Ikai: un gioco horror nel Giappone Feudale, la demo ci ha convinto?

Abbiamo provato una versione estesa della demo di Ikai, un gioco horror psicologico ambientato nel Giappone feudale in arrivo su PS4, PS5, PC e Switch.

Ikai: un gioco horror nel Giappone Feudale, la demo ci ha convinto?
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  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Per quanto siano accomunati dall'obiettivo di suscitare una buona dose di spavento nell'utente, i giochi horror non seguono tutti le stesse regole. Nel novero di produzioni appartenenti a questa categoria, ad esempio, troviamo sia un orrore di tipo psicologico, nel quale solitamente al giocatore non viene permesso in alcun modo di affrontare le minacce che gli si parano davanti, sia opere più votate all'azione, dove si possono massacrare creature di ogni tipo tramite l'ausilio di armi o altri strumenti di morte.

    Seppur con alcune piccole eccezioni, a rientrare nella prima tipologia è Ikai, un prodotto alquanto peculiare la cui iconografia si basa interamente sulle mostruose creature che fanno parte del folklore giapponese. In attesa che il gioco arrivi su PC e console il prossimo marzo, il team di sviluppo ci ha permesso di provare una versione demo, aggiornata rispetto alla demo di Ikai su Steam, e contenente alcune sequenze aggiuntive.

    Attacco d'arte

    Ikai è ambientato nel Giappone feudale e ci mette nei panni di Naoko, una giovane sacerdotessa che si occupa della manutenzione di un tempio in compagnia di suo zio. La serena vita della ragazza viene sconvolta quando il parente si dirige verso il villaggio adiacente, luogo nel quale sono sempre più frequenti gli avvistamenti di yokai e altre creature demoniache che minacciano la tranquillità della popolazione. Ben presto le mostruose creature si presentano alle porte del tempio e Naoko si ritrova ad affrontarle con l'unica arma a sua disposizione: i sigilli.

    Vi abbiamo anticipato in apertura che in Ikai non è possibile combattere direttamente i nemici, ma lo scopo ultimo dell'esperienza resta comunque quello di eliminarli. Per riuscire in questa impresa dovremo quindi armarci di pennello e, tramite i movimenti del mouse (o dello stick analogico di un controller), ricalcare i simboli presenti sui sigilli per contrastare le maledizioni o rispedire le creature nella loro dimensione.

    Il titolo, interamente in prima persona, è composto prevalentemente da enigmi la cui risoluzione porta alla creazione di un sigillo e alla conseguente sconfitta del demone, sempre che riusciate a tracciare il disegno sul foglio prima che il mostro vi raggiunga. Com'era prevedibile, in alcune fasi dell'avventura i mostri si aggirano per le stanze del tempio e occorre agire con estrema oculatezza per evitare di attirare la loro attenzione, così da poter raggiungere una postazione utile per tracciare il salvifico simbolo. In altri casi, invece, non potremo far nulla se non scappare: in questi momenti, il gioco si dimostra assai rigoroso e punitivo, dal momento che non consente il minimo errore: perdere anche solo un istante, d'altronde, si traduce nella morte per mano del nostro predatore.

    Benché l'idea alla base di Ikai sia molto interessante, la struttura della sezione vista in questa breve versione non è riuscita a convincerci pienamente. Oltre alle fasi in cui siamo braccati dal nemico, fastidiosamente ‘trial and error', anche i puzzle fondamentali per la progressione sono talvolta piagati da una serie di difetti che denotano la scarsa attenzione riposta dagli sviluppatori nei confronti di alcuni elementi.

    Uno dei principali problemi del gioco è la totale assenza di un'interfaccia: se da un lato questo dettaglio è volutamente pensato per favorire il coinvolgimento, dall'altro rende parecchio difficile comprendere cosa stia accadendo e quale sia il nostro successivo obiettivo. La mancanza di un diario che possa almeno ricordare al giocatore i precedenti avvenimenti e le pochissime parole proferite dalla protagonista non ci hanno permesso di orientarci a dovere, e non osiamo immaginare ciò che potrebbe significare riprendere il gioco dopo eventuali giorni di inattività. Insomma, anche se si tratta di una precisa scelta di game design, crediamo che una simile impostazione, a lungo andare, possa divenire più spigolosa e frustrante che pienamente stimolante. A confondere ancora di più l'utente in fase di risoluzione degli enigmi è la discutibile possibilità di interagire con alcuni elementi specifici dello scenario, sebbene la maggior parte di essi non abbia alcuna utilità.

    Senza contare, inoltre, che Ikai decide di farci esaminare - in maniera del tutto arbitraria - solo determinati oggetti presenti nell'ambiente, anche se accanto ve ne sono altri identici della stessa tipologia, i quali tuttavia risultano totalmente intangibili. Immaginate, ad esempio, di ritrovarvi di fronte ad una tavola imbandita e di poter osservare il modello di un singolo piatto, oppure di avvicinarvi un mobile con sopra numerosi vasi e di poterne analizzare uno soltanto.

    Insomma, il titolo presenta una serie di pecche che andrebbero ritoccate per migliorare l'esperienza e renderla più fluida. È davvero un peccato che vi siano tali problemi, poiché l'ambientazione suggestiva e la struttura di alcuni puzzle, che ruotano spesso attorno a usanze e oggetti tipici della cultura giapponese e in sporadici casi sfruttano persino una discreta gestione della fisica, sono parecchio interessanti. Un po' di accuratezza in più sul piano ludico permetterebbe dunque all'opera di scorrere in maniera meno legnosa e più ansiogena.

    Un horror che non spaventa

    Anche sotto il profilo tecnico Ikai è un prodotto zoppicante, poiché la discreta direzione artistica e l'ottimo design delle creature (di cui è possibile leggere interessantissimi approfondimenti nella sezione dei collezionabili) non sono supportate da un comparto grafico adeguato. Gli ambienti di gioco sono eccessivamente statici, ricchi di modelli degli oggetti che si ripetono più e più volte e realizzati senza una grande cura per i particolari.

    A non averci convinto sono anche le animazioni, in particolare quelle dei demoni, le cui movenze tutt'altro che perfette indeboliscono l'inquietudine che il gioco vorrebbe generare. Molto buono è invece il comparto sonoro, che aiuta ad immergersi nell'atmosfera e vanta un discreto doppiaggio della protagonista. Anche se proferisce solo poche parole, prestatele orecchio: ciò che dice è infatti fondamentale per comprendere come avanzare in questa tetra avventura.

    Ikai La brevissima porzione di Ikai che abbiamo potuto provare ha lasciato emergere sia i pregi sia i limiti che caratterizzano l’opera prima di Endflame. Seppur proponga una serie di idee interessanti e un’ambientazione dall’indiscutibile fascino, questo horror con visuale in soggettiva è afflitto da un buon numero di problematiche che minano l’esperienza e tendono a spezzare l’immersione. Non siamo invece pronti a esprimere un parere sulla storia e sugli enigmi, poiché bisognerà attendere la versione finale del prodotto per valutarne la varietà e la qualità complessiva. Per un nuovo incontro ravvicinato con i demoni non dovremo comunque aspettare molto tempo: Ikai è infatti in arrivo su PC (via Steam), PlayStation 4, PlayStation 5 e Nintendo Switch il prossimo 29 marzo 2022.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel i7-10700
    • RAM: 16 GB DDR4
    • GPU: GeForce RTX 2080

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