Just Cause 4: l'esplosivo ritorno di Rico Rodriguez

A inizio dicembre Rico Rodriguez tornerà in Just Cause 4, nel frattempo vi proponiamo le nostre impressioni dopo un primo contatto con il gioco.

Just Cause 4
Anteprima: Multi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Just Cause lo riconosci subito: chiassoso, esuberante, esplosivo. Un open world studiato principalmente per "fare casino", concedendosi al piacere della distruzione indiscriminata e della libertà integrale. Attraverso i primi tre capitoli la saga sviluppata da Avalanche Studios ha trovato proprio in questa divertita "caciara" il suo marchio distintivo, e Just Cause 4 decide ovviamente di non spostare gli equilibri. La quarta avventura di Rico Rodriguez ripropone quasi inalterata la formula dei precedenti episodi, con delle aggiunte che risultano quantitative piuttosto che strutturali: più armi, più veicoli, più missioni e soprattutto più gadget. Perché se devi far esplodere qualcosa tanto vale farlo esplodere con stile.
    Più che "Bigger & Better", insomma, Just Cause 4 si potrebbe definire "Bigger & Bigger": un titolo che resta fedele fino in fondo alla sua filosofia portante, impegnato ad esagerare quanto più possibile in fatto di opzioni concesse al giocatore. Un approccio che farà sicuramente felici i fan di lungo corso, pronti a sperimentare tutte le funzionalità dell'arsenale di Rico per seminare morte e distruzione sull'isola di Solis. Meno entusiasti potrebbero essere quei giocatori che cercano un open world focalizzato non tanto su numeri e dimensioni, quanto sulla pienezza delle situazioni. Ma in fondo lo sapevamo già: Just Cause, del resto, fa parte di quello che possiamo considerare il filone "arcade" dei titoli a mondo aperto, e assieme al (compianto?) Saints Row ha sempre proposto un'esperienza sempre leggera, ipercinetica e disimpegnata.

    Something Old

    L'avventura di Just Cause 4 si svolge, come dicevamo, sull'isola di Solis: un immenso lembo di terra perduto fra i mari del Sud America. L'obiettivo del nostro eroe sarà quello di scoprire cosa si nasconde dietro il progetto Illapa, un nome abbastanza improbabile che nella mitologia Inca identificava il dio del tuono e della tempesta. Nel caso di Just Cause 4 parliamo invece di un programma per il controllo del tempo atmosferico, che viene illegittimamente testato proprio sugli ignari abitanti dell'isola, sconquassati ad intervalli regolari da cicloni, tempeste di sabbia e trombe d'aria artificiali. Animato dal suo classico spirito rivoluzionario Rico decide di liberare Solis, affrontando a muso duro la Mano Nera, organizzazione paramilitare che tiene in pugno tutta la zona e fra le cui fila milita, stando ad alcune voci non confermate, anche il padre del nostro protagonista.

    Stavolta, insomma, per Rico si tratta di una questione privata, e questo ha determinato anche un parziale cambio nelle tonalità del racconto. Nei precedenti capitoli il nostro eroe era abbastanza chiassoso e sbruffone, impulsivo e con la battuta sempre pronta; in Just Cause 4 Rico resta un eroe del popolo che promuove la rivoluzione a suon di granate, ma la sceneggiatura appare un po' meno leggera e spiritosa. A giudicare dalla qualità delle scene d'intermezzo, sempre molto essenziali e non particolarmente brillanti dal punto di vista registico, il racconto non rappresenta comunque il pilastro portante della produzione, che si concentra invece sul gameplay.
    Le fondamenta ludiche sono quelle di sempre: Just Cause 4 è un open world molto attento alla mobilità e all'immediatezza, che concede al giocatore una grande libertà di movimento. È possibile ovviamente rubare auto, moto ed elicotteri, ma nella maggior parte dei casi sarà meglio sfruttare l'ormai rodata combinazione di rampino, paracadute e tuta alare. Grazie a questi strumenti sarà possibile proiettarsi verso qualsiasi bersaglio, sollevarsi a qualche decina di metri d'altezza dal suolo, e poi planare rapidamente nella direzione desiderata.Generalmente l'obiettivo di Rico resta sempre quello di seminare il caos per le strade di Solis, in modo da indebolire la morsa della Mano Nera e far avanzare il fronte rivoluzionario. Sparsi per l'isola ci sono fabbriche, complessi di detenzione e laboratori, che andranno metodicamente distrutti nella maniera più chiassosa possibile. Di tanto in tanto per destabilizzare il regime militare potremo anche affrontare missioni di cecchinaggio oppure organizzare spettacolari rapimenti delle personalità più in vista dell'organizzazione.

