Provato J-Stars Victory VS+

Ad un mese dall'uscita europea abbiamo provato una versione quasi completa del picchiaduro cross-over con tutti gli eroi della rivista di manga Shonen Jump, sviluppato da Bandai Namco e Spike Chunsoft

provato J-Stars Victory VS+
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    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Abbiamo provato per la prima volta J-Stars Victory VS+, versione europea espansa del cross-over uscito lo scorso anno in Giappone per celebrare il 45esimo anniversario della rivista di manga Shonen Jump, un mesetto fa in occasione del Level Up 2015 di Bandai Namco. Memori dell'esperienza con la versione giapponese siamo andati alla ricerca delle novità in termini grafici (il porting su Playstation 4) e modalità di gioco. Purtroppo, però, la demo non permetteva di andare troppo a fondo essendo limitata per numero di personaggi ed arene; per fortuna qualche giorno fa abbiamo fatto visita agli uffici di Bandai Namco per la prova di una build pressochè completa, che anticipa la data di uscita fissata per il 26 Giugno in tutti i formati Sony (Playstation 4, 3 e Vita).
Grazie alla possibilità di provare con mano le modalità J-Adventure, Victory Road ed Arcade Mode ci siamo fatti un'idea piuttosto precisa dell'offerta che ci attende tra circa 30 giorni. E lo anticipiamo già ora: il risultato ci ha piacevolmente sorpresi.

Picchiaduro o pallacanestro?

Si pensa spesso che basta una licenza per avere successo commerciale e negli ultimi 30 anni di tie-in da anime e manga sono state innumerevoli le occasioni in cui il proprio beniamino veniva storpiato da gameplay legnosi e scarsa fedeltà alla fonte originaria. Nei crossover come J-Stars Victory VS+ il percorso è ancora più accidentato perchè bisogna trovare un perfetto bilanciamento tra personaggi ed universi narrativi così distanti tra loro, ma l'ultimo prodotto di Bandai Namco e Spike Chunsoft riesce felicemente a superare l'empasse. Le ragioni sono principalmente 2: una la conoscevamo già e riguarda nella scelta di strutturare gli scontri 2 contro 2 (più il personaggio di supporto per ciascuno team), cosa da mettere insieme eroi che anche nel manga menano le mani ad eroi che per vari motivi narrativi preferiscono restare nelle retrovie; l'altra ragione riguarda la peculiare regola di assegnare la vittoria a quel team che prima dell'altro avrà inanellato 3 KO tra i membri della compagine nemica. Quest'ultima meccanica ricorda la struttura dei playoff di pallacanestro (al meglio delle 3) e rivede alla radice le classiche convenzioni dei picchiaduro; una volta compresa la logica sottostante (non è così immediata, possiamo assicurarvelo), il cross-over rivela tutta la propria componente strategica, obbligandovi non solo a dimostrare la propria abilità pad alla mano, ma anche correndo in soccorso del compagno quasi-morente, decidendo quale avversario è più debole ai vostri attacchi e "raddoppiare la marcatura" su di esso per ottenere un punto sui tre necessari.
Gli scontri pertanto non hanno durata massima i canonici 90 secondi, ma si prolungano per svariati minuti, complici le arene molto estese e dalla intrigante verticalità (saltare e combattere sulle verdurone dell'arena di Toriko è spassoso), nonchè la possibilità di ribaltare le sorti del combattimento grazie alla devastante Furia-J, attivabile dopo una serie anche breve di combo ben assestate. L'unico neo che abbiamo incontrato, specie nei livelli di difficoltà più elevati (leggasi la modalità Arcade), riguarda la CPU, che purtroppo agisce per conto suo e prende spesso l'iniziativa ai danni del giocatore. In alcune occasioni abbiamo dovuto issare bandiera bianca per evidenti negligenze del partner, il quale si faceva rivoltare come un calzino proprio mentre il nostro Naruto martellava pesantemente su Freezer. Per questo se avete intenzioni di godervi appieno il gioco e sfidare voi stessi con i livelli di difficoltà più elevati il nostro consiglio è quello di collegare un secondo pad (giocando così in split screen) oppure reclutare qualche amico online.

