I Pilastri della Terra: Provato il gioco basato sul libro di Ken Follett

Invitati ai Daedalic Days di Amburgo, abbiamo avuto modo di mettere le mani sulla trasposizione videoludica de I Pilastri della Terra di Ken Follet.

provato I Pilastri della Terra: Provato il gioco basato sul libro di Ken Follett
Articolo a cura di
Disponibile per
  • iPhone
  • iPad
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Le trasposizioni videoludiche di saghe letterarie sono sempre una questione complicata: tramutare in immagini la ricchezza descrittiva di migliaia di parole è una sfida che richiede un impegno artistico notevolissimo, specialmente quando nel progetto non è impegnato l'autore dell'opera originale (basti pensare alle innumerevoli riproposizioni -spesso poco convincenti- de Il Signore degli Anelli). Tuttavia, se a tentare l'impresa è un team che quotidianamente gioca con la splendida alchimia esistente tra parole e immagini, le probabilità di successo non possono che moltiplicarsi. È il caso di Daedalic Enterntainment, azienda teutonica che ormai da dieci anni si adopera, tra le altre cose, nella creazione di avventure grafiche di ottima fattura (come non citare Deponia, Memoria e Silence).
    Nel 2014, in collaborazione con l'editore tedesco Bastei Lübbe, la software house ha annunciato l'inizio dei lavori sulla trasposizione di una delle operepiù celebri del '900: I Pilastri della Terra di Ken Follet.
    Volati ad Amburgo in occasione dei Daedalic Days, abbiamo avuto l'occasione di spendere una mezz'oretta in compagnia del titolo. Eccovi le nostre impressioni.

    La cattedrale di Kingsbridge

    Il racconto de I Pilastri della Terra ruota intorno alla costruzione della più grande cattedrale gotica che il mondo abbia mai conosciuto, quella di Kingsbridge (località immaginaria nel Wiltshire, in Inghilterra). In questo contesto medievale, che funge soprattutto da interessante pretesto narrativo, si intrecciano le numerose storie dei protagonisti, tra gente povera o reietta costretta a confrontarsi quotidianamente con la miseria della carestia e ricchi nobili che si danno battaglia ordendo le più subdole cospirazioni. Ma è anche l'epoca della grande opposizione tra il potere temporale e quello spirituale, e del celebre assassinio di Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury. Follet è stato davvero eccezionale nello sfaccettare le loro personalità, inquadrandone alla perfezione gli ideali, gli interessi e gli istinti.

    Troviamo Tom, architetto squattrinato con il grande sogno di costruire una cattedrale straordinaria, Philip, uomo di Dio e priore di Kingsbridge, Ellen, misteriosa fuorilegge che vive nella foresta, e Aliena, la figlia del conte contesa da tantissimi pretendenti interessati unicamente ad appropriarsi della sua contea. Il team di sviluppo ci ha tenuto a sottolineare di come il titolo potrà essere facilmente fruito anche da chi non ha mai letto il libro, anche perché alcune situazioni ereditate dall'opera originale -come spesso accade nel caso di una trasposizione- sono state reinterpretate per sposarsi al meglio con l'interattività che contraddistingue il medium videoludico.
    Proprio in quest'ottica, I Pilastri della Terra non sarà il classico punta e clicca ricco di puzzle e oggetti da gestire nell'inventario: il team ha preferito alleggerire il peso di certi espedienti ludici, focalizzandosi principalmente sulle decisioni morali che si dovranno prendere avanzando nella narrazione. Queste saranno foriere di momenti particolarmente intensi a livello emozionale, nel tentativo di far percepire al giocatore lo stesso peso delle responsabilità che affligge i personaggi a schermo.
    La nostra breve prova ci ha catapultato nel secondo capitolo dei ventuno previsti, mettendoci nei panni di Jack, giovane figlio della sopracitata Ellen. I due vivono in una caverna sperduta nella foresta, servendosi della caccia come unica risorsa per sopravvivere. L'inverno di quell'anno, tuttavia, non è stato per nulla clemente, costringendo i due alla ricerca disperata della selvaggina.

