Jump Force: l'ultima battaglia degli eroi prima della recensione

Le nuove sessioni dell'open beta del picchiaduro di Bandai-Namco ci hanno permesso di testare con mano ancora una volta questo atteso titolo.

Jump Force
Anteprima: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • A pochi giorni dall'arrivo di Jump Force sui nostri scaffali, gli eroi ed i villain nati sulle pagine della rivista Shonen Jump hanno deciso di darsi appuntamento per sgranchirsi un po' le gambe, e riscaldare i muscoli con qualche match di allenamento prima che la grande battaglia per il destino del mondo abbia inizio. Dopo un avvio non proprio esaltante, la beta del picchiaduro di Bandai-Namco ha ingranato la marcia, proponendo server decisamente più stabili ed un matchmaking che, quantomeno nel corso della nostra prova, non ha evidenziato gravi segni di cedimento. In tal modo, abbiamo avuto l'opportunità di testare un'ultima volta questo fighting game in attesa di poterlo valutare nella sua interezza.
    Ad ogni nuovo contatto, il gioco riconferma le perplessità maturate nei nostri precedenti hands on: ci troviamo dinanzi, senza mezzi termini, ad un picchiaduro che sceglie di far leva interamente su un fansevice smodato, curandosi solo in minima parte dell'anima ludica della produzione, che in nome della spettacolarità ad ogni costo sacrifica la raffinatezza del gameplay. Bisogna ammettere, comunque, che Jump Force non ha mai fatto mistero della sua natura, mostrando una chiarezza di intenti fin da subito totalmente cristallina: l'opera del team Spike Chunsoft è infatti un calderone in cui "tutto fa brodo", e che fonda il suo appeal sull'accumulo indiscriminato di lottatori. Se questa scelta si rivelerà sufficientemente valida, nonché coerente con le ambizioni del titolo, potremo scoprirlo a partire dal prossimo 15 febbraio. Nel frattempo, gridiamo in coro...

    ...Jump Force Assemble!

    Il mondo ha subito un'invasione che rischia di spazzare via la realtà come la conosciamo: l'universo di Jump, dove vivono gli eroi e gli antagonisti degli anime e dei manga, è infatti entrato in collisione con il nostro pianeta, creando una sorta di varco dimensionale dal quale fuoriescono tutti i peggiori villain delle serie animate, decisi ovviamente a seminare morte, caos e distruzione.

    Alla guida di questa mandria di cattivoni c'è Kane, un guerriero convinto che tutto ciò che conta sia la pura potenza, da sfruttare per sottomettere i deboli, e non per proteggerli. Con al suo fianco l'avvenente Galena, questo nuovo nemico intende utilizzare un misterioso artefatto, chiamato Libro d'onice, per rimodellare il mondo. Fortuna che il dottor. Glover, come un novello Nick Fury, tramite il potere del cubo di Umbras che infonde enormi poteri negli eletti, ha scelto di allestire una squadra di super guerrieri per fronteggiare l'oscurità.

    Il giocatore, attraverso un avatar appositamente modellato, sarà proprio uno dei lottatori prescelti della Jump Force, il team intenzionato a respingere la minaccia incombente: insieme al robottino Navigator, a Mirai Trunks, a Goku, a Naruto, a Rufy e a tantissimi altri personaggi, l'utente sarà chiamato a battersi con coraggio e convinzione per ripristinare lo status quo ed impedire il completo collasso della Terra. Dai vari Story Trailer del gioco, l'impressione è che la trama segua un po' le orme di Xenoverse, galoppando lungo i sentieri del fanservice e sfruttando il pretesto delle molteplici dimensioni per far incontrare eroi appartenenti a franchise ben distinti tra di loro.

    Di primo acchito il taglio narrativo ci è parso più cupo e serioso rispetto a quello del "fratello maggiore" J-Stars Victory Vs, e sembra fregiarsi di un carico di epicità che, sulla carta, promette una spettacolarizzazione ai massimi livelli: anche se le premesse non sono certo tra le più entusiasmanti, un simile escamotage narrativo ha il solo ed unico scopo di intrattenere i giocatori con la presenza dei volti iconici degli anime. Sarebbe comunque abbastanza ingenuo aspettarsi una sceneggiatura piuttosto originale o rifinita: in attesa di un'eventuale smentita, siamo quasi certi che, al fine di godersi lo storytelling di Jump Force, sia necessario spegnere il cervello ed assistere, senza alcuna pretesa, ad una sorta di gigantesco episodio crossover tra le serie più amate dell'animazione giapponese.

    Infinity War

    Jump Force fa dell'abbondanza la sua arma vincente, annunciando costantemente eroi inediti che rimpolperanno il roster della versione finale. Nella lista fanno parte alcuni dei nomi più risonanti del panorama shonen passato ed attuale: in questa maniera, l'opera di Spike Chunsoft ribadisce la sua volontà di incarnare un sentito omaggio alla "Bibbia degli Otaku", senza preoccuparsi di bilanciare il combat system.

