambi i partecipanti (tecnicamente è sempre un uomo col Borsalino bianco), e chi lo uccide per primo si porta a casa il punto. Si gioca al meglio dei cinque, e bisogna fare in modo che ogni kill non venga scoperta per almeno 10-15 secondi, pena l'annullamento. Se poi per caso l'altro giocatore uccide la preda prima di noi, automaticamente ci resteranno soltanto venti secondi per portare a termine l'obiettivo, altrimenti bang! Punto per la squadra avversaria.

    Possiamo morire infinite volte senza incappare in penalità, ma se per sbaglio uccidiamo un innocente, si perde un punto (e vi assicuriamo che arrivare a 5 è una gran fatica). Qualora uno dei nostri travestimenti venisse compromesso, lo status sarà persistente per tutta la durata del match. Ergo, è necessario prestare sufficiente attenzione ad ogni movimento, ad ogni dettaglio, perché il rischio è quello di invalidare tutto il guardaroba dell'Agente 47 prima della fine, scatenando una vera caccia all'uomo. Tutto chiarissimo, ma a questo punto vi starete chiedendo cosa c'entra la parola "ghost"? È presto detto: l'avversario sarà sempre visibile sul nostro schermo, proprio come un fantasma, rappresentato in scala di grigi e con una consistenza semisolida, ma senza texture.

    Una scelta di game design che all'atto pratico si rivela una lama a doppio taglio. In poche parole, anche se in realtà non possiamo mai sapere cosa accade effettivamente nell'altra partita, risulta alquanto straniante vedere lì con noi l'avversario, e forse sarebbe utile avere l'opzione per disabilitare "l'inquietante presenza". In più, ogni volta che il concorrente adotta un travestimento e raccoglie un'arma (ci sono delle casse random distribuite in giro per la mappa), riceveremo una notifica visiva e vocale, e addirittura in alcune situazioni si finisce per rincorrersi in maniera piuttosto buffa.Va detto che, oltre alle insicurezze elencate poco fa e al netto di qualche bug talvolta parecchio fastidioso, l'esperienza funziona; vedere le mosse dell'avversario ti mette addosso una certa ansia, compresa la voglia di rushare (sbagliatissimo!). Pertanto, indifferentemente dall'espediente del fantasma, le partite finiscono spesso per tramutarsi in un testa a testa super-competitivo.

    Ogni obiettivo può essere ucciso in qualsiasi modo, anche se - per ovvi motivi - in molte occasioni bisogna rinunciare alla spettacolarità per fare spazio all'efficienza. Conoscere la mappa è fondamentale, soprattutto ora che sono più grandi e complesse, in caso contrario si finisce bloccati in qualche vicolo cieco, o peggio, paralizzati fra la folla, costretti a vedere il punteggio del nemico che sale. Ovviamente non è soltanto una questione di orientamento; talvolta portare a casa la kill è difficilissimo, non solo perché l'obiettivo viene spawnato nel bel mezzo di una piazza sotto gli occhi di tutti, ma anche perché potrebbero esserci dei bodyguard che lo proteggono, ed è proprio in questi casi che il gioco si fa serio.

    L'altro utente potrebbe essere sprovvisto di una certa arma che a noi invece conferisce un grosso vantaggio, o ancora potrebbe capitarci di arrivare sul posto per ultimi, con il conto alla rovescia già attivo, e ciò il più delle volte significa dover imbastire un assassinio bizzarro e strampalato. Il caos e la comicità involontaria fanno parte del gioco, così come la velocità e la tensione: ed è proprio in questa mescolanza di toni che risiede il divertimento della Ghost Mode. Insomma, il PvP di Hitman 2 non è perfetto, ha qualche bug e qualche insicurezza qua e là, e di certo bisognerà capire come si comporterà sulla lunga distanza, eppure si tratta di un plus interessante, una tipologia di sfida che prima non c'era...

    Hitman 2 Dopo i recenti annunci, Hitman 2 mette sul piatto anche una nuova modalità denominata Ghost Mode, che rappresenta -a tutti gli effetti- la declinazione multiplayer dell’ormai consolidata formula di gioco. Parliamo di un PvP 1vs1 dal concept molto semplice, dove bisogna affrontare l’avversario a suon di kill stealth: ogni giocatore agisce all’interno di un’istanza indipendente, e dovremo spuntarla sul rivale cercando di arrivare per primi a quota cinque. Uccidere i civili innocenti ci farà perdere punti, la compromissione della copertura è permanente, e per di più gli obiettivi sono in comune, il che si traduce in una sfida che prevede velocità e strategia. C’è qualche bug principalmente dovuto all’IA, alcune meccaniche che andrebbero raffinate e la bontà del bilanciamento (se così possiamo definirlo) è ancora tutta da dimostrare. Per quello che abbiamo potuto provare durante il nostro hands on a Copenhagen, la Ghost Mode sembra una piccola ed intrigante aggiunta che, pur non stravolgendo il brand di Hitman, potrebbe comunque regalare qualche manciata di ore all’insegna del divertimento. E potrebbe addirittura aspirare a qualcosa di più di un semplice contorno all'avventura principale, se ricevesse un supporto adeguato, con magari a corredo l'inserimento di una classifica online. Manca poco al day one (13 novembre) e vi abbiamo davvero detto tutto quello che sapevamo sull’agente 47, ma chissà che non sbuchi fuori qualcos’altro dai dossier dell’ICA. Del resto non sarebbe la prima volta...

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