    È proprio seguendo le tracce di un cerbiatto che I Pilastri della Terra ci ha mostrato i rudimenti del suo gameplay, assolutamente tradizionali per il genere d'appartenenza: con l'analogico destro (sì, il titolo supporta perfettamente il controller) è possibile selezionare uno degli oggetti presenti nei pochi slot a disposizione del personaggio, mentre ai quattro pulsanti frontali sono assegnate diverse attività contestuali, quali l'osservazione, la raccolta e l'esecuzione di un'azione. Con la levetta sinistra, invece, si muove il personaggio, accelerandone l'andatura con la pressione del grilletto destro.
    L'esplorazione è naturalmente al centro della progressione, permettendoci, come da tradizione, di esplorare delle splendide schermate bidimensionali ricche di punti d'interesse ed elementi interattivi (premendo il trigger sinistro è possibile metterli tutti in evidenza). Talvolta, impugnando alcuni oggetti (con Jack, ad esempio, avevamo una fionda), il titolo ci mette di fronte a dei semplici QTE per riuscire a portare a termine con successo una determinata azione (nella fattispecie dovevamo colpire il cerbiatto).
    Abbattuta la preda, tutti tronfi ci siamo fatti strada verso la caverna, dove abbiamo deciso di aspettare nostra madre salando la carne appena conquistata e leggendo alcuni testi su Carlo Magno. Anche qui il titolo ci ha permesso di interagire liberamente con l'ambiente, coinvolgendoci nella vita randagia del protagonista. D'improvviso però, un lamento lontano ha attirato la nostra giovane curiosità, persuadendoci ad addentrarci nuovamente nella foresta per indagare. Qui, di colpo, siamo stati tirati in un cespuglio, dove, nascosta, abbiamo trovato Ellen, intenta a osservare un prete a pochi metri di distanza con in braccio proprio il bimbo di cui avevamo udito il pianto. Nel momento esatto in cui questo ha mosso i primi passi in direzione del monastero di Kingsbridge, Ellen -che da sempre nutriva una certa diffidenza per gli uomini di Dio- si è lanciata all'inseguimento, intimandoci di tornare a casa ad aspettarla. Ma è proprio sulla strada di ritorno che siamo incappati in due individui, apparentemente sulle tracce del bimbo che avevamo appena visto tra le braccia del prete. Uno dei due, Tom (sì, proprio l'architetto), si è detto disperato per averlo abbandonato dopo che la moglie era morta dandolo alla luce. Essendo stati testimoni dei fatti, ci hanno obbligati a fargli strada verso la direzione in cui era andato il prelato.

    È sulla grossa mappa principale (dove i diversi protagonisti si sposteranno tra le numerose location di gioco) che si è concluso il nostro primo assaggio de I Pilastri della Terra, suggerendoci insomma di trovarci al cospetto di un'avventura grafica molto densa e profonda, e dove, in tutta probabilità, il punto di vista cambierà costantemente man mano che faremo la conoscenza di nuovi personaggi.Il team infatti, ci ha tenuto a sottolineare -con una certa punta di orgoglio- che il titolo sarà a tutti gli effetti l'avventura più vasta e complessa a cui la software house abbia mai lavorato. Anche per questo verrà pubblicata in tre parti, nelle quali il giocatore dovrà semplicemente acquistare il primo "tomo" come se fosse un season pass, per poi procedere al download gratuito dei successivi.
    Noi, sebbene la prova sia stata davvero fulminea, possiamo dirci davvero soddisfatti, specialmente per il livello complessivo della scrittura (erano già presenti i sottotitoli in italiano) e per la qualità eccellente dei fondali 2D e delle animazioni dei personaggi durante le interazioni dialogiche, delle quali abbiamo, inoltre, persino avuto il privilegio di vederne in prima persona la lavorazione durante lo studio tour iniziale.

    I Pilastri della Terra È ancora presto per dire se I Pilastri della Terra riuscirà nell'arduo compito di rendere onore alla straordinaria opera di Ken Follet. A nostro modo di vedere, tuttavia, il team è sulla giusta strada, in particolare per quanto riguarda la formula di gioco selezionata per questa trasposizione. Tra un gameplay dichiaratamente ispirato ai grandi classici del genere ma alleggerito in alcune delle sue dinamiche più spigolose (soprattutto in quei momenti dove è necessario fare buon uso del pensiero laterale) e un avanzamento che vuole valorizzare l'aspetto narrativo, l'ultima fatica di Daedalic potrà certamente incuriosire sia gli appassionati del romanzo originale sia coloro che sono alla ricerca di un'avventura grafica sì particolarmente matura nelle tematiche, ma comunque scorrevole e fluida nella sua componente ludica. Non ci resta dunque che attendere la pubblicazione della sua prima parte, prevista entro la fine dell'anno su PC, Mac, Xbox One, PlayStation 4 e iOS.

    Che voto dai a: I Pilastri della Terra

    Media Voto Utenti
    Voti: 2
    4.5
    nd