Immortals Fenyx Rising: un'epica commedia nella mitologia greca

Abbiamo testato la demo dello Zelda-like di Ubisoft, riscoprendo un'avventura che punta sul divertimento e sull'ironia.

Immortals Fenyx Rising Demo
Anteprima: Google Stadia
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Immortals Fenyx Rising non sarà certo tra i prodotti più originali partoriti dalla fucina creativa di Ubisoft, ma sarebbe decisamente errato sottovalutare le potenzialità del suo concept di base. È vero che nel complesso la formula ludica segue in modo evidente le soluzioni adottate da un capolavoro come Zelda: Breath of the Wild (qui la nostra recensione di Zelda: Breath of the Wild), ma il team francese aggiunge alla ricetta un ingrediente segreto che, se implementato con le giuste dosi, rende la pietanza piuttosto gustosa: un leggero e frizzante umorismo. Immortals Fenyx Rising può agilmente definirsi una "commedia videoludica ambientata nella mitologia greca", un'avventura open world che ribolle di contenuti, colori, missioni, puzzle, armi e personaggi, con l'unico obiettivo di disegnare un bel sorriso sul viso del giocatore, senza prendersi troppo sul serio, senza ambire all'Olimpo degli action adventure. Lo abbiamo provato per quattro ore, partendo dagli albori dell'esperienza, e possiamo dirvi che, dopo questo primo assaggio, Immortals ha saputo metterci di buon umore.

    Fenice contro Tifone, in una battaglia tutta da ridere

    Come dicevamo in apertura, la marca stilistica di Fenyx Rising risiede nell'umorismo che contraddistingue la sua componente narrativa. A seguito di un incipit un po' più cupo, che ci pone dinanzi alla gargantuesca figura dell'antagonista Tifone, il piglio del racconto non tarda molto a dare alla sceneggiatura una sferzata di ironia.

    Dal momento che il terribile mostro ha soggiogato il mondo e persino le divinità olimpiche, a Zeus non resta altro da fare che chiedere aiuto a Prometeo, il quale riversa le sue speranze in Fenyx, un mortale chiamato a salvare gli dèi e la razza umana.La peculiarità di Immortals risiede nel fatto che il racconto viene narrato in "tempo reale", e si modifica progressivamente in base alle conversazioni tra Zeus e Prometeo.

    La demo su Google StadiaLa demo è disponibile in esclusiva su Google Stadia e può essere provata fino al 29 ottobre. Vi basterà cliccare sulla pagina della demo di Immortals Fenyx Rising da qualsiasi dispositivo compatibile dopo aver effettuato il login con un account Google. Non è necessario essere abbonati per giocare, trascorso il periodo indicato la demo scomparirà dalla raccolta e non sarà più accessibile.

    Le due divinità battibeccano di continuo, e ciò che descrivono si manifesta di volta in volta di fronte agli occhi del giocatore: in questo modo la narrazione si intromette nell'avanzamento ludico, lo puntella di ironia e lo rende meno prevedibile del previsto. Quella di Immortals è insomma una trama che parte con il giusto piglio, e rielabora in chiave comica la mitologia greca, donando ai vari protagonisti una caratterizzazione sicuramente sopra le righe, in cui il personaggio più serio e assennato sembra essere proprio Fenyx.
    All'inizio del gioco avremo la facoltà di scegliere il sesso dell'eroe o dell'eroina, modificandone anche i tratti somatici e la capigliatura attraverso un editor un po' limitato ed essenziale. Per la prova della demo abbiamo scelto la versione femminile di Fenyx, risvegliatasi su una spiaggia dopo un naufragio: la guerriera, ancora impaurita e inesperta, si accorge che i suoi compagni sono stati ridotti in statue di pietra.

    Mossa da un impeto d'orgoglio capace di vincere persino la paura, la protagonista parte alla ricerca di un modo per far tornare la sua ciurma alla normalità, rimanendo nel frattempo invischiata in una guerra "divina". A farle compagnia lungo il suo viaggio ci sarà Ermes, il dio ladruncolo e ingannatore che le chiederà di liberare le altre divinità intrappolate, così da annientare definitivamente il potente Tifone. Tra una battuta pungente, una freddura non proprio esilarante e anche un'oncia di black humor, Immortals propone tempi comici in apparenza ben ponderati: nelle quattro ore di gioco abbiamo assistito anche a scambi meno brillanti e un po' forzati, ma nell'insieme l'umorismo del titolo Ubisoft ci è parso vispo a sufficienza.

