LEGO Worlds: La nostra prova in attesa della recensione

Warner Bros ha presentato a Milano LEGO Worlds, sandbox basato sui popolari mattoncini danesi, per celebrare la fine della fase di Early Access.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Sembra paradossale che un titolo come LEGO Worlds sia venuto definitivamente alla luce soltanto lo scorso 10 marzo, a sei anni abbondanti da quando un certo Minecraft ha fatto capolino nell'industry videoludica per imporre nuovi standard a tutti i progetti sandbox a venire. A ben pensarci, difatti, la formula di gioco che ha fatto la fortuna dell'opera di Notch è un concetto insito proprio nella filosofia del produttore danese, ambasciatore della costruzione creativa rivolta ai più piccoli - e non solo - da più di sessant'anni. Come si suol dire: "meglio tardi che mai". Per cui ecco che, dopo anni di action-platformer imperniati sui franchise più in voga dell'audiovisivo, il brand LEGO torna infine alle origini con un prodotto che, per genere d'appartenenza e impostazione, si troverà anch'esso, volente o nolente, a fare i conti con il colosso digitale di Mojang.
    Se uscirà dal confronto coi mattoncini intatti o meno, è questione che rimandiamo in sede di recensione. Oggi, invece, ne festeggiamo l'uscita da un Early Access su Steam durato circa due anni, che ha portato in dote anche l'arrivo sugli scaffali delle versioni PlayStation 4 e Xbox One - oltre ad un'edizione per Nintendo Switch prevista per gli ultimi mesi dell'anno corrente. Invitati a Milano da Warner Bros all'evento di presentazione del gioco, siamo stati introdotti da Chris Rose, Associate Producer presso TT Games, all'uso di due dei tool principali che il nostro avatar dovrà brandire per modellare le ambientazioni di LEGO Worlds. Il tutto accompagnato da una breve prova su console Sony, che ci ha dato un'idea di massima su cosa ci attende nel primo dei tanti mondi ospitati dall'hub centrale: la cosiddetta Mappa Galattica.

    Professione: costruttore

    LEGO Worlds si apre con l'astronave arancione del protagonista che, a seguito di un'anomalia di sistema, si schianta rovinosamente sulla superficie a mattoncini di un pianeta sconosciuto.

    Il pretesto consente al giocatore di definire i blocchetti che comporranno il proprio alter ego dalla testa ai piedi tramite un editor molto semplice, nonché inizialmente assai scarno di contenuti. Forme facciali, costumi e altri orpelli si sbloccheranno via via nel corso dell'esplorazione: la speranza è quella d'intercettare anche qualche chicca legata ai precedenti videogiochi a marchio LEGO, sebbene il developer, interrogato su questa possibilità, sia stato piuttosto evasivo. Atterrato sul primo mondo e guidato dalla voce del narratore - l'ottimo Claudio Moneta nel doppiaggio italiano -, l'utente recupera subito lo Strumento Scoperta, uno speciale scanner che darà modo d'immagazzinare i modelli di gran parte degli elementi posti sull'ambiente di gioco. Piante, animali, oggetti d'arredo, perfino gli NPC: nulla che sia di dimensioni medio-piccole può sfuggire al potere del tool, che archivia nell'inventario l'item selezionato, in attesa che l'utente lo sblocchi definitivamente in cambio di un certo numero di bottoncini, ossia di "monete LEGO" che, come in ogni videogame del brand, sono raggranellabili aprendo scrigni o distruggendo i vari oggetti di scena. Così facendo lo Strumento Scoperta è poi in grado sia di replicare nell'ambiente tutto ciò che abbiamo acquisito in precedenza, sia di eliminare gli oggetti già presenti sul setting, nel caso in cui si fossero d'intralcio o semplicemente sgradevoli agli occhi del giocatore-designer. Il secondo pianeta di LEGO Worlds ci presenta poi lo Strumento Ambiente, grosso aspiratore a mano utile a manipolare porzioni di scenario più o meno consistenti. Aggiungendo blocchetti al terreno, il gadget consente, per esempio, d'innalzare montagne di mattoncini da una superficie originariamente piana; usandolo al contrario, invece, in un'ottica di sottrazione, è possibile aspirare i cubetti per smussare angoli troppo aguzzi, creare concavità oppure radere al suolo interi complessi scenografici, naturali o artificiali che siano.
    Compreso il funzionamento dei due strumenti li abbiamo subito sperimentati in prima persona, entrando in contatto con un universo a colpo d'occhio davvero splendido, colmo di paesaggi ariosi, plasticosi e coloratissimi. La natura da building game à la Minecraft esploderà probabilmente quando giungeremo alle fasi successive ai primi tre mondi-tutorial, cioè nel momento in cui subentrerà l'urgenza di perlustrare e personalizzare gli astri creati proceduralmente dal software, in base ai biomi previsti.
    Ai fini dell'hands-on, invece, ci siamo concentrati sulle missioni che costelleranno l'avanzamento e che porteranno pian piano il nostro personaggio ad essere decorato con la medaglia di Mastro Costruttore. Abbiamo allora aiutato un pirata a costruire sul proprio galeone un piccolo trono, un contadino a rimpinguare il suo recinto con maiali e galline, una donna cavernicola a liberare il compagno da una prigione d'ossa grazie al succitato Strumento Ambiente.

