Hitman 3: l'ambizioso ritorno dell'Agente 47

Hitman 3 si presenta come un titolo solido e promettente, che conserva intatti i punti di forza dei suoi predecessori.

Hitman 3 4K
Anteprima: PC
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Dopo un ventennio passato a viaggiare in giro per il mondo, lasciandosi alle spalle una lunga scia di cadaveri, l'Agente 47 si appresta ad affrontare l'ultimo atto - per ora - di una storia scritta col sangue, costellata di tradimenti, complotti internazionali e tragedie. Hitman 3 non è solo il capitolo finale della trilogia del World of Assassination, ma rappresenta l'apice di un percorso che ha visto IO Interactive trasformare il suo franchise di punta in una piattaforma in continua evoluzione, portando avanti un modello produttivo unico nel suo genere. L'ultima tappa di questo tragitto è un titolo che sembra l'incarnazione digitale del vecchio motto "se non è rotto, non aggiustarlo", alla base di un'offerta tanto familiare quando efficace, che oggi rappresenta uno degli ultimi baluardi dello stealth videoludico, almeno nel panorama tripla A. Nei giorni scorsi abbiamo avuto la possibilità provare in anteprima l'ultima iterazione della saga, per verificare con mano la tenuta della visione creativa dello studio di Malmo. Che dire, il vecchio 47 sembra ancora in ottima forma, pronto a proteggere gli equilibri del mondo come meglio gli riesce: in punta di proiettile.

    La promessa dell'assassino

    La storia di Hitman 3 si apre all'indomani della terribile rivelazione arrivata, come il più classico dei "cliffhanger", in coda al precedente capitolo della saga (per approfondire, ecco la recensione di Hitman 2), e destinata ad avere un notevole impatto sugli equilibri della guerra segreta contro Providence e la Costante, l'eminenza grigia dietro gli intrighi al centro della trilogia di World of Assassination.

    Dopo gli eventi di Hitman 2, l'Agente 47, Lucas Grey e Diana Burnwood sono ancora impegnati a smantellare pezzo dopo pezzo il direttivo dell'organizzazione segreta, lungo un cammino costellato di cadaveri eccellenti e cospirazioni internazionali sul quale si allunga - come sempre - la pesante ombra delle macchinazioni di Arthur Edwards, che sembra aver definitivamente assunto il ruolo di principale antagonista della serie. Le due missioni incluse nella build di prova ci hanno offerto solo un assaggio del percorso tracciato da IO Interactive per l'ultima avventura (almeno per il momento) del suo glaciale sicario, sostenuta da una sceneggiatura che ancora una volta sembra avere un peso relativo nel bilancio qualitativo dell'esperienza, relegata al ruolo di "collante" tra un'impresa omicida e la successiva. Per quanto la composizione del racconto non sembri allontanarsi più tanto dai canoni dei precedenti capitoli, abbiamo comunque notato un maggiore impegno da parte del team di sviluppo sul fonte della narrazione, con la complicità di cutscene che, messa da parte la staticità degli intermezzi di Hitman 2, recuperano il taglio più cinematografico del primo atto della trilogia. Al di là delle considerazioni - assolutamente preliminari - sulla messa in scena, il principale punto di forza del comparto narrativo resta quel ricco intreccio di storie, grandi e piccole, legate a doppio filo alla natura sandbox del gameplay di Hitman.

    Oltre a quelle proposte dagli sviluppatori come vere e proprie "questline" da portare a termine come via preferenziale per intombare il bersaglio di turno, ce ne sono molte altre pronte a premiare i giocatori più attenti con un tesoretto di intriganti retroscena sul mondo di gioco e i suoi personaggi, che il buon 47 potrà ovviamente sfruttare a proprio vantaggio per aggiungere una tacca insanguinata sul calcio della sua Silverballer.

    Più in generale, Hitman 3 si conferma come un titolo in piena continuità con i suoi predecessori, progettato per adattarsi alla perfezione al concetto alla base del World of Assassination di IO Interactive: una piattaforma costruita per accogliere nuovi contenuti senza alcuna frattura sul versante ludico e tecnico, lungo un percorso evolutivo coerente e ben congegnato che, di volta in volta, produce migliorie sistemiche pensate per arricchire l'esperienza complessiva. Questo vuol dire che tutte le novità introdotte con Hitman 3 andranno a interessare in modo più o meno marcato il pacchetto nel suo insieme, che a quasi 5 anni dal suo esordio pare confermare la bontà della rotta produttiva del team danese.