    Strutturalmente parlando il gioco avanza in maniera molto schematica: si porta a termine una missione principale (concentrata sulla distruzione indiscriminata, proprio come le secondarie), e poi ci si dedica a tutte le attività collaterali, non solo per accumulare risorse e potenziamenti, ma anche per mettere in crisi l'esercito nelle varie regioni di cui è composta la mappa. Una volta destabilizzata l'area, sarà possibile "conquistarla" spedendo le truppe di rivoluzionari. Nel corso della nostra prova l'avanzamento si è rivelato piuttosto meccanico, sebbene molto movimentato. In fin dei conti il gameplay è quello di uno sparatutto in terza persona scattante e dinamico, che chiede al giocatore di schizzare da una parte all'altra con il rampino, cambiare armi spesso e volentieri, e focalizzare il fuoco su numerosi bersagli mobili.

    Le situazioni tendono a farsi molto spinose soprattutto per la scarsità di proiettili e l'abbondanza di nemici, quindi capita spesso di scagliarsi contro un avversario per raccogliere la sua arma, svuotarne il caricatore e correre a recuperare un'altra bocca da fuoco. Di tanto in tanto si può prendere possesso di postazioni di fuoco fisse e veicoli militari, divertendosi poi a distruggere, oltre alle fila dell'esercito di regime, anche le basi militari. L'esperienza di shooting, insomma, è ritmata e ben variegata nonostante resti un po' generica, senza particolari guizzi sul fronte del gunplay.

    Something New

    Se avete giocato ai precedenti capitoli della saga, leggendo il paragrafo dedicato al gameplay avrete sicuramente intuito quello che anticipavamo in apertura: ovvero che Just Cause 4 aderisce in maniera integrale al canone del precedente capitolo. C'è qualche miglioramento nella struttura dei menù (più leggibili e meglio organizzati), così come nella gestione dei viaggi rapidi e della richiesta di rifornimenti: entrambe le operazioni richiedono l'utilizzo di uno dei piloti a disposizione di Rico, che poi impiegano qualche minuto per tornare alla base e rendersi nuovamente operativi. Ci sono anche delle missioni di stampo quasi "archeologico", in cui dobbiamo esplorare antiche caverne piene di trappole e marchingegni. Ma in generale non ci si allontana troppo dal solco che Avalanche ha tracciato in precedenza.

    Un piccolo guizzo di originalità arriva dagli effetti atmosferici, o meglio dalle catastrofi ambientali in cui è possibile imbattersi: in ognuno dei quattro biomi disponibili (si va dalla foresta al deserto, passando per steppe erbose e cime innevate) potremo scoprire i frutti del progetto Illapa, e affrontare tormente di neve, tempeste di sabbia e poderosi cicloni. La realizzazione delle trombe d'aria è probabilmente l'aspetto più spettacolare della produzione: la colonna centrale del tornado trascina via auto, lamiere, casse e frammenti metallici, componendo sotto gli occhi del giocatore uno spettacolo che neppure la distruttibilità ambientale riesce a replicare. Con il tifone si può addirittura "giocare", sfruttandone le correnti per farsi trascinare e poi lanciarsi a tutta velocità per la tangente, ma non sappiamo quanto peso abbia questa possibilità nell'economia della produzione.
    Ben più interessante, a livello di gameplay, è invece la possibilità di personalizzare i gadget sparati dal guanto di Rico, a cui possiamo attribuire diversi effetti. Essenzialmente questi oggetti sono dischi metallici che si agganciano ad un bersaglio, e possono avere tre funzionalità: è possibile usarli come propulsori, come ganci retrattili (per attirare due oggetti uno verso l'altro) o come palloni fluttuanti, alla maniera del sistema Fulton di Metal Gear Solid V.

