Kao the Kangaroo: un platform 3D ispirato a Crash e Spyro

Scopriamo insieme tutti i dettagli su Kao the Kangaroo, colorato platform che riprende le atmosfere di Crash Bandicoot e Spyro The Dragon.

Kao the Kangaroo: un platform 3D ispirato a Crash e Spyro
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • L'epoca d'oro dei platform 3D è ormai finita ed è per questo che l'arrivo sul mercato di prodotti appartenenti al genere è sempre più raro, soprattutto se consideriamo le produzioni ad alto budget. Di tanto in tanto capita però che qualche team indipendente decida di proporre giochi di questo tipo, magari recuperando vecchie IP come è accaduto di recente a Tate Multimedia. Lo studio polacco infatti ha voluto dare nuova vita a Kao the Kangaroo, a ben diciassette anni dalla pubblicazione dell'ultimo dei quattro capitoli della serie.

    Sebbene il gioco non abbia ancora una data d'uscita ufficiale, il team di sviluppo ci ha permesso di giocarne una versione dimostrativa, non mancando inoltre di fornirci una build completa grazie alla quale abbiamo potuto vivere l'esperienza dall'inizio alla fine. Si tratta di un titolo che gli appassionati di platform 3D dovrebbero tenere d'occhio? Scopriamolo insieme.

    Un mix tra Crash e Spyro

    Sin dal reveal trailer Kao the Kangaroo ci ha dato l'impressione di voler seguire le orme di Crash Bandicoot 4 (per approfondire ecco la recensione di Crash Bandicoot 4 It's About Time), il difficilissimo gioco targato Toys For Bob che in molti hanno apprezzato proprio per l'elevatissimo livello di sfida. Quando però abbiamo provato il titolo di Tate Multimedia, i filmati promozionali si sono rivelati un po' fuorvianti, poiché questo platform tridimensionale è sì ispirato a Crash ma al contempo è un prodotto destinato a un pubblico completamente differente.

    Kao the Kangaroo è infatti un platform pensato per i giocatori più giovani e meno avvezzi a produzioni di questo tipo e propone un unico livello di difficoltà che non può nemmeno lontanamente essere paragonato a quello di Crash Bandicoot 4. Ma non fraintendeteci, poiché tale fattore non è per nulla un motivo per il quale andrebbe saltato a piè pari.

    La storia del gioco ruota intorno a Kao Junior, un piccolo canguro australiano che si trova ad intraprendere un difficile viaggio alla ricerca di due membri della sua famiglia spariti misteriosamente. In suo aiuto non ci sarà solo un koala esperto di arti marziali ma anche un paio di guantoni parlanti e dotati di grandi poteri, che permetteranno al giovane Kao di affrontare anche i nemici più agguerriti.

    L'impostazione di questo platform è quella classica di uno Spyro: ogni ‘mondo' presenta un hub liberamente esplorabile e attraverso il quale si può accedere ai quattro stage (inclusa l'immancabile battaglia col boss). Dal punto di vista del gameplay, invece, Kao the Kangaroo è molto più simile a Crash, poiché il nostro canguro può eseguire un doppio salto, schiantarsi al suolo e scivolare, azione quest'ultima che si è rivelata utile sia per la risoluzione di piccoli enigmi che per sottrarsi agli attacchi dei nemici. Il combattimento è un elemento importante del gioco, sebbene il combat system sia incredibilmente basico e gestibile con soli due tasti. Col primo pulsante possiamo prendere a pugni i nemici e con l'altro, quando un indicatore è sufficientemente carico, è possibile sferrare un colpo in slow motion che manda KO il bersaglio e danneggia chiunque finisca nel suo raggio d'azione. Come tutti gli altri aspetti di questa produzione, i combattimenti sono semplicissimi ma in qualche modo funzionano e rappresentano un buon modo per inframezzare le fasi di platforming.

