Kind Words per PC: le migliori lettere della nostra vita

Kind World (lo fi chill beats to write to) è un gioco particolare in cui gli utenti sono connessi tramite lettere anonime.

provato Kind Words per PC: le migliori lettere della nostra vita
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  • Ci sono diversi modi di passare l'estate: c'è chi ama stare placidamente steso in riva al mare, a lasciarsi lentamente abbrustolire al sole, chi utilizza le ferie d'agosto per recuperare quel romanzone fantasy che aveva abbandonato per troppo tempo sul proprio comodino, o c'è anche chi passa, senza soluzione di continuità, da un pranzo con i parenti a un barbecue con gli amici, con conseguenti picchi di allegria ma anche di trigliceridi. E poi c'è anche chi, come noi di Everyeye, passa (e sta ancora passando) le proprie giornate estive tra un frinir di cicale e di grilli, a "giocare" a Kind Words. Abbiamo messo tra virgolette il verbo giocare perché, forse, sarebbe stato più corretto utilizzare "vivere, esplorare e sprofondare" in Kind Words, titolo che abbiamo sviscerato prima della sua realase su Steam prevista per il prossimo 13 settembre.

    Scrivimi ancora

    Kind Words è un gioco molto particolare, che però parte da un concetto piuttosto basilare, ovvero mettere in connessione i giocatori tramite lettere che vengono scambiate in completo anonimato. Infatti nostro compito sarà letteralmente, perdonateci il gioco di parole, rispondere alle missive che anonimi giocatori affideranno a un simpatico postino-cerbiatto.

    Il nostro protagonista sarà un ragazzino, raffigurato con un'estetica da cartone animato Pixar, che dalla sua cameretta si metterà in contatto con il mondo intero in un gioco di comunicazione dai tratti intimisti e fortemente immersivo.

    Già, perché in un mondo come quello videoludico, nel quale si è ormai abituati a dover "mostrare i muscoli" in ogni situazione, ritrovare la genuina emozione di ricevere una lettera da uno sconosciuto, con tanto di sticker personalizzabili (che incarneranno il ruolo di "collezionabili" all'interno del gioco), rappresenta qualcosa di prezioso.

    Anche perché, a una settimana dall'inizio della nostra corrispondenza virtuale, possiamo dire che il livello della discussione, così come la profondità tematica delle missive, è spesso qualcosa di sbalorditivo. Nonostante, com'è giusto che sia, all'inizio del gioco il simpatico cerbiatto-postino ci ricordi di non comunicare dati sensibili e di considerare sempre la natura "giocosa" del titolo, possiamo confermarvi che Kind Words diventa spesso il teatro di conversazioni incredibilmente cariche di emozioni.

    Elaborazione del lutto, gestione delle proprie ansie, tentativi di superare un periodo di depressione cronica, disagio sul posto del lavoro, mancanza di relazioni sociali, disturbi della personalità o dell'alimentazione fino ad arrivare alla descrizione di situazioni talmente disagevoli che, quando le abbiamo lette, abbiamo davvero sofferto per l'utente che ce le aveva raccontate.

    Cullati dalle inedite tracce chill out del compositore Clark Aboud in sottofondo, Kind Words spinge immediatamente il giocatore a trattare il titolo non solo molto seriamente, ma anche ad aprirsi in modo del tutto inedito, come del resto capita spesso di fronte a degli sconosciuti.

    Ed ecco allora che, una delle prime lettere a cui ci siamo trovati a rispondere raccontava della difficile gestione di un rapporto con il proprio nonno paterno, l'ultimo rimasto in vita, al quale l'alzheimer stava lentamente strappando ricordi grandi e piccoli, compresi quelli condivisi con il proprio nipote che, disperato, scriveva nella lettera: "Sono molto spaventato nel vedere mio nonno, giorno dopo giorno, spegnersi come una lucciola che, nel buio, non trova la via di casa. Forse non è neppure dispiacere, ma si tratta di un terribile senso di colpa causato dal non poter fare niente".

    Ecco, forse adesso avete capito meglio il peso specifico di un titolo del genere che, senza effetti speciali o nemici da sconfiggere, punta tutto sull'umanità, cercando di stabilire una vera connessione tra i giocatori.

    Un romanzo epistolare videoludico

    Nel nostro vagabondaggio tra le lettere di Kind Words, non abbiamo fare a meno di tornare con la mente ai grandi romanzi epistolari, come il celeberrimo I dolori del giovane Werther di Goethe e, più nello specifico, ad una delle frasi più importanti del libro: "Non vi è al mondo gioia pura e calda come quella di vedere una grande anima che si apre a noi". E di "grandi anime" in Kind Words ne abbiamo incontrate molte, anche quando noi stessi abbiamo provato ad affidare i nostri pensieri al gioco.