    Non solo tutte queste funzioni possono essere combinate, ma sbloccando i giusti potenziamenti (e per farlo dovrete mettervi di buona lena con le missioni secondarie) sarà possibile anche applicare vari modificatori. Potremo scegliere ad esempio a che altezza far fluttuare i palloni, oppure gestirne in maniera automatica il movimento: pensate di agganciare una cassa esplosiva pronta a seguirvi ovunque andiate, da utilizzare nei momenti di difficoltà. Potremo scegliere l'intensità della spinta del propulsore, oppure fare in modo che gli oggetti attirati dal gancio vengano sparati via in un baleno non appena si toccano. Sarà possibile impostare tre loadout, ma anche decidere come attivare gli effetti, rendendoli automatici oppure innescandoli alla pressione del d-pad.

    Non è facile spiegare (o immaginare) tutti i possibili esiti di queste meccaniche, ma vi basti sapere che nel corso della nostra giornata di prova abbiamo visto soluzioni decisamente... esuberanti. Il team di sviluppo è riuscito ad assemblare un carro armato volante, utilizzando qualche pallone areostatico (reso indistruttibile per l'occasione) ed un paio di propulsori.
    L'idea di Just Cause 4 è insomma quella di lasciare libero sfogo alla fantasia dell'utente, grazie ad un meccanismo di stampo squisitamente sandbox: il giocatore che può piegare le regole, forzarle, sperimentare con la gravità e inventarsi nuovi modi di superare le difficoltà.
    C'è da dire però che le operazioni di preparazione risultano generalmente piuttosto lunghe e articolate, e che il tempo speso nei menù di personalizzazione dei gadget potrebbe scoraggiare i giocatori più impulsivi. Un meccanismo del genere, insomma, non sarà necessariamente alla portata di tutti, e in molti continueranno a preferire un approccio magari meno fantasioso, ma più diretto ed esplosivo.

    Per chiudere il resoconto di questo "primo contatto" con la nuova fatica di Avalanche Studios, qualche considerazione sul comparto tecnico. Anche da questo punto di vista il gioco ha un approccio squisitamente quantitativo: l'isola di Solis è veramente sconfinata, traboccante di basi militari, cittadine e grattacieli, con strutture ovviamente distruttibili. La grandezza del mondo di gioco ed il livello di interattività non permettono ovviamente di concentrarsi sui dettagli, così che i modelli poligonali risultino a tratti "spigolosi", e la qualità delle texture non sia sempre altissima. Buona la realizzazione della vegetazione, sempre efficaci gli effetti speciali, per un colpo d'occhio che complessivamente non riesce a spiccare nel panorama attuale.

    Anche per questioni stilistiche, Just Cause 4 si presenta insomma con una grafica regolare, funzionale ma tutt'altro che magnetica. A livello tecnologico è invece impressionante il motore fisico e la quantità di oggetti che riesce a gestire. La build che abbiamo giocato (su PC) ha dimostrato una discreta stabilità, ma con qualche calo nelle situazioni più concitate, alcuni problemi nella gestione delle ombre ed evidenti fenomeni di pop-up. Vedremo se un mese di ottimizzazione basterà al team per smussare queste piccole storture.

    Just Cause 4 Un free roaming dall'indole esplicitamente distruttiva, un parco giochi per chi ama seminare caos e distruzione su larga scala: questo è sempre stato Just Cause, e questo sarà anche Just Cause 4. Avalanche Studios porta avanti la sua visione a testa bassa, recuperando una formula rodata e - come hanno dimostrato le vendite - commercialmente vincente. In questo nuovo capitolo sarà possibile sbizzarrirsi con i gadget di Rico, modificandone effetti e funzioni per tentare approcci più creativi. Ma in verità il tipo di divertimento che il titolo propone è squisitamente “blastatorio”: bisogna distruggere tutto, nella maniera più spettacolare possibile. Un open world che punta tutto sul numero, sull'estensione e sull'immediatezza, con un'indole arcade che contamina anche le meccaniche di shooting.

    Quanto attendi: Just Cause 4

    Hype
    Hype totali: 46
    74%
    nd