    Jump Force è una festa digitale a porte aperte, dove tutti sono invitati: da Deku di My Hero Academia a Dai di Dragon Quest, passando per Piccolo di Dragon Ball, Jotaro di JoJo e Ryu di City Hunter. Un cast così variegato e diversificato, prevedibilmente, non possiede grosse velleità tecniche ma è saporito quanto basta per attirare una fetta di pubblico più "casual" che - pur non essendo pratico del genere - vuole divertirsi ad impersonare suoi beniamini, scagliando pirotecnici attacchi speciali senza correre il rischio di rompersi un pollice. Peccato solo che questa semplicità si traduca in un gameplay alquanto raffazzonato, che confonde l'immediatezza con la confusione. Gli scontri di Jump Force si svolgono a squadre di 3vs3, in ambienti in buona parte distruttibili: a differenza di FighterZ, però, la barra della vita è comune a tutti i lottatori del team, ed anche cambiando al volo l'eroe selezionato nel bel mezzo del duello, il livello di energia resterà il medesimo. Così facendo, basterà eliminare un solo membro del gruppo per agguantare la vittoria. È chiaramente una scelta di game design volta a snellire la durata delle scazzottate, che dà vita quindi a battaglie incredibilmente fulminee ed accese, proprio come se si trattasse di un passatempo "mordi e fuggi". L'apparente piacevolezza degli incontri viene tuttavia a mancare quando a schermo si manifesta un fortissimo caos, che rende più complessa la lettura della partita.
    L'enorme facilità con cui si inanellano colpi leggeri, assalti pesanti, prese e schivate, d'altro canto, permette praticamente a chiunque di concatenare combo lunghe e dannose, le quali solitamente culminano con un'appariscente finisher move da azionare alla pressione del dorsale destro in contemporanea con uno dei quattro tasti frontali.

    Nella bolgia di esplosioni, particellari, cannoni di Ki e teletrasporti repentini, l'anima chiassosa di Jump Force emerge con prepotenza e, dopo aver saziato parzialmente gli occhi, finisce per indebolire il sapore del puro combattimento. Lo dimostra apertamente l'abusata abilità "Risveglio", disponibile per qualunque lottatore, la quale - una volta azionata - dà vita ad una scenetta d'intermezzo con cui l'eroe di turno palesa il suo potere latente.

    Sia questa skill, sia l'utilizzo delle mosse più distruttive, come la Genkidama, spezzano a più riprese il ritmo del match, che diviene frastagliato e caotico. I moveset zoppicanti, l'effettistica invasiva e la telecamera un po' schizofrenica contribuiscono ad acuire i problemi di un gameplay mosso sì da buone intenzioni, ma incapace di metterle pienamente in atto.

    Pur volendo perdonare il ricorso al button mashing, che in un picchiaduro come Jump Force è parte integrante della sua identità ludica, risulta più difficile chiudere un occhio dinanzi ad alcune ingenuità della costruzione scenica: quella che dovrebbe essere il punto di forza della produzione, si trasforma insomma nel suo difetto più grande. Per fortuna, rispetto alla closed beta di qualche mese fa, a pochi giorni dal lancio Jump Force si presenta con un frame rate maggiormente stabile, meno incline a singhiozzi che azzoppano ulteriormente l'andamento del match. Benché le oscillazioni non manchino lo stesso, soprattutto in concomitanza dell'esecuzione delle mosse più vistose, nell'insieme il risultato ci è sembrato più solido e meno preoccupante.
    Timidi ma avvertibili sono anche i miglioramenti grafici di Jump Force. Ora nell'hub centrale, dove si gironzola con l'avatar personalizzato per comunicare con gli altri giocatori e prendere parte alle missioni online, non abbiamo assistito ai terribili cali di fotogrammi saggiati durante la prima beta: l'esplorazione dell'ambientazione ci è parsa dunque più scorrevole, sebbene permangano movenze ancora molto legnose sia nei salti che nelle corse.

    Persino sul piano estetico, Jump Force continua a non convincerci: le scelte artistiche operate da Spike Chunsoft fanno assomigliare i vari protagonisti a delle action figure modellate con la plastilina, appiattendo il character design e rendendo davvero atroci le animazioni facciali nelle brevissime cutscene che precedono l'inizio dell'incontro.

    Jump Force Senza aumentare le nostre aspettative circa la qualità della produzione, la nuova beta di Jump Force ha avuto quantomeno il merito di farci provare con mano i più recenti lottatori aggiunti al roster, tra cui il potentissimo Kenshiro: anche se veder combattere fianco a fianco eroi come Seiya e Naruto provoca un brivido indubbiamente stimolante, bisogna fare i conti con la realtà dei fatti, ed ammettere che - al netto delle buone idee di partenza - il picchiaduro di Spike Chunsoft si accontenta pigramente di sopravvivere sulle spalle di un semplicistico fanservice. A questo punto, non ci resta che sperare in un'offerta contenutistica straripante, che compensi le evidenti debolezze ludiche, ed in una modalità Storia capace di imbastire una narrazione che sia anche solo lontanamente paragonabile a quella dei capolavori partoriti da Weekly Shonen Jump.

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