Little Nightmares 2: nuovi piccoli incubi, anche su PS5 e Xbox Series X

Abbiamo provato una breve demo della nuova avventura di Tarsier Studios, all'insegna dell'inquietudine e del simbolismo.

provato Little Nightmares 2: nuovi piccoli incubi, anche su PS5 e Xbox Series X
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il ricordo delle Fauci è ancora ben vivido nella nostra mente, con i suoi scricchiolii sinistri, con il suo immaginario orrorifico, e con quella sua vorace carica metaforica che fagocitava la narrazione. Little Nightmares proponeva un'avventura caratterizzata insomma da una direzione artistica difficile da dimenticare: sia nel gioco base sia nei successivi DLC, esplorare l'abominevole imbarcazione, in mezzo a mostri e paure arcane, riusciva davvero a trasmetterci la sensazione di star vivendo un feroce incubo videoludico. Ma poi, ad un tratto, occorreva svegliarsi: l'opera di Tarsier Studios del resto durava veramente il tempo di un rapido, inquietante sogno. Con il secondo capitolo, invece, il team intende farci richiudere gli occhi e condurci per mano all'interno di un incubo più lungo, esteso e suggestivo. Little Nightmares 2 vuole infatti espandere la mitologia del titolo di partenza, approfondendo i temi già affrontati in precedenza, come sete di potere e avidità, e aggiungendo al calderone inedite tematiche ancora tutte da scoprire.

    Delle potenzialità narrative, purtroppo, al momento non ci è dato sapere alcunché: la demo di circa mezz'ora che abbiamo provato, d'altronde, si è limitata a raccontarci l'incontro tra il nuovo protagonista, Mono, e la sua compagna di viaggio, Six, ben nota ai giocatori del primo Little Nightmares. Per quanto sia impossibile sbilanciarsi sulla qualità del racconto architettato dal team, possiamo comunque farci un'idea preliminare sull'art design e sulle meccaniche ludiche che caratterizzano questo sequel, in arrivo l'11 Febbraio 2021 su PC e su sistemi di attuale e prossima generazione.

    Un incubo in compagnia

    Mono si risveglia in un bosco, come se fosse stato catapultato nell'erba dallo schermo di una televisione che, senza motivo apparente, si trova proprio dietro di lui, emanando un sibilante fascio di luce. Non appena ci alziamo possiamo notare che, intorno a noi, altre TV, spente e arrugginite, puntellano la boscaglia come se facessero parte dell'ambiente naturale.

    L'incipit di Little Nightmares 2, più che quello del suo predecessore, ricorda quasi l'inizio di INSIDE: l'impressione è di trovarsi in un mondo profondamente cupo e distopico, meno fiabesco rispetto al primo capitolo, dove a predominare è il grigiore di un'atmosfera tetra, avvolta dalla nebbia, e permeata dal fastidioso ronzio di insetti che s'accaniscono su cadaveri lasciati a marcire, a penzolare. È in questo scenario che prenderemo il controllo di Mono, avanzando alla cieca, ignari come lui, in un luogo che si manifesta apertamente ostile. Come nel primo Little Nightmares seguiremo un percorso lineare, abbassandoci per entrare in stretti tronchi d'albero, arrampicandoci per scalare zolle di terreno più elevate, e saltando disperatamente con la speranza di non precipitare in un burrone. Anche in questo caso, la disposizione dei checkpoint è piuttosto generosa, e un fallimento ci conduce sempre a qualche secondo prima della dipartita, così da alleggerire la presenza delle meccaniche trial & error.

    Oltre a interagire con il bosco, però, Mono, così come faceva Six, sarà costretto anche liberarsi dalle insidie che attentano alla sua vita: ecco che il piccolo protagonista dovrà utilizzare ghiande e ramoscelli per disinnescare le tagliole che si nascondono nel fogliame, oppure sfruttare una pensante ascia per sbloccare passaggi altrimenti preclusi, così da recuperare qualche maschera con cui personalizzare il suo aspetto.

    Se sulle prime lo sviluppo dell'avanzamento si mantiene in linea con quelli di tanti altri congeneri, è nella seconda metà della demo che si assiste all'introduzione di una leggera ma gradevole novità. L'incontro tra Mono e una spaurita Six segna l'inizio di un viaggio in compagnia, con i due bambini pronti a collaborare per sopravvivere.