    Un platform col pilota automatico

    L'unica reale particolarità di Kao a livello di gameplay è forse l'utilizzo di colpi elementali grazie al potere dei guanti, che possono assorbire sfere di vario genere per distruggere o modificare elementi dello scenario al fine di sbloccare passaggi o proseguire nell'avventura. Si tratta di una meccanica che funziona ma che al contempo riusulta eccessivamente semplificata, visto che le sfere sono presenti in abbondanza e non dovrete mai centellinarne l'uso. Avremmo gradito una maggior profondità di questo aspetto del gameplay, magari con la possibilità di utilizzare gli attacchi elementali in combattimenti che invece ci sono sembrati poco vari ed eccessivamente basati sul button mashing.

    Il difetto principale di Kao consiste nella massiccia presenza di bonus che vanno ad ampliare permanentemente il quantitativo di salute del protagonista e che, soprattutto nelle fasi avanzate, rendono l'utilizzo delle schivate praticamente superfluo. Tale discorso purtroppo è estendibile alle boss fight, nel corso delle quali non ci siamo mai sentiti in difficoltà perché capivamo nel giro di qualche istante come mettere in ginocchio il nemico di turno.

    Passando invece alle fasi platform, che neanche a dirlo giocano un ruolo chiave nell'avventura del giovane canguro australiano, ci troviamo di fronte a un prodotto discreto, che non offre particolari guizzi creativi. A parte qualche eccezione infatti i livelli sono piuttosto lineari e alternano fasi di classico platforming ad altre che sono palesemente ispirate a sequenze di Crash Bandicoot, come quelle in cui ci si ritrova a scappare da una creatura o ad arrampicarsi su di una grata (ma con le orecchie).

    Tutte queste situazioni funzionano bene ma crediamo che nessuna di esse potrebbe mai riuscire a mettervi in difficoltà o chiamarvi a ripeterla più volte per recuperare un segreto.

    A tal proposito, ogni stage nasconde una piccola quantità di collezionabili tra i quali spiccano le tre lettere che formano il nome del protagonista. Trovare le lettere K, A e O, non solo vi servirà per completare il gioco al 100% ma sbloccherà anche una serie di skin e copricapi presso i negozi situati in ogni hub.

    Si tratta di uno dei tanti modi per spendere le numerose monete d'oro che raccoglierete in giro per il mondo di gioco, a cui aggiungiamo i già menzionati potenziamenti per la salute visto. Per completezza, citiamo anche una corposa serie di aree segrete sulle quali però non vogliamo svelarvi nulla per evitare di rovinarvi la sorpresa.

    Grafica essenziale ma efficace

    Dal punto di vista tecnico, Kao the Kangaroo riesce a difendersi piuttosto bene. Sia il mondo di gioco che i personaggi che lo popolano non sono particolarmente complessi ma grazie alla loro semplicità, all'uso di colori vividi e a un design che risulta gradevole pur non spiccando per originalità, le immagini a schermo sono sempre piacevoli alla vista, soprattutto per i più piccini.

    Siamo inoltre rimasti piacevolmente sorpresi per la stabilità della build fornitaci dal team di sviluppo, che ci è sembrata essere molto vicina a quella finale. Sorvolando su qualche imperfezione legata alle animazioni o all'interazione con alcuni elementi dello scenario - si pensi ad esempio agli appigli - abbiamo giocato dall'inizio alla fine su PC senza mai riscontrare cali di framerate, freeze o crash improvvisi, prova inconfutabile dell'ottimo lavoro di ottimizzazione svolto dalla piccola software house.

    Kao the Kangaroo Kao the Kangaroo non sarà una pietra miliare dei platform tridimensionali e non vi terrà impegnati per ore per raggiungere il 100%, ma riesce comunque ad intrattenere il giocatore grazie ad un gameplay accessibile, a una grafica colorata e a un mondo accogliente. Insomma, se amate il genere o volete introdurre un videogiocatore più giovane a questo mondo, il titolo Tate Multimedia potrebbe essere perfetto.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel i7-10700
    • RAM: 32GB DDR4
    • GPU: Nvidia GeForce RTX 2080 Super

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