Loot River: provata la demo su Xbox Series X. Un roguelite diabolico

Abbiamo provato la demo di Loot River, un action roguelite isometrico con un gameplay teso e brutale: eccovi le nostre impressioni.

Loot River: provata la demo su Xbox Series X. Un roguelite diabolico
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  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • In un mercato post-Hades (eccovi la nostra recensione di Hades), chi aspira a creare un nuovo dungeon crawler roguelite deve avere un'idea forte per spiccare, creare interesse, differenziarsi dai capolavori del genere. È una questione di sopravvivenza, ancora prima che uno stimolo creativo. I ragazzi di straka.studio, team slovacco autore dei particolarissimi puzzle-strategici per iOS Euclidean Skies ed Euclidean Lands (entrambi giocabili in realtà aumentata), sono decisamente affascinati dal concetto di manipolazione spaziale, e il loro nuovo progetto, Loot River (la cui demo è disponibile su Steam e Xbox Store), cerca di applicarlo per inventare un nuovo modo di muoversi e combattere nei labirinti procedurali, combinando un'esplorazione unica, dalle forti tinte puzzle, ad un combat system isometrico ispirato a Dark Souls e ai suoi eredi, fisico, brutale, teso.

    Un gameplay diabolico

    Il fiume come metafora del tempo che scorre, della vita che attinge dalle sue acque e si espande dalle rive, fondatore di civiltà gloriose dal fascino mistico, imperscrutabile. Un fiume un tempo impetuoso e adesso immobile, marcio, velenoso, contaminato dalla morte che ha sgretolato il misterioso mondo tratteggiato dagli sviluppatori con più silenzi che parole.

    Dalla pixel art grondano rovina e miasmi, sottolineati da un'illuminazione che ne bagna i dettagli, mentre i suoi abitanti si muovono sinuosi e tridimensionali, con un impatto visivo abbastanza simile a quello di Dead Cells, anche a livello di animazioni (la recensione di Dead Cells è a un click di distanza). I resti della città galleggiano, spezzati in forme geometriche, tetramini apocalittici da controllare con l'analogico destro per navigare queste acque, creandosi passaggi, spostando macerie, con la mappa che diventa un unico puzzle ambientale dove cercare gli incastri giusti per proseguire. Loot River mostra poi la sua faccia strategica quando si avvistano i nemici e si realizza che il campo di battaglia è la nostra arma principale. Ci vuole qualche run di pratica, perché è un sistema nuovo, mai visto, che ha bisogno di certi automatismi manuali per funzionare al meglio, ma fare crowd control in Loot River è un'arte da apprendere e custodire gelosamente.

    Bisogna essere rapidi, schivare, lasciarsi inseguire e poi al momento giusto allontanare la piattaforma per isolare un determinato nemico dagli altri, ora senza alleati, chiamato a un duello che andrà poi vinto con astuzia, parando al momento giusto per aprirgli la guardia e poi colpire ferocemente, senza esitazione. Diabolico. Oppure si può usare la stessa tecnica per evitare totalmente gli scontri, rinunciando però all'esperienza e al "loot" che già dal titolo è protagonista della progressione, ricompensa per ogni morte rimandata.

    Nella demo provata era disponibile anche un intrigante incantesimo capace di donare qualche secondo di invisibilità per passare inosservati in aree particolarmente affollate, un suggerimento di quella che potrebbe essere la varietà di approcci già dopo qualche ora di avventura. Il rischio diventa così una componente fondamentale a totale discrezione del giocatore, ago della bilancia che pare sposarsi molto bene con la gimmick di gameplay del sistema di esplorazione/navigazione, che certamente incentiva il tentativo, l'improvvisazione e la sperimentazione di nuove tattiche, la curiosità, in un loop di gioco magnetico e particolarmente cinetico, dinamico, privo di veri punti di riferimento.

    Esperienza intensa

    Certezze che invece sembra già trasmettere quello che è il sistema di statistiche/equipaggiamento con cui plasmare il nostro guerriero senza nome. Ovviamente non c'è stato modo di approfondire, ma basta un'occhiata alla pagina del menù dedicata per notare caratteristiche arcinote dell'RPG d'azione, tra forza, vitalità, intelligenza e così via, soldi per acquistare oggetti dai mercanti e la preziosa valuta "Knowledge" (Conoscenza) per sbloccare gli immancabili upgrade permanenti.

    Questi sono capaci di trascendere il game over, quando il fiume ci risputerà fuori in un conturbante hub, dominato da un cranio di pietra dagli occhi fiammeggianti che fuoriesce per metà dal terreno. Il resto sono due set di armi, inizialmente una spada e una lancia da alternare con la pressione di un tasto, un copricapo e un'armatura, con slot per accessori capaci di donare potenziamenti particolari, oltre alle immancabili pozioni curative e altri consumabili da dosare al bisogno. Tradizione e innovazione che convivono in un'esperienza che si rivela subito intensa, spietata, da scoprire lentamente, studiare, apprendere. La principale incognita dopo la prova è capire come il gameplay possa evolversi, perché se le prime partite sono effettivamente uniche e rivelatrici di talento e ambizione (e va anche detto che l'area di prova non ha, per scelta degli sviluppatori, le caratteristiche mutevoli che avrà al lancio), la tenuta sul lungo termine sarà altrettanto fondamentale, soprattutto perché il sistema di combattimento, ancora un po' ruvido nei movimenti e impreciso nelle hitbox, non dà al momento l'impressione di poter sostenere da solo il peso dell'opera, nel malaugurato caso in cui l'effetto "wow" della sua anima puzzle/strategica andasse ad affievolirsi e perdere impatto. Dipenderà tutto da come straka.studio ha sviluppato (e finirà di sviluppare) la sua brillante idea di base, che è forte, potenzialmente vincente e particolarmente scenografica, fino a diventare assolutamente esaltante una volta padroneggiata.

    L'uscita non ha ancora una finestra certa, mentre sicuramente il gioco, al momento, è previsto su PC e sulle piattaforme della famiglia Xbox. "The river of deceit pulls down" cantavano i Mad Seasons nel ‘95 e la speranza è proprio che gli inganni di questo oscuro mondo ci trascinino giù, nelle profondità del suo unico gameplay. L'appuntamento è sempre su queste rive.

    Loot River Loot River è un esperimento da tenere d'occhio, figlio di un amore tormentato tra Tetris e Diablo, con un'indole spiccatamente soulslike, che ultimamente sembra aver messo radici nel terreno roguelite. Il sistema di navigazione sul maledetto e mefitico fiume protagonista dell'opera è unico, ben pensato e geniale, aprendo possibilità esplorative e strategiche sinceramente mai viste, lasciando intendere però che tanto il combat system crudo quanto la progressione non si scosteranno particolarmente dal solco del genere. Piena fiducia per il gioco finale, che dovrà rispondere a certe incognite ma lascia sensazioni positive nell'aria. Sicuramente da provare nella versione demo disponibile su Steam e Xbox Store.

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