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Indivisible: il viaggio di Ajna

Nuovo contatto con Indivisible, accattivante Action RPG in stile anime in arrivo nel 2019 su PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch.

provato Indivisible: il viaggio di Ajna
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sin dalle sue prime apparizioni, che risalgono ormai a un paio di anni fa, Indivisible ha catturato la nostra attenzione ammaliandoci con una formula di gameplay estremamente originale e un comparto artistico favoloso, intriso com'è di una serie di suggestioni estetiche che pescano a piene mani dall'immaginario culturale e stilistico orientale. Durante la Gamescom 2018 di Colonia, presso lo stand di 505 Games, abbiamo incontrato per la terza volta la giovane Ajna, percorrendo nuovamente in sua compagnia boschi verdeggianti e anfratti oscuri. Il titolo rimane tutt'oggi privo di una data di uscita, con un lancio previsto nel 2019 per PS4, Xbox One, PC e Nintendo Switch, e il contenuto offertoci dalla demo riprende in buona parte le build presentate durante lo scorso anno in sede dei principali eventi videoludici: l'interessante indie di Lab Zero Games, però, si è mostrato questa volta molto più in forma del solito, dandoci l'opportunità di ammirare in azione nuovi personaggi e un comparto tecnico decisamente più convincente.

    Il potere di Ajna

    Ma facciamo un leggero passo indietro, in caso i giocatori dell'ultim'ora non sappiano bene di che cosa stiamo parlando: Indivisible è un action RPG a scorrimento che raccoglie alcuni crismi stilistici da metroidvania, fondendo il tutto con delle meccaniche da picchiaduro in un combat system a turni che premia il tempismo dell'utente, spingendolo a bilanciare il proprio party e ad anticipare il più possibile le mosse degli avversari facendo del tatticismo una delle caratteristiche fondanti del proprio gameplay.

    La storia, che attinge pienamente dalla mitologia asiatica, vede una giovane ragazza dalla pelle ambrata e di nome Ajna impegnata in un viaggio alla scoperta di se stessa e delle proprie capacità: la protagonista è una ribelle, uno spirito libero che vive in un villaggio rurale all'ombra di foreste esotiche che un giorno si ritrova strappata ai propri cari quando la sua casa viene attaccata e distrutta. In seguito, un potere misterioso si risveglia in Ajna: una capacità a dir poco soprannaturale, che le permette di acquisire l'anima delle creature e delle persone che incontra sul proprio cammino, per poi evocarle in battaglia ed essere supportata nei violenti duelli contro nemici di ogni tipo. La storia di Ajna sembra il più classico dei racconti di formazione: l'eroina, che ha perso la propria casa per colpa delle mire espansionistiche di uomini malvagi e potenti, intraprende un lungo pellegrinaggio per sventare i piani del perfido lord Ravannavar. Sul proprio sentiero incontrerà figure pittoresche e peculiari, che si tradurranno in una serie di personaggi giocabili che andranno a comporre un vero e proprio roster dal quale attingere per il proprio party - e la cui presenza in campo sarà giustificata proprio dalla singolare abilità divina della protagonista.

    Pad alla mano, abbiamo potuto nuovamente seguire Ajna in quelle che sembrano essere le prime battute della sua avventura, esplorando un bosco e - dopo aver incontrato i primi personaggi che decideranno di unirsi al party - una serie di rovine nel sottosuolo. Il percorso compiuto dalla protagonista è servito, sostanzialmente, a prendere dimestichezza con i comandi di gioco: le fasi esplorative le permettono di imbattersi in esseri viventi da assorbire e, ovviamente, in orde di nemici da sconfiggere; questi ultimi, peraltro, risultano eccezionalmente caratterizzati e diversificati, riunendosi in un bestiario che ci è parso (perlomeno in occasione della demo provata alla Gamescom 2018) ben nutrito e di ampio respiro, sia per i mostri minori che per alcuni boss che abbiamo dovuto affrontare in alcune sezioni specifiche della mappa. L'esplorazione è utile ad Ajna anche per raccogliere oggetti collezionabili, come dei cristalli rossi, con cui potenziare le proprie abilità e aumentare le possibilità offerte dal sistema di combo e attacchi speciali nelle fasi di combattimento.

    A tal proposito, come ci hanno confermato i producer presenti durante la nostra prova, abbiamo appreso che Indivisible non avrà meccaniche da RPG puro, abbandonando ogni eventuale skill tree di turno e optando per un sistema di progressione molto più diretto: man mano che ciascun personaggio sale di livello, piuttosto che sbloccare particolari abilità, potrà acquisire nuovi attacchi da sfoderare contro i propri nemici.