    Little Nightmares 2, è bene sottolinearlo, è un gioco unicamente singleplayer: la presenza di un altro personaggio, che potremo anche prendere per mano come novelli ICO, non lascia comunque margini per una cooperativa online o locale. L'intera esperienza sarà fruibile dunque esclusivamente in solitaria, per ragioni che il team ha collegato alla necessità di dover provare, lungo la progressione, una sensazione di solitudine, spaesamento e terrore difficile da replicare con una persona al proprio fianco.

    Da bambina sveglia qual è, in ogni caso, Six non dovrebbe rappresentare un peso per l'utente: la sua intelligenza artificiale seguirà i ritmi dettati dal giocatore, e di tanto in tanto i suoi movimenti potrebbero anche suggerirci qual è il modo di procedere nello scenario. Una volta incontrata Six, del resto, il level design sembra concepito per essere superato unicamente con la forza congiunta dei due bambini: superfici troppo elevate da scalare in coppia, leve da tirare insieme e persino strumenti offensivi da brandire a quattro mani. Nella versione di prova, che probabilmente incarna l'inizio dell'avventura, l'avanzamento e la risoluzione dei puzzle erano molto intuitivi e guidati, e ci auguriamo che nelle fasi successive la struttura dei livelli si faccia più elaborata e stimoli maggiormente la materia grigia del giocatore.

    Abbiamo notato, inoltre, anche un significativo incremento del ritmo di gioco: sin dalle prime battute infatti non mancano sequenze più intense, tra fughe rocambolesche e situazioni al cardiopalma, che nella precedente avventura di Six erano confinate perlopiù nelle fasi conclusive del viaggio all'interno delle Fauci. E chissà che l'esperienza più aperta ed estesa promessa da Tarsier Studios non possa proporre, nella versione definitiva, un andamento più diversificato in confronto a quello del primo Little Nightmares.

    Lugubri visioni e uomini di pezza

    Di questo contatto con il sequel, ad averci momentaneamente convinto di meno è stata la direzione artistica. Il bosco in cui muoviamo i primi passi, la sua aria soffocante e opprimente, la sua palette cromatica spenta e il continuo gioco di luci e ombre, volto a suscitare un'inquietudine abbastanza tipificata, ci sono parsi leggermente derivativi, di certo meno ispirati in rapporto all'impatto artistico saggiato all'inizio del capitolo d'esordio.

    Le impressioni si fanno più positive una volta raggiunto un luogo al chiuso: nella boscaglia campeggia infatti una dimora abbandonata e fatiscente, dove la polvere sembra l'inquilino più vecchio della casa. Qui riscopriamo il gusto per la mobilia d'altri tempi, le cui proporzioni sono sempre troppo grandi per i corpi minuti dei protagonisti, e per un tocco da fiaba dark che si riflette anche nella resa degli "adulti". A differenza degli abomini del primo Little Nightmares, qui gli inquilini della casa non sono famelici né mossi da strana iperattività assassina, bensì appaiono spenti, svuotati, come se fossero pupazzi di pezza, perduti, ipnotizzati, o lasciati morire di inedia, in mezzo ai mobili che invecchiano e al cibo che si decompone. Quale simbolismo si cela nella rappresentazione degli esseri umani di Little Nightmares 2, insomma, è un mistero che non vediamo l'ora di scoprire.

    Little Nightmares 2 Tarsier Studios ci presenta un nuovo incubo, caratterizzato da toni in apparenza abbastanza diversi da quelli del primo capitolo. Little Nightmares 2 propone un immaginario dalla direzione artistica, al momento, un po’ altalenante, che a soluzioni visive alquanto derivative affianca scelte più suggestive e stimolanti. E se sul piano ludico l’avanzamento pare più trottante, complice anche la presenza di un compagno che ci affiancherà nel viaggio, la dose di tensione si mantiene comunque piuttosto marcata. Resta infine da capire quanta varietà potremo attenderci in un’avventura che il team definisce più vasta e ambiziosa, nonché quanto perverso e oscuro sarà il racconto di questo nuovo, piccolo incubo.

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