Jump Force: provata la Closed Beta del nuovo picchiaduro di Bandai Namco

Siamo scesi di nuovo in campo con gli eroi di Jump Force, stavolta in una sessione Closed Beta: il responso è ancora una volta dubbioso.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Per celebrare il 50° anniversario dalla pubblicazione di Weekly Shonen Jump, celebre magazine giapponese che da decenni serializza alcuni dei manga più acclamati di tutti i tempi, l'editore Shueisha ha avallato lo sviluppo di Jump Force, un picchiaduro tridimensionale in cui i più grandi eroi e villain del panorama shonen dell'ultimo trentennio scendono in campo per suonarsele di santa ragione. Goku, Naruto, Luffy, Pegasus e tanti altri, insomma, uniranno le forze (o si scontreranno, a seconda delle fazioni che si potranno formare) per dar vita a battaglie epiche, spettacolari e memorabili: questo è, perlomeno, l'intento dei ragazzi di Spike Chunsoft, il team di sviluppo scelto da Bandai Namco per realizzare Jump Force. Purtroppo, dopo aver preso parte alla prima sessione della closed beta indetta dal publisher, non possiamo che confermare le preoccupazioni sorteci già in occasione della Gamescom di Colonia e del Tokyo Game Show, quando abbiamo potuto toccare con mano il picchiaduro che, sulla carta, trasformerà in realtà il sogno proibito di tutti gli otaku appassionati di battle shonen. Nonostante la potenza stratosferica dei guerrieri presenti nel roster, ci duole dire che la produzione è ancora ben lungi dal dimostrare le sue potenzialità.

    Jump City

    La Closed Beta di Jump Force, rispetto alla demo esibita da Bandai Namco in quel di Colonia ad agosto e a Tokyo poche settimane fa, ha presentato qualche sostanziale novità: come già annunciato dall'editore in occasione della kermesse tedesca, il picchiaduro con i protagonisti dei manga più acclamati di sempre non è semplicemente un fighting game nudo e crudo, ma un'esperienza online in cui i giocatori possono creare un avatar personalizzato e mandarlo in campo accanto ai membri del roster. Presumiamo che tale "protagonista" sarà in qualche modo personalizzabile, sia per quanto concerne estetica ed equipaggiamento sia sul versante delle abilità a disposizione: l'alter ego in questione, all'interno della closed beta, non era customizzabile, ed il gioco ci offriva una serie di modelli predefiniti tra cui scegliere. Tra guerrieri vestiti con la battle suit di Vegeta, con il Gi di Son Goku o un sontuoso cappotto come il Re dei Pirati di ONE PIECE, una volta scelto il combattente più consono ai nostri gusti siamo stati catapultati nella grande lobby di Jump Force: una zona piuttosto vasta, dalle fattezze di un'arena super tecnologica, e divisa in diversi settori in cui sarà possibile accedere a tutte le funzionalità della produzione. Abbiamo le battaglie online, quelle in locale, il negozio, l'angolo dedicato alla personalizzazione e così via: in questa versione di prova a porte chiuse, in ogni caso, erano disponibili soltanto i duelli offline contro la CPU e gli Incontri Semplici online, nei quali avevamo l'opportunità di scegliere tra una selezione più o meno vasta di combattenti con cui menar le mani: dai protagonisti di Dragon Ball a quelli di Naruto e ONE PIECE, senza dimenticare Bleach, Hunter x Hunter, I Cavalieri dello Zodiaco, Yu Yu Hakusho e una serie di altri celebri franchise provenienti dal mondo dell'intrattenimento nipponico per ragazzi.

    Sappiamo, infatti, che del gruppetto finale faranno parte anche personaggi tratti dalle serie di Yu-Gi-Oh o altri comprimari inclusi nelle saghe già citate: insieme a Seiya (conosciuto in Italia come Pegasus), infatti, ci sarà anche Sirio il Dragone (Shiryu), tanto per citare uno dei più recenti annunci effettuati da Bandai Namco.
    Purtroppo è già a partire dall'hub centrale che abbiamo riscontrato le prime, pesanti perplessità: per le circa due ore di disponibilità della closed beta, la lobby di Jump Force è stata afflitta da un grave e fastidioso lag, che ne rendeva estremamente difficoltosa la praticabilità e ci ha permesso di aggirarci per l'area di gioco appesantiti da un'intermittenza continua e decisamente poco piacevole. Per contro, il sistema di matchmaking tra giocatori nelle partite veloci online ci è parso, fortunatamente, piuttosto solido e privo di particolari problemi, abbinandoci ad altri utenti con una discreta velocità: al netto del buon funzionamento dei server, dunque, ci auguriamo che nel prodotto finale la situazione nella lobby venga nettamente migliorata, al fine di rendere più godibile l'esperienza.

