Indivisible: una nuova prova prima della recensione

Abbiamo provato le prime due ore dell'avventura in stile anime realizzata dal team responsabile di Skullgirls. Ecco le nostre impressioni.

provato Indivisible: una nuova prova prima della recensione
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il crowdfunding è quanto di più vicino, in epoca moderna, al mito di Icaro: tante, troppe volte, alcune idee pazzesche e ambiziose si sono dovute scontrare con la dura realtà, pronta a strappargli le ali sciogliendo la cera che le teneva flebilmente attaccate. Un simile preambolo è necessario quando si parla di un gioco come Indivisible, che su Indiegogo ha raccolto quasi 2 milioni di Euro, e che si appresta finalmente a uscire dopo una gestazione lunghissima. Annunciato nel 2015 da Lab Zero Games, i cui membri erano già noti nel panorama indipendente per l'amato Skullgirls, vedrà la luce l'8 ottobre di quest'anno su PC (l'11 su PS4 e Xbox One, e più in là, a data da destinarsi, Switch), complice anche l'ingresso in cabina di regia di 505 Games, che ha riportato sui binari un progetto originariamente previsto per gennaio...2018.

    Insomma, la sindrome di Icaro sembra essere stata sventata, non solo perché Indivisible è ormai completo, ma anche grazie al nostro test effettuato negli uffici milanesi del publisher. L'ora e mezza circa passata in sua compagnia, infatti, ci ha lasciato non solo una buona impressione, ma anche la voglia di addentare meglio il suo corposo e succulento combat system, vero fiore all'occhiello della produzione.

    Alle armi!

    L'elemento che contraddistingue l'ultima opera dello studio è proprio il suo sistema di combattimento, indissolubilmente legato all'uso di diversi personaggi in battaglia. La protagonista Anja custodisce infatti dentro di sé una sorta di "regno interiore", nel quale - dopo il triste incipit della sua avventura - viene inglobato il folto cast di personaggi incontrati nel corso della progressione.

    Questi eroi diventano quindi tutt'uno con la giovane fanciulla, "indivisibili" per l'appunto, capaci anche di renderla più potente grazie a nuove abilità e condottieri da schierare in campo. Un sistema di combattimento che, per osmosi, par aver acquisito lo stesso potere agglomerante dell'eroina, in grado com'è di raccogliere le influenze più disparate. La stessa natura ibrida colpisce anche il gameplay: Indivisible è infatti un po' action a scorrimento laterale, un po' RPG, un po' platform a tinte metroidvania. Eppure tutto risulta sorprendentemente coerente e compatto. Il team di sviluppo possiede poi un DNA ludico che appartiene alla stessa famiglia dei picchiaduro: un gene che riesce a dare un'impronta ed un approccio molto peculiare ad ogni scontro. Dopo essere entrati in contatto con un nemico (meglio se sferrando un attacco a sorpresa con cui arrecare danni extra) passeremo senza soluzione di continuità alla schermata di battaglia: qui ogni personaggio (per un massimo di 4) è associato a un singolo tasto del controller, e ogni pressione garantisce un colpo.

    Si possono scagliare assalti multipli, anche con l'intero party, andando ad aumentare progressivamente l'entità dei danni arrecati, ma anche parare i fendenti avversari, guadagnando bonus aggiuntivi eseguendo il blocco al momento opportuno.

    I punti di contatto con Skullgirls risultano palesi specialmente nella grande importanza che hanno gli attacchi contestuali, con colpi verso l'altro, il basso o a mezz'aria, influenzati dalla direzione impartita tramite le frecce direzionali o dal frangente in cui viene attivato un determinato personaggio.

    Il tutto ha un impatto anche sulla gestione dei danni: alcuni nemici, ad esempio, possono subirne solo dopo essere scagliati verso l'alto; contro un mostro dalla forma di un albero è stato fondamentale trovare il personaggio del party in grado di sradicarlo dal terreno, e coordinarsi con altri membri sufficientemente rapidi da colpirlo in aria un attimo prima che potesse toccare di nuovo terra.