    Alcune quest, una volta completate, gratificano l'utente con un mattoncino dorato, un collezionabile essenziale per sbloccare progressivamente i nuovi scenari; altre donano invece al nostro avatar alcuni strumenti - armi e arnesi di vario tipo - che possono poi essere barattati con altri omini LEGO, oppure tenuti tutti per sé.
    Sarà curioso capire quanto questi compiti si dimostreranno diversificati nel lungo periodo, pur avendo fin da ora ben chiara la loro sostanziale semplicità d'esecuzione - ai limiti della monotonia, diremmo di primo acchito. L'altro aspetto di LEGO Worlds che necessita assolutamente di un approfondimento riguarda il multiplayer, funzione che potrebbe davvero avvicinare l'esperienza a quella genuina e fantasiosa condivisione che, soprattutto da piccini, molti di noi sperimentavano con le costruzioni dei set "fisici".
    Il gioco, ad oggi, gode infatti della possibilità di giocare sia in locale che online in un massimo di due persone su PS4 e Xbox One, e fino a quattro su PC. La cooperazione può avvenire altresì per mezzo del cosiddetto Codice Galattico, stringa alfanumerica che, se digitata nel menù di gioco, dà modo di visitare il relativo pianeta dell'amico che ce l'ha fornita. Insomma, un bell'incentivo alla creatività in ogni sua possibile manifestazione.

    LEGO Worlds Una serie di mondi generati casualmente ed esplorabili senza vincoli, oltre 1400 oggetti interattivi e l’irresistibile fascino dei blocchetti più amati dai giovani di tutto il globo: sono gli ingredienti alla base di LEGO Worlds, il sandbox di TT Games che tutti i fan dell’iconica azienda danese stavano aspettando ormai da anni. L’arena virtuale in cui il titolo si prepara ad inserirsi è di sicuro insidiosa, popolata da grandi campioni come Minecraft e Terraria ed anche da nuovi sfidanti - tra cui, ad esempio, Portal Knights - che, sul fronte ludico e contenutistico, potrebbero in effetti risultare parecchio difficili da superare. Tuttavia il progetto gode di una forza intrinseca ed incontestabile, la stessa potenza creativa che ha permesso al brand LEGO di prosperare così a lungo. La speranza è che questa energia non venga affossata dall'eccessiva semplicità di alcune meccaniche e, soprattutto, dalla scarsa varietà delle missioni che verranno assegnate al giocatore. LEGO Worlds, in ogni caso, si è appena lasciato l’Accesso Anticipato alle spalle: aspettatevi quindi a breve il nostro verdetto finale.

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