Lost in Random: tutta la magia di una fiaba dark alla Tim Burton

Abbiamo provato l'affascinante avventura a tinte burtoniane dei creatori di Stick it to the Man, per un emozionante tiro di dadi.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • L'impressione è che, senza girarci troppo attorno, per qualche strana e inafferrabile ragione di Lost in Random si stia purtroppo parlando pochissimo - o, comunque, molto meno di quanto non meriterebbe l'ultima fatica degli svedesi Zoink, già autori di chicche gustose come Stick it to the Man e Ghost Giant (per approfondire, eccovi la recensione di Ghost Giant).

    Una situazione in effetti un po' incomprensibile, vuoi perché il team di Goteborg si era già distinto in passato proprio per la sua collaborazione fruttuosa con l'etichetta EA Originals (se volete saperne di più, qui trovate la recensione di Fe), vuoi soprattutto perché questa nuova avventura in un mondo fiabesco dominato dalla casualità del destino sembra meravigliosamente ispirata, sostenuta com'è da una direzione artistica monumentale.

    E dunque proviamo, in prossimità di una pubblicazione prevista per il 10 settembre, a dare a questa nuova IP un po' della visibilità e dell'attenzione che avrebbe meritato. Ricordando comunque la selezione ufficiale del gioco nella sezione videogame del Tribeca Film Festival (insieme ad Harold Halibut e Twelve Minutes) nonché il recente award come miglior titolo indie della Gamescom 2021.

    Un dado per la vita

    Lost in Random è stato definito dai suoi stessi autori come il progetto più ambizioso di sempre per una software house indipendente, nata con pochi mezzi ma arrivata ad accogliere ormai circa ottanta elementi. Un esperimento in sviluppo da quasi quattro anni, partito dall'idea di esplorare una fiaba oscura e contorta ispirandosi allo stile di Tim Burton, alle illustrazioni del premio Oscar Shaun Tan e alle atmosfere bizzarramente sopra le righe di Alice nel Paese delle Meraviglie.

    Tutto è nato, come mi hanno confessato il Responsabile dello Sviluppo Klaus Lyngeled e il Direttore Creativo e Sceneggiatore Capo Olov Redmalm, da sperimentazioni quasi casuali attorno a quel tipo di sensibilità fantastica: momenti di brainstorming che hanno coinvolto non solo le canoniche illustrazioni digitali ma anche dipinti a olio, sculture e... i giochi da tavolo. Ecco, a quanto pare è stata proprio la semplice visione di un dado - che sarebbe in seguito diventato Dicey, ovvero l'essere che accompagna la protagonista e che è doppiato dalla vocina matta dello stesso Redmalm - a far scattare la proverbiale scintilla, dando a Lost in Random un tema fortemente distintivo e una direzione concreta.

    I toni sono, per l'appunto, quelli di un'accattivante fiaba gotica con tanto di enfatico narratore. Nell'arzigogolato mondo di Random il libero arbitrio non esiste, e non c'è spazio neppure per il concetto di libertà in generale: la vita delle persone viene infatti decisa, al compimento del dodicesimo anno di età

    (inteso come sei moltiplicato per due, perché il numero sei è un elemento prepotentemente ricorrente...) dal tiro del dado della crudele e meravigliosa Regina, un personaggio austero dal design semplicemente straordinario. Sono quelle sei simboliche facce a stabilire il destino di ciascuno: l'esito è un uno? Largo a una miserevole esistenza di fatiche a Primagora, che sarebbe peraltro pure il luogo d'origine della protagonista. Un tre significa invece essere assegnati a Triscordia, un caotico regno devastato dalla guerra, mentre il fatidico sei è sinonimo di una vita a Sest'incanto, negli agi - o supposti tali - del palazzo reale.

    Ed è proprio il lancio del dado a separare le affiatate sorelle Even e Odd: il determinante tiro si dimostra clemente con Odd, che grazie a un inatteso sei finisce dritta dritta al fianco della Regina. Qualcosa però, a dispetto della presunta infallibilità del fattore alea, sembra non tornare affatto: la comparsa di una fantasmatica presenza a un anno esatto dall'allontanamento della sorella spinge così l'undicenne Even ad abbandonare Primagora, per imbarcarsi in un'Odissea che ci porterà in ciascuno dei sei regni, accompagnati dal buffo Dicey (un dado vivente che ci accompagnerà ovunque assistendoci anche in battaglia).

