Hyrule Warriors L'Era della Calamità, l'ultima prova prima della recensione

Hyrule Warriors L'Era della Calamità è il nuovo spin-off di The Legend of Zelda in arrivo su Nintendo Swich: lo abbiamo provato.

Hyrule Warriors L'Era della Calamità
Anteprima: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Mentre l'utenza Microsoft e Sony si prepara ad accogliere in casa le imminenti e sfavillanti console di nuova generazione (a tal proposito, sulle pagine di Everyeye trovate uno speciale che pone a confronto PS5 e Xbox Series X), durante il mese di novembre i fan Nintendo potranno finalmente cimentarsi col prequel ufficiale di The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Sviluppato dal team di Omega Force di Koei Tecmo Games sotto la supervisione di Eiji Aonuma, il nuovo Hyrule Warriors: L'Era della Calamità prenderà difatti posto nel canone del franchise Nintendo, e soprattutto proporrà all'utenza un musou atipico e molto evoluto.

    Grazie all'innesto di numerose meccaniche inedite - o comunque ispirate al già menzionato Breath of the Wild - e alla presenza di una stimolante componente strategica, il prodotto ha infatti assunto le sembianze tipiche degli action RPG, incarnando la volontà del team di differenziare questo nuovo episodio del brand dall'originale titolo pubblicato su Wii U e regalare agli appassionati un'esperienza più coinvolgente, sia dal punto di vista ludico che narrativo. In attesa della recensione, vi proponiamo quindi le nostre impressioni preliminari maturate dopo aver completato i primi due capitoli della nuova avventura di Link, Zelda e compagni.

    Alla scoperta dei Campioni di Hyrule

    Poiché nella prova della demo di Hyrule Warriors: L'Era della Calamità abbiamo già esaminato a puntino le premesse narrative alla base del prequel, in questa nuova e ultima anteprima ci focalizzeremo esclusivamente sul gameplay, esaminando le meccaniche e i personaggi giocabili con cui abbiamo potuto familiarizzare soltanto a partire dal secondo capitolo della vicenda.

    Difatti, se il primo atto ci aveva permesso di assumere solo il controllo di Link, Impa e Zelda, nelle missioni successive abbiamo invece preso il controllo di Mipha, Daruk, Urbosa e Revali, ossia i campioni dei vari popoli di Hyrule, nonché piloti dei cosiddetti Colossi Sacri. Come ricorderà chiunque abbia già sviscerato The Legend of Zelda: Breath of the Wild, i suddetti personaggi non erano affatto giocabili nel capolavoro Nintendo e addirittura ricoprivano un ruolo tutto sommato marginale all'interno del racconto. È fondamentalmente questa la ragione per cui, in Hyrule Warriors: L'Era della Calamità, si è invece deciso di lasciare quanto più spazio possibile ai Campioni, in modo tale che i fan della serie potessero finalmente ammirarne e approfondirne non solo la caratterizzazione, ma anche le straordinarie doti belliche.

    Appartenendo a quattro popoli diversi e dotati di armi e abilità differenti, i quattro Campioni dispongono di moveset assai diversificati, che non a caso li specializzano nel combattimento ravvicinato o sulla distanza. Potendo contare rispettivamente su una scimitarra e su uno spadone, Urbosa e Daruk sono tra i personaggi più efficaci nel corpo a corpo, specialmente quando si tratta di menare le mani contro i boss di fine livello o comunque i leader di settore. Agile ed elegante, la matriarca del popolo Gerudo dispone invero di una combo fisica molto rapida ed efficace, che all'occorrenza può culminare con una micidiale scarica elettrica che travolge sia il bersaglio che tutti gli altri assalitori nelle immediate vicinanze.

    Dal canto suo, il goffo guerriero appartenente al popolo Goron risulta molto meno preciso e veloce della compagna, ma non per questo meno letale: rotolando come un masso in caduta e agitando il suo gigantesco spadone, Daruk tende a sconvolgere il campo di battaglia evocando di continuo delle imparabili sfere di magma e strutture di pietra da sfruttare per piombare letteralmente addosso ai suoi sfortunati avversari.

    Orgoglioso e arrogante, al punto tale da risultare spesso antipatico (anche a causa dell'evidente rivalità con Link), Revali è invece il classico personaggio che nei musou si tende a utilizzare per conquistare in fretta e furia un determinato settore: equipaggiato con arco e frecce e in grado di volare, il fiero Campione dei Rito è specializzato in attacchi fulminei e ad ampio raggio, che di conseguenza consentono di eliminare velocemente folti gruppi di nemici e di svuotare il campo di battaglia.

    Leggiadra e minuta, all'apparenza Mipha potrebbe infine sembrare la più delicata dei quattro, ma all'atto pratico la principessa Zora si è rivelata la combattente più versatile ed esplosiva del gruppo: col suo tridente, la piccola guerriera tende a realizzare una combo fisica devastante, che tra un colpo e l'altro provoca geyser, mulinelli e sfere d'acqua che raggiungono e annientano persino i nemici un tantino più lontani. Come risultato, Mipha è una vera e propria macchina da guerra, sia nelle fasi di avanzamento, dove è necessario conquistare settori e annichilire orde di nemici tutti uguali, sia nelle sfide contro i boss, non sempre in grado di star dietro alla sua notevole velocità.

