Man of Medan: una co-op da brividi nell'horror dagli autori di Until Dawn

Abbiamo provato Man of Medan, primo episodio di The Dark Pictures Anthology, la nuova visione horror degli autori di Until Dawn.

The Dark Pictures Anthology Man of Medan
Speciale: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • "Fin dal primo momento in cui abbiamo pensato alla Dark Pictures Anthology, abbiamo deciso che Man of Medan e le altre avventure incluse nella collana sarebbero state focalizzate sul multiplayer cooperativo". Pete Samuels, Managing Director di Supermassive Games, ci accoglie così sulla nave che ospita il press tour dedicato alla nuova produzione del team, annunciando di colpo un'inaspettata novità. Una sorpresa notevole, concretizzata nell'annuncio di due modalità inedite capaci persino di cambiare alcune prospettive sul prodotto, rendendolo sicuramente più sfaccettato e interessante.

    Dopo la nostra nuova prova, insomma, la curiosità nei confronti dell'horror di Bandai-Namco aumenta ulteriormente, e tutto il progetto antologico del publisher dimostra di avere ambizioni fuori dal comune.

    Orrore in mare aperto

    Quale sarà la struttura ludica di Man of Medan, il suo gameplay, dovreste averlo chiaro tutti, se avete giocato ad un'avventura narrativa di Quantic Dreams, Telltale Games o degli stessi ragazzi di Supermassive, che prima di questo titolo hanno sviluppato Hidden Agenda (per la collana PlayLink) ed il ben più celebre Until Dawn.

    Ed è proprio con l'esclusiva PS4 uscita quattro anni fa che le similitudini si sprecano. Anche in questo caso siamo di fronte ad un racconto horror, fortemente focalizzato su una sceneggiatura dinamica che cambierà a seconda delle scelte del giocatore (o meglio: dei giocatori!). Più che sull'interazione ambientale il titolo si concentra sulle decisioni dei personaggi, che dovranno agire seguendo la propria "bussola morale", cercando di superare indenni situazioni di rischio e tensione.

    Siamo insomma di fronte ad un racconto interattivo, che presenterà una sceneggiatura con molte diramazioni e finali multipli (molti dei quali dall'accento eccezionalmente tragico).

    Così come in Until Dawn anche in Man of Medan c'è una "cornice narrativa" che scandisce e contestualizza il racconto: se nel titolo precedente era un inquietante psicologo che commentava le decisioni del giocatore, qui ci troviamo di fronte ad un flemmatico bibliotecario, che introduce gli eventi e poi scandisce le sue considerazioni tra una scena e l'altra. Una soluzione perfetta, per altro, per dare valore a tutta l'antologia: ricordiamo infatti che The Dark Pictures Anthology sarà una raccolta di avventure indipendenti pubblicate ad intervalli regolari, che esploreranno i diversi sotto-generi dell'horror.

    Tralasciando le questioni strutturali del progetto, arriviamo alle novità presentate ad Amburgo, nel ventre metallico di una nave ancorata sulle rive dell'Elba. Man of Medan sarà interamente giocabile in co-op, online, in compagnia di un altro utente, amico o sconosciuto che sia. In questa modalità i due giocatori interpreteranno due diversi personaggi, e prenderanno le proprie decisioni in maniera completamente indipendente. Le situazioni che possono venire a crearsi sembrano se non altro stuzzicanti:

    pensate se i partecipanti alla sessione proveranno a orientare il racconto spingendolo in direzioni diametralmente opposte. Durante l'assalto dei pirati alla piccola imbarcazione dei protagonisti (la sequenza che abbiamo giocato è la stessa che vi abbiamo raccontato in occasione dell'E3), uno dei personaggi potrebbe decidere di fare l'eroe, mentre un altro potrebbe dimostrare la propria vigliaccheria tentando la fuga.
    Le variabili in gioco sono decisamente stimolanti, soprattutto quando succede che i due giocatori siano costretti a separarsi, vivendo sostanzialmente due scene che scorrono parallele. Può ovviamente succedere che le azioni di uno dei due giocatori influenzino gli eventi vissuti dall'altro, in un rapporto di cause e conseguenze che potrebbe avere degli esiti estremamente sfiziosi.
    L'approccio all'avventura, fra l'altro, potrebbe cambiare in maniera radicale a seconda che gli utenti decidano di restare in contatto tramite chat vocale o meno. Nel primo caso i due partecipanti alla sessione potrebbero coordinarsi e raccontarsi in tempo reale la scena che stanno vivendo, mentre nel secondo dovrebbero semplicemente affidarsi al proprio istinto, avendo solo successivamente l'occasione di spiegare al compagno cosa sia successo, attraverso le parole dei personaggi una volta che si saranno ricongiunti.

    Oltre ad essere una prospettiva estremamente interessante dal punto di vista delle implicazioni ludiche e narrative, un approccio del genere potrebbe moltiplicare il replay value di Man of Medan, visto che i giocatori saranno sicuramente invogliati a rigiocare l'avventura per affrontare le scene che non hanno vissuto in prima persona. Se già la durata stimata della produzione ci sembrava in linea con il prezzo di vendita (5 ore di gioco per 30 euro, anche in versione retail), adesso il pacchetto assemblato da Supermassive Games si fa ancora più interessante.

