Knockout City: botte da orbi e pallonate in faccia

Il nuovo titolo di Velan Studios propone una formula ludica divertente e piacevolmente arcade, per scontri multiplayer all'ultima pallonata.

provato Knockout City: botte da orbi e pallonate in faccia
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Emerso dalle fucine creative dell'etichetta EA Originals, l'appena annunciato Knockout City è per molti versi una sentita lettera d'amore agli sportivi arcade di una volta: un genere sempre meno frequentato, che negli anni ‘90 ci ha regalato perle del calibro di Windjammers, Soccer Brawl e Super Dodgeball.

    Proprio quest'ultima disciplina, evoluzione agonistica della classica "palla prigioniera", rappresenta la principale fonte d'ispirazione per i brutali scontri multiplayer al centro del titolo di Velan Studios, in arrivo il 21 maggio su PC, PS4, Xbox One, Nintendo Switch, PS5 e Xbox Series X|S (con tanto di supporto a cross-play e cross-progression). Di recente abbiamo avuto modo di provare con mano il titolo, testando in anteprima i contenuti dell'open beta in arrivo su Origin nel corso del prossimo weekend. Sì, ci siamo divertiti più del previsto.

    Schiva, piegati, evita, tuffati e schiva

    Nei panni di un professionista del "dodgebrawl", lo sport più in voga tra le strade di Knockout City, saremo dunque chiamati a scambiarci pallonate in location piene di pericoli e opportunità tattiche, in un continuo susseguirsi di lanci, schivate, e moti d'infamia cooperativa.

    Nessuna premessa pseudonarrativa, nessuna ragione particolare per lanciarci nella mischia: solo gameplay e divertimento. A tal proposito, gli sviluppatori di Velan hanno messo a punto una formula di gioco tanto immediata e accessibile quanto insospettabilmente sfaccettata, soprattutto in virtù delle dinamiche cooperative che rappresentano il cuore pulsante della produzione. Per portare la nostra squadra alla vittoria non dovremo far altro che eliminare quanti più avversari possibile, colpendoli con i palloni raccolti in giro per le arene o intercettati dagli altri contendenti. Un sistema di "lock on" automatico semplice ma efficace ci permetterà di agganciare i bersagli a portata di colpo, lasciandoci il tempo di decidere quando effettuare il lancio premendo il grilletto destro. Sì, perché in Knockout City l'importante non è scagliare per primi la palla, ma farlo nel momento migliore, scegliendo con attenzione posizionamento e tecniche di tiro per prendere alla sprovvista i rivali, senza temere di giocare sporco.

    I tasti frontali B (Cerchio) e Y (Triangolo) ci permetteranno di effettuare rispettivamente una piroetta e un salto mortale, al termine dei quali potremo (premendo il grilletto col giusto tempismo) eseguire tiri ad effetto particolarmente insidiosi, utili per aggirare gli ostacoli sul campo e sorprendere gli avversari. Mantenendo la pressione sul grilletto, saremo inoltre in grado di caricare il colpo per incrementare la velocità della sfera, sacrificando però la velocità di movimento del personaggio.

    Anche passare la palla a un compagno (con il dorsale sinistro) aumenterà la rapidità del nostro tiro successivo, e potremo addirittura appallottolarci per offrire a uno degli alleati la possibilità di usare il nostro corpo per mettere immediatamente ko uno o più avversari. Se in genere servono infatti due colpi "regolari" per mandare a gambe all'aria un giocatore, utilizzando una "palla umana" ci basterà una singola, letale bordata.

    Effettuando un colpo caricato con un alleato tra le mani, attiveremo inoltre una sorta di "ultimate" esplosiva: dopo il tiro il controllo tornerà al giocatore lanciato che, osservando l'arena dall'alto, avrà qualche secondo per decidere la zona d'impatto, entro il raggio d'azione - opportunamente limitato - della tecnica. Una volta toccato terra, innescheremo così un devastante effetto ad area che eliminerà istantaneamente tutti i contendenti nelle immediate vicinanze.