    A rendere il tutto più spigliato ci pensa anche il taglio da cartone animato proposto dal design dei protagonisti, che ispirano subito allegria e simpatia; a ciò si aggiunge poi un adattamento in italiano, sia per i testi che per il doppiaggio, adeguatamente in parte, capace - nei limiti del possibile - di riprodurre con discreta abilità alcuni giochi di parole, tipici dell'idioma inglese, anche nella nostra lingua.

    Un bel mondo da salvare

    Il regno di Immortals si suddivide in sette regioni, dalle dimensioni non eccessivamente estese, ognuna delle quali è legata a una specifica divinità, nonché caratterizzata da una propria direzione artistica. Nel corso del nostro test abbiamo avuto la possibilità di visitare solo due macro zone, ossia Le Rocce Cadute, dove dimora Ermes e la Valle dell'Eterna Primavera di Afrodite, le due aree iniziali a disposizione del giocatore.

    E se nel primo regno predominano i colori giallastri dell'autunno, tra colonne in rovina e pianure popolate da animali selvaggi, nel secondo trionfano i cromatismi della primavera, in un Eden che affaccia sull'oceano, pieno di alberi rigogliosi e creature incantevoli.

    Sul piano qualitativo, lo stile tondeggiante e caricaturale supera di diverse lunghezze la resa del comparto tecnico: se Immortals si rivela piacevole da vedere il merito spetta insomma alla direzione artistica più che alla mole poligonale o al livello di dettaglio complessivo, lontano dagli standard più elevati di questa generazione. I colori vibranti e l'atmosfera fiabesca donano comunque ai panorami un tocco sognante, e la gradevolezza del colpo d'occhio ci induce a soprassedere dinanzi a soluzioni artistiche non particolarmente originali.

    Gli enigmi del Tartaro

    L'esplorazione del mondo di Immortals segue in maniera fedele la lezione di Zelda. La verticalità dell'ambientazione è supportata dalla capacità della protagonista di scalare qualsiasi superficie, stando sempre attenta a non esaurire tutta la stamina a disposizione: una volta raggiunta la cima di un promontorio, avremo la facoltà di tuffarci nel vuoto e planare per lunghe distanze grazie alle Ali di Dedalo in dotazione, di tanto in tanto dandoci la spinta con alcune correnti ascensionali che puntellano la mappa.

    In generale, l'avanzamento per le vaste pianure può avvenire poi sia a piedi, sia tramite un'apposita cavalcatura da domare e richiamabile in qualsiasi momento. Al fine di risanare la resistenza e la salute avremo l'opportunità di recuperare alcune risorse lungo la mappa, così come non mancano forzieri da sbloccare e materie prime di varia natura, tra cui l'importantissima Ambrosia, con la quale potenziare l'impavida guerriera. Ma gli oggetti più preziosi si trovano all'interno del Tartaro, brevi dungeon modellati sulla scia dei Sacrari di Zelda in cui, previo superamento di prove di abilità, battaglie ed enigmi, potremo entrare in possesso dei Fulmini di Zeus, un'altra risorsa utile a incrementare le doti di Fenyx. Se i primi puzzle risultano ovviamente abbastanza elementari, e ci richiedono più che altro di spostare qualche blocco in pietra per attivare diversi interruttori, nelle sequenze più avanzate alcuni rompicapi iniziano a farsi alquanto stimolanti e meno banali di quello che temevamo.

    In determinati frangenti, l'enigma si fonde con la prova di abilità, legata a tempismo e precisione, dando vita a dungeon non ispiratissimi sul piano visivo e concettuale, ma comunque sufficientemente intriganti, capaci di stimolare la materia grigia senza risultare troppo frustranti. In ogni caso, nelle prime quattro ore di gioco abbiamo testato un numero assai ridotto di sotterranei, e solo la versione finale potrà rassicurarci circa la varietà di prove che ci troveremo ad affrontare, nella speranza che il design si dimostri sempre ben diversificato.