    È piacevole, fra l'altro, che proprio questo tipo di multiplayer inneschi delle particolari sensazioni negli utenti coinvolti, che alle volte si sentono abbandonati dal proprio compagno e in altre occasioni percepiscono invece il suo supporto e lavorano in sinergia: delle situazioni che permettono fra l'altro di ragionare in maniera originale sul concetto di narrazione interattiva e collaborativa.

    Lupo di mare

    Ovviamente potrete decidere di affrontare l'avventura di Man of Medan anche in solitaria. In questo caso il peso delle scelte ricadrà interamente su di voi, e sappiate che se vorrete ottenere un finale dignitoso, portando in salvo tutti i protagonisti, dovrete impegnarvi un bel po'.

    Questo primo capitolo dell'antologia, come dicevamo, si ambienta all'interno di una nave fantasma, un rugginoso relitto misteriosamente scomparso durante la seconda guerra mondiale, in circostanze poco chiare. Per venire a capo degli inspiegabili segreti della nave e comprendere la sua turpe storia dovrete dimostrare prontezza, sangue freddo e spirito d'osservazione.

    Sarà necessario infatti superare diversi quick time event per sfuggire alle situazioni più delicate, ma anche recuperare diversi indizi sparsi nelle varie ambientazioni. Così come accadeva in Until Dawn, indagare a fondo o recuperare alcuni oggetti permetterà ai protagonisti di fare le giuste connessioni logiche per comprendere cosa sia successo a bordo o quali presenze infestino la nave.

    Ci saranno anche delle "premonizioni" che potrebbero aiutarvi nelle scelte più delicate, e infine sarà necessario sapere che ogni dialogo e ogni scelta avranno non solo un'influenza sulla storia, ma anche sui comprimari. I personaggi controllati dall'Intelligenza Artificiale prenderanno decisioni sulla base dei rapporti con i compagni e in linea con la personalità che averete contribuito a scolpire. Se per esempio convincerete un compagno ad agire in maniera coraggiosa o addirittura sconsiderata, quest'ultimo potrebbe prendere decisioni simili anche nelle scene successive.

    Bye Bye DecimaMan of Medan, a differenza di Until Dawn, è un progetto multipiattaforma. Questo aspetto, oltre ovviamente al cambio di publisher, ha imposto al team di sviluppo di abbandonare il motore proprietario di Guerrilla Games optando per il sempreverde Unreal Engine 4. La tecnologia di Epic è sicuramente molto malleabile e dinamica, ma sembra evidente un piccolo calo delle prestazioni a livello squisitamente grafico. Il Decima Engine era imbattibile nella gestione delle espressioni facciali e degli effetti di luce, presentando render sicuramente più incisivi sul fronte della texturizzazione e degli shader. Il colpo d'occhio di Man of Medan non è affatto male, ma siamo sicuri che i prossimi capitoli dell'antologia possano ancora migliorare, anche per quel che riguarda gli effetti speciali e atmosferici o la pienezza dell'illuminazione ambientale.

    Le prospettive sono estremamente intriganti, ma ovviamente la qualità della sceneggiatura e soprattutto il suo dinamismo (ovvero la reale capacità di adattarsi alle disposizioni del giocatore) andranno valutati sul prodotto finale.
    Nel caso in cui l'esperienza solitaria non faccia per voi, c'è comunque un'ulteriore modalità che potreste prendere in considerazione. Si chiama Movie Night (in italiano "Serata al Cinema"), e si tratta in sostanza di una co-op locale per un massimo di 5 giocatori. All'inizio dell'avventura il gioco assegna ad ogni partecipante uno dei protagonisti dell'avventura: sarà poi compito del gruppo passarsi il pad di mano in mano a seconda del personaggio che agirà nelle varie scene. Una sorta di avventura collettiva che non recupera gli elementi competitivi di Hidden Agenda ma sprona invece il gruppo interagire per prendere la decisione migliore: un'ottima idea per movimentare una serata fra amici, magari da trasformare in appuntamento fisso in previsione dei successivi capitoli dell'antologia "oscura" di Bandai-Namco.

    Se finora Man of Medan si è presentato al pubblico nelle vesti di un'avventura horror ottimamente confezionata, dopo il press tour in terra teutonica la produzione ha cambiato volto. Le modalità cooperative sono estremamente indovinate per questo tipo di prodotti, e il titolo di Supermassive ne integra due ottimizzate per il multiplayer online e locale. Il gioco riesce insomma a moltiplicare contenuti, prospettive, esperienze, grazie al sorprendente spirito d'iniziativa del team.

    Adesso tutto è nelle mani della sceneggiatura, dei dialoghi e del racconto, la cui qualità andrà valutata dopo aver visto (per più di una volta) i titoli di coda dell'avventura. Man of Medan ha tutte le carte in regola per sorprendere, speriamo quindi che voglia puntare su una storia sfaccettata e misteriosa, che vada oltre i cliché di genere e i jumpscare.

    Il team promette scintille anche in questo ambito, e anche noi siamo più che ottimisti: scambiando quattro chiacchiere con i ragazzi di Supermassive si capisce di essere di fronte ad esperti conoscitori dell'horror e delle sue regole, sinceri appassionati che conoscono a menadito le sperimentazioni di hollywood e dei lungometraggi più moderni. Il 30 agosto scopriremo se la storia di Man of Medan sarà potente e destabilizzante come ci hanno promesso. In quel caso, i fan dell'orrore digitale non avranno davvero scuse.

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