Alla Torre di Korin!

Avendo a disposizione una build pressochè completa ci siamo dilettati con le diverse modalità nel tentativo di farci un'idea circa la mole di contenuti. J-Adventure rappresenta lo story mode: suddiviso in 4 archi narrativi, uno per Ruffy di One Piece, uno di Naruto, uno di Toriko ed uno di Ichigo di Bleach, racconta una trama univoca vista da 4 porpsettive differenti, che corrispondono a ciascun team che prende parte al Torneo Jump. Il dio di Jump "o qualcosa del genere" ha, infatti, organizzato un torneo presso la Torre di Korin, che Mediaset ha sempre chiamato Obelisco di Balzar: ma prima dello scontro finale occorrerà superare diverse prove sparse per il fantasioso mondo che unisce tutti i personaggi.
La nave sarà il mezzo privilegiato per gli spostamenti, adatta a Rufy e la sua ciurma di pirati+Pegasus, mentre Ichigo e Gon di Hunter Hunter sembrano più pesci fuor d'acqua. Piccole incongruenze che non minano una modalità di gioco sulla carta varia e capace di introdurre gradualmente il giocatore nell'universo di J-Stars Victory VS+.

Per chi vuole solamente combattere e skyppare ogni sorta di dialogo vi è la modalità Victory Road: il giocatore affronterà una serie di combattimenti ambientati sempre nella stessa arena, affrontando i personaggi che lì possono abitare o trovarsi a proprio agio. Ad esempio nelle missioni del Penguin Village di Arale abbiamo sfidato Vegeta e Freezer, anch'essi personaggi usciti dalla matita di Toryiama.
ma la modalità che ci ha coinvolto maggiormente e ci ha fatto sudare non poche camicie è l'Arcade Mode. Assente dalla versione nipponica pubblicata lo scorso anno, tale modalità si ispira in parte alla Torre delle Sfide degli ultimi Mortal Kombat: essa propone sfide caratterizzate da un tema, che può essere la sfida ad eroi comparsi per la prima volta in una certa decade oppure caratterizzati da un particolare stile di combattimento. La difficoltà è proibitiva sin dal primo pacchetto di sfide, contraddistinto da 8 stellette su 16. E' l'approdo finale sia del giocatore giapponese che lo scorso anno si è spulciato tutte le modalità più facilotte, sia per l'europeo che dopo aver portato a termine lo story mode vorrà cimentarsi con una sfida capace di far emergere tutta la sua abilità. Come scrivevamo poco sopra, nella modalità Arcade emergono purtroppo i difetti di una CPU poco reattiva, spesso intenzionata a mettere i bastoni fra le ruote al giocatore.

J-Stars Victory VS+ Ad un mese esatto dalla data di uscita J-Stars Victory VS+ si è mostrato in una versione pressochè completa (mancavano giusto all'appello i mazzi da costruire, le cui carte donano potenziamenti e perk in battaglia). Abbiamo, infatti, speso una mattinata intera in sua compagnia ed abbiamo esplorato in lungo e in largo le modalità di gioco. Laddove lo story mode J-Adventure solleticherà il palato dei fan e la loro voglia di vedere tutti i beniamini di Shonen Jump darsi battaglia all'interno di un torneo organizzato dal gattone di Dragonball, Korin, la vera sfida risiede nell'Arcade Mode, ispirato alla Torre delle Sfide di Mortal Kombat, le cui battaglie tematiche e l'elevata difficoltà fin dal principio faranno la gioia dei fan più esigenti. In attesa della recensione possiamo dirci piacevolemnte soddisfatti da questo cross-over, che non si limita a trattare con rispetto le fonti originarie, ma si preoccupa di costruire una struttura ludica che forse non sarà delle più raffnate, ma indubbiamente funziona e sa distinguersi anche dalle offerte più classiche.

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