E3 2019

Journey to the Savage Planet: un viaggio alla scoperta dell'ignoto

La sorpresa dell'E3 2019 è un'avventura intergalattica ispirata alla fantascienza anni '50, fra spunti di umorismo leggero e... Metroid Prime.

Journey to the Savage Planet
Anteprima: Multi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Succede praticamente a ogni singolo E3, o per lo meno da che io ne abbia memoria (e per esperienza diretta posso mettere la mano sul fuoco riguardo alle ultime undici edizioni): attraversi un oceano per gustarti le grandi novità del settore, spesso aspettandoti fuoco e fiamme dai soliti AAA con budget imperiali, e poi qualcosa si dimostra sempre meglio del previsto, qualcosa si conferma, altro ancora delude. Quello che invece sembra non mancare mai è la sorpresa che spunta dal nulla, il gioco che per qualche ragione sfugge dai radar fino all'ultimo, per poi esploderti sotto il naso quando meno te lo aspetti. E, come da copione, la consueta regola non scritta ha puntualmente fatto capolino anche a questo giro.

    Avventura fra le stelle

    È accaduto durante l'ultimo giorno di fiera, con un appuntamento all'apparenza tra l'innocuo e l'irrilevante di quelli che vengono spesso fissati come riempitivi, giusto per dare un senso alla giornata tradizionalmente un po' moscia del giovedì: nonostante il nome non mi dicesse nulla, un'occhiata rapidissima a un trailer è bastata per convincermi a propormi, quasi completamente al buio, per l'incontro presso lo stand di 505 Games con Journey to the Savage Planet.

    Davanti mi sono ritrovato l'opera prima di Typhoon Studios, un nuovo team con sede a Montreal composto da venticinque veterani provenienti per lo più da Ubisoft e capitanati dall'ex Creative Director di Assassin's Creed 3 e Far Cry 4. Un'esperienza deliberatamente concentrata in una dozzina di ore, senza particolari ambizioni fuori dalla portata di uno studio di professionisti che hanno deciso di abbandonare la sicurezza di una multinazionale gigantesca per provare a inseguire un sogno, dedicandosi a qualcosa di indubbiamente più personale e intellettualmente stimolante.

    Dopo aver trascorso una buona mezz'ora in compagnia di Journey to the Savage Planet, posso affermare che lo slancio creativo e l'ispirazione alla base del progetto si vedano genuinamente tutti, con una produzione piccola ma insospettabilmente curata.

    Diversi biomi si susseguiranno nel corso del viaggio: aspettatevi specie diverse tra loro, ciascuna con una breve storia da raccontare.

    Un videogame che recupera elementi altrui - come leggerete a breve anche da maestri illustrissimi - rielaborandoli comunque con un'apprezzabile impronta personale. Impossibile descrivere quest'avventura al 100% single player tralasciando la sua peculiare ambientazione: come risulta chiaro già a partire dal nome, Journey to the Savage Planet rimanda all'epoca d'oro della fantascienza, impreziosita per l'occasione da una comicità di fondo leggera e spassosa. Aspettatevi insomma un certo gusto per l'ignoto estremamente anni '50, una sincera fascinazione per mondi e creature aliene e uno spirito da Odissea di frontiera in stile No Man's Sky condito da elementi slapstick.

    Nei panni di una nuova recluta assoldata da un servizio di esplorazione intergalattica chiamato Kindred Aerospace, vi ritroverete così catapultati su un pianeta lussureggiante, con l'obiettivo di catalogare flora e fauna per verificare se il luogo possa essere considerato abitabile dalla razza umana.

    Il movimento è gestito in prima persona, e nonostante nella mano destra venga sempre impugnata una pistola - ovviamente dal design retrofuturistico - non aspettatevi a tutti i costi interazioni da sparatutto. O meglio, in Journey to the Savage Planet in realtà si spara eccome (e peraltro pure piuttosto bene, con un gustoso feeling dei colpi che impattano a dovere sui mostriciattoli nemici), ma il focus non sono necessariamente gli scontri a fuoco, quanto piuttosto l'esplorazione in senso lato.

    L'idea è allora quella di un'esperienza piacevolmente player-driven, in cui è l'utente stesso a stabilire in autonomia il suo ritmo di gioco. Volete perdervi a vagare per lo scenario, per catalogare animali e piante guardandovi in giro con una modalità scan dichiaratamente recuperata da quella degli indimenticabili Metroid Prime?

    Fatelo pure, magari lasciandovi accompagnare dalle gustose descrizioni testuali e dalla robotica voce narrante sempre pronta a intervenire con commenti sagaci (sulla scia di quanto visto in Portal). O, perché no, preferireste magari approfondire il sistema crafting, andando a caccia di risorse che vi permettano di migliorare il vostro equipaggiamento? Sarete sempre liberi di farlo, scegliendo senza imposizioni se seguire le semplici missioni che il gioco di volta in volta vi proporrà o se ignorarle per un po'. Il tutto risolvendo nel frattempo qualche elementare enigma, saltando e aggrappandovi ovunque grazie alla propulsione del vostro fidato jetpack e più in generale interagendo per quanto possibile con gli scenari, tra beveroni intergalattici da usare come esca per attirare le creature e reazioni causa/effetto da scoprire empiricamente.

    Il tono allegro e spensierato, i controlli azzeccati sia nel platforming che nel gunplay e l'impostazione da Metroidvania completamente tridimensionale sono soltanto alcuni degli elementi che permettono a Journey to the Savage Planet di differenziarsi, trovando un apprezzabile equilibrio tra azione e riflessività.

    Sul vostro cammino incontrerete mostriciattoli di tutti i tipi, con creature spesso adorabili a cui non vorrete fare del male. O forse sì, considerando la soddisfazione con cui le farete esplodere.

    La mezz'ora di hands-on nei panni di un improvvisato esploratore spaziale è letteralmente volata senza che neppure me ne accorgessi, e il fatto che sarei andato avanti a giocare ancora per parecchio (ero quasi arrivato a costruirmi il rampino, maledizione!) è l'inequivocabile testimonianza del pregevole lavoro svolto da Typhoon Studios. Non male per un videogame di cui ignoravo l'esistenza fino all'altro ieri.

    Journey to the Savage Planet arriverà nei primi mesi del 2020 su PlayStation 4, Xbox One e PC.

    Journey to the Savage Planet Con meccaniche riprese 1:1 dalla serie Metroid Prime (un riferimento citato in maniera esplicita dagli sviluppatori), una gustosa immediatezza nel gameplay che mi ha ricordato i momenti migliori di un esperimento come Grow Home e una direzione artistica accattivante e originale, Journey to the Savage Planet sembra essere un progetto intrigante e per certi versi orgogliosamente fuori dal tempo. Un titolo senza ambizioni eccessive, costruito con intelligenza a misura di giocatore, che fa piuttosto bene tutto quel che cerca di fare. Insomma, non vedo l'ora di tornare a esplorare i quattro angoli del selvaggio pianeta di Typhoon Studios, divertendomi a fare il Piero Angela intergalattico.

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