HyperBrawl Tournament: pallamano arcade tra le stelle

Milky Tea Studios, dopo il periodo su Apple Arcade, porta il suo HyperBrawl Tournament su console e PC. Scopriamo la pallamano spaziale.

provato HyperBrawl Tournament: pallamano arcade tra le stelle
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  • iPhone
  • iPad
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • In questi mesi abbiamo visto spesso titoli pubblicati su Apple Arcade approdare su altre piattaforme, dopo un logico periodo di esclusività temporale: è successo ad esempio con Shinsekai Into The Depths (recuperate la nostra recensione di Shinsekai Int the Depts per Switch), e alla lista di produzioni sta per aggiungersi Hyperbrawl Tournament. Abbiamo avuto modo di testare con mano una demo per PC del particolare titolo sportivo sviluppato e pubblicato da Milky Tea Studios, e sebbene il gioco abbia già dato vita a una propria community su mobile, le nostre impressioni preliminari non sono particolarmente positive. Ma è bene procedere con ordine: la pallamano spaziale non è uno sport da prendere alla leggera.

    L'eletto

    Le origini del torneo Hyperbrawl sono vecchie di migliaia di anni. Come sia nato questo sport immortale è quasi un mistero, ma tutto sembra ricondurre al druido Lisandro che, da schiavo, è diventato dapprima un generale esperto in battaglia, e in seguito il primo grande campione della disciplina.

    È proprio il leggendario atleta a introdurci alle meccaniche base del gioco, in cui la vittoria non è solo una questione di abilità, ma anche di brutalità. In questo sport, che potremmo paragonare a una variante della pallamano, quattro partecipanti divisi in due squadre devono semplicemente segnare delle reti con bordate di ogni tipo, in modo da conquistare i vari round che compongono le partite.

    Chiaramente gli atleti degni dell'Hyperbrawl sono un curioso mix di tutto ciò che l'universo può offrire, tra tori antropomorfi, droidi di ogni risma e perfino una star dei film action degli anni ‘80 riesumata per chissà quale folle esperimento. Nonostante le premesse, il character design ci è parso decisamente banale e poco originale; inoltre, sebbene ci siano alcune statistiche a differenziare velocità e potenza degli atleti, una volta scesi nell'arena le differenze tra i personaggi sono poco percepibili, complici le numerose possibilità offerte da Hyperbrawl Tournament (di cui parleremo a breve).

    Una volta superato un tutorial utile a prendere confidenza con le regole del gioco, il titolo di Milky Tea offre una modalità principale in cui affrontare la Lega Galattica (il campionato) in contemporanea alla Cosmic Cup, con lo scopo di portarsi a casa i trofei dei campioni. Oltre a questo sono presenti dei tutorial avanzati, una modalità arcade e l'immancabile multigiocatore (che non abbiamo potuto testare personalmente). Oltre a collezionare coppe, è presente anche un sistema di loot box da acquistare unicamente con la valuta ottenuta giocando: probabilmente un retaggio della prima incarnazione mobile del titolo. Essendo uno sportivo arcade piuttosto fantasioso, però, il cuore di tutta la produzione si appoggia inevitabilmente sul gameplay.

    Tutta una questione di polso


    Hyperbrawl Tournament è, come detto, una particolare reinterpretazione della pallamano miscelata a elementi da brawler. Fin dal principio si apprende che il pallone, una volta scagliato verso la porta, può essere governato a distanza per dar vita a parabole micidiali. Una meccanica fondamentale nell'economia del match, strettamente correlata alla potenza del lancio: più si carica il tiro, più veloce e ingovernabile sarà la sfera, mentre i tentativi più deboli saranno facilmente intercettabili dagli avversari.

    Sulla carta si tratta di un'idea interessante ma in single player, complice la scarsa mobilità dei giocatori, l'IA si dimostrerà incapace di coprire perfettamente i pali. Ne consegue un livello di sfida largamente tarato verso il basso, ulteriormente svilito da una serie di possibilità offensive troppo ampia.

    Per iniziare, gli elementi brawler già citati sono di fatto degli attacchi corpo a corpo utili a malmenare gli avversari: portando la loro barra vitale a zero, questi spariranno dall'arena per qualche secondo, dando la possibilità di tirare indisturbati. Oltre questo, un solo colpo basta a far perdere il possesso della sfera.

    Ne consegue che, prima di pensare ai propri gol, lo scopo principale sarà quello di attaccare senza tregua, in modo da avere campo libero e segnare in scioltezza. Il calcio volante e il pugno disponibili, tra l'altro, allo stato attuale sono stati realizzati grossolanamente, ed è semplice sbagliare un attacco decisivo per non subire gol.
    Come se non bastasse, gli atleti accumulano una "barra dell'iperforza" che potenzia i danni inflitti per una manciata di secondi, ma a farci storcere il naso sono stati altri elementi: il primo è la possibilità di abbattere un giocatore semplicemente scaraventandogli contro la palla a tutta velocità. Sebbene sembri una meccanica d'offesa come le altre, in realtà risulta parecchio utile in un frangente ben specifico: ossia quando un avversario si posiziona tra i pali per difendere. In quei casi, mandarlo KO con un tiro e vedere la sfera superare la linea del gol è un elemento che appiattisce enormemente l'esperienza di gioco. Gli sviluppatori hanno inoltre mantenuto il "fuoco amico" della versione originale, e non di rado abbiamo fatto fare un sonnellino al nostro compagno (governato dall'IA), reo di aver attraversato la linea di tiro incurante della sua posizione.

    Milky Tea pare aver soltanto aggiunto altra carne al fuoco, giacché le possibilità offensive non sono affatto terminate: ai colpi, i tiri e la barra speciale si aggiungono infatti otto diverse tipologie di gadget (soggetti a un periodo di cooldown), per lo più utili ad abbattere in diversi modi gli avversari. L'unico oggetto smaccatamente difensivo che abbiamo rinvenuto è stata una barriera, da poter posizionare in qualsiasi punto dell'arena e che permane per tutto il corso del match a meno che non riceva del danno.

    Appare dunque chiaro che il problema più grande di Hyperbrawl Tournament è il bilanciamento generale, dove le possibilità offensive sono effettivamente troppe per permettere al titolo di avere una qualche vena "strategica" da sfruttare in campo. Il gioco infatti si riduce a un massacro continuo che non appassiona e che genera un caos immane poco entusiasmante. L'unico punto a favore della produzione che sta lasciando i lidi di Apple Arcade è la varietà delle arene, che di tanto in tanto pongono delle trappole che cambiano effettivamente il ritmo dei match e mitigano leggermente il senso di ripetitività. Conclude il tutto un lato artistico e tecnico poco carismatico e non privo di bug, anche se, come sempre, rimandiamo un giudizio di merito alla review finale.

    HyperBrawl Tournament Le nostre impressioni preliminari su Hyperbrawl Tournament sono decisamente al ribasso: il gioco di Milky Tea non diverte e appare parecchio sbilanciato negli elementi che compongono il gameplay. Nel caso di uno sportivo, sebbene arcade, pensare a una sinergia generale e ai giusti mezzi per pareggiare possibilità offensive e difensive è l’obiettivo minimo per garantire un’esperienza stimolante. Nel corso della nostra demo, complice un’IA poco reattiva anche alla difficoltà massime, l’interesse è scemato rapidamente. Difficilmente gli sviluppatori riusciranno a rivedere tutti questi difetti in tempo per la release finale, e forse Hyperbrawl Tournament avrebbe fatto meglio a restare nei lidi del mondo mobile.

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