    Chi sei, Jump Force non lo sai...

    Ma sono ovviamente i combattimenti il vero cuore pulsante di Jump Force: ed è con un pizzico di tristezza che ci tocca ammettere che, pad alla mano, la produzione conferma tutti gli elementi di criticità già riscontrati nei nostri ultimi contatti con il titolo. Da buon picchiaduro tridimensionale qual è, il gioco di Spike Chunsoft sacrifica un gameplay dalle dinamiche bilanciate in favore di una presunta spettacolarità, in cui è la messa in scena e la portata delle tecniche sfoggiate dagli eroi a prevaricare sui moveset o sulle statistiche di ciascun lottatore.

    Ne deriva un fighting game adrenalinico e dai ritmi frenetici, fatto di esplosioni roboanti e sfere di energia devastanti, nonché di colpi così portentosi da scaraventare l'avversario da un punto all'altro del pianeta. La costruzione scenica del gioco, perlomeno nelle intenzioni, è di quelle sontuose e antologiche, degne dei migliori film e serie TV di animazione. Ma il risultato finale confezionato dal team di sviluppo, almeno finora, è tutt'altro che appagante: a differenza del suo predecessore spirituale, ovvero il discreto J-Stars Victory Vs, che sfruttava sapientemente una buona dose di fan service ed offriva un gameplay molto più rifinito, l'eccessiva frenesia dell'azione rende il combat system di Jump Force un vero caos visivo, in cui i colpi si susseguono con un pesante ricorso al button mashing, riducendo il tutto a una sequenza interminabile di Kamehameha, Rasengan, Getsuga Tensho e così via.

    Il caos che si genere a schermo rende spesso i duelli difficilmente leggibili, e gran parte degli scontri si esaurirà in uno sfogo all'ultimo raggio di Ki. La semplicità con cui inanellare attacchi standard, colpi pesanti, prese, combo e mosse speciali dona all'insieme una certa leggerezza in termini di gameplay, ma l'orgia di particellari, la ricerca della spettacolarizzazione a tutti i costi e la confusione a schermo finiscono per appesantirne inevitabilmente la fruibilità. Come se non bastasse, il motore di gioco si è districato finora con un assetto tecnico e grafico davvero poco convincente, per non dire disastroso: ritmi così concitati impongono la presenza di un frame rate solido che in Jump Force semplicemente non esiste. La fluidità dell'azione cala a picco nelle fasi più pompose, in cui l'impegnativa costruzione scenica finisce con il rallentare le animazioni dei personaggi. I modelli, poi, continuano a non impressionarci: l'Unreal Engine qui sostituisce un cell shading che sarebbe stato certamente più gradito. Personaggi come Son Goku, Monkey D. Luffy, Naruto Uzumaki, Gon e compagnia sono nati delle matite di maestri quali Akira Toriyama, Eiichiro Oda, Masashi Kishimoto e via dicendo: grandi icone del fumetto orientale, il cui stile personale riecheggia in ogni tavola delle loro opere, garantendo ad ogni manga una sua unicità. Il motore di Jump Force, invece, finisce con l'omologare eccessivamente le fattezze dei suddetti protagonisti e delle loro nemesi, donandogli un effetto fin troppo "plastico" quasi come se ci trovassimo di fronte a delle action figure. Ed è questo, in fondo, l'intento del picchiaduro di Bandai Namco: un grosso giocattolo celebrativo dei propri franchise più prestigiosi. Un "pupazzone" che, tuttavia, rischia seriamente di arrivare sugli scaffali già difettoso.

    Jump Force L’unione congiunta di Ki, Chakra, Haki, Cosmo, Bankai, Nen e Spiriti non basta da sola per regalare a Jump Force un’aura potentissima: sono troppe, almeno per il momento, le perplessità a livello tecnico e ludico per permetterci di guardare con fiducia la release del picchiaduro di Bandai Namco. Tra un gameplay fin troppo caotico, un frame rate ballerino e un motore grafico che non restituisce la giusta epica visiva ai più grandi eroi di Shonen Jump, la Closed Beta ci ha confermato che il lavoro di Spike Chunsoft potrebbe guardare solo ed esclusivamente all’elemento goliardico, al fan service sfrenato, all’azione “caciarona”, senza tener conto dei principali crismi che dovrebbero regolare un videogioco di combattimento. Stilemi che da Jump Force ci aspettiamo perlomeno in minima parte, soprattutto dopo i risultati soddisfacenti di J-Stars Victory VS+.

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