Provato MADievals

Il pazzo medioevo secondo Raffaele "2Finger" Bonfanti

provato MADievals
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Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Cosa spinge un tecnico informatico trentanovenne, completamente a digiuno di linguaggio di programmazione, a reinventarsi sviluppatore? Semplice: una passione smodata per i videogiochi. Raffaele "2Finger" Bonfanti è un amatore nel senso più ampio del termine, perché per puro "amore" del nostro media preferito ha deciso di cimentarsi nella creazione di un'avventura grafica punta e clicca in tre dimensioni, ispirata all'immortale Monkey Island: il risultato è MADievals, un frullato di situazioni inverosimili e humor intelligente, con una spruzzatina di vivace demenzialità. Sul sito ufficiale del progetto è stato predisposto un widget con Humble Bundle che permette di effettuare il pre-ordine per l'irrisoria cifra di 1.60 euro, con la quale contribuire al finanziamento dello sviluppo. L'offerta però non si basa unicamente sulla cieca fiducia: 2Finger ha infatti reso pubblica una demo gratuita per permettere a chiunque di testare questa frizzante avventura tutta italiana. Noi abbiamo colto al volo l'opportunità e siamo stati piacevolmente colpiti dalla leggera scanzonatezza del gioco.

HO LETTO MILLANTA STORIE DI CAVALIERI ERRANTI...

Rusty Steelknee è un impavido paladino dalla ferruginosa armatura che dopo un impervio pellegrinaggio insieme al suo fedele destriero, giunge nei nebbiosi territori di Manzasun, alla ricerca di una sacra reliquia d'oro: la famigerata lampada idolo del re Prime Secondo. Come prima tappa, tuttavia, si ferma nel cimitero di Ye Ole, tra cripte e "tombe a forma di tombe", dove incontra personaggi (vivi e morti) che definire strambi è dire poco: come Macho Turtle, un guardiano orbo e sordo, e Roy Spidelweb, stralunato individuo che ama penzolare a testa in giù con una peculiare ragnatela di sua invenzione. La nomenclatura qui fornita non serve solo a descrivere le premesse narrative fin nei minimi particolari: come ben si può intuire dalla scelta dei nomi, l'atmosfera di questo MADievals è stracolma di umorismo, non si prende mai realmente sul serio e innesta una sequela di volute idiozie in cui ogni aspetto della narrazione (a cominciare dai personaggi) sembra trovare il proprio posto. La storia non si limita a fare da sfondo al gameplay ma lo giustifica e per certi versi lo "completa", donando ad ogni elemento dell'ambiente uno specifico ruolo nel quadro generale. Un divertente incipit, in cui la voce narrante abbatte ironicamente la quarta parete, ci permette di prendere presto confidenza con i controlli tipici del genere punta e clicca. Muovendo il cursore del mouse verso l'alto, al margine sinistro dello schermo, possiamo interagire con un classico inventario, in cui selezionare gli oggetti che ci interessano e combinarli con gli elementi dello scenario, in modo tale da risolvere dei piccoli puzzle ambientali discretamente elaborati.

L'interfaccia prevede la presenza d'icone che esemplificano il tipo di azione che il nostro paladino è in grado di compiere: un occhio quando può ispezionare un oggetto, una mano quando può utilizzarlo, un piede per spostarsi da una zona all'altra e una nuvoletta di dialogo per parlare con gli NPC. Ed è proprio lo spassoso scambio di battute tra i personaggi del gioco quello che dovrebbe rappresentare, a tutti gli effetti, il perno dell'intera esperienza. Data l'esiguità dei mezzi con cui il gioco è stato sviluppato e considerata inoltre la totale inesperienza dell'autore nel campo della programmazione (sotto sua esplicita e modesta ammissione), occorre chiudere ben più di un occhio sulla grossolanità di alcune meccaniche che, pure nella semplicità concettuale del genere punta e clicca, mostrano il fianco ad alcuni peccati d'ingenuità; su tutte la gestione della telecamera, la quale non sempre inquadra correttamente la scena, rendendo poco chiara la visione d'insieme. Tuttavia, tenuto conto delle premesse di cui sopra, vale la pena prestare maggiore attenzione all'aspetto su cui più di tutti lo sviluppatore sembra puntare perché la sua opera sia caratterizzata dalla giusta dose di personalità: la qualità della narrazione. Il contesto che fa da sfondo all'avventura, piaccia o meno l'umorismo col quale è imbastito, rivela l'indole da cantastorie medievale dello sviluppatore. È evidente che a Raffaele Bonfanti piace raccontare, soprattutto storie divertenti. Nella demo non manca, infatti, una sola linea di dialogo che non grondi ironia: "2Finger" intende chiaramente dar vita ad una storyline che, senza alcuno spessore pretestuoso, centrifughi l'immaginario collettivo videoludico, cinematografico e letterario all'insegna della risata fragorosa o anche del semplice sorriso. I numerosissimi testi che costellano la progressione delineano un quadro dove a predominare è il sano nonsense, un calderone all'interno del quale tutto sembra lecito.


