Kingdom Hearts Dark Road: le origini di Xehanort in un nuovo gioco mobile

Square-Enix esplora le origini del Cercatore dell'Oscurità in un capitolo mobile sul solco di Union X: ne avevamo davvero bisogno?

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  • La saga del Dark Seeker è giunta a conclusione, ma l'intreccio narrativo di Kingdom Hearts è ben lungi dal suo vero e proprio epilogo. Lo sguardo di Tetsuya Nomura sembra già rivolto verso un nuovo arco narrativo, eppure ci sono delle storie passate che il game designer nipponico desidera ancora raccontarci. Tra queste ci sono le origini di Xehanort, in larga parte sconosciute anche per i fan più sfegatati della serie Square-Enix. A porre rimedio arriva Kingdom Hearts Dark Road, un nuovo mobile game sulla scia dei popolarissimi Unchained X e Union X. La genesi del controverso villain di Kingdom Hearts è pronta per essere esplorata sotto una nuova luce: vediamo insieme di che cosa si tratta.

    La strada oscura

    Del vecchio compagno di Maestro Eraqus conoscevamo quasi esclusivamente i trascorsi da villain, con qualche piccola novità narrativa che soltanto il terzo capitolo della saga ci aveva svelato. Abbiamo scoperto, ad esempio, che Xehanort ha studiato i segreti del Keyblade presso la dimora di tutti i più grandi maestri della storia: Scala ad Caelum, un luogo che sembra ancora celare moltissimi segreti persino nella timeline in cui si svolgono le avventure dei nostri amati Guardiani della Luce.

    Ignoravamo, però, i retroscena che portarono il giovane antagonista ad imboccare definitivamente la "strada oscura", e in tal senso Dark Road cerca di svelare pian piano ai giocatori un racconto che sembra costellato di notevoli colpi di scena.

    L'intro di Dark Road ci porta a rivivere una sequenza diventata ormai topica per tutti i cultori della serie: Xehanort, un giovane abitante delle Isole del Destino, guarda l'orizzonte bramando avventure e conoscenze, consapevole che oltre quei lidi si nasconde una pletora di mondi tutti da esplorare. Tutto cambia quando il protagonista viene avvicinato da un'ombra sinistra: l'uomo senza volto non è altri che una versione futura di Xehanort, giunta in quell'epoca per svelare al Cercatore dell'Oscurità i misteri sul suo destino. Lasciandosi indietro la sua vecchia vita, il nostro attraversa un portale e si risveglia a Scala ad Caelum.

    Qui, dopo aver fatto amicizia con Eraqus, Xehanort decide di intraprendere la via del Keyblade, studiando presso un anziano maestro per apprendere tutto sul cuore, sui mondi e ovviamente sul misterioso Kingdom Hearts. L'ordito di base di Dark Road, insomma, potrebbe non fornire nulla di nuovo agli utenti più navigati della saga, ma in tal senso il team di sviluppo introduce sin da subito una serie di personaggi inediti che potrebbero ben presto rimescolare le carte in tavola.

    Grazie al nuovo mobile game di Square-Enix abbiamo potuto fare la conoscenza di Maestro Odin, l'erudito che insegnò a Xehanort ed Eraqus tutti i segreti del Keyblade. I due ragazzi, inoltre, studiarono insieme ad un altro gruppo di apprendisti: Hermod, Bragi, Urd, Vor e il misterioso Baldr. È interessante notare come i nomi di questi nuovi guerrieri affondino le proprie radici nella lingua norrena, e in tal senso siamo davvero curiosi di approfondire quanto prima le influenze e i motivi che hanno spinto Tetsuya Nomura ad ispirarsi ad una precisa cultura dell'antichità. In ogni caso, alla scolaresca viene chiesto di ispezionare i vari Regni Disney per acquisire esperienza e informazioni, ed è da questo momento che inizia a tutti gli effetti il viaggio del giovane Xehanort.

    Union Cross 2.0

    Dal punto di vista narrativo, purtroppo, non possiamo esprimere un giudizio pienamente esaustivo su Kingdom Hearts Dark Road. Questo perché il mobile game prende la forma di un games as service a tutti gli effetti, con la campagna principale che proseguirà man mano attraverso episodi distribuiti nel tempo attraverso aggiornamenti gratuiti.

    Per adesso, quindi, abbiamo potuto seguire il protagonista solo attraverso i suoi primi passi che lo condurranno ad acquisire il simbolo di Maestria, con un ristretto numero di mondi targati DIsney e Square-Enix: oltre alle Isole del Destino e a Scala ad Caelum, gli unici regni disponibili in questa prima tranche di Dark Road sono Agrabah e Il Paese delle Meraviglie. Non possediamo ancora tutti gli elementi necessari, insomma, per valutare il disegno narrativo che Tetsuya Nomura ha pianificato per narrare le origini del suo affascinante antagonista. D'altro canto, queste prime ore in compagnia di Kingdom Hearts Dark Road ci hanno fornito un assaggio decisamente corposo dell'impasto ludico della produzione, e in tal senso non ci riteniamo granché soddisfatti. Va anzitutto specificato che Dark Road, pur rappresentando a tutti gli effetti un capitolo quasi a sé stante da considerarsi come prequel di Birth by Sleep, in realtà assume l'aspetto di una specie di espansione del più celebre Union Cross. I due giochi, infatti, condividono addirittura l'app per smartphone e tablet, e potrete scegliere quale delle due avventure avviare attraverso il menù di apertura di KHUx.

