King Arthur Knight's Tale, la caccia a Re Artù ha inizio!

Abbiamo trascorso qualche ora in compagnia del nuovo strategico RPG di NeocoreGames, che reinterpreta il mito dei cavalieri medievali della Tavola Rotonda.

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Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Immaginate la leggenda arturiana reinterpretata in chiave gotica, inscenata in combattimenti strategici a turni con visuale isometrica e imperniata su di una struttura rpg che strizza l'occhio ad un accenno di gestionale: ecco precisamente King Arthur Knight's Tale. Si tratta dell'ultimo progetto del team ungherese NeocoreGames, che qualcuno certamente ricorderà per le trasposizioni videoludiche della saga di Van Helsing o per il sandbox Inquisitor Martyr di Warhammer 40,000. Ebbene, dopo il supporto di una campagna kickstarter andata ben oltre l'obiettivo auspicato, i lavori sono a buon punto, e la produzione si appresta ad arrivare sul mercato - sia su PC che su console di nuova generazione - nella prima finestra di questo 2021. Abbiamo avuto modo di toccare con mano il titolo, affrontando le prime due missioni della corposa modalità campagna, e siamo pronti come sempre a darvi le nostre impressioni preliminari.

    Un nuovo, oscuro mondo

    Knight's Tale sovverte, nelle premesse narrative, la concezione classica del mito arturiano. L'immagine positiva e cavalleresca del condottiero britannico lascia spazio, in questa rilettura di Neocore, ad un Artù oscuro, tiranno, rinato dalle ceneri del leggendario scontro con la sua nemesi, Sir Mordred. Proprio quest'ultimo sarà primo protagonista della nostra avventura, alter-ego di un viaggio tra le rovine dark-fantasy dell'isola di Avalon, tra le spire di un mondo tenebroso.

    Lungo il tragitto Mordred riunirà i vari cavalieri sotto l'egida della medesima missione, trovando preziosi alleati su di una scacchiera di combattimento impervia e spesso densa di nemici. Le circa 3 ore di questa prova sono state ampiamente sufficienti a palesare la vena hardcore della produzione, apertamente annunciata. Senza la giusta dose di conoscenza e tatticismo, infatti, il rischio di perdere unità in battaglia è considerevole, soprattutto per via del numero di avversari. La formula di gioco di Knight's Tale ricorda chiaramente quella di XCOM di Firaxis, come avrete già letto nella nostra precedente anteprima di King Arthur Knight's Tale. Ingaggiato un avversario, si apre la scacchiera a schermo che forma il terreno di scontro. A scandire l'azione troviamo i canonici turni ed i Punti Azione, preziosi per muovere le unità, attaccare o difendere una specifica porzione con un atto automatico in caso di avvicinamento del nemico. Un fattore determinante per gli equilibri delle fasi di scontro è rappresentato dall'orientamento spaziale delle unità. Se attaccate un cavaliere con scudo frontalmente, il danno inferto sarà minore, e in alcuni casi persino irrisorio o azzerato.

    Colpendo l'avversario alle spalle, invece, si ottiene un bonus prezioso, ma aggirando la prima linea si corre il rischio di esporre a propria volta le retrovie. La perdita di un eroe sul campo di battaglia sarà definitiva, per cui sono sempre richieste al giocatore attenzione e pianificazione, anche negli scontri apparentemente più leggeri.

    Cuore da vero GDR

    La struttura strategica dei combattimenti non inventa molte soluzioni innovative, riuscendo comunque a bilanciare divertimento e sfia in una maniera che ci è parsa fin da subito efficace. L'essenza ludica, tuttavia, ripesca dal panorama ruolistico le caratteristiche, ad esempio, del character building, dando vita ad un connubio che in certi frangenti restituisce una chiara sensazione di originalità.

    Ciascun eroe, a partire da Mordred, dispone infatti di un ventaglio di parametri e abilità che può essere perfezionato avanzando di livello. Ciascuno di questi talenti offre azioni attive e bonus passivi differenti, più o meno utili in battaglia, e che si accompagnano ad una selezione di equipaggiamenti che non possiamo giudicare al momento, data l'esiguità della nostra prova. Il loot, comunque, si preannuncia una componente importante nell'economia della produzione, e le mappe che abbiamo esplorato in queste prime due missioni ci hanno mostrato forzieri e oggetti da recuperare fra i resti del nemico.

    Ecco, ci auguriamo che il volume delle aree si apra maggiormente col progredire della campagna, che dovrebbe durare tra le 20 e le 25 ore e presentare un buon numero di punti d'interesse, circa 50. Per il momento, purtroppo, i cupi ambienti di gioco ci sono parsi fin troppo lineari e spogli.

    Oltre ad un sistema capillare e che pare sufficientemente vario nella gestione di ciascun combattente, King Arthur: Knight's Tale offre anche la possibilità di rapportarsi con una componente gestionale che si lega ad un albero della moralità. Al termine della prima missione, ad esempio, abbiamo conquistato il relitto della città di Camelot. La decisione di sederci sul trono o restituirlo al nostro committente, la Fanciulla del Lago, spetta soltanto a noi.

    Determinate scelte, come quella che vi abbiamo appena descritto, determinano l'influenza di Mordred come Tiranno o Eroe, consentendo in aggiunta l'accesso a bonus specifici per ciascuno dei percorsi. Abbiamo scorto una chart relativa anche alla Fede, della quale purtroppo non possiamo fornirvi alcuna informazione al momento, così come non possiamo spenderci in merito all'efficacia sulla lunga distanza di questi sistemi di diversificazione morale. Potrebbero avere un impatto significativo sulla narrativa, aprendo un ventaglio di bivi anche radicalmente opposti, oppure rimanere più utili per la semplice istanza ludica legata ai bonus e mostrare un effetto più contenuto sulla vicenda.

    La curiosità si alimenta anche al cospetto dei toni foschi del setting, nonché delle ambientazioni ricche di architettura gotica: dettagli sorprendentemente ben curati in un comparto tecnico-artistico che pare nel complesso difendersi egregiamente, soprattutto se commisurato al modesto retaggio produttivo dell'operazione.

    Ultime informazioni, non certo per importanza, riguardano le conferme sul fronte contenutistico. Il team ci ha tenuto a comunicare che King Arthur: Knight's Tale disporrà di una componente PVP, di un roster di circa 30 eroi di 6 classi differenti e ben 7 tipologie di fazioni nemiche, con oltre 50 tipi diversi di unità.

    Ci sembra un'offerta di tutto rispetto che, se riuscirà a preservare le qualità del battle system assecondando un ritmo di progressione ben a fuoco, potrebbe portare questo titolo a rivelarsi una fra le più inaspettate sorprese dell'anno.

    King Arthur: Knight's Tale King Arthur: Knight’s Tale ha lasciato tendenzialmente delle buone impressioni al suo primo passaggio fra le mani dei giocatori. L’ibridazione tra il tatticismo degli scontri strategici e l’impianto GDR sembrano funzionare, in congiunzione con una rilettura in chiave dark-fantasy del mito arturiano altrettanto intrigante sotto il profilo del design. I dubbi sono legati alla costruzione delle mappe nella fasi di transizione, lineari, poco interattive ed elaborate, nonché ad un impianto narrativo connesso a morality chart e scelte multiple di dialogo tutto da scoprire. Una cosa è certa: se siete amanti degli scontri a turni e delle cupe atmosfere del fantasy decadente, questo è senz’altro un progetto che vi consigliamo di appuntarvi e di tenere d’occhio con attenzione.

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