    Esplorando scenari prodigiosi, incontrando creature strambe e vivendo emozioni particolari, con persino un briciolo di insegnamento morale di fondo. Perché, per bocca della stessa Zoink, Lost in Random vorrebbe fornire anche una piccola lezione su come adattarsi alle difficoltà: potresti avere bisogno di un sei, ma la vita alle volte ti offre un uno o massimo un due, e devi comunque riuscire ad andare avanti dando il meglio con quel che hai a disposizione. Una parabola per grandi e piccini presentata attraverso i dialoghi di Ryan North, pluripremiato autore dei fumetti di Adventure Time e The Unbeatable Squirrel Girl.

    Combattimenti d'azzardo

    Ludicamente, Lost in Random è un action-adventure con una notevole enfasi sul racconto: la già citata voce narrante, accompagnata da una colonna sonora magistrale, accompagna e decanta quanto mostrato a schermo. L'effetto è davvero quello di una fiaba interattiva, che anche grazie al rendering scelto, alla

    modellazione e ai materiali ricorda moltissimo film in stop motion tipo Nightmare Before Christmas o le opere di LAIKA Studios. I ritmi di gioco sono blandi e l'esplorazione, per quanto incentivata da segreti sparsi qua e là, si rivela estremamente limitata: nelle due ore abbondanti di prova, avvenuta su PC attraverso EA Play, ho attraversato livelli dalle dimensioni contenute; poco più che corridoi popolati di tanto in tanto da personaggi bizzari, in cui era di fatto impossibile perdersi. L'effetto non è comunque spiacevole, e anzi enfatizza l'impressione di trovarsi in una sorta di set estremamente fisico, che quasi sembra di percorrere per davvero.

    A prescindere dall'azzeccatissima estetica, con un colpo d'occhio in grado di rendere Lost in Random discretamente unico e subito riconoscibile grazie alla sua innegabile personalità, è ad ogni modo il sistema di combattimento a distinguere in maniera netta la produzione svedese. La chiave di volta è il dado animato Dicey: più che un estemporaneo compagno di viaggio un'arma vivente che permette di bloccare lo scorrere del tempo e usare apposite carte da collezionare nel corso dell'avventura, sbloccando così il vero potere delle sei facce. Il risultato è una meccanica di combattimento parecchio originale, che mescola scontri in tempo reale da action canonico a pause tattiche che consentono di interagire in maniera peculiare con i personaggi e l'ambientazione.

    Di base, durante gli scontri - che avvengono sempre all'interno di arene delimitate - si collezionano dei cristalli azzurri, da accumulare colpendo con la fionda escrescenze che spuntano dai corpi degli avversari. Una volta caricato un apposito indicatore con l'energia di questi minerali, è possibile premere un tasto (Y sul controller) per lanciare Dicey: l'azione si interrompe all'istante e il nostro aiutante viene letteralmente sbalzato in aria come un dado a tutti gli effetti. Il risultato, virtualmente da uno a sei ma all'inizio limitato all'uno e al due, determina la quantità di punti spendibili "a bocce ferme", attraverso una serie di apposite carte: a disposizione ci sono azioni curative, armi elementali da far apparire dal nulla, bombe da sganciare e molto altro ancora, con un mazzo espandibile mano a mano.

    Per quanto l'effetto finale dato dall'impiego delle carte si dimostri piacevolmente inusuale, e almeno sulle prime assicuri un incedere piuttosto curioso al sistema di combattimento, non aspettatevi comunque una struttura

    eccessivamente approfondita. Come specificato da Zoink, Lost in Random non è né vuole essere al 100% un'esperienza all'insegna del deck building più spinto (per un gioco di quel genere, recuperate la recensione di Slay the Spire) quanto piuttosto un action con sfumature di quel tipo, con una dinamica ludica in grado di differenziarlo dal resto. Basteranno un'ambientazione spettacolare, tanto evidente carisma e qualche trovata diversa dal solito a rendere Lost in Random la nuova stellina del firmamento indie? Ancora qualche giorno di attesa e lo scopriremo insieme, anche se l'impressione è che EA e Zoink possano avere per le mani qualcosa di promettente e suggestivo.

    Lost in Random A dispetto di un lip-sync davvero problematico - che compromette in parte l'enfasi narrativa - e di animazioni un po' ingessate, Lost in Random sembra essere un gioco con fascino da vendere e un'atmosfera ammaliante. Una produzione non certo epocale eppure sinceramente brillante, che potrebbe avere tutte le carte in regola (anche in senso letterale...) per affermarsi, confermando la bravura di Zoink e la visione di EA Originals. Incrociamo le dita e speriamo in un tiro di dado fortunato.

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