    Lo stealth secondo IO Interactive

    Come anticipato, quindi, Hitman 3 recupera in toto la formula ludica dei suoi predecessori, proponendo un gameplay basato su meccaniche stealth solide e appaganti, all'interno di una cornice sandbox che offre ai giocatori un'ampia gamma di strumenti per assecondare appieno il loro estro letale. Completare un incarico non vuol dire semplicemente eliminare i propri bersagli nel minor tempo possibile (che resta un fattore importante per la valutazione finale), ma significa elaborare strategie sempre più efficienti e raffinate, cercando di risolvere nel migliore dei modi un puzzle mortale che ammette diverse decine di soluzioni, una più machiavellica dell'altra.

    Nei panni dell'Agente 47 dovremo braccare le nostre prede con determinazione e astuzia, memorizzando le loro abitudini e i loro punti deboli, imparando a trarre il massimo dalle opportunità concesse dallo scenario e immagazzinando informazioni di ogni genere, dalla planimetria dei livelli alle crepe nella cortina di sicurezza di ciascuna location. L'arte dell'omicidio secondo IO Interactive è un gioco fatto di attese e attenta pianificazione, che richiede di utilizzare al meglio tutte le abilità del nostro spietato alter ego: per raggiungere e freddare il nostro obiettivo con la massima discrezione saremo chiamati a camuffarci, sabotare apparecchiature di ogni genere, creare diversivi e nasconderci in bella vista, cercando di mantenere sempre un basso profilo, come un pallido fantasma pronto a svanire al primo segnale di pericolo. Se la qualità del level design è sempre stato uno dei principali punti di forza del brand, in accordo con le peculiarità della sua ricetta ludica, le due missioni provate in anteprima ci hanno rassicurato circa l'ottimo potenziale di questo terzo capitolo, deliziandoci con due ambientazioni tanto diverse quanto stimolanti.

    La prima tappa del nuovo viaggio dell'Agente 47 è l'assolata Dubai dove due dei leader di Providence (Carl Ingram e Marcus Stuyvesant) sono ospiti di un evento esclusivo organizzato sulla cima del The Sceptre, un gioiello architettonico incastonato tra le dune del deserto. Dopo aver raggiunto in volo questa moderna torre di Babele, un vero e proprio monumento alla più sfrenata opulenza, abbiamo guadagnato l'ingresso dopo una passeggiata da brivido sulla struttura esterna dell'edificio, in un caleidoscopio di vertigini e scorci mozzafiato.

    La necessità di violare uno dei portelli del sistema d'areazione del palazzo, in modo da intrufolarci al suo interno senza attirare attenzioni indesiderate, si è subito dimostrata l'occasione perfetta per prendere dimestichezza con la principale novità sul fronte ludico: la dotazione dell'Agente 47 include ora una sofisticata fotocamera, che permette di manomettere a distanza i sistemi di sicurezza di porte e finestre, e di analizzare in tempo reale diversi indizi utili al compimento della nostra missione.

    Quattro passi sul tetto del mondo

    Una volta raggiunto il gran salone dell'attico, dopo aver assistito al discorso di benvenuto del ricchissimo padrone di casa, abbiamo pian piano cominciato a disporre i pezzi sulla nostra scacchiera, muovendoci con circospezione per intercettare ogni informazioni utile all'eliminazione degli obiettivi. Al bar della terrazza si dice che il signor Stuyvesant sia ansioso di assistere all'inaugurazione di un'installazione artistica pensata per riprodurre la potenza del sole. Chissà cosa succederebbe se qualcuno si travestisse da tecnico e cominciasse a giochicchiare con i limitatori di potenza del congegno.

    Una buona alternativa sarebbe rubare i documenti di una delle guardie della struttura, incaricata di sorvegliare a vista l'uomo per proteggerlo da eventuali attentatori. In questo caso l'ironia potrebbe assumere le fattezze di un insospettabile gendarme pelato pronto offrire una spintarella d'incoraggiamento al magnate, pericolosamente vicino alla ringhiera di una delle balconate panoramiche.

    Passando al suo socio, mister Ingram, pare che l'uomo abbia preso contatti con un famoso sicario di un'agenzia concorrente, rimasto bloccato dietro il cordone di sicurezza dell'attico. Una distrazione, un deciso colpo in testa, ed eccoci intenti a discutere i dettagli di un omicidio con la nostra prossima vittima, destinata ad avere un incidente mortale con un lampadario oscenamente vistoso.

    Questo sono solo alcune delle "Storie" che potremmo seguire per avvicinarci furtivamente ai nostri bersagli, ma durante il tempo passato a Dubai abbiamo messo in moto piani ben più articolati, arrivando perfino ad orchestrare una commovente riunione di famiglia solo per benedire l'incontro con un'abbondante dose di veleno. In questo senso, il primo atto della campagna di Hitman 3 si conferma all'altezza delle aspettative, tornando a ribadire a gran voce i pregi della formula stealth di IO Interactive, anche sul fronte della rigiocabilità.