    Nonostante le dinamiche fin qui descritte risultino largamente soddisfacenti e ben rodate, sfoderando un comparto tecnico molto più fluido rispetto alle build dell'anno scorso grazie all'avanzare dello stato dei lavori sul gioco, il cuore pulsante di indivisible batte con passione nel suo sistema di combattimento: come già detto, il titolo dagli autori di Skullgirls unisce sapientemente, e con una maestria che oseremmo definire sorprendente, meccaniche da J-RPG puro a quelle di un vero e proprio fighting game.
    Il party, composto da un massimo di 4 guerrieri, consente a ciascun personaggio di sfoderare una serie di mosse e combo, concatenandole tra loro e diversificandole attraverso la semplice pressione dello stick sinistro per dar vita ad attacchi o azioni particolari; dopo un colpo andato a segno, tuttavia, lo slot dedicato dovrà attendere un po' prima di ricaricarsi, lasciando l'eroe in questione vulnerabile agli assalti avversari a meno che non si decida di pararli per ridurre al minimo i danni.

    È in questo frangente che possono entrare in gioco gli altri combattenti con loro turni, alternando costantemente le esecuzioni in una danza tattica volta a dar vita a scontri dal ritmo davvero impressionante; tuttavia, è anche piuttosto facile trasformare la battaglia in una vera e propria baraonda in caso si decida di scagliare contemporaneamente tutti i propri combattenti contro l'avversario, una scelta che può risultare vincente durante i duelli non particolarmente impegnativi. È però durante le boss fight che l'anima strategica di Indivisible sale prepotentemente a galla, soprattutto in caso si scelga di bilanciare il proprio party tenendo conto di parametri e caratteristiche diversi a seconda degli attori in gioco: a tal proposito, ci è stato confermato durante l'hands-on che la versione finale includerà 25 personaggi giocabili, dei quali siamo riusciti a sbloccare e utilizzare in battaglia circa sei. Da quel che ci risulta, ciascuno di essi presenta peculiarità specifiche e stili di combattimento diversi: a partire da Ajna, che è in grado di utilizzare attacchi a corto raggio con la sua ascia e di dar vita a potenziamenti di statistiche e attacchi speciali con il suo potere interiore, previo l'utilizzo di un'apposita barra; personaggi come Ginseng and Honey possiedono abilità curative in grado di ripristinare la salute del party, e ancora Razmi può utilizzare i suoi poteri da sciamana per attaccare dalla distanza.

    Come già affermato in precedenza, il nostro più recente incontro con la deliziosa creatura di Lab Zero Games ci ha permesso di constatare l'avanzamento dei lavori sullo sviluppo del gioco: rispetto alle sue prime uscite, infatti, Indivisible è apparso in forma smagliante dal punto di vista tecnico, evidenziando un'ottima responsività ai comandi in fase di esplorazione - in riferimento, soprattutto, alle animazioni che prendono vita in occasione di scalate, arrampicate, salti, scivolate e fendenti - e una fluidità notevole nelle fasi di combattimento. C'è ancora qualcosa da migliorare, soprattutto in fase di frame rate nelle situazioni di battaglia più concitate, ma le sensazioni suscitateci su questo fronte restano assolutamente positive, figlie peraltro di un'estetica superlativa per tutti gli amanti dello stile nipponico: il character design evince un tratto che ricorda chiaramente quello adoperato nell'animazione giapponese, mentre i disegni a mano che danno vita agli scenari - coadiuvati da una colorazione in tinte acquerello - rendono Indivisible un vero e proprio sogno a occhi aperti. Dal quale vorremo svegliarci soltanto per stringere in mano una copia del gioco.

    Indivisible Indivisible è uscito pienamente vincitore dal nostro hands-on, scacciando gran parte delle (poche) perplessità emerse in passato, che erano figlie prevalentemente di uno sviluppo ancora acerbo. Ora, a pochi mesi mancanti alla release del nuovo gioco di Lab Zero Games (o almeno si spera), possiamo affermare che l’efficace ibrido tra J-RPG e picchiaduro con tinte da metroidvania ha tutta l’aria di essere un’opera deliziosa, una gemma splendente nell’ormai vasto mercato delle produzioni indie. Il gameplay, che trova il suo fiore all’occhiello proprio nei combattimenti, preannuncia scintille sia sul piano della spettacolarità che dell’elemento strategico, coadiuvato da un roster di personaggi giocabili da inserire nel proprio party che sembra estremamente variegato e davvero ben caratterizzato.

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