    Vada sé che anche tempismo, capacità nel memorizzare mosse e possibili combo tra più personaggi, e soprattutto, un'estrema velocità di azione e pensiero sono fondamentali per padroneggiare il combat system di Indivisible, come nei picchiaduro. Gli scontri hanno un ritmo vorticoso e richiedono sperimentazione e capacità di improvvisazione, per provare quante più tattiche possibile, e cambiarle in corso d'opera nel caso in cui non dovessero funzionare. Occorre anche prestare un'attenzione costante a tutto ciò che sta accadendo su schermo, ricordandosi di monitorare con costanza la barra della salute. Per i momenti di maggiore difficoltà trovano spazio sia un attacco speciale con cui riprendere fiato (danneggiando i nemici o curando tutto il party), sia una funzione "Focus" che rallenta drasticamente l'azione. Considerata tutta questa notevole stratificazione, ne consegue una grande verità: in Indivisible il button mashing furioso e scriteriato non paga affatto. Lo si evince in particolare dalla gestione dell'healer, Ginseng (accompagnata dal fido Honey): per disinnescare lo spam delle cure, Lab Zero Games richiede al giocatore di "pestare" con il suo mortaio i nemici, così da rendere la rigenerazione della salute realmente efficace solo dopo alcuni turni, costringendo quindi a un bilanciamento tra difesa e offesa.

    Stesso discorso con i nemici protetti da scudo: di tanto in tanto bisognerà infrangerne le protezioni eseguendo una sequenza di colpi ben precisi.

    Contro il boss Pindayar, un fortissimo ragno, abbiamo invece potuto testare con mano un'ostica boss fight con tanto di suddivisione in varie fasi, scandite da momenti in cui concentrasi sul bersaglio principale ed altri in cui focalizzarsi sui suoi odiosi minion, come nel più classico action game. Si tratta di piccole trovate che, ve lo garantiamo, donano ancora più profondità e varietà a un sistema di cui abbiamo scalfito solo la superficie.

    Un gioco ibrido

    Anche fuori dalle battaglie, comunque, il team ha saputo convogliare le influenze più disparate, artistiche e ludiche, per creare un mix potenzialmente molto interessante. L'esplorazione, ad esempio, presenta percorsi alternativi, aree segrete e accessi bloccati da ostacoli di cui sbarazzarsi solo dopo aver ottenuto determinati poteri e armi.

    Una di queste - l'ascia della madre della protagonista - si è rivelata utile tanto per attaccare in combattimento quanto per farsi strada attraverso barriere di legno, oltre che per arrampicarsi col giusto tempismo durante le fasi platform che si sviluppano in verticale. In questi primi frangenti simili sequenze erano quasi del tutto opzionali, pensate sia per custodire collezionabili come le Ringsel, pietre di colore rosso che garantiscono potere extra, o le piante cercate dall'healer, sia per offrire una sfida extra ai giocatori. Per quanto concerne la narrazione, lo storytelling di Indivisible ci è parso alquanto intrigante nel suo costante alternare momenti estremamente seri e spirituali e scambi di battute che alleggeriscono e non poco l'atmosfera. L'incipit è molto classico: il tranquillo villaggio della protagonista, Ashwat, viene assalito dall'esercito del malvagio Lord Ravannavar; la morte del padre/mentore diviene la causa scatenante del percorso di vendetta intrapreso dalla protagonista, la qual scopre di avere il potere di "imprigionare" nella sua anima altre creature che, come già accennato, la accompagneranno nel suo viaggio.

    Queste premesse incuriosiscono sia sul piano del racconto che su quello ludico, complice anche una caratterizzazione che appare già da ora di ottimo livello e uno stile grafico (pesantemente influenzato dallo Studio Ghibli) che unisce personaggi ben disegnati a fondali un po' grezzi ma comunque accattivanti.

    Ad indebolire la resa estetica ci pensa purtroppo una certa legnosità dei movimenti e delle animazioni, a cui si aggiungono alcuni elementi poligonali (come ragnatele, piattaforme e corpi dei nemici) poco rifiniti. Da valutare infine anche la varietà degli avversari: nelle prime battute abbiamo notato un palese riciclo delle stesse varianti, con solo alcune modifiche cromatiche, ma è ancora presto per sbilanciarsi sull'effettiva varietà del bestiario che Indivisible sarà in grado di proporci.

    Indivisible Il crowdfunding ci ha regalato sonore delusioni, e la lunga gestazione di Indivisible lasciava presagire il peggio. Eppure questo nuovo contatto con il gioco di Lab Zero Games ci ha regalato impressioni davvero positive, merito di un combat system unico nel suo genere, ostico al primo contatto ma perfettamente in grado di rivelarsi profondo e appagante una volta padroneggiato a dovere. Lo sviluppo della trama, con l'innesto di nuovi personaggi che andranno a impattare tanto i dialoghi e le vicende, quanto il gameplay e l'esplorazione, è un altro degli elementi da tenere sott'occhio. Dinanzi a queste intriganti premesse, il team dovrà dimostrare sufficiente coerenza e compattezza sul lungo termine per permettere alla sua opera di portare a compimento le sue ambizioni. Ora come ora il nostro consiglio è quello di tenere gli occhi puntati su questo piccolo, grande progetto, che potrebbe rivelarsi una piacevolissima sorpresa.

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