    Com'era lecito aspettarsi, insomma, la formula ludica di Dark Road riprende in toto quella di Union Cross: caratterizzato da un'estetica in stile chibi e da scenari graficamente semplici, il titolo è un susseguirsi di battaglie in cui avvalersi di attacchi tramite la pressione in determinati punti del display. Al termine degli scontri, sbloccheremo alcune cinematiche che scandiscono l'avanzare del racconto. Ci sono, tuttavia, delle novità che alleggeriscono l'esperienza rispetto a Union Cross, che per molti utenti rimane tuttora un contenuto complesso e dispersivo in termini di quantità delle quest e di struttura della campagna.

    Kingdom HeartsDark Road si è rivelato un gioco molto più "story driven" in rapporto ai suoi predecessori per il mercato mobile, poiché l'incedere delle cutscene è molto più serrato e denso di vicende importanti. Il sistema delle quest è stato abbastanza semplificato, ma a nostro parere il titolo presta il fianco al solito problema di fondo: una ripetitività che ben presto diventa noiosa e a tratti persino frustrante, poiché soprattutto nelle fasi iniziali dell'avventura sarà necessario dedicarsi ad una massiccia dose di grinding per proseguire nelle story mission.

    Per sbloccare nuovi contenuti relativi al primo episodio della campagna, d'altronde, sarà necessario portare a termine una serie di battaglie di stampo arcade in cui Xehanort e i suoi compagni dovranno affrontare orde di Heartless a ripetizione. Finché non si entra in possesso di abilità specifiche e in grado di fare realmente la differenza negli scontri, tuttavia, nelle prime fasi dell'avventura abbiamo incontrato non poche difficoltà.

    Inoltre, diversamente da Union Cross, Dark Road abbandona il sistema delle medaglie e introduce un combat system basato sulla gestione delle carte, in cui a ciascuna componente del proprio mazzo è dedicata una specifica azione d'attacco. Ogni deck è ovviamente limitato e soltanto dedicandosi alla progressione spasmodica del protagonista (ben oltre i tempi della storia principale) riuscirete a costruire un assetto di carte davvero competitivo.

    Durante le battaglie vi verrà chiesto di selezionare un trio di carte con cui comporre un attacco: queste ultime sono suddivise anche in colori, e abbinando un tris di card cromaticamente affini potrete attivare piccoli bonus d'attacco per infliggere danni maggiori ai nemici. Alla lunga, eccezion fatta per alcune card speciali e per delle "Super" di gruppo piuttosto spettacolari, il gameplay si dimostra fin troppo privo di varietà, incapace di replicare le sfide competitive e gestionali imposte dall'ottimo sistema delle carte introdotto anni fa in Kingdom Hearts:Chain of Memories.

    Ad aggravare il tutto, infine, ci pensa l'insufficiente gestione del party: ogni missione richiede l'utilizzo di un gruppo composto da tre guerrieri, ma Xehanort è l'unico personaggio controllabile dal giocatore, mentre Eraqus è incluso di default ed è guidato dall'intelligenza artificiale. Il terzo membro può essere selezionato a scelta tra i compagni di classe dei due protagonisti, ma anche in questo caso la sua gestione è affidata interamente all'IA. Controllare anche gli altri apprendisti del keyblade, contaminando il card system con un classico combattimento a turni, avrebbe forse donato all'esperienza una maggiore versatilità.

    Kingdom Hearts Dark Road Questo primo contatto con Kingdom Hearts Dark Road ci pone in bilico tra delusione e aspettativa. L'idea di aver abbandonato una struttura ludica fin troppo complessa in favore di un approccio più story driven ci incuriosisce in vista dei prossimi episodi della campagna, ma al tempo stesso non possiamo negare che le innovazioni ludiche del titolo ci hanno lasciato abbastanza indifferenti. Le potenzialità narrative che si celano nel misterioso passato della saga di Tetsuya Nomura, incluse quelle di Unchained X e Union X e ovviamente le vicende di Dark Road, ci sembrano francamente sprecate per un progetto mobile di tale caratura. In attesa di scoprire gli sviluppi delle prossime avventure dei Guardiani della Luce, il racconto sulle origini di Xehanort potrebbe rappresentare un passatempo intrigante per i fan della serie, a patto però di masticare un buon inglese, visto che anche Dark Road non è localizzato in italiano. Il tutto nella speranza che, prima o poi, il sensei Nomura ci doni un remake per console di nuova generazione dedicato alla leggendaria Guerra del Keyblade.

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