Lost Ark: primo contatto con l'MMO gratis in vista della recensione

Abbiamo mosso i primi passi in Lost Ark, l'attesissimo MMORPG gratis di Smilegate che è approdato in Europa grazie ad Amazon.

Lost Ark: primo contatto con l'MMO gratis in vista della recensione
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  • Siamo ormai abituati all'arrivo dei videogiochi sugli scaffali dei negozi fisici e digitali in contemporanea in tutto il mondo e, nel peggiore dei casi, ad una distanza di pochi giorni o settimane. Nonostante ciò, esistono ancora prodotti orientali che impiegano mesi o addirittura anni ad arrivare in occidente ed è questo il caso di Lost Ark, MMORPG free to play che è giunto anche in Europa a cinque anni di distanza dal suo debutto in Oriente, grazie agli sforzi di Amazon, che ha deciso di ricoprire il ruolo di publisher.

    In attesa che i server del titolo aprano le porte a tutti i giocatori intenzionati a provarlo il prossimo 11 febbraio, il team di sviluppo ci ha dato l'opportunità di testare per qualche ora una versione preliminare grazie alla quale abbiamo potuto esplorare la prima parte dell'avventura. Cerchiamo quindi di scoprire perché l'interesse nei confronti di Lost Ark è così alto sia in Europa che in America.

    Classi e specializzazioni

    Il primo pregio di Lost Ark è subito visibile all'avvio, quando viene chiesto al giocatore di procedere con la creazione del personaggio e della sua classe. La scelta è ben diversificata ed è praticamente impossibile non individuare un archetipo che possa incontrare i gusti di ogni giocatore, al netto di alcune limitazioni per quello che riguarda il sesso di alcune classi, il quale non può essere modificato. Al momento le opzioni tra cui scegliere sono il Warrior, il Martial Artist, il Gunner, il Mage e l'Assassin, ciascuna con una o più sottoclassi che le diversificano ulteriormente.

    Nel caso del Gunner, che è la classe ranged per eccellenza, si può scegliere tra quattro specializzazioni che stravolgono completamente l'approccio al gioco e la tipologia di arma a distanza utilizzata: troviamo ad esempio lo Sharpshooter che predilige gli archi e poi l'Artillerist con un enorme cannone multifunzione che può trasformarsi in qualsiasi arma pesante vi venga in mente. Nella nostra prova abbiamo optato per lo Striker, l'unico Martial Artist di sesso maschile che ricorda molto da vicino il monaco di Diablo per via della sua capacità di tirare fendenti ad una velocità pazzesca, accompagnando alcuni dei suoi colpi da scie infuocate e altri effetti speciali.

    I primi passi con il gameplay

    Selezionata la classe e creato il personaggio attraverso un editor che vanta un livello di personalizzazione buono ma assolutamente non paragonabile a quello di altri esponenti del genere (quello di Black Desert Online continua ad essere insuperato), ci rendiamo subito conto di come la componente narrativa del gioco sia tutt'altro che rilevante.

    Ci troviamo di fronte alla classica epopea del prescelto le cui doti di combattimento aiuteranno a liberare il mondo da una minaccia demoniaca, in questo caso rappresentata dalla legione di demoni capitanata da Kazeros. Se la storia difficilmente riuscirà a tenervi incollati allo schermo, non possiamo dire altrettanto del gameplay, che appare sin da subito molto piacevole. Lost Ark è infatti un gioco di ruolo con visuale isometrica e un sistema di combattimento parecchio simile a quello di Diablo, seppur con qualche differenza in termini di varietà delle build. Cambia anche quantità di abilità disponibili all'uso, aspetto nel quale le similitudini con il gioco Blizzard sono meno forti, ed evidenziano la natura MMORPG di Lost Ark.