L'ambientazione medievale diviene quindi solo un mero pretesto per sviluppare una trama che già da ora sembra scardinare qualsiasi logica, con folletti che sbucano d'improvviso, assurde quanto divertenti gare di tortura, orinatoi chimici mobili che sfidano le leggi dello spazio, aggeggi tecnologici anacronistici e chi più ne ha più ne metta. Il tutto è infarcito da un interessante ed esasperato utilizzo delle citazioni tratte da film e videogiochi, persino con font che richiamano quelli delle opere cinematografiche che intendono parodiare. Questo pastiche di situazioni rischia di confondere ed altresì infastidire, e potrebbe dare l'idea (fallace, a nostro avviso) che la mescolanza gratuita di elementi scollati tra di loro sia inserita per sopperire alla mancanza di una propria originalità. In realtà l'autore ha impresso la sua personale impronta sul background narrativo, creando una vicenda che, per le sue note umoristiche, per l'uso mai casuale dei nomi e per le sue invenzioni stilistiche, riesce a stuzzicare l'interesse del giocatore, spronato dalla curiosità di capire cos'altro di assurdo si cela nelle zone inesplorate del regno di Manzasun e quale comune sorte lega alcuni personaggi che lo popolano. Allo stato attuale, l'intento narrativo sembra prevalere in parte su quello meramente ludico, con una predominanza dei dialoghi da leggere (e ascoltare) rispetto agli enigmi ambientali da risolvere, tra l'altro abbastanza intuitivi nella loro stravaganza.
Il mood demenziale e caricaturale è acuito anche dallo stile grafico e dal comparto tecnico, realizzato alla buona con Unity 3D. È lo stesso autore ad ammettere di aver acquistato asset creati da professionisti ed averli combinati insieme: ancora una volta, il miscuglio e la contaminazione di vari elementi compensano la povertà dei mezzi a disposizione e contribuiscono a creare un impasto piacevolmente surreale. La raffazzonata gestione delle animazioni, inoltre, dona un (in)volontario retrogusto comico, senza dubbio in linea con il tono dell'opera. E a proposito di "toni": il gioco è doppiato in italiano grazie all'aiuto di un gruppo di semi professionisti che hanno prestato gratuitamente le loro voci per realizzazione della demo, con un risultato piuttosto piacevole nella sua smaccata teatralità.

PICCOLI PALADINI CRESCONO

Per farvi affezionare ancor di più alle (dis)avventure del buon Rusty, "2Finger" ha messo a disposizione online anche un browser game, Rusty Steelknee e il Sacro Mantra del Sommo Porro (lo potete trovare qui): una sorta di prequel/spin off del gioco principale che ne riprende in modo pressoché identico le meccaniche e l'interfaccia, ma abbandona la natura 3D (e di conseguenza i capricci della telecamera) per abbracciare la progressione in due dimensioni. Conoscerete così alcuni dei simpatici retroscena che hanno portato il temibile cavaliere nei territori di Manzasun.

MADievals MADievals è un titolo palesemente “fatto in casa”. Quando ci si approccia verso simili prodotti, bisogna quindi tener conto degli strumenti di programmazione di cui l’autore dispone e delle intenzioni alla base dello sviluppo. È vero che gli strumenti sono ridottissimi e gli intenti indubbiamente modesti, ma se l’obiettivo è quello di far divertire, ridere o perlomeno sorridere giusto il tempo di una rapida partita, allora il progetto è sulla strada del successo. Bonfanti sta realizzando un’operetta che, per quanto semplicistica nella struttura e nelle meccaniche, non merita certo di essere denigrata da quello snobismo superficiale con cui alcune volte ci si rivolge a giochi di così piccolo calibro. La possibilità di testare una demo gratuita e addirittura un grazioso spin off sotto forma browser game, non lascia scuse: MADievals va provato quantomeno per capire se l’ironia di cui è infarcito sia affine al vostro senso dell’umorismo. Dal canto nostro, consigliamo di dargli una possibilità: potreste davvero trascorrere qualche ora nella spensieratezza di un salutare divertimento citazionista.

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