Luigi's Mansion 3: i fantasmi infestano Nintendo Switch

Il fratello di Mario è pronto a tornare con un'avventura spettrale ricca di sorprese, in arrivo il giorno di Halloween in esclusiva su Switch.

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  • Luigi's Mansion 3 è un concentrato di piccole trovate geniali, disposte con cura certosina nelle stanze spettrali di un hotel infestato. L'avventura spiritica che proprio ad Halloween debutterà su Nintendo Switch ci colpisce ogni volta che la avviciniamo, proprio per la quantità inesauribile di interazioni, oggetti, meccaniche di gioco e tocchi di classe che continua a riversarci addosso. In ogni angolo dell'edificio che dovremo liberare dalle presenze ectoplasmatiche c'è una sorpresa, un elemento da risucchiare con il Poltergust, un segreto da rivelare.
    Oltre a stupire per questa sua incredibile densità, il titolo si configura come un vero e proprio inno alla curiosità del giocatore, che viene costantemente spronato a ficcare il naso negli angoli più impensati, immaginando interazioni inattese con mobilio e suppellettili. In quello che sarà probabilmente uno degli ultimi hands-on prima della recensione abbiamo esplorato a fondo il settimo piano del Last Resort, l'albergo che farà da sfondo all'intera avventura. Questo ci ha permesso di capire qualcosa in più sulla struttura dell'avanzamento, riconfermando al tempo stesso quanto sia importante ed esemplare la varietà di situazioni che in Luigi's Mansion 3 affronteremo.

    Spettri e fantasmi

    Il viaggio che ci porterà a liberare Toad, Mario e la Principessa Peach dalle grinfie del tronfio King Boo sarà una sorta di crociata ascendente: l'ascensore dell'hotel, piano dopo piano, ci trascinerà verso l'alto, ma non senza imporci delle visite forzate ai vari livelli dell'edificio. Sembra infatti che le dispettose presenze che infestano il resort abbiano nascosto i tasti della pulsantiera, costringendoci a recuperarli per poter poi procedere verso la meta.
    Non servirà molto tempo per accorgersi che l'architetto che ha progettato l'hotel doveva avere un gusto piuttosto eclettico: ogni piano sarà sostanzialmente caratterizzato da una diversa tematica, in modo che a cambiare costantemente siano anche le atmosfere e i nemici che incontreremo.

    Un'occhiata al trailer pubblicato durante l'ultimo Nintendo Direct rivela che nel Last Resort si nascondono allestimenti pirateschi e installazioni egizie con tanto di mummie possedute, ma il settimo piano ha un setting ancora diverso: si tratta, infatti, di un'area infestata da uno spettrale giardiniere, che l'ha trasformata nella sua serra personale. Nelle varie stanze troviamo un rigoglioso tappeto d'erba o cumuli di foglie ingiallite da soffiare via con il getto dell'improbabile aspirapolvere di Luigi, e lungo le pareti corrono rovi che ostacolano il passaggio.
    Il nostro (poco) temerario protagonista si muove sempre con circospezione, guardandosi attorno con una certa insicurezza. A sua disposizione gli strumenti che ogni improvvisato cacciatore di fantasmi deve sempre avere con sé: una torcia per stordire le infide presenze che si nascondono nelle sale dell'hotel, una ventosa da appiccicare a vari elementi dello scenario, un fascio luminoso in grado di rivelare la presenza di oggetti nascosti. E ovviamente il Poltergust, che aspira oppure soffia all'occorrenza.

    Come dicevamo in apertura, il fulcro del gameplay è l'esplorazione curiosa e partecipe. Luigi's Mansion dissemina nelle sue stanze una serie interminabile di indizi visivi che il giocatore deve cogliere e interpretare. Alle volte si tratta soltanto di un piccolo bagliore dietro una tenda: e allora via, si acchiappa il drappo con l'aspiratore, e poi si tira fino a strapparlo, rivelando quello che c'è dietro.

    Altre volte, invece, è una parete lievemente incrinata: si prova a soffiarci sopra con il Poltergust e questa traballa come le ossa di un vecchio scheletro impolverato, senza però che il nostro sforzo abbia nessun effetto concreto. Così si può pensare di individuare un oggetto pesante, attaccarci una ventosa per poterlo afferrare e trascinare, e poi sbatacchiarlo qua e là nella speranza di rompere il muro crepato.