    La sensazione di avere a che fare con un contesto così sfaccettato, così reattivo ai temi più difficili, ci ha naturalmente portato a trattare nella nostra corrispondenza argomenti importanti. Ad esempio uno dei primi interrogativi che abbiamo affidato al mondo di Kind Words è stato quello sul senso di mettere al mondo dei figli, in un mondo scosso dalla più grave crisi climatica di sempre, minacciato da conflitti più o meno sopiti, e in mano a governanti che non sembrano affatto all'altezza delle problemi che sono chiamati a gestire.

    Bene, non avete idea del livello delle risposte che abbiamo ricevuto: assolutamente sbalorditivo. Nessuno ha preso sottogamba la nostra domanda o ci ha accusato di voler rendere troppo serioso quello che è, in fondo, un videogioco. Tutto il contrario, in effetti.

    "Sì ci penso spesso e ne sono terrorizzato - ci ha scritto un amico di penna - Eppure, nonostante ciò, mi sono creato una famiglia e ora so che ho qualcosa per cui combattere, per cui cercare di costruire un mondo migliore. Forse vedo le cose da una prospettiva troppo ridotta ma ti assicuro, caro sconosciuto, che mi dona una forza immensa".

    L'anonimo ha poi terminato la sua lettera citando, pensate un po', una massima di Kierkegaard: "Se fai figli rimpiangerai di averli fatti, se non fai figli rimpiangerai di non averli fatti". Ma è forse una delle nostre ultime lettere quella che, più di ogni altra, ci ha spinti a un passo dalla commozione.

    Ad un certo punto, infatti, abbiamo voluto chiedere in maniera piuttosto diretta: "Avete mai trovato conforto nell'arte, che si tratti di cinema, letteratura, musica o gaming, in un periodo particolarmente difficile della vostra vita?".

    Una delle prime risposte che abbiamo ricevuto è stata la seguente: "Dopo che mio padre è morto mi sono rimesso a giocare, dopo anni, a D&D. Non so e non posso dire se ritornare a fare il dungeon master mi abbia o meno aiutato, o se sia stato importante nel mio percorso di superamento/accettazione del lutto, ma quello che so è che oggi sto meglio".

    A questo punto è probabile che abbiate compreso quanto sia prezioso un titolo come Kind Words, che ci riporta alla mente il mondo di Her, il bellissimo film di Spike Jonze con protagonista Joaquin Phoenix e Scarlett Johansson.

    Nel film Phoenix interpreta un giovane uomo che per lavoro si occupa, guarda caso, di realizzare lettere su misura per gli altri, pur vivendo un'esistenza piuttosto arida in fatto di relazioni interpersonali, tanto da finire per interfacciarsi con una specie di "Alexa 2.0" interpretata dalla suadente voce di Scarlett Johansonn. A un certo punto è la stessa Samantha/Johansonn dice a Theodore/Phoenix: "Nessuno di noi è uguale ad un attimo fa, e non dovremmo cercare di esserlo perché è troppo doloroso".

    Ed è proprio così. Se giocherete a Kind Words come abbiamo fatto noi, ve lo diciamo molto chiaramente, incontrerete non soltanto tantissime storie, spesso legate a decisioni prese nel passato con conseguenze ancora bene attive nel presente e nel futuro, ma anche e soprattutto tantissimo dolore, che le persone esterneranno in maniera del tutto naturale, complice l'anonimato offerto dal titolo.

    Eppure non è un gioco triste Kind Words, tutt'altro, semmai è un titolo che spinge all'empatia, perché è proprio questa connessione tra vite a rappresentarne cuore.

    Così ci abbiamo preso la mano e adesso, praticamente ogni notte prima di andare a dormire, ci ritroviamo ad avviare Kind Words per vedere chi ha risposto alle nostra domanda "Se un'artista che seguite e amate commette qualcosa di negativo continuerete ad amarlo o la vostra opinione cambierà?", o per leggere missive altrui come "Ho venticinque anni e sono stato bocciato per due volte di seguito a un'importante esame: ora temo di non riuscire a fare nulla nella vita e non ho neppure la forza al mattino di alzarmi nel letto".

    Certo il timore di ergersi a "psicologi della domenica" c'è, ma in realtà a scongiurare questa paura c'è il fatto che nel piccolo cosmo di Kind Words vige un rispetto profondo da parte di tutti gli utenti, che sanno di essere immersi in un gioco e quindi lo prendono sì sul serio, ma mantenendosi alla giusta distanza.

    Ora scusateci ma si è fatta di nuovo sera e dobbiamo proprio rispondere ad una lettera che ci è stata appena consegnata dal nostro fidato postino-cerbiatto: saranno i colori pastello della nostra stanza, la musica dolce che si espande fuori dalla finestra o il canto dei grilli in lontananza, ma ci è venuta una gran voglia di rileggerci un romanzo di Goethe e di comprarci una camicia color corallo, proprio come quella del protagonista di Her. Anche questo è Kind Words, no?

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