Hollow Knight Silksong provato su Nintendo Switch

Team Cherry torna al lavoro sull'universo di Hollow Knight con Silksong, sequel del metroidvania più apprezzato degli ultimi anni.

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  • Pc
  • Switch
  • Di Hollow Knight si è scritto tanto nel corso degli ultimi anni, e non senza delle valide ragioni. Come un fulmine a ciel sereno, l'opera prima di Team Cherry è piombata fra le terre dei metroidvania seducente e complessa come poche consimili, accaparrandosi nel tempo l'ammirazione di una folta schiera di estimatori. Il gioco è persino più sorprendente se si considera che il dev team di Adelaide consta di tre sole persone, dei ragazzi che non hanno solamente messo a punto un'esperienza dalle qualità incredibili per una produzione indie, ma anche un supporto post-lancio che, a suon di espansioni gratuite, riesce a fare impallidire non pochi titoli tripla A.

    Detto ciò, Silksong è semplicemente la logica conseguenza di un successo su cui oggi è impossibile sindacare. Attesissimo dagli utenti Switch e PC ma ancora privo di una release date, il seguito di Hollow Knight ha fatto una fugace comparsa all'evento post-E3 organizzato da Nintendo a Milano, nella forma di una demo ambientata in due momenti distinti della progressione. Due aree liberamente esplorabili, mirate soprattutto a mostrare alcuni piccoli ma significativi cambiamenti che gli sviluppatori hanno deciso di apportare alla formula di gameplay originale.

    Principessa guerriera

    Visivamente così raffinata da ricordarci uno dei motivi per cui Hollow Knight è rimasto nel cuore di svariati utenti, la prima delle due sezioni giocabili, denominata Moss Grotto, portava in dote anche lo splendido prologo animato di Silksong. Protagonista di questo episodio sarà Hornet, vecchia conoscenza dei fan del primo capitolo che qui ritroviamo tremante, segregata dentro una carrozza e trasportata da un drappello di parassiti attraverso le gallerie di Pharloom, il regno al centro di questo nuovo racconto. Quando però un insetto di luce si posa sulle grate della cella, la principessa recupera i suoi poteri filamentosi e subito si libera dalla prigionia, distruggendo il ponte sottostante e precipitando nelle profondità del suolo. Si risveglia quindi all'interno di una cornice verdeggiante, prima stanza di un dedalo di strutture muschiate che tanto ci ha ricordato il Greenpath, la zona boscosa della città di Hallownest (o Nidosacro, che dir si voglia).

    Non potendo contare sull'aiuto di una mappa pur parziale - in tal senso, è ancora difficile ipotizzare quali siano le reali dimensioni del mondo di gioco - abbiamo giocoforza iniziato a sondare le caratteristiche del nostro nuovo avatar femminile. Prevedibilmente, Hornet è un personaggio che sfoggia delle movenze piuttosto differenti da quelle del Cavaliere silenzioso. Non solo di corporatura più smilza, la principessa si sposta anche con maggior sveltezza ed è in grado di saltare un po' più in alto dell'eroe che l'ha preceduta.

    È inoltre capace di far leva sulle sporgenze delle piattaforme per poi arrampicarsi in maniera automatica, senza quindi la necessità che il balzo sia calcolato alla perfezione. L'impressione pad alla mano è insomma quella di un moveset più leggiadro e "danzante", cui ovviamente si aggiunge un talento curativo affine a quello già sperimentato nel primo Hollow Knight.

    Per recuperare punti vita, infatti, Hornet non sfrutta le anime dei caduti com'era invece abitudine del Cavaliere, bensì attinge da una magica riserva di seta che tuttavia, una volta svuotata, può essere ripristinata come di consueto: facendo piazza pulita di nemici insettoidi. A tal proposito, una novità di Silksong riguarda l'uso dell'arma (un ago, per l'esattezza), la quale stavolta si usura progressivamente dopo ogni stoccata andata a segno. Sarà comunque possibile "ricaricarla" presso le panchine, che tornano dal vecchio episodio in veste di postazioni indispensabili a salvare i propri progressi.

    Essendo situata in corrispondenza dell'inizio dell'avventura, la porzione di build incentrata su Moss Grotto era chiaramente abbordabile, boss fight compresa. Cionondimeno, Hollow Knight: Silksong promette un livello di sfida pari o superiore a quello del suo precursore, come ci ha confermato la seconda fase di questo hands-on meneghino, stavolta localizzata all'interno della macro-area chiamata Deep Docks. Un antro di magma e rocce dentro il quale ci siamo letteralmente persi, fra ascensori da attivare, leve da spingere e una miriade di nuovi avversari da mettere fuori gioco. Finalmente muniti di dash aereo - indizio del fatto che ancora una volta la progressione servirà a sbloccare una serie di abilità sopite - abbiamo infine raggiunto Lance, un villain spadaccino particolarmente lesto che non ha tardato molto a infilzare il nostro esile corpicino.

    Tremenda disfatta a parte, è stato un assaggio di ciò che ci riserverà il combat system di Silksong, che a dire il vero ci è parso assolutamente in linea col passato della produzione. Un sistema, dunque, che alla base è ancora una volta votato alla semplicità, elementare abbinamento delle manovre di salto con quelle di attacco ravvicinato. È comunque lecito pensare che con l'avanzamento, e quindi con l'ottenimento di nuove skill, le cose possano evolversi quel tanto che basta per rendere l'esperienza abbastanza appagante anche da questo punto di vista.

    Hollow Knight Silksong Per quel poco che abbiamo potuto scorgere, Silksong si presenta in una forma artistica e ludica che, a livello potenziale, non sembra avere nulla da temere dal confronto con il suo predecessore. Il sequel di Hollow Knight si allinea all’ottimo metroidvania che l’ha generato per premesse e carisma, laddove resta ancora avvolto da un alone di mistero in fatto d'impostazione narrativa ed eventuali rifiniture alla ricetta platform-adventure di provenienza. Tra le altre cose, sarà interessante scoprire come Team Cherry vorrà gestire il fattore backtracking, uno degli elementi più accentuati e controversi dell'episodio primogenito. Il tempo ci fornirà sicuramente nuovi dettagli a riguardo; intanto, non ci resta che attendere notizie ufficiali in merito al debutto di Silksong, consapevoli di quanto gli sviluppatori si stiano prodigando per rendere l’opera ancora una volta indimenticabile.

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