Humankind: muoviamo i primi passi nello strategico di Amplitude

Civilization ha finalmente un valido avversario? Humankind potrebbe stupire e conquistare gli amanti dei giochi di strategia.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Il giorno in cui i ragazzi degli Amplitude Studios svelarono al mondo Humankind, l'obiettivo della produzione fu subito estremamente chiaro: realizzare un'esperienza in grado di reggere il confronto - e magari anche di superare - quel Civilization che negli anni, nonostante qualche piccola incertezza, ha saldamente conservato lo scettro di miglior strategico contemporaneo. Già dai primissimi trailer Humankind ha infatti sempre tradito l'enorme ambizione dei suoi sviluppatori e, proprio alla luce di questo, non ci siamo fatti scappare l'opportunità di mettere le mani si una versione ancora incompleta del prodotto al fine di valutarne l'effettivo potenziale. Attraverso una serie di scenari appositamente progettati per mettere in luce tutte le qualità e caratteristiche distintive del progetto, Humankind si è dunque schiuso di fronte ai nostri occhi e, per la gioia di tutti gli appassionati del genere, possiamo già anticipare che le nostre prime impressioni sono state estremamente positive.

    Verso nuovi orizzonti

    Il nostro viaggio nell'universo di Humankind è iniziato in maniera molto leggera, attraverso uno specifico scenario dedicato interamente alla civiltà Babilonese e al suo leggendario periodo d'oro, in cui ci è stata offerta la possibilità di valutare, seppur per un tempo limitato, quello che sarà lo sviluppo delle nostre civiltà e, soprattutto, il progressivo ampliamento delle città che decideremo di fondare. L'impostazione generale, almeno in questa primissima fase, ha richiamato quella di altri celebri esponenti della categoria in maniera piuttosto chiara, ma ciò non toglie che già da questa primissima fase Humankind abbia dato prova di una certa unicità.

    Superata una prima fase in cui, come impone la tradizione del genere, abbiamo avviato le prime ricerche tecnologiche e impostato la produzione di strutture finalizzate alla produzione di cibo per il nostro popolo, ci siamo infatti affidati ai nostri scout per svelare i territori che circondavano la nostra prima città ed è qui che Humankind ha iniziato a schiudersi in maniera sorprendente. La mappa di gioco, non particolarmente vasta in questo caso, si è rivelata ricche di risorse che ci hanno permesso di velocizzare il processo di sviluppo del nostro insediamento e, cosa ancor più importante, ci siamo imbattuti in delle vere e proprie tane, protette da animali selvatici, che hanno richiesto brevi combattimenti per essere depredate con successo.
    E qui arriviamo a uno dei temi più interessanti di Humankind, ovvero le fasi di combattimento, che in questo caso sono suddivise in due fasi ben definite: in un primissimo momento si è chiamati a decidere la disposizione delle proprie unità sul campo di battaglia (cosa che potrà fare anche il nemico, senza che ci vengano mostrate le sue mosse, ovviamente) e solo dopo aver confermato le proprie scelte si può dare il via al combattimento.

    Nel primissimo scenario, dovendo combattere solo contro dei normalissimi animali, queste fasi di gioco ci sono sembrate molto semplici, ma non appena siamo passati al quartetto di scenari dedicati interamente al combattimento, dove gli animali hanno lasciato spazio a nemici umani, le cose si sono fatte decisamente più complesse di quanto potessimo immaginare.

    Rivivere la storia una battaglia alla volta

    La seconda fase del nostro hands-on si è basata su altri quattro brevi scenari, ciascuno incentrato su storici conflitti del passato. Nel primo ci siamo trovati a dover combattere le forze Persiane nei panni degli Ittiti in uno scontro piuttosto rapido ma comunque sufficiente per evidenziare l'importanza di una saggia disposizione delle proprie forze prima di ogni scontro; aspetto che si è fatto ancor più evidente nel secondo scenario, dove abbiamo avuto l'opportunità di rivivere la leggendaria battaglia di Platea fra Greci e Persiani vestendo proprio i panni di quest'ultimi.

    In questo specifico caso la necessità di disporre in maniera intelligente le nostre unità non è infatti inizialmente bastata ad avere la meglio sul nemico, ma per farlo siamo stati chiamati anche a studiare la mappa affinché la conformazione territoriale molto irregolare non compromettesse la sopravvivenza della nostra cavalleria.

    Nel terzo scenario dedicato al combattimento, le cose si sono fatte poi particolarmente esplosive perché l'azione si è spostata in Francia, mettendoci nei panni dei Vichinghi durante l'assedio di Parigi.

    L'uso delle armi d'assedio per frantumare le difese della città si è dimostrato particolarmente stimolante - anche grazie alla possibilità di devastare le forze poste dietro alle mura - così come la conseguente possibilità di caricare le poche unità rimaste sfruttando i rinforzi arrivati via mare, ma anche in questo caso è doveroso sottolineare come la pianificazione sia stata fondamentale per il successo. In Humankind attaccare a testa bassa senza particolare criterio è sempre il modo migliore e più rapido per fallire. Ogni mossa deve essere pianificata nei minimi dettagli e prima di lanciare qualsiasi attacco è importante chiedersi che tipo di implicazioni quell'attacco potrebbe avere sulla fase difensiva al termine del proprio turno. Insomma, per quanto si tratti ancora di una fase preliminare, la sensazione è che la possibilità di avviare una risoluzione automatica delle fasi di combattimento, attraverso un apposito "interruttore" a schermo, sia assolutamente da evitare.

    A chiudere infine la selezione di scenari attualmente disponibili c'è stata poi la battaglia del fiume Imjin, che abbiamo potuto intraprendere nei panni delle forze Giapponesi contrapposte a quelle Coreane. In questo caso il conflitto ci ha permesso di scoprire un'interessante sfumatura del sistema di combattimento, ovvero la possibilità di adescare le forze nemiche in un territorio a noi più congeniale.

    Tra tutte le battaglie provate fino ad ora, questa è stata decisamente la più complessa, ma ciò non toglie che sia stata quella più utile a comprendere la varietà di approcci che Humankind offrirà a ciascuno di noi. La sensazione è infatti che le differenze fra le tipologie di unità ci permetteranno di adottare gli approcci più disparati alle varie fasi di combattimento, donandoci molto spesso totale libertà tattica in relazione al tipo di armata che decideremo di sviluppare.

    La nostra prima prova di Humankind si chiude dunque con sensazioni estremamente positive che lasciano intravedere un radioso futuro per la produzione. Il rischio che il progetto potesse infatti peccare di scarsa unicità è stato infatti spazzato via nell'arco di pochi minuti, lasciando campo libero a un mare di dinamiche inedite che non vediamo davvero l'ora di poter approfondire ulteriormente nel prossimo futuro. È chiaramente ancora presto per stabilire dove il titolo possa effettivamente arrivare e se abbia davvero le carte in regola per spodestare Civilization dal suo trono, ma quel che è certo è che i ragazzi di Amplitude Studios hanno mostrato di avere tutto il talento necessario quantomeno per provarci.

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