    Non aspettatevi infatti una sorta di Path of Exile (per approfondire, ecco la recensione di Path of Exile), poiché il titolo Smilegate è prima di tutto un gioco multiplayer di massa, genere da cui eredita molte meccaniche e buona parte della sua struttura. Tra un combattimento e l'altro ci ritroveremo a completare quest non particolarmente impegnative, a trascorrere del tempo col gathering (taglio della legna, raccolta di metalli preziosi o pesca) e ad accumulare risorse per il crafting di equipaggiamento sempre più forte. Non abbiamo giocato abbastanza da poter valutare la qualità generale delle quest, ma nelle ore trascorse sui server abbiamo affrontato spesso e volentieri attività non troppo coinvolgenti, soprattutto se si considerano quelle secondarie.

    Il vero punto di forza di Lost Ark sembra essere il combat system, che alterna fasi di button mashing contro orde di creature minori a boss mastodontici che vanno affrontati sfruttando al meglio le possibilità offerte dalla classe selezionata. A questo proposito, sembra essere ben strutturata anche la costruzione della build, sebbene non vi siano le infinite possibilità di Path of Exile che potrebbero scoraggiare i meno esperti. Per favorire inoltre l'utilizzo di personaggi diversi, gli sviluppatori hanno implementato il Roster Level, un grado di esperienza che cresce parallelamente a quello dell'eroe in uso e che permette all'intero account dell'utente di migliorare i parametri dei suoi personaggi.

    Pay To Win o Pay To Speed?

    Con ogni probabilità vi starete chiedendo se Lost Ark sia giocabile gratuitamente e quanto siano invasive le sue microtransazioni. Certo, è presto per fare giudizi definitivi, ma l'impressione che abbiamo avuto è quella che i giocatori ‘free to play' possano tranquillamente avvicinarsi al titolo senza timore alcuno. Non sembrano esserci acquisti in grado di rendere il vostro personaggio più forte e tutto è legato esclusivamente ad elementi cosmetici (prevalentemente skin per gli eroi e cavalcature) e sistemi che velocizzano alcune attività slegate dal combattimento.

    Come vi abbiamo detto, Lost Ark è un prodotto che ha sulle spalle diversi anni e ciò influisce inevitabilmente sul comparto tecnico, lontano dagli standard odierni pur considerando il genere d'appartenenza. Dalla modellazione poligonale all'illuminazione, passando per le animazioni, il risultato a schermo non è purtroppo da mozzare il fiato. Al netto di una grafica non da urlo, però, va apprezzato l'impegno degli sviluppatori riposto sul versante della direzione artistica. Non tutte le mappe offrono un colpo d'occhio notevole, ma alcune di esse, in particolar modo i dungeon, stupiscono soprattutto per via della quantità di elementi che caratterizzano lo sfondo.

    Gli stessi demoni vantano nella maggior parte dei casi un design di stampo orientale davvero ispirato e siamo curiosi di scoprire quali mostruosità ci verranno messe di fronte nelle fasi più avanzate dell'avventura. Ovviamente la presenza di un comparto tecnico non all'avanguardia ha anche i suoi vantaggi e tra questi il primo che balza all'occhio è l'ottima fluidità e scalabilità dell'opera.

    Chi possiede un sistema meno aggiornato non avrà troppi problemi a giocare, invece chi monta schede video e processori di ultima generazione potrà spingere sia sulla risoluzione che sul framerate. Con l'imminente arrivo di Steam Deck siamo inoltre curiosi di vedere come si comporterà il gioco in mobilità, considerata la presenza del supporto parziale al controller.

    Lost Ark Nelle poche ore trascorse nel mondo di Lost Ark abbiamo avuto la sensazione di aver scalfito solo la superficie del titolo Smilegate e siamo molto curiosi di tornare a popolare i server della versione finale del gioco per completare la campagna e andare alla scoperta di tutti i contenuti legati all’endgame, i quali dovrebbero rappresentare il cuore pulsante di questo MMORPG. Dopotutto il titolo è in attività da oltre cinque anni e uno dei vantaggi di noi videogiocatori occidentali è quello di aver accesso immediato ad una quantità notevole di contenuti. Scopriremo presto quali sono le effettive qualità di Lost Ark: restate quindi sulle nostre pagine in attesa della recensione.

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