    Per quanto spettacolare, questa meccanica tende un po' ad intaccare gli equilibri del gameplay, a maggior ragione considerando che il bombardamento non può essere intercettato ed è piuttosto difficile da schivare. L'arsenale tattico dei "dodgebrawler" comprende anche una finta (eseguibile premendo lo stick destro) che può essere utilizzata per ingannare il bersaglio, in modo da spingerlo ad eseguire un blocco a vuoto e guadagnare così una preziosa finestra d'opportunità.

    Parlando di tecniche difensive, i giocatori possono afferrare al volo palloni e rivali appallottolati premendo con il giusto tempismo il grilletto sinistro, anche sfruttando le indicazioni offerte da un'interfaccia utente intuitiva ed efficace. Le sfere così recuperate potranno essere scagliate a una velocità maggiorata (il bonus dipende anche dalla tempestività del blocco), che aumenterà ulteriormente a ogni nuovo rimpallo, rendendo sempre più difficile la difesa. Ogni contendente può inoltre contare su una rapida schivata, che può essere utilizzata anche per deviare una bordata in arrivo o speronare gli altri giocatori, in modo da fargli cadere la palla e spingerli via. Una meccanica, quest'ultima, che aggiunge al gameplay un'intrigante sfumatura da brawler.

    Il design delle arene è infatti strutturato per offrire agli utenti diverse opportunità per costringere gli avversari a un mortale salto nel vuoto, e ospita inoltre vari pericoli ambientali (come sfere demolitrici o auto in corsa) in grado di stordirli temporaneamente, facilitandone l'eliminazione.

    Più in generale, la composizione dei campi di battaglia (la build provata ne includeva tre) ci è parsa ben congegnata, anche se la gestione degli spazi tende talvolta a generare mischie un po' troppo caotiche, che possono ridurre al minimo l'importanza dell'elemento tattico. Nella gran parte dei casi, però, la disposizione di ostacoli, aree sopraelevate e traiettorie si dimostra efficace, e si accorda bene con un sistema di movimento semplice ma funzionale, che permette di muoversi agilmente tra le diverse "zone calde" anche utilizzando un pratico aliante (attivabile premendo due volte il tasto del salto), particolarmente utile per sottrarsi a una caduta fatale.

    Pallonate in tutte le salse

    Nel complesso, quindi, le ore passate sui campi di battaglia di Knockout City ci hanno convito circa il buon potenziale della particolare ricetta ludica di Velan Studios, alla base di un gameplay frenetico, intenso, e con un discreto equilibrio tra accessibilità e profondità. Come anticipato, inoltre, l'insieme delle dinamiche di gioco offre terreno fertile per un gran numero di sinergie di squadra, in grado di cambiare in maniera netta gli equilibri di ogni partita.

    Resta però da valutare la tenuta a lungo termine della formula messa a punto dallo sviluppatore newyorkese, che dovrà fare il possibile per offrire al pubblico un buon assortimento di modalità, e amplificare così la varietà complessiva dell'esperienza.

    La build che abbiamo provato (la stessa della prossima open beta) ne includeva tre: Team KO, Diamond Dash e Ball-up Brawl. La prima non è altro che la versione di Knockout City di un classico deathmatch a squadre, dove due team da tre giocatori sono chiamate a fronteggiarsi nel tentativo di raggiungere il più rapidamente possibile il traguardo delle 10 eliminazioni. Diamond Dash è invece una rielaborazione dei deathmatch "a uccisione confermata", e richiede ai contendenti di accumulare i diamanti lasciati a terra dai giocatori sconfitti fino a raggiungere la quota richiesta per la vittoria (30 diamanti).

    Va da sé che raccogliendo le gemme generate dagli alleati potremo ostacolare l'ascesa dell'altra squadra, riducendo un possibile vantaggio. Ball-up Brawl è l'unica modalità 4 contro 4, e per un motivo ben preciso: in questi match non avremo a disposizione alcuna sfera, e pertanto potremo utilizzare esclusivamente i compagni appallottolati per raggiungere il traguardo delle 15 eliminazioni. In Team KO e Diamond Dash è poi presente un'ulteriore variabile casuale, legata alle sfere speciali disponibili sul campo di scontro, ognuna in grado di generare effetti unici.