    Combattere, potenziarsi e allenarsi

    Il luogo in cui Fenyx muoverà i propri passi si chiama Isola d'Oro: a discapito del nome, è un reame popolato da creature assai pericolose, bestie d'ogni risma che compongono l'esercito di Tifone, pronto a mettere a ferro e fuoco il regno degli dèi e dei mortali. Per fronteggiare queste creature, la protagonista avrà a disposizione un armamentario di tutto rispetto, fatto di spade mitologiche, martelli poderosi e asce affilatissime.

    Attacchi leggeri, colpi pesanti, schivate al fulmicotone e assalti a distanza con arco e frecce sono le azioni di base che compongono la ricetta di un combat system molto facile da approcciare, ma che in sé nasconde anche un pizzico di tecnicismo da non prendere alla leggera.

    L'obiettivo di Ubisoft consiste proprio nel proporre un sistema immediato e divertente, eppure al contempo non così semplice da padroneggiare a dovere. E infatti, tra un accurato uso della stamina e una serie di poteri che si sbloccheranno progressivamente, avere la meglio su orde diversificate di avversari (e farlo con stile!) può richiedere una dose di impegno piuttosto appagante. Non ci troviamo certo dinanzi a un prodigio di tatticismo, né a un combat system finemente elaborato sul modello dei migliori hack'n'slash, ma sarebbe anche ingiusto aspettarselo: pad alla mano, gli scontri di Immortals risultano vivaci quanto basta, in un connubio ben equilibrato di dinamismo e spettacolarità.

    Per far sì che Fenyx Rising si mantenga coinvolgente fino alla fine, sarà ovviamente necessario che la diversificazione degli avversari e delle armi della protagonista si muova di pari passo con la varietà di situazioni. Al termine di una porzione della storia principale, il team ci ha fatto dono di un gran numero di risorse per potenziare a dismisura le doti della guerriera, dandoci la facoltà di testare sia le promesse di un combat system più evoluto, sia i meccanismi di upgrade in salsa ruolistica all'acqua di rose.

    Nell'Hub centrale del gioco potremo "allenarci" grazie alle varie attrezzature divine: investendo materiali di diverso genere, dall'ambrosia ai Fulmini di Zeus, avremo dunque modo di potenziare la salute, la stamina, le armi, le corazze, mescolare pozioni e ottenere poteri sempre più devastanti con cui sbaragliare le orde di Tifone. Nella demo il livello dei nemici delle prime due aree non si era adeguato in maniera automatica alla nostra rinnovata forza, un fattore che ha reso le battaglie più facili del dovuto, ma confidiamo che nella versione finale la progressione di Fenyx si muova di pari passo con un buon equilibrio del grado di sfida.

    Le attività secondarie, dal canto loro, ci porranno dinanzi a scontri abbastanza impegnativi, tra orde da annientare, tesori da recuperare, gare di velocità e vere e proprie boss fight opzionali contro i guerrieri del mito: in sostanza, anche senza spiccare mai per originalità dell'offerta ludica, Immortals sembra proporsi come un piccolo parco giochi a tema mitologico, dove divertirsi con la leggerezza di un sorriso.

    Immortals Fenyx Rising La Fenice di Ubisoft sceglie di non volare troppo in alto, e lo fa con assoluta consapevolezza delle proprie potenzialità. Immortals è un adventure à la Zelda con lievi sfumature ruolistiche, che non propone soluzioni ludiche particolarmente innovative né suggestioni artistiche straripanti di originalità, ciononostante il risultato finale non appare una pigra imitazione del capolavoro Nintendo: Fenyx Rising sembra infatti capace di intrattenere con un umorismo frizzante, con una buona mole contenutistica e con un gameplay che mescola in maniera equilibrata esplorazione, puzzle solving e combattimenti dotati di una discreta dose di tecnicismo. Anche l’opera non intende raggiungere l’Olimpo dei congeneri, insomma, in Immortals si ammira comunque il bel panorama di un’avventura scanzonata e scacciapensieri.

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