    Come di consueto, i risultati ottenuti al termine di ogni missione ci permetteranno di accedere a opportunità d'infiltrazione aggiuntive e nuovi strumenti, in modo da incentivare ulteriormente la creatività omicida degli utenti. Per la prima volta nella saga sarà inoltre possibile attivare delle "scorciatoie permanenti": vie d'accesso e percorsi che, una volta individuati e sbloccati, saranno disponibili per tutti i playthrough successivi. Un buon modo per incoraggiare i giocatori ad esplorare ogni anfratto delle diverse ambientazioni, che contribuisce ad ampliare ulteriormente la gamma delle possibili strategie. Vale la pena di sottolineare come il sistema di progressione sia stato rivisto per risultare più leggibile e immediato, senza considerare che ora lo sblocco delle ricompense non è più legato alle singole modalità ma è condiviso tra tutte le attività ambientate nella medesima location.

    Guardie e killer

    Abbandonato lo sfavillante empireo del The Sceptre, col suo tripudio di architettura d'avanguardia ed eccessi barocchi, la seconda missione di Hitman 3 ci ha visto avventurarci nella bruma della campagna inglese, verso un antico maniero vittoriano situato sull'altopiano di Dartmoor. L'eccezionale distanza - sia in termini strutturali che stilistici - tra i due livelli fa ben sperare circa la varietà complessiva del pacchetto confezionato da IO Interactive, che include sei location tra cui Berlino e Chongqing.

    Se il grattacielo di Dubai ci aveva colpito per i meriti di uno scenario mai così ampio e stratificato, a Dartmoor ci siamo trovati dinnanzi a una mappa di dimensioni ben più contenute, ma sorprendentemente ricca di dettagli e guizzi d'ingegno sul fronte del level design, tra passaggi segreti e saloni traboccanti di sentori aristocratici. L'aspetto che più ci ha colpito di questo secondo incarico è però indissolubilmente legato - manco a dirlo - al gameplay, sostenuto da una microtrama tanto brillante quanto originale.

    Una delle "Storie" della missione ci ha infatti catapultato nella versione digitalizzata di un'intensa sessione di Cluedo, portandoci a vestire i panni (rubati) di un investigatore londinese incaricato di risolvere il mistero dietro al repentino decesso di uno degli abitanti della magione.

    Un'incombenza che ci ha visto scansionare prove con la nostra fidata fotocamera, interrogare i possibili sospetti, soppesare la solidità degli alibi e infine comunicare l'esito delle indagini proprio al nostro bersaglio, poco prima di fulminarlo con un proiettile in mezzo agli occhi. Si tratta probabilmente dell'esercizio di infiltrazione più articolato e spettacolare mai visto nella storia di Hitman, che comunque rappresenta solo una delle possibili soluzioni per portare a termine il compito del protagonista.

    Va da sé che al momento non possiamo garantirvi che Hitman 3 riuscirà ad offrire lo stesso spessore ludico e la medesima diversità situazionale per l'intera durata della campagna, ma il potenziale c'è e si vede. Parlando con gli sviluppatori, abbiamo inoltre appreso che la fotocamera non avrà sempre un ruolo così importante per l'esito delle nostre silenziose scorribande: le prime due missioni sono concepite per mostrare al pubblico le possibilità offerte da questo strumento, che però va considerato come uno dei tanti a disposizione del nostro beniamino dagli occhi di ghiaccio.

    Per intenderci, il team ha fatto il possibile per evitare l'effetto "gimmick", cercando di integrare organicamente la nuova meccanica all'interno delle dinamiche di gioco. Un nodo che ci riserviamo di sciogliere in sede di recensione, quando avremo un quadro più completo sulla nuova proposta di IO Interactive. Nel frattempo possiamo dirvi che la fotocamera potrà essere utilizzata anche nei precedenti capitoli della saga ma, in assenza di modifiche sostanziali alla struttura delle missioni, sarà possibile sfruttarla solo per completare "sfide fotografiche" aggiuntive.

    Piccoli passi verso un futuro radioso

    Passando al comparto tecnico, siamo rimasti decisamente soddisfatti dalle migliorie apportate dal team al suo Glacier Engine, in particolar modo sul fronte dell'illuminazione e dei riflessi. Grazie a un utilizzo sapiente delle screen space reflection, gli sviluppatori sono riusciti ad ottenere risultati davvero notevoli, che in alcuni casi sembrano quasi suggerire l'impiego di tecniche di rendering più avanzate (il ray tracing dovrebbe essere implementato dopo il lancio del gioco).

