Live a Live: il JRPG perduto dell'era 16-bit torna su Switch in HD-2D

Uscito nel 1994 solo in Giappone, Live A Live si appresta ora a fare il suo debutto in Occidente su Nintendo Switch.

Live a Live: il JRPG perduto dell'era 16-bit torna su Switch in HD-2D
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  • Switch
  • Annunciato nel corso del Nintendo Direct di marzo 2022, all'interno di una presentazione piena di riedizioni di vecchi titoli nati dalla collaborazione tra la casa di Kyoto e l'allora Squaresoft, quello del remake di Live A Live resta ad oggi una dei più inaspettati. Un titolo che si è affacciato sul solo mercato giapponese ben 28 anni fa, e che da allora è rimasto in attesa di un approdo in Occidente che sembrava essere ormai fuori tempo massimo. Poterci mettere le mani oggi, nel 2022, è uno di quei piccoli miracoli in cui nessuno sperava più, eppure il remake di Live A Live è realtà e adesso possiamo parlarvi delle prime ore passate in sua compagnia. Chi l'avrebbe mai detto.

    Cosa aspettarsi da Live A Live

    Come si diceva nella retrospettiva dedicata a Live A Live, il gioco nasce come una sorta di distorsione del JRPG medio, quasi un tentativo di sovvertirne le regole. In Live A Live non ci si lancia all'avventura nel classico mondo fantasy da esplorare liberamente, ma si deve passare obbligatoriamente per un menù di selezione dei capitoli.

    Ciascuno di essi ha il suo protagonista e racconta una storia differente, ambientata in alcune delle epoche più importanti per l'umanità e governata da meccaniche sempre diverse. In sede di anteprima è stato possibile provare ben quattro episodi: quello ambientato alle soglie del tramonto del periodo Edo giapponese, quello dedicato alla Cina imperiale, quello a tema Far West e, infine, quello posto in un futuro remoto.

    Si tratta di quattro porzioni del gioco profondamente differenti tra loro, utilissime per sintetizzare al meglio l'esperienza di Live A Live. Il character design di ciascun protagonista è stato affidato alle matite di un mangaka, e riflette perfettamente l'ambientazione storica in cui è immerso, in un tripudio di stili (anche narrativi, va detto) che vanno a donare una personalità tangibile ai singoli capitoli.

    Si tratta di sezioni piuttosto lineari, che si allontanano drasticamente dai capisaldi del genere per creare delle micro avventure piene di personalità. L'esplorazione è ridotta all'osso, è vero, ma in compenso ogni sezione è caratterizzata da una spiccata varietà ludica e narrativa.

    In epoca Edo impersoneremo Oboromaru, giovane shinobi in missione per salvare un politico prigioniero dello spietato signore feudale Ode Iou; alla corte imperiale cinese prenderemo il controllo dello Shifu Cuore di Terra, maestro di arti marziali in cerca di discepoli a cui tramandare gli insegnamenti della sua scuola; nel far west saremo Sundown The Kid, rinnegato di poche parole che tenta di salvare un a piccola città di frontiera da una banda di banditi, e nel futuro vestiremo i panni di Cubo, piccolo robot assistente impiegato su un'astronave cargo in una missione di trasporto.

    Il gameplay alla base delle varie porzioni si è rivelato camaleontico, perché capaci di incasellare ogni sezione all'interno di uno schema preciso che presenta, di volta in volta, delle variazioni ludiche non di poco conto. Il capitolo giapponese può infatti essere affrontato in maniera stealth, celandosi agli occhi dei nemici per evitare gli scontri, mentre quello cinese ruota attorno alle tecniche di combattimento che Cuore di Terra deve insegnare ai propri allievi. La sezione americana è ambientata all'interno di una città in cui ottenere materiali utili alla costruzione di trappole con cui falciare la fazione nemica, mentre l'episodio futuristico è una sorta di visual novel senza alcun tipo di combattimento ma con una decisa virata verso lo sviluppo della narrativa. Insomma, Live a Live va a braccetto con il concetto di varietà e scusate se è poco.

    Semplice, ma efficace

    Una delle principali particolarità di Live A Live è che si tratta di un gioco di ruolo piuttosto semplice e asciutto. Il director Takashi Tokita scartò quasi tutte le caratteristiche tipiche dei JRPG, rinunciando per esempio al concetto di costo (in termini energetici) delle azioni, o facendo in modo che alla fine di ogni singolo combattimento il party venisse curato automaticamente, senza quindi il bisogno di dover utilizzare oggetti dedicati al di fuori delle battaglie.

    È una semplificazione estrema della formula, che potrebbe tranquillamente dar fastidio ai puristi del genere, ma è evidente che nasca dal bisogno di porre l'accento su altri elementi (come quelli specifici di ogni capitolo).

    Live A Live deve e vuole essere diverso. Certo, la qualità della scrittura non è delle migliori, soprattutto all'interno di un genere così bisognoso di testi di livello, ma ha i suoi momenti di grande impatto e, soprattutto, è capace di creare atmosfere meravigliose, complice la magia dell'HD-2D, che in questo senso si dimostra una garanzia.

    I segmenti di trama sono brevi, in certi casi anche troppo, ma funzionano proprio in virtù del clima che sanno far respirare al giocatore. Il capitolo dedicato a Sondown the Kid è ambientato interamente all'interno di una piccolissima città costituita da una manciata di edifici, ma restituisce perfettamente il mood dei villaggi di frontiera americani glorificati dal cinema western.

    Difficile costruirci un intero videogioco attorno, ed è per questo che l'idea di affiancarlo ad altri appartenenti a epoche diverse è vincente. Esteticamente parlando, poi, il remake di Live A Live sa come colpire piacevolmente la vista dei giocatori. Il merito va attribuito sicuramente all'HD-2D, che ha trasformato le schermate del Super Nintendo in veri e propri diorami in movimento, pieni di vita e illuminati da una luce che è contemporaneamente moderna e nostalgica. Questo vale in particolar modo per il capitolo dedicato al Giappone feudale, che in questa sua nuova iterazione gode di una stratificazione e una profondità che in certi scorci tolgono il fiato. Si tratta di piccoli accorgimenti che permettono all'opera di sconfiggere gli acciacchi del tempo e di presentarsi sul mercato moderno in forma smagliante. A tal proposito un plauso va fatto, inoltre, anche alla nuova pixel art impiegata per gli sprite dei personaggi, decisamente più dettagliata e vibrante che in passato.

    Un JRPG per tutti

    Grazie a questo rifacimento, Live a Live ha finalmente la possibilità di veder riconosciuta la propria importanza storica, l'importanza di un'esperienza che non è mai davvero riuscita a riscuotere il successo che, sin dall'inizio, meritava. Riportare in vita titoli così poco noti al pubblico di massa è un po' un rischio ma crediamo che in tal senso il remake rappresenti un'eccezione: ripropone infatti un JRPG perfetto per tutti quelli che non sono mai riusciti a farsi piacere il genere.

    Insomma, non resta che aspettare il 22 Luglio per scoprire anche il resto dei contenuti di questo remake, che al momento si è mostrato in forma smagliante. Per ingannare l'attesa trovate la demo gratis di Live A Live per Nintendo Switch (che ha qualche contenuto in meno rispetto a quella discussa in questa anteprima) per impratichirvi coi comandi e soprattutto scoprire tutte le particolarità del gioco.

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