Killer Queen Black: la Regina Assassina arriva su Switch

Dai cabinati da bar a Switch, Killer Queen Black si prepara a portare sull'ibrida di Nintendo un arcade multiplayer di grande successo internazionale.

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  • Durante l'ultimo Direct losangelino, oltre a mostrare i principali tripla A della prossima line-up autunnale, il sempre fresco Reggie Fils-Aime ha tenuto a ribadire quanto Nintendo sia orgogliosa dei molti progetti indie che sono entrati -o che presto entreranno- a far parte del catalogo Switch. A tre di questi, nello specifico, è stato dedicato un angolo di visibilità esclusivo, a significare quanto l'azienda di Kyoto vi riponga fiducia. Di Hollow Knight, aggiunto all'eShop il giorno stesso dello show, stiamo tessendo le lodi da più di un anno a questa parte, mentre di Overcooked! 2, che ha scelto proprio il palco di Nintendo per annunciare la sua release imminente, abbiamo pubblicato un hands-on non più di qualche giorno fa. Il terzo schierato, passato un po' più in sordina, risponde al nome di Killer Queen Black, ed è l'esordio su console di una delle esperienze da "couch gaming" più apprezzate dai frequentatori dei bar e delle sale giochi statunitensi.
    A beneficio di chi non avesse mai sentito parlare dell'originale Killer Queen, specifichiamo che si tratta di un arcade pensato per funzionare su due grossi cabinati dotati di cinque joystick per schermo, dove due squadre da fino a cinque persone ciascuna devono sfidarsi all'interno di un'arena comune per contendersi la vittoria. Sul tipo di competizione proposta torneremo a breve, ma anticipiamo che la nuova edizione "nera" ridurrà il numero massimo di giocatori da dieci a otto -ovviamente quattro per team- e introdurrà un'inedita modalità online. Abbiamo provato Killer Queen Black durante l'evento post-E3 di Nintendo a Milano, giacché il titolo, tra le console da salotto, sarà ospitato esclusivamente da Switch (chi avesse un PC, invece, potrà optare per la versione Steam).

    Di bacche, regine e lumache giganti

    Dicevamo: otto giocatori equamente suddivisi in due team, uno blu e uno giallo. Dei quattro player per squadra, tre impersonano i cosiddetti Lavoratori, degli omuncoli le cui sole abilità di base sono quelle di saltare e di raccogliere delle bacche viola, mentre il quarto veste il ruolo di Regina, che invece sa volare e, soprattutto, infilzare gli avversari con la propria arma, una lancia lunga e appuntita. I sei Lavoratori e le due Regine vengono chiamati a confrontarsi all'interno di un campo di battaglia a inquadratura fissa, strutturato come segue - per lo meno nella demo che abbiamo provato. In alto a destra e a sinistra dello schermo sono rispettivamente posti i rifugi dei due gruppi, ognuno composto di dodici piccole cavità circolari e di tre bozzoli chiusi. Sul lato basso dell'arena, esattamente al centro, sosta invece una grossa lumaca rosa, laddove agli angoli bassi del quadro, parallelamente ai rifugi delle due fazioni, è possibile scorgere due tipici striscioni del traguardo. La parte centrale del setting ospita infine delle piattaforme ove, oltre ai mucchi delle suddette bacche, stazionano degli strani involucri tecnologici entrando nei quali i Lavoratori possono procurarsi un paio d'ali e un'arma, diventando di conseguenza offensivi, o acquisire una velocità di movimento incredibile.
    Capito il contesto, trionfare in Killer Queen Black è pura questione di strategia. Per avere la meglio sugli altri si può infatti optare per una di tre diverse soluzioni, tutte ugualmente vincenti. La prima viene definita Strategia Economica: nel caso in cui i Lavoratori di un team riuscissero a riempire tutte e dodici le cavità della propria base con altrettante bacche, trasportandocele fisicamente o "facendo canestro" dalla distanza, la partita finirebbe seduta stante, premiando la compagine che si è distinta nell'impresa. La seconda strategia è invece Politica, per cui, uccidendo la Regina del colore opposto per tre volte (tre quanti sono i bozzoli custoditi in ogni rifugio, dai quali la sovrana respawna dopo ogni morte), la squadra rimasta orfana sarà immediatamente costretta alla resa.
    C'è infine la strategia "del Lumacone", senza ombra di dubbio la più bizzarra e originale. In pratica ogni Lavoratore può cavalcare la lumaca di cui accennavamo poc'anzi, con l'intento di raggiungere e varcare uno dei due traguardi posti in linea retta rispetto all'animale. Il problema, in questo caso, è che la nostra chiocciolona è per sua stessa natura lentissima, motivo per cui raggiungere il proprio obiettivo potrebbe rivelarsi un vero grattacapo per il povero Lavoratore, al quale basterà una stoccata della Regina avversaria -o di un Lavoratore guerriero del colore opposto- per essere fatto fuori. D'altro canto, avendo precedentemente acquisito il potere dell'ipervelocità, anche la lumaca godrà di uno sprint aggiuntivo. Senza contare che ogni Lavoratore dalla tinta diversa da colui che si trovasse in sella, tentando di avvicinarsi per spodestarlo, verrebbe immediatamente mangiato in un sol boccone dalla viscida bestiaccia.

    Queste e altre micro-meccaniche rendono Killer Queen Black il tipico prodotto da cui, in un contesto di goliardia condivisa, è davvero difficile staccarsi. Soprattutto a ottetto di Joy-Con sfruttato al gran completo, non è raro che l'esperienza sfoci in qualche irresistibile momento di baccano misto a tensione, dato che ottenere la giusta sinergia tra compagni di squadra, durante partite dall'azione così frenetica e multi-approccio, non è affatto cosa da tutti. Oltre a tutte e quattro le modalità pensate dagli sviluppatori per il gioco in locale, siamo molto curiosi di scoprire anche come verranno gestiti i match una volta connessi in rete, che sarà poi l'unico modo, per i giocatori solitari, di confrontarsi con un titolo del genere, evidentemente sviluppato attorno all'esigenza del multiplayer. Anche se, azzardiamo, la produzione rischi di perdere parecchio appeal, mancasse la possibilità di usufruirne spalla contro spalla con gli amici di sempre.

    Killer Queen Black Un po’ platform, un po’ strategico, un po’ party game, Killer Queen Black non sembra avere altra -rispettabilissima- ambizione se non quella di regalare una certa dose di rumorosa competizione a ogni gruppo di giocatori affiatato che si rispetti. Testato nell’arco di qualche partita fugace, il gioco, su Switch, ha saputo dimostrarci perché abbia racimolato così tanti consensi oltreoceano, dove la cultura del coin-op non si è ancora spenta del tutto. Il titolo è atteso sull’ibrida di Nintendo e su PC entro la prossima stagione invernale, periodo sempre perfetto per dare fiducia a passatempi di questo tipo. Ve ne riparleremo a tempo debito.

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