    Puzzle con brio

    A leggerle nero su bianco le interazioni con gli elementi dello scenario potrebbero sembrare banali, consuete, eppure vi assicuriamo che nel corso della nostra prova non abbiamo trovato una singola stanza in cui non fosse necessario usare la testa. Guardarsi intorno, cercare di capire come quel nuovo oggetto - mai visto prima - possa in qualche modo esserci utile.

    A rendere ancora più interessanti le situazioni di gioco ci pensa la presenza di Gommiluigi (infelice traduzione del più ispirato Gooigi), un melmoso clone del protagonista che può essere richiamato all'occasione. La sua consistenza viscida e gelatinosa gli permette di attraversare le grate come un appiccicoso blob, ma anche di infilarsi nelle tubature per poi rispuntare in altre zone della stanza.

    Quando si gioca da soli è possibile alternare il controllo di Luigi e del suo doppione, ma nel caso in cui vogliate affrontare il gioco in cooperativa, i due acchiappafantasmi - quello originale e quello gommoso - potranno esplorare coordinatamente le ambientazioni.

    L'uso di Gommiluigi serve quasi sempre per risolvere puzzle ambientali più o meno complessi, ma di tanto in tanto sarà indispensabile anche per uscire da situazioni delicate. Quando il tentacolo di un'invadente pianta carnivora immobilizzerà Luigi, ad esempio, bisognerà passare alla versione vischiosa per liberarci dalla terribile presa. Usando, fra le altre cose, una sorta di lama circolare che una volta incastrata nel bocchettone del Poltergust lo trasformerà un una improvvisata motosega.

    Ecco qui un'altra novità emersa durante il nostro playtest: ogni piano, oltre ad avere un tema distintivo, avrà anche un oggetto speciale che sbloccherà interazioni distintive e uniche, pensate soltanto per quello stage. Nelle stanze in cui si recupera la sega, ad esempio, sarà possibile tagliare i mobili di legno, rivelando magari stanze segrete, oppure tranciare viticci che avviluppano porte e passaggi.

    La motosega artigianale (ed alla stessa maniera, crediamo, gli oggetti distintivi disseminati nei vari piani) giocherà un ruolo fondamentale anche durante la boss fight che aspetta i giocatori alla fine dello stage. Sulla resa dei conti con l'evanescente giardiniere che già abbiamo nominato non vogliamo dir molto, per non rovinare la sorpresa a quei giocatori che lo affronteranno nel gioco finale: vi basti sapere che anche gli scontri con i boss abbracciano la stessa filosofia del resto del gioco, chiedendovi di osservare, interpretare e agire solo dopo aver razionalizzato le routine dell'avversario. Anche durante queste fasi si incappa in una sorta di morbido "trial & error", che però non viene (quasi mai) interrotto dalla morte. Il processo di scoperta, studio e apprendimento è fluido e continuo: il giocatore si trova a sperimentare con gli elementi a sua disposizione finché non trova la soluzione giusta per proseguire, in un momento di estrema realizzazione e soddisfazione massima.

    È importante ribadire che pure gli scontri di base riescono quasi sempre a risultare inaspettati: spesso, infatti, gli spettri raccolgono e utilizzano gli oggetti che gli stanno intorno. Può quindi capitare di affrontare un fantasma con gli occhi coperti di foglie, che andranno soffiate via con il Poltergust prima di poter accecare l'ectoplasma, oppure di trovarsi di fronte un esercito di spiriti armati di strani fiori fotosensibili, da far schiudere con un lampo di torcia per disarmare i nemici.

    Come accennavamo all'inizio dell'articolo, insomma, in Luigi's Mansion 3 risalta soprattutto la varietà: di idee, di situazioni, di interazioni. Per il momento l'unico elemento che non ci è piaciuto è la struttura molto guidata e quasi "compartimentata".

    Ogni sala fa storia a sé, ciascuna delle aree che compone lo stage è autonoma e indipendente, e la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad una serie molto lineare di stanze-puzzle, piuttosto che ad un ambiente organico da esplorare in libertà.

    Non sappiamo se sia una caratteristica del piano che abbiamo esplorato, o se invece tutta l'avventura sarà scandita secondo queste regole. Alcuni degli scenari visti nei trailer lascerebbero presupporre la presenza di zone più aperte, e speriamo quindi che il prodotto finale ci riservi qualche sorpresa. La notte di Halloween, ovviamente, saremo pronti ad esplorare l'Hotel di Luigi's Mansion 3 per diradare gli ultimi scampoli di nebbia che ancora lo avvolgono, e verificare le nostre ottime impressioni.

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