Like A Dragon: Ishin! lo spin-off di Yakuza ambientato nell'antico Giappone

Al Tokyo Game Show 2022 abbiamo avuto modo di provare Like a Dragon: Ishin! il remake dello spin-off di Yakuza ambientato nel Giappone dell'800.

Like A Dragon Ishin
Anteprima: PlayStation 5
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Prendete Kazuma Kiryu, cambiategli nome, trasportatelo direttamente nel Giappone della seconda metà del 1800, armatelo con una spada e conferitegli la medesima carica smargiassa che lo ha da sempre contraddistinto: ecco che avrete Ryu Ga Gotoku Ishin, spin-off della serie Yakuza che ha esordito su PS3 e PS4 unicamente nel territorio del Sol Levante nel 2014. Dal momento che i fan occidentali della saga si stanno moltiplicando, al pari degli episodi che compongono il franchise (come si può notare dai tre capitoli annunciati nel corso del Tokyo Game Show), il team Ryu Ga Gotoku sotto l'egida di SEGA ha ben pensato di portare finalmente il gioco oltreoceano, ma non ha scelto la via del port, e anzi ha virtuosamente optato per la strada della riedizione integrale.

    Allo stand presente al Tokyo Game Show, questa revisione in Unreal Engine 4 è nota come Ishin Kiwami, e segue quindi la medesima denominazione iniziata con il remake del primo Yakuza (per rinfrescarvi la memoria, ecco la recensione di Yakuza Kiwami). L'avventura originale è insomma, quantomeno sulla carta, portata "all'estremo", come il sottotitolo suggerisce, e noi abbiamo avuto la possibilità di testarne una breve demo durante il TGS 2022. Siamo pronti a sguainare le nostre impressioni preliminari.

    I nuovi volti del passato

    Nonostante le fattezze siano le medesime, ovviamente in Ishin non impersoneremo Kazuma Kiryu, bensì il suo alter-ego del passato, Ryoma Sakamoto. Per il momento eviteremo di riassumere le peripezie che lo vedono attore principale, e ci limiteremo a sottolineare che nel quarto capitolo dell'avventura, lo stesso presente alla fiera nipponica, il protagonista si infiltra con lo pseudonimo di Saito Hajime nel corpo di polizia dello Shinsengumi, in cui farà la conoscenza di altri comprimari, gli stessi che hanno subito portato a galla una delle prime, grosse novità del remake.

    Al di là della differenza in termini di resa tecnica (nemmeno così esponenziale, a dirla tutta), il più grande cambiamento di Ishin sul fronte della messa in scena consiste nella sostituzione di alcuni membri del cast con volti noti provenienti da Yakuza 0, 6 e 7. Per fare un esempio, nel remake il personaggio di Todo Heisuke presenta le stesse sembianze di Zhao, già apparso in Like a Dragon (ecco la recensione di Yakuza Like A Dragon).

    È questa una palese scelta per rimarcare una continuità stilistica con gli altri capitoli del brand, volta anche a solleticare la curiosità di quei giocatori che si sono avvicinati alla saga proprio con gli ultimi esponenti, e che ora avranno modo di recuperare uno spin-off dotato sicuramente di un certo fascino.

    Pugni e pallottole

    Il capitolo 4 di Ishin è un banco di prova ideale per saggiare rapidamente le meccaniche cardine della produzione. Subito dopo la cinematica iniziale, infatti, il protagonista è libero di muoversi lungo le strade della cittadina e imbattersi in guerrieri e criminali con cui mettere alla prova le sue abilità.

    Come nell'originale, Ryoma ha a disposizione diversi stili di combattimento, tutti abbastanza sopra le righe, e che è possibile modificare nel corso dei duelli per adattare le proprie strategie alle minacce da sbaragliare. Dall'uso dei soli pugni (ma molto potenti!) si passa agli affondi di katana con due mani, senza dimenticare l'uso di una pistola con cui colpire dalla distanza, magari mentre si volteggia roteando la lama, in una coreografia che è al tempo stesso sopra le righe eppure appagante nella sua realizzazione. La danza di morte del protagonista in altre parole è ancora bella a vedersi ma le reazioni dei nemici ai colpi ricevuti e le sue stesse movenze si sono rivelate in linea coi vecchi capitoli della serie, quelli dell'era "pre-Dragon Engine", per intenderci.Con la sua voglia di spettacolarizzazione a tutti i costi, Ishin cattura lo sguardo, aggancia le mani al pad e stimola ad alternare con costanza le doti di Ryoma per massimizzare sia l'estro delle eliminazioni a colpi di spada, sia il punteggio assegnato alla fine di ogni scontro.

    C'è da dire però che il confine tra esagerazione ed esasperazione qui è un po' più labile di quanto visto negli altri "Yakuza". Il nostro combattente è d'altronde in grado di sfruttare dei talenti poderosi, chiamati Essenze, che gli permettono, tra le altre cose, sia di generare un campo di forza attrattivo che intrappola gli avversari, sia di scatenare una poderosa onda di energia, a mo' di Kamehameha, con cui sfoltire interi ranghi di nemici.

    È una mossa quest'ultima estremamente dannosa, e rischia di trasformare in bazzecole anche le battaglie più complesse, come quella con il boss Okada Izo, affrontato in coda alla demo. Chiaramente non si tratta di una tecnica utilizzabile all'infinito, e bisognerà comprendere, con un test più approfondito, quanto i tempi di ricarica siano bilanciati in maniera adeguata.

    Tra bombe infuocate da lanciare con la mano, vorticosi fendenti di energia emessi dalla lama, e la capacità di rallentare il tempo per qualche secondo, Ryoma è un guerriero davvero formidabile, piacevole da usare soprattutto negli scontri in mischia, quando i nemici crollano come mosche sotto il vento travolgente dei suoi attacchi.

    A ledere in parte la piacevolezza dei 30 minuti trascorsi in compagnia di Ishin Kiwami c'è un ammodernamento tecnico riuscito solo in parte: laddove i volti dei personaggi principali hanno conosciuto un discreto incremento, il colpo d'occhio nel suo complesso e la concatenazione di alcune animazioni non sembrano prendere radicalmente le distanze dall'edizione originale.

    Lo stesso può dirsi per la presenza di anacronistici caricamenti ogni volta che si supera una porzione della mappa per immettersi nella successiva: nulla di nuovo per la serie Yakuza, ma forse da un remake in arrivo a febbraio 2023 anche su PS5 e Xbox Series X/S (oltre che su old gen) sarebbe anche lecito attendersi un po' di svecchiamento in più sul fronte dell'intelaiatura tecnica.

    Like A Dragon: Ishin! In definitiva, il nostro breve contatto con Ishin ci ha mostrato il profilo di un gioco in bilico tra serio e faceto: esattamente come uno Yakuza qualsiasi, questa volta però ambientato due secoli indietro nel tempo. La ripulitura grafica, pur con qualche spigolatura, sembra sufficientemente riuscita, mentre sul fronte del gameplay Ryoma eleva all'estremo i suoi talenti combattivi, in una danza di lame, pallottole e poteri. Se questo nuovo Ishin si porterà in dote un considerevole numero di modifiche, così da essere degno di fregiarsi del sottotitolo “Kiwami” che ha cambiato totalmente il volto del primo, leggendario capitolo della saga, lo scopriremo però solo tra qualche mese. Nel frattempo, rinfoderiamo il giudizio.

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