    Usando una palla "gabbia", ad esempio, potremo intrappolare l'avversario colpito, per poi scagliarlo contro i suoi compagni o oltre i confini della mappa, mentre impugnando una sfera esplosiva avremo la possibilità di danneggiare più giocatori con un singolo tiro, a patto di lanciarla prima che il timer raggiunga lo zero.

    Al di là delle possibili variazioni sul tema (delle pallonate sui denti), sarà interessante vedere se il titolo riuscirà ad accaparrarsi uno spazio nella scena competitiva, magari col contributo di quella preziosissima vetrina che è Twitch. Dal canto suo, il team ha già predisposto una modalità Lega (inaccessibile nella Beta) che punta in quella direzione, sebbene l'ultima parola spetti ovviamente alla community, che avrà senza dubbio un ruolo importante nell'evoluzione di Knockout City.

    Nel frattempo, Velan ha già confermato che tutti i contenuti aggiuntivi di Knockout City saranno distribuiti gratuitamente, e comprenderanno nuove mappe, modalità e oggetti di personalizzazione. A questo proposito, il titolo permette ai giocatori di modellare l'aspetto del proprio avatar attraverso un editor non particolarmente ampio ma comunque funzionale, che include anche numerose opzioni per il vestiario da sfoggiare in campo.

    L'assortimento può essere ampliato sia comprando elementi aggiuntivi nello store in-game (la relativa valuta può essere acquistata o guadagnata giocando), sia sbloccando nuovi oggetti lungo un percorso di progressione suddiviso in livelli e tier che, come intuibile, non ha alcun effetto sulle prestazioni agonistiche del personaggio.

    È inoltre possibile creare loghi e banner personalizzati da indossare per identificarsi come membri di uno stesso "clan", e condividere con i compagni anche lo spazio social dell'Hideout, una sorta di mini hub dove allenarsi e spendere un po' di tempo tra una partita e l'altra. Knockout City permette inoltre di creare istanze di gioco private: l'ideale per organizzare qualche scontro amichevole o per affinare le proprie strategie di squadra.

    Insomma, il nostro primo incontro con la nuova produzione EA Originals ci ha lasciato sensazioni più che positive, sia per quanto riguarda la composizione dell'offerta ludica, sia per quel che concerne la proposta contenutistica di Velan Studios, che al day one comprenderà cinque arene, sei palle speciali e cinque modalità di gioco (altre dovrebbero arrivare nelle settimane successive), oltre a sfide giornaliere e settimanali.

    E se è vero che il panorama dei giochi multiplayer è sempre più affollato ed impietoso, bisogna considerare che il prezzo budget del pacchetto (19,99 euro) potrebbe offrire al pubblico un buon incentivo per dare una possibilità al titolo, magari dopo averlo testato durante l'open beta o il "free trial" previsto per il lancio.

    A questo proposito, c'è però un importante fattore di rischio da tenere in considerazione: al momento il principale tallone d'Achille della produzione è purtroppo un comparto grafico piuttosto anonimo, con un character tutt'altro che brillante e scenari altrettanto blandi, privi di quella forte impronta identitaria che caratterizza il gameplay. L'estetica cartoonesca di Knockout City risulta insomma fin troppo generica, a tratti perfino sgraziata, tanto che il titolo potrebbe scontrarsi con l'indifferenza di un pubblico ormai stanco di questa particolare deriva artistica.

    Knockout City Il nuovo gioco dell’etichetta EA Originals si presenta come un’esperienza multiplayer con un notevole focus sul gioco di squadra, sostenuta da un gameplay immediato ma non privo di profondità, in grado di dare vita a scontri all’ultima pallonata intensi e divertenti. La bontà delle meccaniche di gioco va a braccetto con un’offerta contenutistica di buona fattura, specialmente considerando il prezzo del pacchetto (19,99 euro) e la promessa di un supporto post lancio gratuito denso di modalità aggiuntive e nuovi elementi di personalizzazione. Peccato per un comparto estetico decisamente sottotono, privo della personalità che invece caratterizza il gameplay. Detto questo, non possiamo che consigliarvi di tenere d’occhio la creatura di Velan Studios, e di approfittare della prossima open beta per testare con mano il suo potenziale.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i7 7740X
    • RAM: 16 GB DDR4
    • GPU: RTX 2080 Super

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