    Ordini e strategie

    Se nei normali musou queste differenze così nette risulterebbero alla lunga fastidiose e problematiche, soprattutto perché i titoli della serie Warriors consentono assai raramente di poter cambiare il personaggio controllato durante il corso di una missione, in Hyrule Warriors: L'Era della Calamità il suddetto problema non sussiste affatto.

    Anzi, i lottatori sono specializzati in campi e tipologie di attacco diverse proprio perché il giocatore può passare in qualsiasi momento da un combattente all'altro, a seconda della situazione o dell'avversario ingaggiato. Anche perché il nuovo titolo targato Omega Force, a differenza di tanti altri musou, consente di impartire degli ordini ai compagni di squadra e di spedirli ai quattro angoli della mappa. Come risultato, la suddetta meccanica, se abbinata al cambio del personaggio controllato, minimizza la necessità di compiere a piedi lunghi tragitti, magari per raggiungere di volta in volta degli obiettivi molto lontani tra loro o addirittura piazzati agli estremi del terreno di gioco.

    Durante la nostra prova, ad esempio, ci è capitato di dover conquistare un certo numero di settori per poter sbloccare l'accesso alla roccaforte nemica. Anziché raggiungerli uno per uno, attraverso corridoi piuttosto lunghi e pullulanti di mostri da abbattere per poter proseguire, abbiamo assegnato un settore differente a ognuno dei nostri compagni di squadra, raggiungendo personalmente quello più vicino. Così facendo, una volta conquistato il suddetto, anziché metterci in viaggio verso i settori rimanenti ci è bastato assumere il controllo di un altro compagno e impartire un ordine al lottatore precedentemente utilizzato, affinché si recasse a sua volta in un avamposto ancora inespugnato.

    Se questo ingegnoso sistema consente ai livelli di difficoltà più bassi di ridurre enormemente il tempo necessario per soddisfare i diversi obiettivi che in genere vengono assegnati durante lo svolgimento di una missione, alla difficoltà massima permette invece di chiamare a raccolta l'intera squadra ed evitare che i singoli membri dedichino le loro attenzioni ai nemici comuni. In questo modo, oltre a poter contare su un maggior numero di attaccanti, durante le boss fight più impegnative il giocatore può ricorrere alle abilità peculiari di ciascun eroe per portarsi in vantaggio e adottare strategie diverse, magari finalizzate allo sfruttamento dei punti deboli avversari.

    Colossi Sacri e dove trovarli

    Dovendo raccontare una guerra vera e propria tra le armate di Ganon e i popoli di Hyrule, i ragazzi di Omega Force hanno inaspettatamente introdotto in L'Era della Calamità la possibilità di pilotare i quattro Colossi Sacri in brevi sessioni di gameplay che trasformano il titolo in una sorta di sparatutto. Durante queste sequenze, difatti, il giocatore assume il controllo del Colosso di turno e lo guida lungo un percorso abbastanza lineare, nonché pullulante di nemici e di ostacoli da superare, come golem di magma sempre pronti a evocare palle di fuoco, schiere di stregoni, ponti di pietra con avamposti Moblin, e così via.

    Scopo delle missioni a bordo dei Colossi Sacri è, di conseguenza, l'eliminazione di 2000 o 4000 mostriciattoli, che a seconda della difficoltà selezionata può risultare un'impresa un tantino più ostica del previsto.

    Sebbene dispongano di attacchi a lungo raggio, come ad esempio il laser attivabile dopo aver caricato la barra della mossa speciale, e di una forza spropositata, i Colossi Sacri sono tutt'altro che invincibili e le dimensioni gigantesche ne fanno un bersaglio abbastanza facile per le schiere nemiche. Pertanto, indipendentemente dal guardiano pilotato, la chiave per conseguire la vittoria non sta tanto nel seminare distruzione a destra e a manca, sfruttando magari i molteplici attacchi a loro disposizione, bensì leggere attentamente l'azione e ricorrere ove necessario ai contrattacchi, allo scopo di evitare gli assalti più insidiosi e rispedire al mittente eventuali palle di fuoco, incantesimi elementali, e via discorrendo.

    A primo acchito, le attività coi Colossi Sacri rappresentano quindi un'alternativa divertente e originale alle classiche missioni musou, ma sfortunatamente sembrerebbero poco frequenti e pertanto non è ancora chiaro quanto influenti risulteranno all'interno della produzione.

    Hyrule Warriors: L'Era della Calamità Le numerose ore trascorse tra le lande di Hyrule Warriors: L’Era della Calamità hanno confermato ulteriormente le impressioni maturate nelle scorse settimane. Attingendo alle meccaniche di Breath of the Wild, il team di Omega Force ha confezionato un musou articolato e fuori dagli schemi, che a più riprese tenta di mascherare le proprie origini con una godibile componente strategica e un sistema di crescita paragonabile ai canoni del genere RPG. Permane però qualche incertezza sul comparto tecnico, appunto afflitto da cali di frame rate e dal fastidioso effetto pop-up, segno evidente di come l’hardware ibrido di Nintendo fatichi ancora una volta a sostenere l’azione frenetica che caratterizza i titoli della serie Warriors.

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