    DualSense e PSVRAbbiamo approfittato della disponibilità del team per ottenere qualche dettaglio in più su alcune delle feature di Hitman 3 legate esclusivamente all'ecosistema PlayStation. Su PS5 il titolo sfrutterà le caratteristiche del DualSense per offrire agli utenti un'esperienza ancor più immersiva e avvincente, che farà ampio uso del feedback aptico e dei grilletti adattivi per esaltare le caratteristiche del gameplay. Gli sviluppatori ci hanno ad esempio spiegato che, impugnando un fucile da cecchino, la resistenza del grilletto ci permetterà di attivare più facilmente lo "slow motion" prima di un colpo, per poi restituirci una contraccolpo netto una volta sparato il proiettile. Per quanto riguarda la modalità VR, si tratta a tutti gli effetti di un "passion project" figlio dell'interesse di alcuni membri di IO Interactive per questa particolare tecnologia, interessati ad esplorare il gameplay di Hitman da un punto di vista inedito. In particolare, gli sviluppatori hanno fatto il possibile per amplificare la fisicità delle interazioni tra l'utente e il mondo di gioco, trasformando molte azioni automatiche (copertura, mimetizzazione, ricarica, trasporto dei cadaveri, ecc.) in gesti da compiere con i Move.

    Elogi che ci sentiamo di estendere a tutta l'effettistica, che segna un passo avanti piuttosto evidente rispetto agli standard del precedente capitolo. Sebbene il team abbia lavorato per migliorare anche le animazioni e la modellazione dei personaggi, questi vanno comunque annoverati tra gli aspetti meno convincenti della produzione, per quanto il gran numero degli NPC che popolano alcuni degli scenari possa in parte giustificare questo compromesso qualitativo. Durante la nostra prova non abbiamo inoltre notato grandi differenze per quanto riguarda l'intelligenza artificiale che anima i personaggi, che talvolta, soprattutto nelle situazioni più concitate, tendono ad agire in maniera alquanto sconsiderata. Nella gran parte dei casi, però, l'IA si dimostra all'altezza della situazione, in grado di sostenere degnamente le caratteristiche ludiche della produzione. Pur non essendo uno degli elementi fondamentali dell'offerta, anche lo shooting non sembra aver subito grandi revisioni, e resta ancora una delle componenti meno rifinite dell'intero pacchetto. Merita invece un plauso il lavoro di ottimizzazione svolto dallo studio danese: sulla configurazione di prova non abbiamo avuto difficoltà a raggiungere la soglia dei 60 fps (stabili) in 4K, il tutto senza grandi sacrifici sul fronte dei settaggi.

    Un risultato incoraggiante, specialmente considerando che Hitman 3 segnerà l'esordio della serie sulle console dell'attuale generazione. Merita una menzione anche un comparto audio di buona fattura, sia per quanto riguarda il doppiaggio che per quel che concerne l'accompagnamento musicale e gli effetti sonori. Di nuovo, vale la pena di precisare che si tratta di considerazioni ancora preliminari, che speriamo di confermare in pieno una volta che avremo messo le mani sulla versione finale del gioco. Come nota di coda, vi confermiamo che lo studio ha già in programma di offrire al pubblico un supporto post lancio del tutto simile a quello dei precedenti Hitman, con nuove location da esplorare, contratti inediti ed eventi a tempo limitato.

    Hitman 3 Hitman 3 si conferma come un capitolo in piena continuità con la rotta creativa seguita da IO Interactive per il suo World of Assassination. Pur non proponendo grandi novità sul versante ludico, l’ultimo capitolo della trilogia vuole rappresentare il culmine di un percorso che, negli ultimi 5 anni, ha portato lo sviluppatore a rifinire una formula stealth sempre più solida e appagante, caratterizzata da un approccio sandbox che fa della libertà d’azione il suo principale punto di forza. Per eliminare un bersaglio è necessario pianificare attentamente ogni mossa, sfruttando nel migliore dei modi le opportunità concesse dallo scenario per raggiungere il proprio obiettivo senza attirare attenzioni indesiderate. Se l’abbondanza delle possibilità concesse agli assassini digitali è sempre stato uno dei tratti più amati della serie, Hitman 3 pare destinato a soddisfare ancora una volta il pubblico degli appassionati, tra le maglie di un’offerta che promette dosi abbondanti di varietà e trovate brillanti, sostenuta da un level design di eccellente fattura che fa da cornice a un gameplay profondo e stratificato. Impressioni che speriamo vengano confermate appieno in sede di recensione, per chiudere nel migliore dei modi l’ultima epopea del leggendario Agente 47.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i7 7740X
    • RAM: 16 GB DDR4
    • GPU: RTX 2080 Super

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